Simboli della tradizione Islamica

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L’opportunità di un repertorio delle voci più rilevanti del lessico tradizionale islamico si è resa ormai necessaria, non solo nel quadro di un costante approfondimento suggerito dal proliferare di pubblicazioni a carattere scientifico e, ancor di più, divulgativo, sul mondo islamico. Una disamina della complessa realtà odierna dell’Islam appare, per esempio, sempre più in primo piano nella cronaca di un giornalismo, talvolta impreparato, dinanzi all’esigenza di una conoscenza obiettiva della realtà da parte dell’opinione pubblica. Chiarire il reale contenuto di certe espressioni poco note o, addirittura, tradotte dai mass-media in un’ottica fuorviante, diviene perciò doveroso poiché risponde all’istanza di sgombrare il campo dai luoghi comuni e dai facili stereotipi che una volontà d’informazione piuttosto superficiale ha potuto, e può, in qualche caso favorire. Occorre, inoltre, restituire compiutamente il senso cruciale di alcune espressioni che, se estrapolate dal loro contesto specificamente religioso, rischiano di essere pericolosamente banalizzate, favorendo poi la nascita di perniciose incomprensioni, destinate a degenerare nell’intolleranza.

15,00

Stoccatùri

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Le storie trattate nel libro “Stoccatùri” mi sono state raccontate da persone che ho incontrato nel piccolo borgo dove sono nato, Petronà. Si tratta di gente semplice ed umile, abituata ad una vita segnata da pesanti lavori e tante privazioni, impegnata ogni giorno a procurarsi solo ed esclusivamente il poco di cui vivere. Uomini e donne di cui si è ormai persa la memoria, viaggiatori instancabili fra Sila e marina, spesso con carichi enormi sulle spalle o – come usavano le donne – sulla testa. Gente di un tempo che non tornerà mai più, o che forse è prossimo a tornare. Persone che collaboravano  per alleviare i disagi di una vita vissuta in assenza di ciò a cui oggi nessuno saprebbe rinunciare: le comodità. Per quel popolo di dimenticati esistevano solo le scomodità! Niente petrolio o energia elettrica, quindi niente motori, automobili, luce elettrica, acqua corrente calda e fredda, niente tv, telefonino e tutte le odierne tecnologie che ci hanno reso diversi dai nostri predecessori ai quali per vivere bastavano l’acqua, l’aria, Madre Terra e quattro stoccatùri.

Fascia di prezzo: da €6,99 a €12,00
ebook - cartaceo

Storia della Calabria e del Meridione d’Italia Vol. I (Nuova edizione) La storia e la cultura

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La grande storia e la straordinaria cultura della Calabria e del Meridione d’Italia dalla preistoria all’età greco-romana, dal periodo bizantino all’età medievale ed a quella moderna e contemporanea. Due grandi e importanti volumi di intensa e rigorosa narrazione storica e di avvincente e incredibile spettacolarità.

In questo volume: La storia e la cultura dall’antichità all’età contemporanea.

Nel secondo volume: Le immagini della storia e dell’arte/ La produzione libraria pre-unitaria.

150,00

Storia della Calabria e del Meridione d’Italia Vol. II Le immagini

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La grande storia e la straordinaria cultura della Calabria e del Meridione d’Italia dalla preistoria all’età greco-romana, dal periodo bizantino all’età medievale ed a quella moderna e contemporanea. Due grandi e importanti volumi di intensa e rigorosa narrazione storica e di avvincente e incredibile spettacolarità.

In questo volume:  Le immagini della storia e dell’arte/ La produzione libraria pre-unitaria.

Nel primo volume: La storia e la cultura dall’antichità all’età contemporanea.

150,00

Storia di famiglia

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Proprio come un giacimento d’oro in vena, di oro cioè che ricorre non tanto nella roccia quanto nelle fratture, questo libro rivela quelle vicende familiari che si nascondono tra le pieghe della storia.
Indagando la peculiare epopea della sua famiglia, l’autrice tratteggia con grazia e curiosità lo spirito del tempo.
Una rigorosa ricerca documentale è il combustibile del racconto. La innegabile passione ne costituisce l’innesco. La combustione che ne consegue permette che emergano, di pagina in pagina, tutte le intenzioni e le ambizioni dei protagonisti.
Lettura lieve e godibile non ha certo la pretesa di competere con i poderosi testi specialistici ma si occupa di suggerire la formidabile ricchezza e l’inestimabile valore delle radici familiari.
Risorse preziose. Come l’oro.
Danilo Giammarino

