È mancato ai vivi

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Il romanzo “È mancato ai vivi” narra gli orrori della Prima guerra mondiale. L’incalzante racconto sottrae alla dimenticanza le vicende di alcuni giovani che, tra il 1915 ed il 1918, partirono dalla Calabria verso i “campi della gloria”. Descrive le angosce e le speranze dei padri e delle madri che avevano figli al fronte. Dipinge con tratti pungenti un’epoca marziale, la tracotanza dei generali, le sanguinose strategie. Tratteggia le mutevoli opinioni di chi incoraggiò, benedicendolo, l’immane conflitto.

15,00 10,50
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La malaerba dell’oleandro dentro gli spazi calabresi

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Il libro delinea con rigore metodologico e approccio scientifico il fenomeno della ‘ndrangheta, di cui sono individuate le radici culturali, storiche e antropologiche, segnanti la prospettiva dell’analisi di uno scenario che appare in una continua e complessa evoluzione. La trattazione delle argomentazioni si distanzia da approcci strettamente manualistici, mentre rinvia a una straordinaria e appassionata acutezza nell’osservazione, che restituisce un quadro piuttosto definito della realtà nelle sue antiche e attuali linee di tendenza. L’autore scandaglia nell’accadere dei suoi quotidiani e disumanizzanti svolgimenti psicologici e sociali, avviluppati dall’aggressivo e violento potenziale di una sottovalutata criminalità che ormai non conosce confini. È tuttavia in questo processo che il lettore è posto dinanzi a possibili percorsi di ricontestualizzazione e rafforzamento delle ragioni della speranza, nella solidale relazionalità e nella bellezza come valore. Si tratta evidentemente di una sfida, che il teologo Vincenzo Leonardo Manuli lascia intendere sia possibile raccogliere, a condizione di aprirsi alla crescita di un sapere critico, unico strumento per lottare e superare le contraddizioni – anche quelle religiose – recidendo finalmente l’oleandro, “l’albero del male piantato nel giardino di questa regione”. (Mimmo Petullà, Sociologo)

10,00 7,00
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Elogio dell’umorismo e filosofia di vita

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Negli ultimi decenni è stato possibile registrare un crescente interesse per il fenomeno dell’umorismo, i cui riferimenti percorsuali restituiscono – grazie alla condivisione di esperienze scientifiche diverse – il tenore concettuale di una tematica che ha ormai istituzionalizzato un affascinante campo di studi. D’altra parte valori e norme condivise si rafforzano, nei contesti dove l’umorismo ingenerato assume una feconda consistenza, segnando confini e dichiarando appartenenze – non di meno distanziando problemi e orientando sull’essenziale – in un continuo e vivace rapporto di reciprocità e d’identità che spesso tende a migliorare taluni fattori di adattamento alla realtà. Un complesso quadro di riferimento, questo, che il teologo Vincenzo Leonardo Manuli esplora – con l’audacia dei consueti e organici affacci interdisciplinari – a partire dalla temporalità degli svolgimenti esistenziali più reconditi. (…) L’Autore, del resto, nel libero e responsabile dinamismo delle relazioni umane è a questa misura alta cui fa a più riprese riferimento, con lo slancio e il rigore del suo stile intellettuale e profetico, inteso come incessante ricerca e sviluppo di un’area di significati, capaci di leggere nella sorpresa del “Dio ridens” il valore di una facoltà cognitiva aperta allo stupore di un annuncio che passa dal coraggio della denuncia. (…) La teologia di Vincenzo Leonardo Manuli continua dunque a generare le problematizzanti sistematizzazioni di un pensare e di un agire dentro la realtà postmoderna – memore, a onor del vero non senza ironia, dei costi che tutto ciò comporta in termini di fatiche e incomprensioni – per attribuire un senso all’essere e all’esistenza della persona umana, nel segno di una solidarietà di fronte alla clamorosa tragicità dell’ingiustizia. (Mimmo Petullà. Sociologo)

12,00 8,40
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L’orto sull’albero

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Nella vita di ognuno di noi ci sono giorni lieti e giorni tristi, giorni in cui viviamo dolori che ci sembra debbano stroncare la nostra esistenza e giorni in cui l’emozione che proviene da una grande passione sembra possa portarci a toccare il cielo con le mani. Quest’ultima sensazione l’ho provata la prima volta che ho incontrato mia moglie, poi quando sono nati i miei figli e infine quando ho incontrato una piccola piantina che parò alla mia anima chiedendo solo di poter crescere liberamente. Ascoltai la sua supplica e la piantina diventò un grande albero, un solanum mauritianum.

