Imbroglio di Stato
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Perché è esistita una lunga Strategia della tensione? Quante volte e perché in Italia vi è stato il rischio di golpe? Quanti attentati sono implosi? Quali forze li hanno orditi? Qual è il vero ruolo di Cosa nostra e per quali ragioni ha contribuito a perpetrare la Strategia della tensione?
Domande martellanti su fatti e persone per entrare negli anfratti nascosti, nella prassi del sistema fino a ché ogni domanda trova risposta. Il lettore scoprirà la testa del sistema, responsabili e finanziatori occulti della Strategia della tensione. Conoscerà i nomi di gruppi economici, organizzazioni segrete, persone insospettabili dall’apparenza perbene, accanto a nomi noti ma di cui non tutto è stato detto – come Cossiga, D’Amato, Tedeschi, Andreotti, Gelli, Sindona e altri – nonché di alti ufficiali dell’Arma come Mori, Delfino, Subranni e altri. Accompagnato dall’Autrice dentro i fatti, il lettore si troverà in una posizione privilegiata: l’interno della “cabina di regia”, da cui è stata orchestrata la lunga Strategia della tensione (la I e la II). Vedrà scorrere rapido davanti a sé un trentennio, dal 1964 fino al 1994, con implicazioni che giungono sino ai nostri giorni, influendo sugli equilibri politici e tenendo sospesa la democrazia. Troverà risposta a questioni irrisolte, ritrovandosi faccia a faccia con il sistema inquinato dell’Italia occulta.
In oblio di disincanto Pavese tra ierofania e filosofia
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Un libro non scritto soltanto. Ma vissuto profondamente. Oltre il mito e molto più vicino al sacro. Un viaggio che resta nei solchi del destino-memoria. Tra archetipi e metafisica si attraversano i simboli che formano una ierofania filosofica in cui in ogni tempo si abita la sintesi dell’eternità.
L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022 E OLTRE
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I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022 e oltre, rifacendosi necessariamente agli altri tre volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, Cosenza, Pellegrini Editore, 2023), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.
La spada contro la bilancia
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Con Prefazione di Antonio Nicaso
Dove nasce il coraggio di Diego Tajani, il magistrato che nel 1871, quando era procuratore di Palermo, osò denunciare le collusioni tra mafia e istituzioni? La risposta è rimasta custodita per due secoli in scatoloni impolverati: l’archivio privato della famiglia Guarany di Cutro. Affidate originariamente a una stagione di giornalismo civile, quelle carte inedite riemergono oggi per svelare il tassello mancante negli studi su uno dei protagonisti più integri del Risorgimento, oggi ritenuto un antesignano dell’Antimafia. Antonio Anastasi incrocia questi documenti privati con gli atti giudiziari del periodo catanzarese di Tajani (1866-1868), meno esplorato e meno studiato rispetto a quello più noto di Palermo, portando alla luce una simmetria inquietante. Dalla Cutro borbonica del 1842, dove erano in corso, sotto gli occhi di un Tajani adolescente, le ricerche del brigante Giosafatte Talarico, che successivamente giunse a un incredibile accordo di pacificazione ottenendo un esilio dorato con pensione a Ischia, alla Catanzaro post-unitaria, dove il magistrato si scontrò con il brigante Luigi Moraca, protetto da generali e notabili che lo vollero alla guida della forza pubblica nonostante fosse accusato di numerosi omicidi. In questo cortocircuito tra microstoria e macrostoria nasce il trauma ideologico di Tajani: il patto con il criminale come massima umiliazione per l’uomo di legge. Una battaglia contro i poteri forti che, dalle aule giudiziarie del Mezzogiorno, lo condurrà fino in Parlamento. «A colpire, prima di tutto, è l’attualità delle battaglie di Tajani. La sua ostilità verso l’idea di combattere il crimine servendosi dei criminali richiama un nodo irrisolto della storia dello Stato moderno», scrive Antonio Nicaso nella prefazione.