14,00

Storie oltre frontiera

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Le interviste qui contenute, fatte tra febbraio e giugno 2021 (durante il dilagare del COVID-19) ad italiani emigrati in Svizzera, costituiscono, assieme alla testimonianza dell’autore del libro, storie di persone di diversa età, delle quali alcune, in quel Paese, sono riuscite ad affermarsi, altre, invece, ritengono di non aver raggiunto lo scopo desiderato e, quindi, sono ancora alla ricerca della strada giusta da seguire. Si tratta di un lavoro interessante, che non solo pone in risalto certi aspetti del fenomeno migratorio italiano in terra elvetica e fa comprendere determinate peculiarità sia della Svizzera che dell’Italia, ma evidenzia lati storici, geografici, culturali, politici, giuridici, economici e sociali di entrambe queste nazioni.

Fascia di prezzo: da €7,99 a €16,00
ebook - cartaceo

Studi pirandelliani 18

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Io vi presento l’antico e moderno TEATRO DRAMMATICO, l’omerico-pirandelliano Teatro Umoristico, l’eterno Teatro Caos-Cosmo-Pan: la lontana pitagorica ARMONIA (Muraglia-Fortezza)-ANIMA (speranza-sofia)-ARIA APERTA (musica-tragedia del treno pindarico)-ALBAURORAROSA (vita-primavera-resurrezione-ritorno-pasqua-passione-pathos-pietà-sentimento del contrario-patente dello Spirito-Vento Solare Zefiro-Zero, l’Amico-Filosofo Rosario-Romano della Rosa, l’Auriga Delfico Nessuno-Esseneto-Nesso-Nocio-Nofrio in carrozza-giornata del Taumaturgo-Sole Achille-Calcante-Calogero-Ercole-Eracle Salvatore), il TRONO DIPINTO della LUNAROSA-DOPPIA (Ninfarosa Calipso-Hypsas-Psiche-Nausica-Afrodite), la DRAMMATURGA-MAESTRA-MUSA-ATTRICE CARATTERISTA (Atena Palla-Pandora-Mela-Noce-Giocasta-Gioconda dalle mani incrociate nell’armonia-mano di Leonardo-Newton), la MASCHERA (Medusa-Saffo Trivia = Tre Marie-Moire-Cariti-Grazie-Graie-Gorgoni-Zingarelle Cantanti-Ballerine di Tomasi di Lampedusa) FUNEBRE-CARNEVALESCA-TROVADORICA-VUOTA-BAROCCA CONDUTTRICE (Hodighitria-Itria), la MADONNA ANTONELLIANA dalla mano levata, il velo-sguardo abbassato sulla Lettera-Giornata Una-Natalizia-Catartica (Iliade della tragedia-armonia-catarsi-siesta-dimenticanza-pianto = scudo-arco-croce dello Spirito-Personaggio Nessuno-Odisseo-Mida-Dima) e Trinacria-Pasquale-Catastrofica (Odissea della catastrofe-corsa-memoria-risata = lancia-remo-rábdos-rabbia-ira dello Spirito-Personaggio Nessuno-Odisseo-Mida-Dima) del TAUMATURGO-SOLE (Calogero-Carlo-Lollò) UOMO-SPIRITO-OMBRA (Auleta Trovatore) DIO-PENSIERO-SOGNO-GIORNO-GIGANTE-KOUROS-FIORE-SIGNORE (Drammaturgo-Mimo-Mummia-Bara-Baracca-Bacheca-Cassetta-Caverna-Giara-Valigia-Arca-Barca-Navicella-Faselo-Guscio di Noce = Conte (Crise-Cristo) di Luna (Criseide-Cristaredda) = Signore della Nave) UNO-LUSTRALE-ACRONE (Figlio-Giglio-Diodoro-Lorenzo) e TRINO-FISICO-CRONO (Cosimo): «… la barchetta della mia finzione poté alla fine filare al largo e issar la vela della fantasia…» (Pirandello, “Pascal”). Io vi presento il TEATRO (tragedia-catarsi-armonia-anima-aria aperta-albaurorarosa-catastrofe-picàta-Pitica-Itaca-isola-corona-anello-orchestra del teatro greco all’aperto) d’ARTE (Mimesi-Armonia-Muraglia-Anima-Manna-Mano-Firma-Leggenda-Legge-Religione-Fede-Patto d’Amore-Anello tra il Grande Me-Dio-Pensiero- Sogno Eterno e il piccolo me-uomo mortale) di PIRANDELLO-OMERO, lo sconosciuto Artista Auleta Trovatore LI-O-LA’: il POETA (Padre-Uomo Uno del passato di Lì), il PERSONAGGIO (Spirito-Virtù Nessuno-O del futuro del cielo) e il REGISTA (Figlio-Tela-Vesta-Vestia-Bestia Centomila del presente di Là): «Oh paesello mio addormentato, che scompiglio dimani, alla notizia della mia resurrezione!… enorme, omerica risata…» (Pirandello, “Pascal”). Io vi presento lo SPIRITO FEDONE («Fede» scriveva Maestro Alberto Fiorentino «è sustanzia di cose da sperare, e argomento e pruova di non appariscenti.» (Nota di don Eligio Pellegrinotto.)…) del DRAMMATURGO-MAESTRO PIRANDELLO-OMERO, L’ARTISTA (Scrittore-Incisore Architetto Pittore Musicista Scultore) AULETA TROVATORE (Mida) della Tragedia-Armonia-Anello (del Magnifico Colosso Telemaco-Macco-Bacco-Pandoro Lindo-Candido-Vergilio-Falaride, il Fantasma svegliato dall’Albaurorarosa-Armonia-Mano-Anello dello Spirito-Vento Ecnomo Nessuno-Nonò-Nonno-Ombra del Taumaturgo-Sole Calogero d’Akragas-Panopoli-Trapani): «… il nonno m’aveva regalato quell’anellino a Firenze, uscendo dalla Galleria degli Uffizi… Ecco spiegato il mistero!…» (Pirandello, “Pascal”). Nella mia Presentazione lo Spirito-Fedone svela la FEDE-PATTO tra l’UOMO (Poeta-Personaggio Uno-Nessuno) e il DIO (Dramma-Regista Centomila). L’Autrice