16,00 11,20
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Premio Pandosia

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A cura di Vittorio Sgarbi, Stefania Bosco, Sauro Moretti

Artisti in catalogo:

Massimo Boffa, Ido Erani, Alba Gonzales, Walter Marin, Emidio Mastrangioli, Roberto Mendicino, Sebastiano Navarra, Alba Nudo, Massimo Sirelli, Tina Sgrò, Fulvia Steardo Fermi, Luca Viapiana

10,00 7,00
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Storia di famiglia

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Proprio come un giacimento d’oro in vena, di oro cioè che ricorre non tanto nella roccia quanto nelle fratture, questo libro rivela quelle vicende familiari che si nascondono tra le pieghe della storia.
Indagando la peculiare epopea della sua famiglia, l’autrice tratteggia con grazia e curiosità lo spirito del tempo.
Una rigorosa ricerca documentale è il combustibile del racconto. La innegabile passione ne costituisce l’innesco. La combustione che ne consegue permette che emergano, di pagina in pagina, tutte le intenzioni e le ambizioni dei protagonisti.
Lettura lieve e godibile non ha certo la pretesa di competere con i poderosi testi specialistici ma si occupa di suggerire la formidabile ricchezza e l’inestimabile valore delle radici familiari.
Risorse preziose. Come l’oro.
Danilo Giammarino

14,00 9,80
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Filomena Drago è nata a Messina, ha trascorso infanzia e adolescenza a Martone, nell’entroterra della Calabria Jonica. È psicologa psicoterapeuta e, soprattutto, at- tenta lettrice dell’animo umano. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo di nome Viola, storia di rinascita al femminile. È la storia di una bambina abbandonata che dovrà fare i conti durante la sua crescita e la sua giovinezza oltre che con l’abbandono della madre con il pregiudizio sociale che tenderà a classificarla come una poco di buono perché figlia di una poco di buono.
Dopo tante dolorose vicissitudini Viola comunque riuscirà, anche se con sofferenza, a riprendersi la vita che avrebbe sempre voluto. Segue nel 2017 Diario da una finestra sul mare, una raccolta di storie al femminile che raccontano di violenza e insieme di rinascita. Un libro complesso in cui si intrecciano la figura della voce narrante, che è la terapeuta e le storie delle donne che racconta e che sono impegnate nel loro percorso di rinascita. Al centro della narrazione, una finestra sul mare, che fa parte integrante del percorso terapeutico. L’ultima parte del libro ha una funzione catartica poiché racconta fiabe correlate alle storie già descritte. Nel 2019 pubblica la raccolta di fiabe La collina incantata che rinnova il messaggio della bellezza e delle emozioni che rendono intensa e cara la vita. Si descrivono i luoghi dell’anima dell’autrice che diventano poi i luoghi dell’anima dei protagonisti di tutte le fiabe. I libri di cui sopra hanno avuto una buona rispondenza di pubblico e sono stati presentati in parecchie scuole della provincia di Reggio Calabria e sono stati oggetto anche di tesine di diploma. In particolare La collina incantata, nell’anno 2019, prima della pandemia, ha girato scuole e ludoteche, interagendo con le alunne e gli alunni e creando un legame continuativo. L’autrice continua nel suo impegno di cura delle persone e della comunità a cui appartiene e nell’impegno di divulgare e condividere le buone pratiche apprese nell’arco di quarant’anni di lavoro. www.nucciadrago.it

