Il lungo Risorgimento (1796-1948)
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Scegliere la chiave di lettura del Lungo Risorgimento significa suggerire una prospettiva storica che punta a individuare i valori che formano l’identità politica e culturale di un popolo. Significa recuperare il tempo e lo spazio di secoli e di millenni che creano attraverso continuità e rotture una civilizzazione. Significa cogliere di questa civilizzazione il momento in cui il bisogno di unità all’interno di un unico Stato diventa irresistibile per coloro i quali avvertono i mutamenti epocali connessi alla nascita e alla maturazione di un qualcosa che rompe i confini tradizionali e annuncia l’alba di un nuovo mondo.
Il Sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri
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È con piacere e un po’ di malinconia che presentiamo il libro Il sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri del professore Giuseppe Abbruzzo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca storica non tralasciando, però, la passione per le tradizioni e la cultura locale. Un uomo che ha saputo coniugare la sua profonda conoscenza della storia con una grande capacità di raccontarla, rendendola accessibile a tutti. Il professore Giuseppe Abbruzzo ci lascia un’opera importante, che non solo racconta la storia delle unità di misura e degli usi e consuetudini delle nostre comunità, ma ci offre anche un quadro vivace e suggestivo della vita di un tempo. Un viaggio nel passato che ci permette di scoprire la nostra identità e la nostra cultura. Purtroppo, il professore Giuseppe Abbruzzo non è più tra noi per vedere la pubblicazione del suo libro, ma l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pino Capalbo, è orgogliosa di poter rendere omaggio alla sua memoria e al suo lavoro, pubblicando questo volume che sarà un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione delle nostre tradizioni. Un riconoscimento alla sua capacità di cercare, alla passione per la storia e alla sua dedizione per la comunità.
Prof. Mario Bonacci Assessore alla Cultura
Comune di Acri
L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022 E OLTRE
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I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022 e oltre, rifacendosi necessariamente agli altri tre volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, Cosenza, Pellegrini Editore, 2023), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.
La “Bestemmia” di Pier Paolo Pasolini, tra immagini e parole
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Nel 1993 tutta l’opera poetica di Pier Paolo Pasolini venne riunita e riordinata da Walter Siti e Graziella Chiarcossi in due volumi pubblicati da Garzanti con il titolo Bestemmia: è questa d’altronde la titolazione che l’autore aveva immaginato per la raccolta di tutta la sua produzione in poesia, e deriva da un lungo frammento inedito intitolato proprio così. Ecco che, partendo da quel frammento, costruito come una sorta di sceneggiatura in versi, gli autori inclusi in questo nostro volume sono stati chiamati a discutere della dimensione ‘eretica’ dell’opera filmica e letteraria di Pier Paolo Pasolini, ove la ‘bestemmia’ non si deve intendere in termini religiosi, ma, in un’accezione più ampia, come intenzionale stravolgimento di inerzie verbali e visive, nonché di stagnazioni e assuefazioni linguistiche nella letteratura, nel teatro e nel film. Va sottolineato come il volume si inserisca nel quadro di un’intensa attività scientifica la quale, negli ultimi anni, ha cercato di riconsegnare alle giovani generazioni, e dunque al contemporaneo, la grande vitalità e la profonda verità dell’opera e del pensiero di uno dei più controversi e originali intellettuali e artisti italiani del secondo Novecento.
La magia nelle mie mani
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Quando si vuole raggiungere un traguardo si deve rischiare. Non esiste la strada facile o il sottopassaggio. Bisogna percorrere la strada principale con tutti i suoi pro e soprattutto i suoi contro. Per tutto il mio viaggio personale ho sempre rischiato e ho dato me stessa al lavoro e alle persone che amavo. Dentro a quelle immagini sorridenti, ci sono anche delusioni, rimpianti, rimorsi e dolori
La vendetta dell’asina
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Cosa resta di noi quando il presente ci tradisce? Sue Mecray ha perso tutto: il lavoro a Chicago e la fiducia nel futuro. Per guarire, decide di aggrapparsi a uno dei pochi punti fermi rimasti, il nome di una donna mai conosciuta: la sua bisnonna Maria Miennula. Dall’altra parte dell’oceano, lo scrittore Domenico Controvento diventa la sua guida oltre la nebbia del tempo. Ma attraversare il «fiume della Memoria» non è un viaggio innocuo. Negli archivi di un Sud Italia arcaico, il traghettatore scoprirà che la storia di Maria non è fatta solo di nostalgia, ma anche di soprusi che attendono da generazioni che qualcuno ne sveli le trame.