10,00

Studi pirandelliani 19

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In questo testo l’agrigentina-greca Mirella Salvaggio presenta il VIVO FUORILEGGE (Ecnomo) pindarico PERSONAGGIO-MAESTRO-PRINCIPE (lo Zero-Principio senza Fine, lo Spirito-Shakespeare-Pericle-Ariele-Amleto-Nessuno-Eros-Omeros-Odisseo-Mida-Dina-Simonide-Demonio-Set-Mani-Teseo-Astianatte-Attila-Attia-Tis = Qualcuno = Bimno Mattino = Mattia Pascal), il FORTE GIGANTE TAUMATURGO-OMBRA, il solare-primaverile-ritornato VENTO-ANEMOS-DIAVOLO-LI-O-Là (Zefiro-Zero-Lazzaro-Lazzarone-Lazzo-Filo-Filosofo-Amico della Sofia-Psiche-Anima Viva Nuda Nessuna Ignota), l’AULETA TROVATORE dell’ALBAURORA-ROSA-SPETTACOLO-LUCE-CATARSI (dei nati corpi-fantasmi-attori-dèi mortali-vecchi-nani) che diventa ARMONIA-TEATRO-BUIO-CATASTROFE (Dodicesima Notte-Picàta Pitica-Itaca-Pitagorica = Isola-Corona-Orchestra dei cento Antenati Numeri-Numi-Lumi Spiriti-Personaggi-Ombra Immortali-Giovani-Giganti Musicisti della Tavola 12): la cosmografia del caos-cosmo-pan, il teatro d’arte, la MIMESI-MAESTRIA-MANO-MANNA-KARMA-NORMA-MUSICA-ARIA-NOTA-MEMORIA-ANIMA-MURAGLIA ALTISSIMA, la LEGGENDA (Legge-Religione-Fede dello Spirito Fedone-Fidia-Fedro Fenice-Feace-Foco Amore-Romano-Rosario della Rosa), la TRAGEDIA-FIRMA del NOME-GIORNO-GIGANTE (l’inchiodato-annegato-addormentato Dio-Pensiero-Sogno Faraone-Noè-Natale-Atlante Tantalo Telamone Telemaco Falaride-Lindo-Candido, l’ATTORE (Toro-Bove-Giove Asino d’Oro) CONTE (Ettore) DI LUNA (Andromeca) schiodato-svegliato e portato sul palcoscenico da Pirandello-Bellini) UNO-NATALIZIO-LUSTRALE-METAFISICO-ACRONE-DAMIANO (il figlio cambiato, il lontano forestiere (della vita-teatro) sconosciuto XANTO-Caritone-Mattia-Polluce-Romolo-Moloc, il Signore-Lars Norvegese, l’orrendo MOSTRO DRAMMATURGO-DOMINUS-MIMO-MUMMIA-MOMMINA-MAMMA-MARIANNA DEDALA-DOPPIA, il menzogenro Regista-Attore-Conte di Luna Sonnambola) e TRINO-PASQUALE-VECCHIO-FISICO-CRONO-COSIMO (il figlio cambiato, «il malo vicino principiante di violino», il conosciuto Balio-Baio-Buio Malanippo-Pascal-Castore-Remo Socrate-Crise Cristo, il Signore-Louros-Icaro-Arso-Asso-Astro-Estro Girgentino, il caduto Atlante-Natale, il cretese Signore della Nave-Navata, il Figlio-Foglio-Giglio d’Oro dell’Aula Mirabile, il Maestro Cristo-Vergilio Anér-Marone-Moro-Nerone, lo scoperto Drammaturgo-Musicista, l’ipocrita-gesuita Regista-Attore-Conte di Luna Sonnambola): i DUE LIBRI-GIGANTI-KOUROI-DIOSCURI-GEMELLI, I SANTI MEDICI, i SIGNORI-FIORI della CORONA-CROCE-ARMONIA d’AKRAGAS-BASILEA BASILIANA-SANCALOGERINA-BELLISSIMA: «… Io vi ho portato la corona di fiori promessa…» (Pirandello, “Pascal”.
Aurelio Patti (Già Auleta del Gruppo Folcloristico della Città dei Templi) ha scritto alla Salvaggio: «Agrigento, 16 maggio 2023) Carissima Mirella, … Volevo ringraziarti per i libri che mi hai mandato e complimentarmi con te per l’impegno e la passione che non ti lasciano mai…».
Santina Principato