MARIO CASALINUOVO il giurista, il politico
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…Mario era un galantuomo d’altri tempi. E come tale guardava al mondo. Alle cose. Agli uomini. Avrebbe potuto scalare le vette più alte della politica e, soprattutto, del potere, molto più di quanto non gli sia riuscito per meriti da tutti riconosciuti, se solo avesse voluto; sarebbe stato capace di “consigliare”, per non dire di imporre decisioni e scelte che, invece, la sua statura morale gli imponeva di lasciare – spesso rimanendo deluso, ma senza perdere la speranza nella capacità degli uomini di migliorarsi – alle “regole del gioco”, che rispettava ma nelle quali spesso faticava a riconoscersi. L’ho considerato sempre un punto di riferimento, anche riguardo alle politiche del Mezzogiorno, nelle cui potenzialità credeva convintamente, auspicando azioni efficaci ed iniziative concrete che potessero favorirne il rilancio e lo sviluppo. Obiettivi che pose sempre al centro dell’attenzione e che sottolineò con forza anche quando occupò lo scranno di primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, dal 1970 al 1973. La sua nomina a sottosegretario ai Lavori pubblici prima e a ministro dei Trasporti dopo, tra il 1981 il 1983, fu un segnale positivo agli occhi dei cittadini calabresi, ma non solo, e contribuì ad alimentare una maggiore fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della politica. Fu un bene averlo tra i banchi del Governo, dove diede testimonianza di affidabilità e di impareggiabile comportamento, apprezzati da tutti. Considerazione altissima di cui godette anche nel Psi, dove non si iscrisse mai ad alcuna “tifoseria” animato com’era da una nobile passione politica e riuscendo sempre a coniugare l’interesse del partito e il senso dello Stato. Ecco perché considero questo volume un omaggio ad un galantuomo che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato e delle sue idee. Un esempio imperituro di correttezza, capacità ed onestà etica ed intellettuale cui soprattutto le nuove generazioni, così come molti di noi hanno fatto, possono guardare fiduciosi ricevendo risposte credibili di fronte ai problemi del nostro tempo. (dalla Presentazione di Salvo Andò)
Omaggio a Ida Magli
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Atti del Convegno – Vittoriale degli Italiani 20 e 21 Settembre 2025
CONTRIBUTI DI
Giordano Bruno Guerri
Elena Bacchi
Rossella Galletti
Rosaria Impenna
Nico Carlucci
Mattia Morretta
Maria Luisa Falconi
Maria Grazia Quieti
Mario Anelli
Silverio Guanti
Maria Vincenza Zongoli
Maria Luisa Ciminelli
Pierfranco Bruni
Marilena Cavallo
Marina Mascetti
Lidia Sella
Barbara Pavarotti
Patrizia Tocci
Raffaello Volpe
Paolo Restuccia
Patriziato rossanese Storia degli Amarelli
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Studioso appassionato, interprete straordinario di una realtà storica spesso misconosciuta, il Professore Carlino aggiunge alle sue molteplici pubblicazioni questa importante ricerca sulla nostra famiglia. Un affascinante affresco che, ispirandosi a fonti poco note, traccia le vicende millenarie degli Amarelli sullo sfondo degli eventi sociali e politici che hanno visto il Mezzogiorno protagonista di una grande storia che necessita ancora di una lettura adeguata. Acuto interprete delle preziose testimonianze rappresentate dal nostro corposo archivio familiare – dichiarato di interesse storico nazionale dal Ministero della Cultura – ha saputo aprire lo scrigno della memoria con rigoroso metodo scientifico, intrecciandone gli antichi documenti con un ampio apparato bibliografico. La sua attenzione è rivolta in particolare alla genealogia della famiglia, indispensabile alla narrazione ma molto complessa nella pianificazione, destreggiandosi abilmente nei secoli fra i diversi rami e i tanti discendenti, per giungere a delineare un’ascendenza certa delle attuali generazioni. […]
