I discorsi parlamentari di Diego Tajani

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Il Centro Studi Diego Tajani in collaborazione con il Dipartimento di Lingua, Letteratura e Cultura della Queen’s University pubblicano i discorsi tenuti in Parlamento da Diego Tajani l’11, 12 e 16 giugno 1875, relativi al dibattito sull’ordine pubblico in Sicilia e in particolare sulla mafia. Dagli interventi, emerge lo spirito combattivo del parlamentare che racconta anche vicende vissute in Sicilia, quando da procuratore del Re di Palermo, ha cercato di fare luce sull’intreccio tra mafia e uomini delle istituzioni. Resta attuale la sua intuizione sulla mafia come governo del territorio.

€15,00

I fatti di Palmi

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Il primo volume inedito è una preziosità. Repaci, in galera per i fatti della Varia di Palmi del 1925, volle preparare una autodifesa concordata con i suoi avvocati. È una lunga esposizione dei fatti di quel giorno e delle motivazioni per le quali Leonida e i suoi fratelli Giuseppe, Gaetano e Francesco e i cognati Parisi e Mancuso non potevano essere colpevoli. Tutto è incentrato su un’accusa che secondo Repaci manca tra le tante di cui era imputato: “L’attentato all’amore della mamma”

Fascia di prezzo: da €7,99 a €14,00
ebook - cartaceo

I fiori

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La raccolta di poesie “I fiori” si articola in cinque
sezioni corrispondenti ad altrettante sillogi fino ad
ora inedite: “Quaderno” (dicembre 1991-luglio 1994),
con la prefazione di Maria Cristina Parise Martirano;
“Profonda è l’acqua” (settembre 1994-novembre 1999),
con la prefazione dell’Autrice; “Le parole del fiume”
(dicembre 1999-novembre 2003) con la prefazione di
Coriolano Martirano; “La terra di passaggio” (dicembre
2003-novembre 2005) con la prefazione di Umile
Francesco Peluso; “I fiori” (dicembre 2005-dicembre
2007), il cui titolo si estende all’intero libro.

€20,00

I giorni dell’ira

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a cura di Saverio Di Bella, Francesco Campennì, Carlo Simonelli

Questo numero monografico raccoglie gli atti del Convegno di studi svoltosi a Parghelia nell’agosto 2022 in occasione del trecentesimo anniversario della rivolta dei casali contro la città di Tropea. I contadini dei casali per motivi fiscali (a causa della ingiusta ripartizione di un donativo di 300.000 ducati imposto allora al Regno di Napoli dal governo austriaco di Carlo VI d’Asburgo) posero l’assedio alla città, circondandone le mura con bande armate e chiudendone le vie d’accesso, tagliando le condutture degli acquedotti che portavano l’acqua in città, sequestrando la farina ai mulini e privandoli della forza motrice dell’acqua. Il regio governatore, i nobili e gli altri cittadini assediati chiesero soccorso militare al preside della provincia di Calabria Ultra e al governo vicereale, sperimentandosi nel frattempo, grazie alla mediazione del vescovo di Tropea, lo spagnolo agostiniano Lorenzo Ybañez, che si trovava per le ferie estive nel casale di Drapia, la stipula di un capitolato di pace. Arrivati infine i soccorsi militari su una squadra navale napoletana al comando del generale Valles, intorno al 20 agosto 1722, i contadini si sbandarono e alcuni dei capi e partecipanti ai moti dei casali ribelli vennero catturati, sommariamente processati e, due dei tre condannati, furono impiccati alla marina di Levante, alle Quattro pietre. La rivolta finì dunque repressa nel sangue, quel sangue che simbolicamente le popolazioni dei casali vedevano racchiuso nelle tasse da loro versate al governo cittadino. Gli studiosi ricostruiscono il tempo, i protagonisti, le motivazioni, le conseguenze della rivolta. Emergono così, accanto all’importanza del fattore religioso, le condizioni di miseria del mondo delle campagne, tuttavia vivificato da una volontà di migliorare la propria vita col lavoro e l’industria, da un’antica esperienza di mestieri e saperi contadini, da un’imprenditorialità borghese e nobiliare a macchie di leopardo e in generale dalla speranza di possibili cambiamenti; il ruolo di coesione sociale svolto dalle maestranze; le cause e le modalità del dominio della nobiltà di Tropea sulla città e sui casali. L’analisi degli studiosi mette a fuoco anche le differenze tra il centro urbano di Tropea e i borghi costituenti i casali, nonché la capacità delle popolazioni dei casali di progettare un futuro politico che li veda sottratti al dominio della città dominante. Si scoprono cioè i primi segnali di una capacità politica, che si sarebbe affermata come conquista dell’autonomia amministrativa da Tropea circa un secolo più tardi rispetto agli anni della rivolta. Sarà, infatti, il re Gioacchino Napoleone Murat con la legge sulle circoscrizioni amministrative a creare i Comuni di Drapia, Parghelia, Ricadi, Spilinga, Zaccanopoli, Zambrone, dividendo l’antico demanio tropeano.