10,00

Calabria VIAGGIO OZIOSO DI UN FLÂNEUR … anzi due

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Questo libro è un “Viaggio in Calabria” come quello ben più famoso di Alexandre Dumas e del pittore Jadin: alla loro stregua, a quello dei luoghi, gli autori preferiscono il racconto delle emozioni e delle esperienze di vita degli abitanti, non trascurando qualche frammento di storia. Ma è anche altro questo viaggio: è il bighellonare, il lento, ozioso osservare di un Flâneur, anzi di due Flâneurs. Insomma, in dialetto cosentino “dua ‘mpaccieri”, che non “attraversano luoghi”, ma passeggiano critici, come di mestiere, tra “briciole di spazio e di memoria”. La Calabria sembra condannata alla “damnatio memoriae”, la pena che nell’antica Roma cancellava le tracce di chi ne veniva colpito, persino riscrivendone la storia. Della Calabria non si deve parlare, se non per fatti di mafia o sospetti tali. Gli autori cercano di rompere questo muro più che secolare parlando da un lato di un passato notevole, dall’altro delle opportunità di sviluppo di un difficile presente: su questa base chiamano i Calabresi a disegnare, finalmente in maniera autonoma, il loro futuro. A volte sotto forma di ricerche, a volte di racconti, il libro vuole dare il proprio contributo alla conoscenza dei fatti nascosti o misconosciuti, alcuni dei quali davvero sorprendenti, spesso stemperando ricordi veri in tesserine di un mosaico molto colorato. Questo rende il libro in certo qual modo atipico. Un po’ storia un po’ narrazione: alla memoria collettiva alterna pezzi di vita vissuta, facendoli diventare esempi esplicativi con una loro morale. Proprio come nelle favole, insomma, che sono sempre a lieto fine.