Dalla Prefazione Cav. Lav. Pina Amarelli
[…] L’inestimabile valore dei fatti locali è un patrimonio fragile; senza l’ausilio di questi nostri preziosi concittadini, tanta memoria andrebbe irrimediabilmente dispersa e a costoro va il mio imperituro ringraziamento. Franco Emilio Carlino ne è stimato veterano, avendo già dato alle stampe e consacrato alla memoria cittadina lavori di rilevante pregio. Sono profondamente lusingato che egli abbia voluto volgere il suo sguardo attento anche alla famiglia Amarelli e lo ringrazio. […]
Dalla Nota dell’Amministratore Delegato Dott. Fortunato Amarelli
Raccontando la grecità Eleonora Duse
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Introduzione di Annarita Miglietta
Contributi di
Maria Pia Pagani
Stefania Romito
Conclusione di Marilena Cavallo
Ci sono donne che non attraversano il tempo. Lo lacerano. Eleonora Duse fu una di quelle. Non salì sul palcoscenico: vi si conficcò come una spina nella carne del secolo. La chiamarono divina perché non sapevano come chiamare il tremore che lasciava nelle ossa. La Duse non recitava le eroine. Le riconosceva. Medea, Fedra, Antigone non erano maschere da indossare: erano stanze della sua casa interiore, e lei ci entrava scalza, con le mani ancora sporche di vita. Il mito greco non fu il suo repertorio. Fu il suo specchio. Lì dentro vide che la passione non è un eccesso: è la misura esatta dell’anima quando l’anima non mente.
Studi pirandelliani 20
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Lo «studio pirandelliano-agrigentino» di Mirella Salvaggio dimostra che la BIBLIOTECA-CHIESA (sconsacrata dalla ragione-armonia-anima-mano levata) di Luigi Pirandello si legge-sente nel LIBRO MAESTRO “Il fu Mattia Pascal romanzo del fu Luigi Pirandello”, il Dialogo del Drammaturgo (il Conte di Luna), il DRAMMA-GIORNO UNO-NATALIZIO-LUSTRALE (Grande Me-Regista-Attore Centomila = parola scritta) e TRINO-PASQUALE-FISICO (del Piccolo Me-Poeta-Personaggio Uno-Nessuno della parola parlata). Grazie a Mirella Salvaggio il VIVO PERSONAGGIO-SPIRITO-OMBRA-GIGANTE MATTIA PASCAL-BIMBO MATTINO (il Trovatore, il figlio ritrovato dalla Città Madre Akragas-Girgenti-Agrigento) ritorna nella Città dei Templi, la Città Bellissima-Sovrana-Magnifica-Mirabile (la “Miragno” del Romanzo-Tragedia Antica e Moderna dell’Amatissimo Drammaturgo-Maestro Amore Altissimo) che vive ancora nell’armonia-legge-vita-anima antichissima del «teatro di strada», il teatro sancalogerino, il LOGOS-GIORNO (il Ciclope) UNO-NATALIZIO-LUSTRALE-CHIUSO (della siesta) e TRINO-PASQUALE-FISICO-APERTO (della corsa) del FILOSOFO (l’Amico-Filos-Filolao-Filo Pitagorico caduto dalla Luna Doppia-Dedala-Didone-Dondi-Dida-Dadi-Didì Marianna) EMPEDOCLE CALLICRATIDE (San Calogero), il MAESTRO del sicilianizzato PLATONE, l’Autore-Io Assoluto chiuso nell’omerico-empedocleo «mito della caverna», lo scespiriano-pirandelliano «racconto d’inverno». Maria Petralia Gentile In copertina: Città dei Templi (Ottobre 1934). Pirandello con le tre attrici Abba (madre e figlie) e alcuni amici girgentini. «Rinunzio a trascrivere il suo nuovo pezzo forte della domenica seguente che recava a grosse lettere il titolo: MATTIA PASCAL È VIVO!». Luigi Pirandello, “Il fu Mattia Pascal” (della Tragedia-Armonia-Musica-Danza della Sicilia Paleolitica, l’Isola del Monte Pellegrino, il “Monte della caverna” incisa da figure danzanti che rivelano che il «senso estetico» è legato al «culto dei morti»).
