Il mig delle bugie

Il mig delle bugie

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18 luglio del 1980: una telefonata allerta i carabinieri di Caccuri della presenza dei resti di un aereo tra le montagne della Sila. Scatta l’allarme. In poche ore confluiscono sul posto carabinieri, poliziotti, reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica. L’intera area interessata dalle operazioni di recupero viene inibita all’accesso di curiosi e giornalisti. Nello spazio di cinque chilometri intorno al velivolo nessun civile può mettere piede. Comincia così un giallo. Da dove proveniva quel Mig? Com’era finito tra quelle montagne? Quando era precipitato? Chi depistava? E, soprattutto, perché? Qualcuno aveva voluto così.

Prefazione a cura di Pantaleone Sergi

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Il corruttore

Il corruttore

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È una sorta di pubblica denuncia di un corruttore reo confesso, una testimonianza che scuoterà molte coscienze della politica e della società civile di fronte alle proprie responsabilità morali, prima ancora che giudiziarie. Nasce dal racconto schietto e disinibito dell’ex proprietario della Dhi, società che ha svolto la raccolta dei rifiuti a Maddaloni e in numerosi comuni del Casertano, arrestato nel marzo 2016 per corruzione. Dopo aver confessato e iniziato un percorso di collaborazione con la magistratura, si propone qui di ricostruire con dovizia di particolari tutta la propria vicenda.  La vera peculiarità di questo testo risiede nella scelta audace di raccontare i fatti accaduti dal punto di vista del “cattivo”, o meglio di un valido e preparato imprenditore divenuto poi obtorto collo esperto “corruttore”, invischiato in un sistema che promuove l’arrivismo spietato e ignora le leggi dello Stato e della morale; testimonianza schiacciante di quanto sia labile e indefinito il confine tra legalità e illegalità.

Prefazione a cura di Pantaleone Sergi

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Liberandisdòmini

Liberandisdòmini

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Senza eccedere in paragoni superlativi, Liberandisdòmini, è un vero e proprio “caso” letterario. A metà strada tra Il Gattopardo e Cent’anni di solitudine, infatti, Pantaleone Sergi disegna, attraverso un codice lessicografico colto e intelligibile, un mondo in cui le atmosfere del realismo magico si fondono con le ambientazioni locali creando un universo parallelo insieme lontano e vicino, veritiero e incantato, dove può succedere tutto, ma lo stesso tutto può rivelarsi niente, ignoto al tempo e alle geografie terrestri e come tale destinato a scomparire per sempre. Mambrici è una “Macondo” del Meridione a cavallo tra Otto e Novecento. È un paese immobile nel tempo e nello spazio dove sembra non succeda niente e invece succede tutto e altro ancora. Su un palcoscenico dipinto di case miserrime si staccano le “palazziate” dei massari e i palazzi sontuosi dei notabili, fra tutti si erge quello di don Florindo, sindaco e dominus indiscusso di tutta Mambrici. Un paese sconosciuto alle carte geografiche, ma di cui si può ritrovare senza difficoltà la strada; lontano da quella Monza in cui uccidono il re, eppure abbastanza vicino per poterlo degnamente commemorare; e mentre il capo della “maffia” cerca un proprio riconoscimento e un posto tra il “nobilume” locale, le decisioni importanti vengono prese dai galantuomini riuniti in perenni conciliaboli presso la farmacia del paese, e la povera gente continua a farsi curare il corpo e la testa dalle magare coi loro intrugli e le loro pozioni. Siamo negli ultimi giorni dell’anno, un anno che segnerà anche il passaggio di secolo. Un telegramma che annuncia un ritorno sarà il primo di una serie di eventi che sconvolgeranno l’intero paese perché, si sa, i telegrammi annunciano sempre disgrazie. Tali eventi – tra siccità e carestie, morti ammazzati e possibili epidemie di colera – riempiranno il paese dell’odore di fosforo e di morte. Mentre la retata del governo contro la dilagante malavita locale stritolerà anche i fervori del neonato movimento socialista e il terremoto del 5 settembre 1905 soffocherà l’intero paese, di cui nemmeno una casa resterà in piedi, si vedranno scomparire a uno a uno i protagonisti di quegli anni e i fantasmi di questa storia che, poi fantasmi non sono.

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Giornale di Storia Contemporanea 1/2019

Giornale di Storia Contemporanea 1/2019

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Giornale di Storia Contemporanea, XXIII, n.s., 1, 2019

Sommario

SAGGI

Marco Clementi

Le mogli dei soldati. Storie di profughe dal fronte orientale (1943-1945)

Massimiliano Paniga

L’alto commissario aggiunto Mario Berlinguer e la punizione dei delitti fascisti

Giancarlo Poidomani

L‘attività diplomatica dell’ambasciatore britannico SirJames Rennell Rodd in Italia (1908-1919)

Alberto Stramaccioni

Gli Usa e la Grande Guerra. Dall’espansionismo economico all’interventismo militare

Luigi Giorgi

Moro, il centro-sinistra, la Democrazia cristiana e le difficili elezioni del 1963

Laura Fotia

La nascita dell’Istituto italiano di cultura di Buenos Aires

Pantaleone Sergi

La stampa etnica degli italiani in Cile durante il Ventennio fascista

 

NOTE & DISCUSSIONI Enrico Pugliese

Riflessioni sulla ricerca di Paolo Barcella Per cercare lavoro. Donne e uomini dell’emigrazione italiana in Svizzera

 

RECENSIONI

MATTEO SANFILIPPO, L’emigrazione nei documenti pontifici, Tau editrice, Todi 2018, p. 209 (Federica Bertagna); FRANCESCO BENIGNO, Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica, Einaudi, Torino 2018 p. 210 (Giorgio Sacchetti); TOMMASO DI CARPEGNA FALCONIERI e RICCARDO FACCHINI (a cura di), Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI), Gangemi Edi- tore, Roma 2018, p. 213 (Matteo Sanfilippo); EUGENIO DI RIENZO, Ciano, Salerno, Roma 2018, p. 214 (Giuseppe Ferraro)

 

AUTORI

 

NORME REDAZIONALI

 

 

 

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