Considerazioni e meditazioni

[wc-ps]

Gli argomenti del libro mostrano e commentano il risultato dell’equazione di Schrödinger dei vari atomi della Tabella di Mendeleev. Sono anche considerate alcune correzioni all’Hamiltoniano di Schrödinger suggerite da evidenze sperimentali.

7,9918,00
5,5912,60
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Controversie giuridizionali nel Portogallo del primo quarto del XVII secolo

[wc-ps]

L’indagine storiografica persevera in un’ingiustificata disattenzione attorno alla vicenda giuridica nel Regno di Portogallo ed Algarve nonostante sia teatro – ne è prova la quadruplice codificazione regia – di straordinari momenti dell’esperienza del diritto moderno.

A tali dinamiche di trasformazione non si sottraggono i rapporti Stato-Chiesa ed i rispettivi fori nella burrasca giurisdizionalista del Seicento. Il confronto serrato che oppone Nunzi e Collettori apostolici al Principe filippino e ai suoi ministri dà vita ad un giurisdizionalismo sui generis, ben diverso dai coevi modelli europei. Fatto salvo il foro episcopale, i tribunali ecclesiastici del post-tridentino, l’inquisitoriale e dell’ius fisci, perdono d’importanza perché la stirpe atlantica di Ulisse onora la tradizione del diritto patrio, lo “estylo do Reino”, corroborato da portentosi giuristi regalisti e da una vitalissima giurisprudenza.

 

40,00 28,00
Visualizzazione veloce
Leggi tutto

Controversie giuridizionali tra Chiesa e Stato nell’età di Gregorio XIII e Filippo II (1578 – 1581)

[wc-ps]

La decisione di ristampare questo studio, da sempre quasi introvabile,
non è solo mia ma dello stesso Autore che ne aveva preparato
un’edizione nel 2007, avvalendosi della fattiva collaborazione
di Saverio Di Bella. È da lui che ho ricevuto la copia corretta del
lavoro per cui a me spetta solo il compito di rispettare la volontà del
Maestro e di avvalermi delle sue indicazioni manoscritte a margine,
curando questa seconda edizione e facendo in modo che venga alla
luce nel primo anniversario della sua scomparsa. Spero così che il
legame con il Maestro non si interrompa e di onorarne la memoria.
Questa monografia prosegue solo in parte – negli ultimi capitoli
– quella sulla Legazia Apostolica1 con la quale, a soli ventiquattro
anni, Catalano aveva brillantemente esordito sul piano scientifico
dando prova dei suoi interessi storici che anticipavano quelli giuridici
(libertà religiosa, problematica dei concordati, art. 7 Cost. etc.) di
poco successivi. Sono studi ai quali Catalano resterà legato per tutta
la vita (la Legazia verrà ristampata nel 1973, unitamente ad un articolo
sulle sue origini – 1088-1178 –2) e che continuerà a coltivare.

 

30,00 21,00
Visualizzazione veloce
Leggi tutto

Conversazioni di Letteratura calabrese

[wc-ps]

L’Istituto di Istruzione Superiore Liceo Classico “G.Garibaldi” e Istituto
d’Arte “A. Alfano” di Castrovillari è in grado di offrire questo nuovo
contributo all’approfondimento e alla divulgazione della conoscenza della
Letteratura Calabrese che nei secoli ha prodotto veri e propri capolavori
di narrativa, di poesia e di opere teatrali. Questo immenso patrimonio
letterario, che arricchisce la letteratura italiana di intonazioni legate alle
tradizioni e alla sensibilità della nostra regione, non può essere ignorato,
specialmente alla luce delle recenti tendenze della legislazione scolastica
che sottolineano la necessità di legare la formazione e la cultura delle
giovani generazioni alle più genuine tradizioni della propria regione.
Al corso di “Lezioni di Letteratura Calabrese” destinato agli studenti
dell’ultimo triennio, svolto da studiosi del calibro di Pasquino
Crupi, Romualdo Marandino, Salvatore Oliverio, Roberto Romano,
Giovanni Sapia, Raffaele Sirri, Pasquale Tuscano e Antonino Zumbo
che nel 2005 ha consentito la redazione e pubblicazione di un manuale
di letteratura calabrese messo a disposizione (finalmente) di tutti gli
studenti e adottato come libro di testo dal nostro Istituto e da altre scuole,
si è aggiunto un corso di approfondimento e specializzazione, rivolto
ai docenti di letteratura italiana degli Istituti Superiori della Provincia
di Cosenza.
Il nuovo corso ha avuto notevole successo per l’interesse suscitato
dall’autore, questa volta unico, il Prof. Pasquino Crupi con un’esposizione
organica e molto dettagliata della storia della Letteratura Calabrese
dalle origini ad oggi.