€25,00

I giorni di Maratea e di Amantea

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Maratea e Amantea, protagoniste della lotta contro l’invasore francese, nelle pagine di questo saggio, insieme con i comandanti delle rispettive piazze e con le masse legittimiste, ritornano a far da voce portante nella narrazione di quelle vicende di armi e di sangue che, nel 1806-1807, interessarono la parte continentale del regno borbonico e in modo particolare il territorio calabro- lucano. Riemergono, così, in primo piano i vari protagonisti di quell’evento e di quei giorni ormai lontani e riprendono a muoversi su una scena che, per via del tempo, assumendo i contorni d’una vicenda favolosa, sembra appartenere, anche per il ritmo narrativo seguito dall’autore, più alla dimensione d’un romanzo che alla misura d’un saggio. In questa atmosfera narrativa e in questo sfondo di scontri, le due cittadine del Tirreno, a distanza di due secoli, riprendono il proprio posto nella storia di quegli anni e tornano, insieme con i propri comandanti Alessandro Mandarini e Rodolfo Mirabelli, a tesserne la tela, ripresentandone gli avvenimenti dalla posizione privilegiata di chi li ha conosciuti e vissuti, delineandone gli aspetti e consegnandone vicende e protagonisti all’uomo del terzo millennio.

Fascia di prezzo: da €4,99 a €12,00
ebook - cartaceo

I padri della parola

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Saggi di:

Patrizia Valduga /Alberto Bertoni/ Franco Buffoni/ Giuseppe Conte/ Maurizio Cucchi/ Claudio Damiani/ Renato Minore/ Gabriella Sica/ Roberto Mussapi/ Giampiero Neri/ Elio Pecora/ Umberto Piersanti/ Vivian Lamarque/ Giancarlo Pontiggia/ Loretto Rafanelli/ Davide Rondoni/ Gian Mario Villalta

Ne I padri della parola sono raccolte le testimonianze di 17 tra i nostri più noti poeti attuali sul rapporto che hanno avuto con i loro maestri. Un libro vivido di frequentazioni, di affinità, di eventuali, possibili screzi con i padri letterari che hanno contribuito alla loro formazione. Da parte di ognuno un esemplare distillato di passione e bravura. Ne incontriamo qui l’estrema gratitudine rivolta a autentici giganti della letteratura, non solo italiana, figure leggendarie che vengono raccontate nella semplicità di un giorno qualsiasi, non solo assise sullo scranno della loro sapienza e del loro immenso talento. Autentiche, straordinarie voci soliste, dunque, il cui insegnamento si coagula in una irrevocabile massima che li accomuna: un buon poeta più che di continue dissertazioni teoriche, oggi così diffuse, ha necessità soprattutto di tre cose: innato talento, fervida immaginazione e illuminanti frequentazioni.

€16,00
Segnaposto

I soldi dei vinti

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Le assoluzioni giudiziarie di centinaia di fascisti già condannati. Giornalisti, imprenditori e politici arricchitisi a dismisura. Le razzìe della vergogna e la vergogna delle leggi razziali. Censure, violenze e stragi delle camicie nere. Le riserve di ‘champagne’ di Badoglio, gli imperi di Costanzo e Volpi, lo ‘scandalo d’oro’ targato Petacci, le casse di Mussolini. Truffe, nani e bagordi per la ‘Banda di Cinecittà’. Le fallimentari imprese coloniali. Oro e miliardi ai tedeschi invasori. Il ruolo della Chiesa, di radio e giornali. Una nuova ricostruzione storica del Ventennio e della Resistenza. Dal ‘sangue dei vincitori’ al ritorno al potere degli ‘eredi dei vinti’.