18,00

Colonia di carta

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A partire dal bisettimanale “per” gli italiani «L’Eco del Deserto», apparso nell’ultima decade dell’Ottocento, redatto a Tripoli ma stampato a Siracusa Colonia di carta, in questo volume l’autore si sofferma sui giornali etnici italiani pubblicati e stampati tra il 1909 e il 1911 nella Tripoli ottomana e quindi su quelli che videro la luce dopo l’occupazione italiana: tutti assieme, negli estremi temporali 1893-1926, segnano la storia del giornalismo coloniale in età liberale, prima che il fascismo, cioè, cancellasse la libertà di stampa anche in colonia. A chi erano destinati questi fogli? Quanti erano i possibili lettori? Nel caso della Libia in generale e in particolare in quello di Tripoli e della Tripolitania, al di là degli aspetti politici e tecnico-tipografici che ne hanno impedito a lungo la nascita c’era da fare i conti con un problema non secondario, cioè con i pochi “emigrati” italiani residenti stabilmente a Tripoli e nell’oasi che avrebbero “potuto” diventare lettori. Più emigranti, infatti, significa potenzialmente più lettori; più lettori significa più giornali. A Tripoli questa equazione era quasi improponibile se non nei termini inversi: pochi emigrati pochissimi lettori, pochi lettori e pochissimi giornali.

18,00

Il Sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri

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È con piacere e un po’ di malinconia che presentiamo il libro Il sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri del professore Giuseppe Abbruzzo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca storica non tralasciando, però, la passione per le tradizioni e la cultura locale. Un uomo che ha saputo coniugare la sua profonda conoscenza della storia con una grande capacità di raccontarla, rendendola accessibile a tutti. Il professore Giuseppe Abbruzzo ci lascia un’opera importante, che non solo racconta la storia delle unità di misura e degli usi e consuetudini delle nostre comunità, ma ci offre anche un quadro vivace e suggestivo della vita di un tempo. Un viaggio nel passato che ci permette di scoprire la nostra identità e la nostra cultura. Purtroppo, il professore Giuseppe Abbruzzo non è più tra noi per vedere la pubblicazione del suo libro, ma l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pino Capalbo, è orgogliosa di poter rendere omaggio alla sua memoria e al suo lavoro, pubblicando questo volume che sarà un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione delle nostre tradizioni. Un riconoscimento alla sua capacità di cercare, alla passione per la storia e alla sua dedizione per la comunità.

Prof. Mario Bonacci Assessore alla Cultura

 Comune di Acri

15,00

L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022 E OLTRE

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I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022 e oltre, rifacendosi necessariamente agli altri tre volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, Cosenza, Pellegrini Editore, 2023), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.

10,00

MARIO CASALINUOVO il giurista, il politico

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…Mario era un galantuomo d’altri tempi. E come tale guardava al mondo. Alle cose. Agli uomini. Avrebbe potuto scalare le vette più alte della politica e, soprattutto, del potere, molto più di quanto non gli sia riuscito per meriti da tutti riconosciuti, se solo avesse voluto; sarebbe stato capace di “consigliare”, per non dire di imporre decisioni e scelte che, invece, la sua statura morale gli imponeva di lasciare – spesso rimanendo deluso, ma senza perdere la speranza nella capacità degli uomini di migliorarsi – alle “regole del gioco”, che rispettava ma nelle quali spesso faticava a riconoscersi. L’ho considerato sempre un punto di riferimento, anche riguardo alle politiche del Mezzogiorno, nelle cui potenzialità credeva convintamente, auspicando azioni efficaci ed iniziative concrete che potessero favorirne il rilancio e lo sviluppo. Obiettivi che pose sempre al centro dell’attenzione e che sottolineò con forza anche quando occupò lo scranno di primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, dal 1970 al 1973. La sua nomina a sottosegretario ai Lavori pubblici prima e a ministro dei Trasporti dopo, tra il 1981 il 1983, fu un segnale positivo agli occhi dei cittadini calabresi, ma non solo, e contribuì ad alimentare una maggiore fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della politica. Fu un bene averlo tra i banchi del Governo, dove diede testimonianza di affidabilità e di impareggiabile comportamento, apprezzati da tutti. Considerazione altissima di cui godette anche nel Psi, dove non si iscrisse mai ad alcuna “tifoseria” animato com’era da una nobile passione politica e riuscendo sempre a coniugare l’interesse del partito e il senso dello Stato. Ecco perché considero questo volume un omaggio ad un galantuomo che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato e delle sue idee. Un esempio imperituro di correttezza, capacità ed onestà etica ed intellettuale cui soprattutto le nuove generazioni, così come molti di noi hanno fatto, possono guardare fiduciosi ricevendo risposte credibili di fronte ai problemi del nostro tempo. (dalla Presentazione di Salvo Andò)