20,00 14,00
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Corpo e parola

[wc-ps]

Di ogni ideazione che perdura nel tempo c’è sempre una giustificazione. Compito dell’uomo è quello di renderla attendibile al meglio. Su questo piano si fa strada la costruzione umana per eccellenza: la parola. La “parola” dice dell’unità di corpo e spirito, di corpo e mente. Alla luce delle conquiste cui sono addivenute le moderne neuroscienze, un redivivo Cartesio si convincerebbe subito di tale unità. Unità, o somma delle nostre caratteristiche, che include le facoltà umanamente più notevoli e che più di tutte fa di noi ciò che siamo. Alludo alla cifra dell’umanità; alludo alla “parola” portatrice di miracolo e di mistero. Nonostante le grandi tragedie, individuali e collettive, che il genere umano ha vissuto e vive, nonostante le ferite che abbiamo inferte al nostro pianeta, l’uomo ha avuto in dote una qualità, che si arricchisce di tempo in tempo e di generazione in generazione, di gran lunga più forte della nostra inclinazione autodistruttiva. La “parola” è tale qualità. Essa ha permeato la nostra civiltà e ha prodotto l’elemento etico ed estetico grazie a cui ci alimentiamo. “Parola” è poesia e filosofia, prodotta, per lo più, da noi stessi, per evitare l’inaridimento e lo smarrimento. La “parola” è la mia parola, e rivela di me cose più di quanto io non sappia. Nietzsche sostiene che tutte le filosofie altro non sono che «riduzioni dei sistemi Filosofici ad azioni personali dei loro ideatori» e ci ricorda che «la massima parte delle nostre esperienze è inconscia e agisce».

 

12,00 8,40
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Corpo e potere nell’ideologia ‘ndranghetista

[wc-ps]

Questo lavoro intende analizzare – da una prospettiva filosofico-educativa di matrice freireana e utilizzando i concetti chiave di Foucault sul rapporto corpo-potere – la complessa fenomenologia del potere ’ndranghetista, enucleando e fissando le categorie ordinatrici del suo disegno ideologico, la cui autentica cifra espressiva risiede nel manifestarsi quale linguaggio (e retaggio) del vecchio potere sovrano che sceglie il corpo come registro simbolico e codice d’azione su cui rendere pubblico il proprio desiderio di dominazione sociale. Il corpo, con le sue ferite, reca i segni dei vissuti umani e ne consente di interpretare il senso e il significato sociale. Le mafie, e soprattutto la ’ndrangheta, esplicano la loro fenomenologia di potere proprio nel governo del corpo, costruendo uno schema di dominio totalizzante: espropriare la corporeità è frantumare l’identità umana, impossessarsi di essa, strozzando la sua possibilità di espressione storica e distruggendone ogni traccia ontologico-sociale.