Temesa jonica
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Un viaggio affascinante tra storia, mito e ricerca appassionata. Dal 1975, anno del suo arrivo a Malvito, l’autore ha dedicato decenni di studio a riportare alla luce le radici più profonde di un territorio avvolto per secoli nell’ombra dell’oblio. Attraverso indagini storiche, fonti dimenticate e un’instancabile curiosità, emerge una nuova lettura della misteriosa Temesa, città leggendaria della Magna Grecia. Esistevano davvero due Temesa? Dove sorgevano? Quale ruolo ebbero le miniere della Valle dell’Esaro e le influenze di Sibari e Crotone? In queste pagine prende forma una ricostruzione audace e documentata, capace di sfidare convinzioni consolidate e aprire nuovi scenari sulla storia della Calabria antica.
Nuovi studi pirandelliani 21
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Io vi presento il GIGANTE SPIRITO-PERSONAGGIO-TAUMATURGO NESSUNO (Zero-Eros-Omeros-Ermes Odisseo-Mida-Mani), l’AULETA TROVATORE della TRAGEDIA-ARMONIA (dei sei piedi dell’esametro aureo), la MANO-FIRMA del NOME-GIORNO LUSTRALE (Antro d’Inverno) e FISICO (del Poeta-Sole di Primavera) di PIRANDELLO-LEONARDO DELLA CITTà MAGNIFICA (dell’Aria-Anima-Muraglia-Fortezza- Speranza Sublime). … Mida vien dopo costoro; / Ciò che tocca oro diventa… Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e di Arianna … Gridavano. Uno, due fiammiferi, accesi; poi anche la candela, quella stessa che stava entro il lanternino dal vetro rosso. E tutti in piedi! Perché? Perché? Un gran colpo, un colpo formidabile, come vibrato da un pugno di gigante invisibile, tonò sul tavolino, così, in piena luce. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal Io vi presento il PERSONAGGIO-SPIRITO-FILO della SOFIA-ANIMA (verità) del COLOSSO TELAMONE KOUROS- SIGNORE-FIORE-FIORETTO-FIAMMIFERO di PIRANDELLO-VERGILIO, l’oscuro cerinaio sulla strada («Dove è errore, ch’io porti la verità») del monaco San Francesco. Vedo chiaramente che lei capisce di letteratura quanto può capirne un cerinaio che va vendendo per istrada le sue scatole di fiammiferi. Luigi Pirandello, Epistolario familiare giovanile
Nuovi studi pirandelliani 22
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Mi piace ricordare che nel mondo «immenso e vano», il mondo dell’apparire («e che il mondo vada dove vuole»), i CRITICI INTERNAZIONALI (agrigentini, siciliani, italiani e stranieri) DIMOSTRANO DI NON COMPRENDERE IL SUBLIME SENTIMENTO DEL CONTRARIO (pathos-passione-psiche-eros = patente per guidare la macchina del teatro: “La Divina Commedia” del Poeta Divino): la TRAGEDIA (dramma-azione = principio-zero)-ARMONIA (croce-unione-zero-principio-legge-giustizia-misura)-MAIEUTICA (parto-porta del pianto dell’esclusa Luna-Aquila Doppia (Atena-Occhioazzurro) d’Akragas (alta rupe)-Acropoli Atenea), il TEATRO d’ARTE (Mimesi) DI LUCE (catarsi-natale-siesta-essere-zero-armonia-anima-aria chiusa di nani nomi-gnomi-dèi-fantasmi-attori-pupi dell’apparire-spettacolo bello (menzogna, errore di oggi): la commedia interrotta (il sogno interrotto del Gigante Telemaco (Mattia Pascal) della Valle dei Templi) “Questa sera si recita a soggetto” al Teatro Lirico del Colle di Girgenti) E DI OMBRA (albaurorarosa-pasqua-corsa (catastrofe-caduta-Itaca della Tragedia del Personaggio Auleta Trovatore Nessuno-Amleto Mida-Dima)-non essere-zero-armonia-anima-aria aperta di giganti numeri-venti antenati-spiriti-ombre personaggi-eroi del teatro buono (verità trovatura di domani) del Caos Empedocleo d’Akragas, la Città del caduto Figlio-Dio Colosso-Gigante-Titano-Ciclope (Omero)-Conte (“Suo marito”) di Luna (Marianna DedalaDidone Dondi), il Drammaturgo (Argo)-Oreste-Castore-Socrate-Crise-Cristo Aner (“Il capretto nero” del Tempio della Concordia), il Drammaturgo della Tragedia-Armonia (memoria-anima del treno) del dramma da fare, il TEATRO DRAMMATICO-OMERICO-UMORISTICO-SANCALOGERINO, il TEATRO DI STRADA (siesta-catarsi-natale-pane dell’armonia-anima-aria chiusa/corsa-catastrofe-pasqua-pane gettato nell’armonia-anima-aria aperta) del SOLE CALOGERO (Lollò) di CITTÀ DEI TEMPLI (Akragas Girgenti Agrigento), la città del «popolo censore». Colgo l’occasione per ricordare che nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi-Carità-Ricchezza-Trovatura-Tesoro-Oro = dramma-moneta di Pindaro-Mida, il Re Glorioso nell’Eccelso Cielo d’Akragas) SI LEGGE “IL TESORO (zero-armonia = specchio ustore) DEGLI ZINGARI (i Venti-Spiriti Rom Mani Numeri-Antenati Giganti dell’aria-anima-armonia-muraglia dei nuraghes dell’antichissima-civilissima Sardegna)” di GRAZIA DELEDDA, la DRAMMATURGA-MAESTRA dell’ARMONIA-MAIEUTICA del DRAMMA-GIORNO LUSTRALE (antro-portone chiuso) e FISICO (antro portone aperto) del DRAMMATURGO (Argo)-CICLOPE (Omero)-CONTE (“Suo marito”) DI LUNA (Marianna Dedala Didone Dondi), il FIGLIO-DIO-NOME del DRAMMATURGO-MAESTRO LUIGI PIRANDELLO, il FIGLIO RITORNATO A L CAOS di Girgenti, la Città dell’ARMONIA-MEMORIA-ANIMA PITAGORICA-SEVERA-CLASSICA di Virgilio-Enea («… chi può ingannare una donna (Didone) che ama?»). Nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi Tragedia) si LEGGE l’ERRORE-errare-armonia-zero-eros-psiche di Luigi Pirandello. L’Autrice
Studi sul martire Acacio il cappadoce
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Il santo martire Acacio o Agazio, centurione di origine cappadoce decapitato a Bisanzio nel 303 d.C. per essersi dichiarato cristiano, fu oggetto di venerazione non solo in tale città, dove vennero erette in suo onore alcune chiese, ma anche in Occidente, con esattezza in Calabria, nella cui cittadina di Squillace si cominciò, in epoca medievale (probabilmente fra il XIII e il XV secolo), a praticare il suo culto, da lì estesosi, poi, ad altre cittadine calabresi. In questo libro l’autore ha raccolto 5 studi nei quali, oltre ad illustrare la figura di Acacio e a soffermarsi sul culto delle sue reliquie tanto a Costantinopoli quanto a Squillace, pone in risalto la fortuna di cui il martire godette nei secoli mediante l’innografia e l’iconografia.
Sui Grecismi nel lessico della parlata arbereshe di San Costantino Albanese
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Il presente studio ha individuato i grecismi più frequenti nella parlata arbëreshe di San Costantino Albanese (SC). Questa parlata, caratterizzata da una struttura morfologica più conservativa e antica rispetto agli altri dialetti arbëreshë, è risultata essere, infatti, di particolare interesse.