Filomena Drago è nata a Messina, ha trascorso infanzia e adolescenza a Martone, nell’entroterra della Calabria Jonica. È psicologa psicoterapeuta e, soprattutto, at- tenta lettrice dell’animo umano. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo di nome Viola, storia di rinascita al femminile. È la storia di una bambina abbandonata che dovrà fare i conti durante la sua crescita e la sua giovinezza oltre che con l’abbandono della madre con il pregiudizio sociale che tenderà a classificarla come una poco di buono perché figlia di una poco di buono.
Dopo tante dolorose vicissitudini Viola comunque riuscirà, anche se con sofferenza, a riprendersi la vita che avrebbe sempre voluto. Segue nel 2017 Diario da una finestra sul mare, una raccolta di storie al femminile che raccontano di violenza e insieme di rinascita. Un libro complesso in cui si intrecciano la figura della voce narrante, che è la terapeuta e le storie delle donne che racconta e che sono impegnate nel loro percorso di rinascita. Al centro della narrazione, una finestra sul mare, che fa parte integrante del percorso terapeutico. L’ultima parte del libro ha una funzione catartica poiché racconta fiabe correlate alle storie già descritte. Nel 2019 pubblica la raccolta di fiabe La collina incantata che rinnova il messaggio della bellezza e delle emozioni che rendono intensa e cara la vita. Si descrivono i luoghi dell’anima dell’autrice che diventano poi i luoghi dell’anima dei protagonisti di tutte le fiabe. I libri di cui sopra hanno avuto una buona rispondenza di pubblico e sono stati presentati in parecchie scuole della provincia di Reggio Calabria e sono stati oggetto anche di tesine di diploma. In particolare La collina incantata, nell’anno 2019, prima della pandemia, ha girato scuole e ludoteche, interagendo con le alunne e gli alunni e creando un legame continuativo. L’autrice continua nel suo impegno di cura delle persone e della comunità a cui appartiene e nell’impegno di divulgare e condividere le buone pratiche apprese nell’arco di quarant’anni di lavoro. www.nucciadrago.it

Filomena Drago è nata a Messina, ha trascorso infanzia e adolescenza a Martone, nell’entroterra della Calabria Jonica. È psicologa psicoterapeuta e, soprattutto, at- tenta lettrice dell’animo umano. Nel 2015 pubblica il suo primo romanzo di nome Viola, storia di rinascita al femminile. È la storia di una bambina abbandonata che dovrà fare i conti durante la sua crescita e la sua giovinezza oltre che con l’abbandono della madre con il pregiudizio sociale che tenderà a classificarla come una poco di buono perché figlia di una poco di buono.
Dopo tante dolorose vicissitudini Viola comunque riuscirà, anche se con sofferenza, a riprendersi la vita che avrebbe sempre voluto. Segue nel 2017 Diario da una finestra sul mare, una raccolta di storie al femminile che raccontano di violenza e insieme di rinascita. Un libro complesso in cui si intrecciano la figura della voce narrante, che è la terapeuta e le storie delle donne che racconta e che sono impegnate nel loro percorso di rinascita. Al centro della narrazione, una finestra sul mare, che fa parte integrante del percorso terapeutico. L’ultima parte del libro ha una funzione catartica poiché racconta fiabe correlate alle storie già descritte. Nel 2019 pubblica la raccolta di fiabe La collina incantata che rinnova il messaggio della bellezza e delle emozioni che rendono intensa e cara la vita. Si descrivono i luoghi dell’anima dell’autrice che diventano poi i luoghi dell’anima dei protagonisti di tutte le fiabe. I libri di cui sopra hanno avuto una buona rispondenza di pubblico e sono stati presentati in parecchie scuole della provincia di Reggio Calabria e sono stati oggetto anche di tesine di diploma. In particolare La collina incantata, nell’anno 2019, prima della pandemia, ha girato scuole e ludoteche, interagendo con le alunne e gli alunni e creando un legame continuativo. L’autrice continua nel suo impegno di cura delle persone e della comunità a cui appartiene e nell’impegno di divulgare e condividere le buone pratiche apprese nell’arco di quarant’anni di lavoro. www.nucciadrago.it

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