Seconda edizione

4,9915,00
3,4910,50
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Corpo e potere nell’ideologia ‘ndranghetista

[wc-ps]

Sono passati 20 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.
Il boato del tritolo dimora ancora nel mio condotto
uditivo che sfocia nei neuroni, scorticando la corteccia
celebrale. Ho memoria di quella mattanza: avevo 17 anni e
ho scolpito nel cuore il sorriso di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino, e nella mente le terribili immagini di quei mesi.
Mi sono chiesto ripetutamente, dopo la strage di Capaci, in
quei maledetti 57 giorni che intercorsero tra il 23 maggio e
il 19 luglio, come Paolo Borsellino affrontò la morte, perché
sapeva di essere ormai condannato a prendere congedo dalla
vita. Cosa sentiva in quei giorni, come passavano le sue ore,
come si svegliava, come andava a dormire, cosa sognava?
Come ha fatto a prepararsi con coraggio e fermezza a una
morte così orribile? Quale Pedagogia, doverosamente al
maiuscolo, l’ha sorretto? Per 57 interminabili giorni, Paolo
Borsellino ha danzato sui carboni ardenti della morte, fino a
restarne orrendamente bruciato. Il suo corpo è stato mozzato
dall’esplosione di 100 chili di tritolo piazzati a meno di un
metro da lui, in corrispondenza del citofono dell’abitazione
della madre.
15,00 10,50
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Corpo e potere nell’ideologia ‘ndranghetista Seconda edizione

[wc-ps]

Questo lavoro intende analizzare – da una prospettiva filosofico-educativa di matrice freireana e utilizzando i concetti chiave di Foucault sul rapporto corpo-potere – la complessa fenomenologia del potere ’ndranghetista, enucleando e fissando le categorie ordinatrici del suo disegno ideologico, la cui autentica cifra espressiva risiede nel manifestarsi quale linguaggio (e retaggio) del vecchio potere sovrano che sceglie il corpo come registro simbolico e codice d’azione su cui rendere pubblico il proprio desiderio di dominazione sociale. Il corpo, con le sue ferite, reca i segni dei vissuti umani e ne consente di interpretare il senso e il significato sociale. Le mafie, e soprattutto la ’ndrangheta, esplicano la loro fenomenologia di potere proprio nel governo del corpo, costruendo uno schema di dominio totalizzante: espropriare la corporeità è frantumare l’identità umana, impossessarsi di essa, strozzando la sua possibilità di espressione storica e distruggendone ogni traccia ontologico-sociale.

Seconda edizione

4,9915,00
3,4910,50
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Corrado Alvaro e la letteratura tra le due guerre

[wc-ps]

La Fondazione Alvaro, istituita il 24 gennaio 1997 da quattro soggetti fondatori (Regione Calabria, Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, Comune di San Luca, Università della Calabria), si avvale di un Comitato Scientifico che è composto da alcuni cattedratici tra i più prestigiosi della cultura letteraria italiana. Nel corso del decennio della sua attività si è imposta come uno dei centri promotori della cultura calabrese, proiettandosi in ambito nazionale ed internazionale ed implementando anno dopo anno, nel mondo, la conoscenza dell’opera alvariana e della cultura calabrese. Raccogliendo gli atti di un convegno itinerante in Calabria, il volume si compone di trentuno contributi ad alta densità scientifica, scritti dai maggiori specialisti alvariani. Mancava, da decenni, una così ampia ed approfondita rivisitazione dell’intera opera dello scrittore sanluchese. Ne scaturisce un’immagine nuova e rivitalizzante: una lettura che svincola Alvaro da diottrie localistiche e ne rivela l’eccezionale caratura di romanziere e maestro della narrazione breve, di giornalista e critico letterario, di autore teatrale e sceneggiatore cinematografico, di traduttore e saggista e di artista. Un intellettuale di respiro europeo; l’unico degli scrittori calabresi del Novecento ad essere entrato nella dimensione della classicità.