15,00

Omaggio a Ida Magli

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Atti del Convegno – Vittoriale degli Italiani 20 e 21 Settembre 2025

CONTRIBUTI DI

Giordano Bruno Guerri

Elena Bacchi

Rossella Galletti

Rosaria Impenna

Nico Carlucci

Mattia Morretta

Maria Luisa Falconi

Maria Grazia Quieti

Mario Anelli

Silverio Guanti

Maria Vincenza Zongoli

Maria Luisa Ciminelli

Pierfranco Bruni

Marilena Cavallo

Marina Mascetti

Lidia Sella

Barbara Pavarotti

Patrizia Tocci

Raffaello Volpe

Paolo Restuccia

16,00

Studi pirandelliani 20

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Lo «studio pirandelliano-agrigentino» di Mirella Salvaggio dimostra che la BIBLIOTECA-CHIESA (sconsacrata dalla ragione-armonia-anima-mano levata) di Luigi Pirandello si legge-sente nel LIBRO MAESTRO “Il fu Mattia Pascal romanzo del fu Luigi Pirandello”, il Dialogo del Drammaturgo (il Conte di Luna), il DRAMMA-GIORNO UNO-NATALIZIO-LUSTRALE (Grande Me-Regista-Attore Centomila = parola scritta) e TRINO-PASQUALE-FISICO (del Piccolo Me-Poeta-Personaggio Uno-Nessuno della parola parlata). Grazie a Mirella Salvaggio il VIVO PERSONAGGIO-SPIRITO-OMBRA-GIGANTE MATTIA PASCAL-BIMBO MATTINO (il Trovatore, il figlio ritrovato dalla Città Madre Akragas-Girgenti-Agrigento) ritorna nella Città dei Templi, la Città Bellissima-Sovrana-Magnifica-Mirabile (la “Miragno” del Romanzo-Tragedia Antica e Moderna dell’Amatissimo Drammaturgo-Maestro Amore Altissimo) che vive ancora nell’armonia-legge-vita-anima antichissima del «teatro di strada», il teatro sancalogerino, il LOGOS-GIORNO (il Ciclope) UNO-NATALIZIO-LUSTRALE-CHIUSO (della siesta) e TRINO-PASQUALE-FISICO-APERTO (della corsa) del FILOSOFO (l’Amico-Filos-Filolao-Filo Pitagorico caduto dalla Luna Doppia-Dedala-Didone-Dondi-Dida-Dadi-Didì Marianna) EMPEDOCLE CALLICRATIDE (San Calogero), il MAESTRO del sicilianizzato PLATONE, l’Autore-Io Assoluto chiuso nell’omerico-empedocleo «mito della caverna», lo scespiriano-pirandelliano «racconto d’inverno». Maria Petralia Gentile In copertina: Città dei Templi (Ottobre 1934). Pirandello con le tre attrici Abba (madre e figlie) e alcuni amici girgentini. «Rinunzio a trascrivere il suo nuovo pezzo forte della domenica seguente che recava a grosse lettere il titolo: MATTIA PASCAL È VIVO!». Luigi Pirandello, “Il fu Mattia Pascal” (della Tragedia-Armonia-Musica-Danza della Sicilia Paleolitica, l’Isola del Monte Pellegrino, il “Monte della caverna” incisa da figure danzanti che rivelano che il «senso estetico» è legato al «culto dei morti»).

10,00

Nuovi studi pirandelliani 21

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Io vi presento il GIGANTE SPIRITO-PERSONAGGIO-TAUMATURGO NESSUNO (Zero-Eros-Omeros-Ermes Odisseo-Mida-Mani), l’AULETA TROVATORE della TRAGEDIA-ARMONIA (dei sei piedi dell’esametro aureo), la MANO-FIRMA del NOME-GIORNO LUSTRALE (Antro d’Inverno) e FISICO (del Poeta-Sole di Primavera) di PIRANDELLO-LEONARDO DELLA CITTà MAGNIFICA (dell’Aria-Anima-Muraglia-Fortezza- Speranza Sublime). … Mida vien dopo costoro; / Ciò che tocca oro diventa… Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e di Arianna … Gridavano. Uno, due fiammiferi, accesi; poi anche la candela, quella stessa che stava entro il lanternino dal vetro rosso. E tutti in piedi! Perché? Perché? Un gran colpo, un colpo formidabile, come vibrato da un pugno di gigante invisibile, tonò sul tavolino, così, in piena luce. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal Io vi presento il PERSONAGGIO-SPIRITO-FILO della SOFIA-ANIMA (verità) del COLOSSO TELAMONE KOUROS- SIGNORE-FIORE-FIORETTO-FIAMMIFERO di PIRANDELLO-VERGILIO, l’oscuro cerinaio sulla strada («Dove è errore, ch’io porti la verità») del monaco San Francesco. Vedo chiaramente che lei capisce di letteratura quanto può capirne un cerinaio che va vendendo per istrada le sue scatole di fiammiferi. Luigi Pirandello, Epistolario familiare giovanile