San Costantino Albanese appartiene all’Area Lausberg, area che si estende tra Basilicata meridionale e Calabria settentrionale e che comprende i dialetti romanzi più arcaici (i quali linguisticamente appartengono al gruppo dei dialetti lucani). Molti grecismi della parlata di SC sono precedenti all’emigrazione oltremare degli arbëreshë e, quindi, sono sopravvissuti in tale dialetto, contrariamente a quanto si nota per la lingua albanese, in cui alcuni di questi grecismi non esistono, oppure sono scomparsi. Tramite questo studio comparativo si sono evidenziati alcuni tratti fonetici e morfologici tipici nonchè le formazioni delle parole tipiche presenti nella parlata arbëreshe, tralasciando gli aspetti linguistici di quei grecismi provenienti dai dialetti italiani. Questo studio risulta essere, dunque, di particolare interesse per tutti coloro che si occupano di lingue in contatto, e, più in particolare, di dialettologia arbëreshe e di storia della lingua albanese, ovvero della evoluzione diacronica della parola.
Sulla riva del lago d’alabastro
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L’emigrazione e le sue mille sfaccettature sono al centro
di questo romanzo, scritto con le dolci note della nostalgia,
del ricordo che esula da finti moralismi, ma penetra nell’animo
del lettore e di chi, come il protagonista, ha vissuto
la sofferenza della partenza dal paese natio.
Valigie e pacchi chiusi con lo spago, speranze riposte
nel cassetto, e la consapevolezza di dover sacrificare una
vita per poter dare ai propri figli quello che ai padri è stato
negato: lo studio, come forma di liberazione da ogni abuso,
da ogni forma di sopruso che da sempre divide gli uomini in
padroni e servi, o, in datori di lavoro e dipendenti. E l’America,
con la sua Statua della Libertà, fa da cornice a questo
scritto, come un ideale cui protendere, come le ali che si
dispiegano verso l’orizzonte.
In queste pagine il filo della memoria porta indietro nel
tempo, quando il Meridione si spopola, le famiglie si spaccano
e le mogli, rimaste sole, si rimboccano le maniche e
crescono i propri figli, nella speranza del ritorno dell’uomo
amato. Ed ecco che il sacrificio diventa speranza, aspettative
da riporre nelle nuove leve, capaci, un giorno, di cambiare
il mondo e liberare le coscienze dai sensi di colpa. E poi
il ritorno al Poggio, luogo che qui diventa metafora di ogni
ritrovo, di un lungo abbraccio con una donna mai dimenticata
e di un figlio non ancora conosciuto, Joro. E poi i progetti:
“un piccolo emporio da far gestire alla moglie, delle
terre comprate da bonificare e del futuro del ragazzo che fu
mantenuto agli studi, a dimostrazione che anche tra la gente
contadina c’erano persone scaltre e intelligenti”.
Supplici e Amazzoni
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Entrare nella complessa prospettiva di un mondo arcaico di poeti e artisti che generarono i fermenti e le basi della nostra cultura occidentale significa riandare alle radici stesse delle parole e delle immagini in cui siamo immersi. È un viaggio di ricerca attraverso suoni e figure che hanno costruito nel tempo l’asse e le modalità del nostro sentire, vedere e comunicare. … Il lavoro a tasselli modulari fungibili a livello storico-letterario viene composto e sviluppato qui in una scrittura leggera non nozionistica, aperta a riferimenti e comparazioni di tono colloquiale, assai utile a un primo approccio a una materia così densa, articolata e carica di metafore nonché di complessità lessicografiche. (dalla Prefazione)
Tasselli
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In questo libro l’autore racconta e si racconta. Lucio ama viaggiare anche se non può farlo quanto vorrebbe e non ama l’aeroplano, non per paura ma perché se decolla da Roma e atterra a Berlino immancabilmente pensa di avere perso il meglio del viaggio. Questo lavoro che ha fatto, di ricordare, raccordare, riannodare, è stato un viaggio dentro la memoria, dentro libri letti talvolta distrattamente e magari dimenticati, dentro la famiglia, le amicizie e i sentimenti, infine dentro se stesso. Il viaggio comincia da Napoli nel ’59 e prosegue lungo ricordi di famiglia, cronache e vicende di oltre mezzo secolo, letture e scoperte di una storia negata. Infine l’incontro con un libro dopo il quale per il nostro nulla ha potuto essere come prima e lo ha portato ad una serie di approfondimenti ed esperienze, l’ultima delle quali è stata andare a Mongiana, naturalmente in motocicletta. Alla fine del racconto troverete, sotto forma di un breve saggio, una specie di esperimento o se volete una provocazione, certamente un invito a pensare e a riflettere.