 

30,00 21,00
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Corse e ricorsi

[wc-ps]

L’opera di Claudio Giuliani è lo straordinario risultato di una minuziosa, precisa, certosina ricerca. Tappa dopo tappa, anno dopo anno. Il racconto del mondo delle corse (e dei percorsi) dagli inizi del secolo scorso, con il supporto di preziose fotografie che da sole basterebbero a evocare atmosfere magiche, sollecitando imperdibili ricordi ed emozioni, stimolando curiosità su un’epoca dissolta, ahinoi, di una Calabria che potremmo definire anche bucolica ma non meno di sostanza (anzi) di quella moderna. Ma tutto questo il libro riesce a riportarlo, come fosse ieri, ai nostri giorni. Claudio Giuliani ci dice dell’aiuto insostituibile di suo figlio Camillo (non poteva non avere il nome del famoso nonno), in una fatica letterario-storico-fotografica che è un insieme di tutte le generazioni dei Giuliani alle prese con le macchine da corsa. E questo anche se, chiosa poi l’autore con giustificabile rammarico, lo stesso Camillo non abbia mai amato i motori. Ma di storia d’amore si tratta, e questo basta, per raccontare anche di frenetiche corse in motocicletta, sulle strade di allora (più o meno tratturi), quasi corollario di quelle dell’automobile…

(dalla Prefazione di Emanuele Giacoia).

30,00 21,00
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Cosa manca

[wc-ps]

C’è Carlo Barbagallo, il Geppeto felice del paese, benvoluto e amato da tutti e che con il suo agriturismo e le sue euforie ha allietato i palati, le giornate e gli umori di intere generazioni. Quando durante la festa dei suoi sessant’anni, balzando a piedi nudi sul suo tavolo, annuncia pubblicamente di voler trasformare lo storico agriturismo Barbagallo in una scuola di salsa, suo figlio Tibaldo, umile e anonimo supplente di italiano, lo crede pazzo e vi si oppone a modo suo cercando l’assenso della famiglia e dei conoscenti, imbattendosi in paradossali incontri ed avventure che mai avrebbe immaginato di vivere.

C’è Pito, ricciolone sbarbato, laconico e introverso, che vive da due anni in un buco nero fatto di caffè, fotocopie e scontrini per il rimborso spese. Quando realizza che tra una settimana sarà avvocato, gli crolla il mondo addosso.
E così, in una afosa mattina di luglio, durante la proclamazione di laurea della sua migliore amica Valentina, sfida il suo cervello, cambia sguardo e cerca, inconsciamente, ogni appiglio, ogni piccola occasione che potrebbe stravolgergli la vita pur di non passare da un buco nero a un altro. E la trova quando, in un pub irlandese di Piazza Venezia, una sconosciuta lo seduce, lo provoca, e gli chiede di partire all’indomani con lei per Nogent sur Marne, alle porte di Parigi, per fare il cameriere. La sua vita non cambierà, lui sì.

E poi ci sono Gabriella, Ilario, Giovanni, Emilio e il Maestro, giovani figli del mondo che, dopo le loro lauree, si erano promessi di rimanere a Roma e invece, hanno dovuto separarsi approdando in cinque lontani e differenti paesi.
Non per questo sono meno amici di prima.
Si riuniscono, una volta all’anno, in un posto diverso del globo, non importa quale. Perché non esiste il luogo perfetto, esistono le occasioni, i momenti, le ambizioni, che se sono quelli giusti, fanno di ogni città il posto perfetto.

E così tutti gli altri personaggi del romanzo, giovani disperati viaggiatori che hanno poco e nulla tra le mani, ma non per questo rinunciano a rimanere sognatori.

7,9915,00
5,5910,50
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Cosa nuova

[wc-ps]

Cosa Nuova. Pensavo e ripensavo. Così spaventosamente simile a Cosa Nostra, eppure così sideralmente lontana dai suoi modelli verticistici e stragisti. La ’Ndrangheta ha avuto una infinità di nomi nel corso del tempo, tutti molto indicativi del periodo che l’organizzazione attraversava: “Famiglia Montalbano”, “Picciotteria”, “Onorata Società”, “La Santa”, segnano momenti diversi di un filo criminale mai interrotto. E oggi Cosa Nuova è l’etichetta che riesce a contenerne molte altre: quella di una organizzazione trasversale nelle alleanze e negli affari, di una mafia globale proiettata nel futuro, di un Sistema perfetto e inattaccabile. Sarà pur vero che, come diceva George Orwell, per vedere quello che abbiamo davanti serve uno sforzo costante, eppure a me fu subito chiaro, e senza che mi sforzassi troppo nell’analisi, che quella che mi si era parata davanti fin dall’inizio del viaggio era davvero cosa nuova; anche se, prima che il Cacciatore M. me lo confessasse, quasi segretamente, non potevo immaginare che il nome coincidesse con la categoria mentale che ne avevo tratto. Già, il mio viaggio. Sembrava fosse finito. O forse no, un viaggio non finisce. Mai. Piuttosto, ne cominciano altri. Semplicemente, stavo dismettendo i panni del viaggiatore. No, un viaggio non finisce.