10,00

Nuovi studi pirandelliani 22

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Mi piace ricordare che nel mondo «immenso e vano», il mondo dell’apparire («e che il mondo vada dove vuole»), i CRITICI INTERNAZIONALI (agrigentini, siciliani, italiani e stranieri) DIMOSTRANO DI NON COMPRENDERE IL SUBLIME SENTIMENTO DEL CONTRARIO (pathos-passione-psiche-eros = patente per guidare la macchina del teatro: “La Divina Commedia” del Poeta Divino): la TRAGEDIA (dramma-azione = principio-zero)-ARMONIA (croce-unione-zero-principio-legge-giustizia-misura)-MAIEUTICA (parto-porta del pianto dell’esclusa Luna-Aquila Doppia (Atena-Occhioazzurro) d’Akragas (alta rupe)-Acropoli Atenea), il TEATRO d’ARTE (Mimesi) DI LUCE (catarsi-natale-siesta-essere-zero-armonia-anima-aria chiusa di nani nomi-gnomi-dèi-fantasmi-attori-pupi dell’apparire-spettacolo bello (menzogna, errore di oggi): la commedia interrotta (il sogno interrotto del Gigante Telemaco (Mattia Pascal) della Valle dei Templi) “Questa sera si recita a soggetto” al Teatro Lirico del Colle di Girgenti) E DI OMBRA (albaurorarosa-pasqua-corsa (catastrofe-caduta-Itaca della Tragedia del Personaggio Auleta Trovatore Nessuno-Amleto Mida-Dima)-non essere-zero-armonia-anima-aria aperta di giganti numeri-venti antenati-spiriti-ombre personaggi-eroi del teatro buono (verità trovatura di domani) del Caos Empedocleo d’Akragas, la Città del caduto Figlio-Dio Colosso-Gigante-Titano-Ciclope (Omero)-Conte (“Suo marito”) di Luna (Marianna DedalaDidone Dondi), il Drammaturgo (Argo)-Oreste-Castore-Socrate-Crise-Cristo Aner (“Il capretto nero” del Tempio della Concordia), il Drammaturgo della Tragedia-Armonia (memoria-anima del treno) del dramma da fare, il TEATRO DRAMMATICO-OMERICO-UMORISTICO-SANCALOGERINO, il TEATRO DI STRADA (siesta-catarsi-natale-pane dell’armonia-anima-aria chiusa/corsa-catastrofe-pasqua-pane gettato nell’armonia-anima-aria aperta) del SOLE CALOGERO (Lollò) di CITTÀ DEI TEMPLI (Akragas Girgenti Agrigento), la città del «popolo censore». Colgo l’occasione per ricordare che nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi-Carità-Ricchezza-Trovatura-Tesoro-Oro = dramma-moneta di Pindaro-Mida, il Re Glorioso nell’Eccelso Cielo d’Akragas) SI LEGGE “IL TESORO (zero-armonia = specchio ustore) DEGLI ZINGARI (i Venti-Spiriti Rom Mani Numeri-Antenati Giganti dell’aria-anima-armonia-muraglia dei nuraghes dell’antichissima-civilissima Sardegna)” di GRAZIA DELEDDA, la DRAMMATURGA-MAESTRA dell’ARMONIA-MAIEUTICA del DRAMMA-GIORNO LUSTRALE (antro-portone chiuso) e FISICO (antro portone aperto) del DRAMMATURGO (Argo)-CICLOPE (Omero)-CONTE (“Suo marito”) DI LUNA (Marianna Dedala Didone Dondi), il FIGLIO-DIO-NOME del DRAMMATURGO-MAESTRO LUIGI PIRANDELLO, il FIGLIO RITORNATO A L CAOS di Girgenti, la Città dell’ARMONIA-MEMORIA-ANIMA PITAGORICA-SEVERA-CLASSICA di Virgilio-Enea («… chi può ingannare una donna (Didone) che ama?»). Nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi Tragedia) si LEGGE l’ERRORE-errare-armonia-zero-eros-psiche di Luigi Pirandello. L’Autrice