ebook - cartaceo
Terra muta
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Terremoti naturali o artificiali? Lutti e sofferenza infinita. L’Italia è scossa da una sequenza insolita di sismi che mietono vittime ignare e causano danni incalcolabili. È in atto una guerra ambientale non dichiarata, sottoposta al segreto di Stato. Di mezzo c’è la mano armata di un’entità oscura che minaccia la vita nel Belpaese. Alzi la mano chi sa che il 13 dicembre 2007, addirittura dall’estero, la Costituzione tricolore, repubblicana ed antifascista, è stata di fatto congelata senza “colpo ferire”. E che nientedimeno, al di sopra delle Forze dell’Ordine italiane (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) s’erge senza alcun controllo della Magistratura e del Parlamento tricolore, un altro organismo con diritto di vita, di morte e di distruzione su chiunque. Insomma, la democrazia in Italia è stata abolita. Così, dietro le quinte è entrato in scena un insospettabile sistema di potere che dirige l’esistenza nello Stivale a sovranità ormai azzerata. In questi tempi confusi, l’eccesso di informazione si traduce in difetto di sapere. Ma un giornalista italiano, libero e indipendente, ha fatto luce, prove alla mano, su questo mistero, nonostante attentati e minacce di morte. Non più vittime. La sua esortazione è SU LA TESTA, prima che sia troppo tardi, prima che vada in onda il disastro finale.
ebook - cartaceo
Testi con-testi
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Testi con-testi raccoglie in undici capitoli altrettanti interventi critici, editi o inediti. È un titolo programmaticamente duplice, perché evoca sia la relazione tra le parti (appunto testi con testi), sia il contesto, che sembra ormai diventato démodé, ma al quale si dovrà sempre guardare per continuare il viaggio ermeneutico nella letteratura. Gli argomenti sono l’America nel romanzo settecentesco di Pietro Chiari; una trilogia derobertiana su risorgimentalismo critico, novelle di guerra e teatro; un dittico alvariano, dedicato ad un avantesto dell’Età breve ed all’immagine della città nella trilogia delle Memorie del mondo sommerso. Completano il quadro altri soggetti, solo apparentemente distanti: le riscritture del libro Cuore fino ai giorni nostri e la letteratura dalle periferie, che comprende sia la poesia in dialetto di Ignazio Buttitta e di Paolo Bertolani, sia la narrativa di Maurizio Maggiani. Il finale è lasciato a una riflessione sugli archivi letterari e la filologia ai tempi della metamorfosi digitale, a partire da un caso concreto e attualissimo: il “Fondo Autografi Scrittori Sardi”.
ebook - cartaceo
Tommy e Clotilde alla scoperta del Castello Svevo
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Interessante e coinvolgente l’espediente narrativo
usato dall’autrice, che sa catturare l’attenzione
dei ragazzi, da lei conosciuti così bene durante la
sua lunga e significativa attività di insegnamento.
Una passeggiata storica dialogante è il furbo
espediente che consente di muoversi con interesse
all’interno della propria città, di cui spesso non si
conoscono aspetti importanti e significativi, mantenendo
costantemente vive motivazione e curiosità.
Il ponte fra il passato, storicamente collocato
molto indietro nel tempo, e il presente di due ragazzi
che vivono oggi, è costruito senza saccenteria
ma con scherzosa affabilità dall’affettuosa guida
che il fratello Tommy offre alla sorellina Clotilde.