5,9912,00
4,198,40
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Cosa significa oggi essere di destra?

[wc-ps]

Le parole della politica, al tempo dell’antipolitica, sono quasi tutte indebolite di significato. C’è in Italia un movimento di successo (il M5s) che, come altri movimenti in passato (dall’Uomo qualunque alla Lega, all’Italia dei Valori) rifiuta le categorie storiche e si dichiara oltre la destra e la sinistra. A capo del partito più rappresentativo della sinistra c’è un uomo che viene dal Centro ed è accusato di fare politiche di destra. Intanto la destra sembra liquefatta e – come previsto da un uomo di destra quale Montanelli – risulta irriconoscibile dopo lo stravolgimento portato nello scenario politico da un uomo come Berlusconi, che con la destra non aveva nulla in comune.
Ma la destra? Ce n’è ancora bisogno? Pare di sì. Mai prima di ora se n’è parlato così tanto e in modo così inconcludente. Fino a venti anni fa, una destra chiaramente riconoscibile in Italia esisteva. Alla fine, banalmente, era il mondo che si ritrovava nel Msi e in Alleanza nazionale, semplicemente perché, fino al ‘94, nessun altro in Italia si assumeva il rischio di dichiararsi “di destra”. In giro per il mondo di destre se ne possono trovare varie e di difficile omologazione tra di loro, ma questo è piuttosto dovuto al fatto che le destre, per loro stessa natura, sono un prodotto “tipico”, con tratti peculiari a secondo dei popoli e delle nazioni. Dopo che ad essere stata egemone all’interno del polo di destra, per consenso ma anche per risorse e capacità comunicative, è stata un’aggregazione composta da “destri per caso”, molti dei quali venivano dalla sinistra socialista o comunista, oggi, al netto di una moltiplicazione di gruppi parlamentari di cui non sono chiari i contorni o le strategie, a proporsi come guida è Salvini, leader di un movimento che nasce anti-italiano e che rivendica radici personali di sinistra (era il capo dei “comunisti padani”). Forse, in questo Caos, cercare di ridisegnare un perimetro che abbia una coerenza dottrinaria, storica e valoriale della Destra può apparire quasi velleitario, ma non per questo meno necessario e forse persino meritevole.

 

7,9914,99
5,5910,49
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Cosangeles

[wc-ps]

Ornella Muti si volta e citando il vero nome di Jo Pinter gli chiede: “Ma tu di dove sei?” “Di Cosangeles. Calibriornia.
A trenta chilometri da San Francisco di Paola”.

“Eravamo grattisti, siamo diventati mafiosi. Era vita da malavita”
Franco Pino

Non può essere che la casa di Paolo De Stefano, il boss dei boss. Fascista convinto, fece scappare Freda da Catanzaro.

Dicono che i Nuclei Sconvolti l’abbiano seppellita a Potame in una cassa, con una bottiglia di Dom Perignon e venti grammi di manali, e che tutto sarà aperto quando il Cosenza per la prima volta riuscirà ad andare in serie A.