€20,00
Segnaposto

I valdesi a San Sisto

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Le culture di minoranza etnico – linguistica hanno un patrimonio identitario non solo ricco di storia. All’interno della loro storia ci sono espressioni di civiltà che tracciano un percorso esistenziale all’interno di un paesaggio che è soprattutto valoriale e simbolico. Valori e simboli costituiscono un raccordo fondamentale che vive nell’humus di una appartenenza che richiama codici ( e si richiama a) che sono la testimonianza di profondi radicamenti. La presenza cosiddetta minoritaria (di culture minoritarie) nei nostri contesti territoriali rappresenta una di quelle ricchezze fondamentali che già di per sé va letta come un bene culturale ma non deposistato e abbandonato nei registri della storia o addirittura ‘musealizzato’ in quanto è la cerniera tra le identità che hanno definito un contesto teritoriale e culturale e le valenze esistenziali, antropologiche e regligiose che hanno attraversato geografie e quei processi vitali che hanno permesso di caratterizzare il tempo e la fisionomia di un territorio…

€30,00

I VENT’ANNI DELL’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022

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I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, rifacendosi necessariamente agli altri due volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.

€15,00
Segnaposto

Ieri oggi Sicilia

[wc-ps]Questo libro è tra i pochissimi che al
pubblico – e soprattutto ai più giovani e alla scuola – offrono una
visione sintetica della storia siciliana. E lo è proprio perché non
costringe entro una lettura rigida la ricca varietà di una esperienza
secolare. La storia siciliana è letta in controluce rispetto ai grandi
movimenti europei. Il suo punto di riferimento costante sono i fatti
sociali ed economici (il sistema produttivo, il disporsi delle classi e
del potere), ma senza che venga mai meno l’attenzione alla politica e
soprattutto alla cultura, sulla quale si trova – se mai ve ne fosse una –
l’identità siciliana. Esaurita da anni la prima edizione, l’Autore ha –
in questa nuova – portato a termine un lavoro di aggiornamento e
riscrittura. Lo stile agile e piano valorizza la precisione delle
informazioni e il rigore scientifico della ricerca.

€15,49
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Il ‘partito dei lavoratori’ di Crotone (1889-‘92)

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Diversamente da quanto avveniva in altre regioni, in prevalenza in quelle settentrionali, interessate, negli anni di fine Ottocento, da un incipiente sviluppo capitalistico manifestatosi in coincidenza con la seconda rivoluzione industriale, in Calabria i primi propagatori dell’ideologia socialista ebbero a che fare con una realtà economica e sociale alquanto diversa, non interpretabile secondo i canoni propri della dottrina marxista. Di conseguenza, il partito, fondato a Genova nell’agosto del 1892 e costituitosi dalla fusione delle varie scuole di pensiero presenti nel panorama politico italiano (operaisti, socialisti, anarchici), se ha trovato nel Nord le sollecitazioni ideali per la sua maturazione sia nelle città e sia nelle campagne, nelle province calabresi, viceversa, in assenza del proletariato di fabbrica, a prendere le redini del nuovo movimento sono state alcune categorie di diversa estrazione sociale, appartenenti alla piccola e media borghesia (intellettuali, avvocati, artigiani, maestri). Principalmente, ad essere più pronti e più attivi sono stati gli avvocati, i quali, in virtù della benefica efficacia, impregnata, peraltro, di un marxismo mutuato dal cassinate Antonio Labriola e recepito nelle università meridionali, Napoli e Roma, dove insegnava il fior fiore dell’intelligenza politica italiana, avviarono una vivace divulgazione delle idee classiste. Animati, poi, dal bisogno di conoscere ed indagare l’ambiente circostante, tutti questi ceti avvertirono ulteriormente l’esigenza di operare qualche modifica, adattandola alla società calabrese, e di creare gli stimoli per riscattarla da un’angusta mentalità provinciale. Era questo dei primi adepti un socialismo prettamente urbano che si è dispiegato nell’ambito dei tre capoluoghi e degli altri centri più grandi della regione, ma non ha avuto che pochi legami con il mondo rurale, lasciato, in un primo lasso di tempo, al proselitismo dei cattolici, i quali non rimasero inattivi ma, nel giro di pochi anni, impiantarono nei casali gravitanti intorno a Cosenza una rete molto fitta di associazioni di vario genere. Solo negli anni immediatamente anteriori alla prima guerra mondiale, in specie nel crotonese, dove sussisteva una compatta contrapposizione tra bracciantato povero e proprietà latifondistica, i socialisti, rendendosi conto della impellente necessità di un allargamento verso l’universo contadino, superarono decisamente questo dualismo tra la città e la campagna.(continua…dall’introduzione di Giuseppe Masi)