10,00
Segnaposto

Studi sul martire Acacio il cappadoce

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Il santo martire Acacio o Agazio, centurione di origine cappadoce decapitato a Bisanzio nel 303 d.C. per essersi dichiarato cristiano, fu oggetto di venerazione non solo in tale città, dove vennero erette in suo onore alcune chiese, ma anche in Occidente, con esattezza in Calabria, nella cui cittadina di Squillace si cominciò, in epoca medievale (probabilmente fra il XIII e il XV secolo), a praticare il suo culto, da lì estesosi, poi, ad altre cittadine calabresi. In questo libro l’autore ha raccolto 5 studi nei quali, oltre ad illustrare la figura di Acacio e a soffermarsi sul culto delle sue reliquie tanto a Costantinopoli quanto a Squillace, pone in risalto la fortuna di cui il martire godette nei secoli mediante l’innografia e l’iconografia.

18,00

Sui Grecismi nel lessico della parlata arbereshe di San Costantino Albanese

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Il presente studio ha individuato i grecismi più frequenti nella parlata arbëreshe di San Costantino Albanese (SC). Questa parlata, caratterizzata da una struttura morfologica più conservativa e antica rispetto agli altri dialetti arbëreshë, è risultata essere, infatti, di particolare interesse.
San Costantino Albanese appartiene all’Area Lausberg, area che si estende tra Basilicata meridionale e Calabria settentrionale e che comprende i dialetti romanzi più arcaici (i quali linguisticamente appartengono al gruppo dei dialetti lucani). Molti grecismi della parlata di SC sono precedenti all’emigrazione oltremare degli arbëreshë e, quindi, sono sopravvissuti in tale dialetto, contrariamente a quanto si nota per la lingua albanese, in cui alcuni di questi grecismi non esistono, oppure sono scomparsi. Tramite questo studio comparativo si sono evidenziati alcuni tratti fonetici e morfologici tipici nonchè le formazioni delle parole tipiche presenti nella parlata arbëreshe, tralasciando gli aspetti linguistici di quei grecismi provenienti dai dialetti italiani. Questo studio risulta essere, dunque, di particolare interesse per tutti coloro che si occupano di lingue in contatto, e, più in particolare, di dialettologia arbëreshe e di storia della lingua albanese, ovvero della evoluzione diacronica della parola.

10,00

Sulla riva del lago d’alabastro

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L’emigrazione e le sue mille sfaccettature sono al centro
di questo romanzo, scritto con le dolci note della nostalgia,
del ricordo che esula da finti moralismi, ma penetra nell’animo
del lettore e di chi, come il protagonista, ha vissuto
la sofferenza della partenza dal paese natio.
Valigie e pacchi chiusi con lo spago, speranze riposte
nel cassetto, e la consapevolezza di dover sacrificare una
vita per poter dare ai propri figli quello che ai padri è stato
negato: lo studio, come forma di liberazione da ogni abuso,
da ogni forma di sopruso che da sempre divide gli uomini in
padroni e servi, o, in datori di lavoro e dipendenti. E l’America,
con la sua Statua della Libertà, fa da cornice a questo
scritto, come un ideale cui protendere, come le ali che si
dispiegano verso l’orizzonte.
In queste pagine il filo della memoria porta indietro nel
tempo, quando il Meridione si spopola, le famiglie si spaccano
e le mogli, rimaste sole, si rimboccano le maniche e
crescono i propri figli, nella speranza del ritorno dell’uomo
amato. Ed ecco che il sacrificio diventa speranza, aspettative
da riporre nelle nuove leve, capaci, un giorno, di cambiare
il mondo e liberare le coscienze dai sensi di colpa. E poi
il ritorno al Poggio, luogo che qui diventa metafora di ogni
ritrovo, di un lungo abbraccio con una donna mai dimenticata
e di un figlio non ancora conosciuto, Joro. E poi i progetti:
“un piccolo emporio da far gestire alla moglie, delle
terre comprate da bonificare e del futuro del ragazzo che fu
mantenuto agli studi, a dimostrazione che anche tra la gente
contadina c’erano persone scaltre e intelligenti”.

12,00