La voce era corsa come un lampo tra Kennedy, la Matriarca, il bar Manna e il Gatto nero. Si sfidano con le Porsche sul Ponte di Mancini. Era stato il popolo ad intitolarglielo in vita senza attendere la toponomastica ufficiale…

 

7,9915,00
5,5910,50
ebook - cartaceo
Visualizzazione veloce
Scegli

Cosentini in bianco e nero

[wc-ps]

Una inconsueta storia per immagini del nostro passato prossimo, legato alla memoria comune di tanti cosentini e vissuto nella familiarità dei luoghi, delle atmosfere e delle cose che li circondavano e mutavano con il tempo. Luoghi ancora percorribili nella città di Cosenza. Figure e altri particolari presenti nella memoria, che si rinnova attraverso centinaia di foto prelevate dagli album di famiglia e inviate alla rubrica “Cosentini in bianco e nero”, pubblicata quotidianamente da Il Quotidiano della Calabria nel corso di un anno. Immagini che si dispiegano al lettore come fotogrammi di un film, del genere «Poveri ma Belli», dove ognuno può sentirsi in qualche modo protagonista. La trama è nelle didascalie che le accompagnano. Principali autori delle foto sono stati due storici fotografi, Federico Magnani e Vincenzo Restivo, che hanno fissato con migliaia di click aspetti degli usi e costumi della città e dei suoi abitanti per oltre un quarto di secolo, dal dopoguerra agli anni sessanta. Un libro da sfogliare come un album. Un album da leggere come un libro.

 

12,00 8,40
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Cosentini in bianco e nero 2

[wc-ps]

“Un libro da sfogliare come un album. Un album da leggere come un libro”. Così definimmo il primo volume. Come in tutti gli album, con ulteriori notizie e immagini raccolte in questo secondo, si arricchiscono i tasselli della storia comune di tanti cosentini, vissuta nella familiarità dei luoghi, delle atmosfere e delle cose che li circondavano e mutavano con il tempo. Luoghi ancora percorribili, figure e altri particolari presenti nella memoria, che si rinnova attraverso centinaia di foto prelevate dagli album di famiglia, da vecchie buste ingiallite dal tempo, da scatole di latta effigiate da antiche marche di biscotti, con dentro ancora il profumo della nostra infanzia, e inviate alla rubrica “Cosentini in bianco e nero” pubblicata settimanalmente da Il Quotidiano della Calabria. In questo volume sono raccolte le più interessanti foto pervenute dal luglio 2005 fino al momento della stampa. Immagini e notizie del tempo si dispiegano al lettore come fotogrammi di un film che parla di una storia in cui ognuno può sentirsi protagonista. La trama è nelle didascalie che le accompagnano. Principali autori sono ancora loro, Federico Magnani e Ernesto Restivo, gli storici fotografi che hanno fissato con migliaia di click aspetti degli usi e costumi della città e dei suoi abitanti dal dopoguerra agli anni Settanta.

 

15,00 10,50
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Cosentini in Bianco e Nero 3

[wc-ps]

 

16,00 11,20
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello

Cosenza

[wc-ps]

Le risorse a disposizione per il recupero e la tutela del
patrimonio culturale delle politiche pubbliche sono sempre
limitate, e quelle destinate alla cultura, troppo spesso considerate
non essenziali allo sviluppo della comunità, sta di
fatto che l’entità del nostro patrimonio non ha consentito,
non consente e non consentirà mai stanziamenti di fondi
pubblici, ordinari o straordinari, adeguati solo a garantire la
semplice manutenzione dell’esistente.
Le scelte pubbliche quindi diventano necessarie e devono
basarsi sulla valutazione delle alternative.
Con l’inizio del “Secolo Breve” si assiste ad una profonda
trasformazione dei centri urbani, che da storici, diventano
vecchi in virtù delle nuove esigenze di modernità e mobilità.
Il processo di degrado e obsolescenza dell’edilizia prodotta
negli anni, andrebbe inesorabilmente verso l’autodistruzione.
Le aree dell’antimanutenzione potrebbero essere oggetto
di “demolizioni mirate di piccola entità” di costo contenuto
e utili alla restituzione di un’immagine urbana complessiva
più consona al carattere della città storica.

10,00 7,00
Visualizzazione veloce
Aggiungi al carrello