€12,00

Il calcio dell’asino

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Il calcio dell’Asino (*) è una fedele e documentata ricostruzione della vita e della produzione letteraria e giornalistica di Giovanni de Nava, che fu “il terzo uomo” accanto a Guido Podrecca e Gabriele Galantara, nella redazione del giornale politico e satirico L’Asino (1892-1921). “Giva” (Giovanni de Nava) collaborò con Podrecca e Galantara fin dalla fondazione del giornale, condividendone le idee e l’indirizzo politico. Fu direttore responsabile e amministrativo dell’Asino, e ne curò il passaggio all’Avanti! sopportando il peso economico di questa vicenda, mentre Podrecca se ne allontanava, aderendo al fascismo. De Nava e Galantara restarono avversi alla dittatura, pagandone le conseguenze. La vicenda umana di De Nava è intrecciata alla storia di questo giornale così vivace, unico, e, alla lettura, ancora attuale. Il saggio è arricchito di immagini anche inedite – (i cartoni originali disegnati da Galantara per l’Asino), foto e documenti inediti (testimonianze sulla connivenza tra la Segreteria del Vaticano e l’Ochrana negli anni precedenti la rivoluzione russa del 1917, e corrispondenze) tratti dall’Archivio privato della famiglia De Nava – e fornisce uno spaccato della vita culturale ricca di fermenti ideali tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento in Italia.

(*) il titolo del saggio è tratto da una trovata di Trilussa, al cui tavolo, nella terza saletta del Caffè Aragno di Roma, si trovavano abitualmente Gabriele Galantara, Guido Podrecca e Giovanni de Nava.

Fascia di prezzo: da €5,99 a €15,00
ebook - cartaceo

Il canto delle pietre

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L’Unità d’Italia è arrivata al Sud per volontà e protagonismo di una minoranza, la maggioranza ne è rimasta esclusa, ha cercato di contrastarla e l’ha subita; l’Unità è costata – come si dice – “lacrime e sangue” di popolo e c’è stata una vera e propria guerra civile. È questo l’aspetto che affrontano e raccontano, con un approccio specifico e quasi settoriale, i cinque co-autori nelle pagine che seguono; in uno studio di facile lettura e di taglio divulgativo che non rinuncia agli approfondimenti e che contribuisce anche a “fare chiarezza” sul brigantaggio politico fornendo aspetti inediti o poco conosciuti. Si raccontano vite e storie quotidiane di uomini e soprattutto di donne – e vogliamo sottolineare questo valore aggiunto nell’analisi – e di un immaginario collettivo che è rimasto sbiadito sullo sfondo della Storia Ufficiale ma che, invece, era l’anima popolare più autentica e diffusa. Nell’ordito e nella trama delle “microstorie”, di cui è intessuto il quotidiano popolare e contadino che Il canto delle pietre racconta, svettano le figure dei briganti ma ancor di più quelle delle brigantesse, nomi quasi anonimi e decisamente poco noti ai più, con il loro “destino altrove” di donne che, nelle pagine dei nostri autori trovano finalmente un riscontro storico e descrittivo che rende giustizia di qualcuna delle troppe mistificazioni. L’architettura del libro si completa con la parte dedicata alla figura gigantesca e troppo poco indagata della Regina Maria Sofia, nel cui destino si sono intrecciate le storie della nascita dell’Unità d’Italia e quella della fine del Regno di Napoli. (dal Saggio introduttivo di Isabella Rauti)

 

€12,00

Il canto di Atlantide

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Vorrei iniziare questa prefazione con un pensiero d’Amore verso
un essere di Luce molto speciale che, all’inizio del secolo scorso,
dopo millenni, si è incarnato in questa dimensione per svolgere un
compito molto importante: dare alla luce mia madre che generò
me. Questo essere luminoso e colmo d’Amore divino, prese il
nome di Maria Giarola la quale nel corso della sua vita terrena,
forse inconsapevolmente, è riuscita a donarmi ciò per cui si era
incarnata: l’udito di chi sa ascoltare, gli occhi di chi sa vedere e la
sensibilità per poter osservare tutto ciò che va oltre a questa
dimensione. Nel corso di questi anni però, la paura di vedere,
concepita dalla cultura della società moderna, mi ha precluso
anche la voglia di sentire frenando la mia voglia di crescere, il
mio desiderio di andare oltre a tutto ciò che è tangibile.
Solo ora, a distanza di diciannove anni dalla morte di colei che
si è presa la responsabilità della sua missione, ho riconosciuto la
sua vera natura, la sua vera Essenza, la sua vera Luce. L’ho
riconosciuta nella sua vera energia: l’energia di un’immensa
particella dorata che riconosco come Yah Gohr Ah, mia guida
Spirituale già da secoli infiniti.
Il vuoto che mi aveva procurato la morte di questa nonna
straordinaria, mi fece cadere in una sofferenza terribile. Tante
domande mi si formulavano nella mente ma nessuna risposta
sopraggiungeva poiché la paura di ascoltare, respingeva tutto e
tutti ed il muro che avevo incominciato a costruire intorno a me,
generava soltanto altra sofferenza e tanta, tanta rabbia per
l’incomprensione di tutto ciò che comprendeva la natura, la vita,
la morte ed il distacco. Poi, diciotto anni fa, uno spiraglio di luce
mi diede la forza di camminare nonostante il fardello che mi ero
costruita con le mie stesse mani.

€12,00

Il catasto onciario di Maierato

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Catasti Onciari, compilati sotto il regno di Carlo III di Borbone, costituiscono documenti storici di primaria importanza per lo studio del Meridione, sia dal punto di vista sociale che da quello economico. Qui l’Autore presenta la realtà socioeconomica dell’Università di Maierato, così come verosimilmente si coglie dal Catasto Onciario relativo agli anni 1753-1754. Nella sua opera Giuseppe Greco, dopo aver illustrato la funzione e le peculiarità del Catasto ed aver analizzato globalmente la realtà maieratana, cataloga, uno per uno, i fuochi ed enumera i beni che ciascuno possedeva, sotto qualsiasi titolo: case, terreni, mulini, trappeti, animali, censi, ecc. Il Catasto, come afferma l’Autore, è uno strumento prodigioso che ci porta, d’incanto, in un mondo lontano, nella Maierato del Settecento.

€20,00

Il coraggio della verità

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a cura di RITA FULCO

Ricordare Manlio Sgalambro a cento anni dalla sua nascita significa provare a rendere conto della preziosa, quanto complessa, eredità da lui ricevuta, e farlo a molteplici livelli. Questo volume, che raccoglie gli interventi di studiosi, amici ed estimatori che hanno preso parte alla Giornata di Studi in suo onore dal titolo Il coraggio della verità, promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni in onore di Manlio Sgalambro, istituito dal Ministero della Cultura in occasione del centenario della nascita del filosofo, costituisce una testimonianza, per quanto limitata e, chiaramente, non esaustiva, del suo lascito. Gli autori e le autrici che qui scrivono restituiscono, infatti, di Sgalambro ciò che da lui hanno ricevuto, ciascuno nella propria singolare esperienza. Il volume contiene i contributi di Pierfranco Bruni, Alessio Cantarella, Antonio Carulli, Alberto Destasio, Roberto Fai, Rita Fulco, Francesco Iannello, Davide Miccione, Giuseppe Raciti, Caterina Resta, Luca Siniscalco, Patrizia Trovato.

€8,00

Il delitto dell’altro

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Nel 1902, Horacio Quiroga aveva ucciso, senza volere, uno dei suoi migliori amici, lo scrittore Federico Ferrando, membro con lui del Consistorio del Gay Saber, una sorta di circolo letterario di cui facevano parte anche Alberto Brignole (che compare, in questo volume, nel racconto “L’hascisc”), Julio Jaureche, Fernández Saldaña, José Hasda e Asdrúbal Delgado. In quella circostanza, i due amici furono personaggi accompagnati per mano da un altro autore, il destino. Ferrando aveva ricevuto sulla stampa qualche giudizio malevolo per un suo testo, e il diverbio con l’autore delle critiche era trasceso in una sfida a duello. Quiroga si incaricò di controllare la pistola che sarebbe stata impiegata nella contesa, ma dall’arma partì un colpo accidentale che raggiunse Ferrando in volto. All’arrivo della polizia, Quiroga era sconvolto. Dopo quattro giorni di carcere, la sua buona fede fu creduta, ed egli fu rilasciato. Ma la sua vita, ormai segnata, sarebbe completamente cambiata. Decise allora di abbandonare Montevideo, e andò a vivere a Buenos Aires.
(dal Postscritto di Luigi Marfè)

Traduzione di Marino Magliani e Luigi Marfè

Nota al testo di Mauro F. Minervino

Fascia di prezzo: da €5,99 a €12,00
ebook - cartaceo

Il distretto storico portuale di Trieste

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In questa guida sintetica del Porto Vecchio di Trieste si raccolgono le informazioni necessarie per comprendere l’alto valore dell’intero distretto storico portuale comprendente magazzini, hangar, opere marittime, edifici speciali e strutture ferroviarie. La raccolta documentaria e le immagini presenti in altre pubblicazioni di Italia Nostra, provengono dagli studi e dalle ricerche svolte per più di trent’anni da Antonella Caroli negli archivi dei Magazzini generali, dell’Ente Autonomo del Porto, dell’Archivio di Stato di Trieste, del fondo della Trieste K.K. Staats Gewerbeschule. Importante ed inedito il quartiere Ford, studiato e approfondito con documenti di archivio a cura di Antonella Caroli e Cesare Crova (Mic – Ministero della Cultura).

€15,00

Il fulgore della bellezza

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Una cascata di luminosa freschezza, rutilante di immagini suggestive: “Il fulgore della bellezza” (Prushi i bukurisë) di Anton Berisha propone una riflessione sull’arte della parola che è un magma travolgente – da cui lasciarsi sedurre, in cui cercare chiavi di interpretazione per un tema universale: la bellezza come fonte primigenia e porto/rifugio ultimo – c’è da rimanere incantati, ma bisogna partecipare al gioco dei mille richiami culturali che incitano e inquietano, che eccitano ed esaltano […] Chi conosce il tema, chi è pratico di speculazione estetica, qui si sente a casa; chi invece non è abituato a frequentare questi campi della creatività, avrà almeno la possibilità di seguire un avvincente viaggio nei doni dell’intelletto. Il percorso di approccio alla bellezza dell’arte si fa quindi – per chi sappia seguirlo – comunque una conquista.
Giuseppe Napolitano

Një ujëvarë e freskisë ndriçuese, e shndritshme të pamjeve sugjestive: “Prushi i bukurisë” i Anton Nikë Berishës cyt përsiatje mbi artin e fjalës që është një magma e rrëmbyeshme dhe joshëse – në të cilën kërkohen çelësat e interpretimit për një temë të përgjithshme: e bukura si burim fillestar dhe lima / strehimore e fundit – që bën të mbetesh i magjepsur, po duhet të marrësh pjesë në lojën e mijëra grishjeve kulturore që të nxitin e të shqetësojnë, që të zgjojnë dhe të lartësojnë […] Kush e njeh temën, kush është mësuar me të menduarit e thellë, këtu ndihet në shtëpi; në të kundërtën, kush nuk është mësuar të marrë pjesë në fushën e këtillë të krijimtarisë, do të ketë, së pakut, mundësinë të përcjellë një shtegtim mahnitës në dhuntitë e mendjes. Mënyra e qasjes së bukurisë së artit bëhet, pra, – për atë që di ta përcjellë – një përfitim.
Giuseppe Napolitano

€12,00

Il lavoro della memoria

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Il volume vuole ripercorrere l’evolversi degli eventi in un piccolo centro della Calabria nel corso del XX secolo. Le origini millenarie e lo sviluppo, avvenuto all’ombra del Convento dei Domenicani, iniziato nel XVI secolo. Fatti e situazioni che hanno determinato le peculiarità che hanno contraddistinto i momenti salienti nel periodo narrato. Il tutto è stato incastonato nella storia nazionale e internazionale, che ha condizionato la vita e gli avvenimenti nel piccolo comune. Si è partiti dalla fine dell’Ottocento, periodo in cui nel meridione si viveva uno stato di ristrettezza economica, determinata dalla questione meridionale e dal perdurare del latifondo. Dopo il dramma delle due guerre mondiali, intervallate dalla dittatura fascista, la cittadinanza ha seguito di pari passo la storia nazionale, con la ricostruzione dopo il ritorno della democrazia e il successivo stato di discreto benessere. In questo contesto è venuta fuori la volitività dei cittadini, ereditata dall’organizzazione economica creata a suo tempo intorno al Convento Barocco, che spingeva alla cultura dell’arte (la Chiesa è stata spesso mecenate), dell’artigianato e successivamente del commercio, che rendono questo comune unico nel contesto della Calabria. In questo contesto non potevano mancare gli episodi storicamente caratteristici e la descrizione dei tipi umani, che sono stati i protagonisti.

€16,00