La voce tra introspezione e scena pubblica
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Scritti di Olimpia AFFUSO
Paola BISCIGLIA
Sergio BRANCATO
Felice CIMATTI
Carlo DE ROSE
Daniele DOTTORINI
Luigi GIUNGATO
Paolo JEDLOWSKI
Donatella LOPRIENO
Domitilla MELLONI
Ercole Giap PARINI
Rosario PONZIANO
Francesco RANIOLO
Aurelia ZUCARO
Il volume raccoglie alcune riflessioni teoriche e metodologiche, ma anche letture di casi clinici o attraversamenti biografici che si misurano con una delle parti essenziali dell’essere umano: la voce. Nel suo complesso il volume rappresenta un incontro corale di sguardi disciplinari e di ricerca volti a portare all’attenzione quanto sia delicato, oltre che rilevante, il nostro rapporto con la voce. Parte interiore che ci identifica e mette in contatto con il mondo, che ognuno di noi percepisce come specchio dell’anima, nel suo cambiare continuamente essa è anche altro da noi. Ci sfugge, sentiamo di volerla educare, contenere, rendere incisiva, tacitare, gridare. Si rompe per l’emozione, trema per la commozione, diventa stridula se la tratteniamo, ne esce solo un filo se siamo indecisi. Oltre a essere parte di noi, la voce è anche un mezzo per interagire, lo strumento principe della comunicazione. Incide sul messaggio, guida l’interpretazione dell’informa- zione, fornisce le istruzioni per capire le intenzioni e le emozioni dell’emittente. La voce è dove si gioca, insieme allo sguardo, la possibilità di accogliere o respingere l’interlocutore, di conquistare la compliance. Può diventare anche uno strumento di aggressione, di prevaricazione e può spegnersi nel silenzio. Infine, attraverso le tecnologie mediali e l’IA, la voce diviene oggetto tecnico, qualcosa che si può posporre e sovrapporre, che si può ascoltare dopo e integrare ad altre modalità espressive, che si può alterare, che può sostenere conversazioni in scenari complessi.
MARIO CASALINUOVO il giurista, il politico
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…Mario era un galantuomo d’altri tempi. E come tale guardava al mondo. Alle cose. Agli uomini. Avrebbe potuto scalare le vette più alte della politica e, soprattutto, del potere, molto più di quanto non gli sia riuscito per meriti da tutti riconosciuti, se solo avesse voluto; sarebbe stato capace di “consigliare”, per non dire di imporre decisioni e scelte che, invece, la sua statura morale gli imponeva di lasciare – spesso rimanendo deluso, ma senza perdere la speranza nella capacità degli uomini di migliorarsi – alle “regole del gioco”, che rispettava ma nelle quali spesso faticava a riconoscersi. L’ho considerato sempre un punto di riferimento, anche riguardo alle politiche del Mezzogiorno, nelle cui potenzialità credeva convintamente, auspicando azioni efficaci ed iniziative concrete che potessero favorirne il rilancio e lo sviluppo. Obiettivi che pose sempre al centro dell’attenzione e che sottolineò con forza anche quando occupò lo scranno di primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, dal 1970 al 1973. La sua nomina a sottosegretario ai Lavori pubblici prima e a ministro dei Trasporti dopo, tra il 1981 il 1983, fu un segnale positivo agli occhi dei cittadini calabresi, ma non solo, e contribuì ad alimentare una maggiore fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della politica. Fu un bene averlo tra i banchi del Governo, dove diede testimonianza di affidabilità e di impareggiabile comportamento, apprezzati da tutti. Considerazione altissima di cui godette anche nel Psi, dove non si iscrisse mai ad alcuna “tifoseria” animato com’era da una nobile passione politica e riuscendo sempre a coniugare l’interesse del partito e il senso dello Stato. Ecco perché considero questo volume un omaggio ad un galantuomo che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato e delle sue idee. Un esempio imperituro di correttezza, capacità ed onestà etica ed intellettuale cui soprattutto le nuove generazioni, così come molti di noi hanno fatto, possono guardare fiduciosi ricevendo risposte credibili di fronte ai problemi del nostro tempo. (dalla Presentazione di Salvo Andò)
Numistria
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Numistria è un racconto corale, a partire dai segni dei tempi scaturiti dalla nascita della modernità (la Rivoluzione francese). Come un antico messaggio, incastonato nelle memorie degli schiavi e dei rivoluzionari, si dipana una fitta trama di eventi correlati con l’anelito di una vita liberata: in Europa, nella Penisola italiana, nelle Calabrie, personaggi veri (come Maximilien Robespierre e Francesco Saverio Salfi) e immaginari, affrontano l’impetuoso vento della Storia…
Omaggio a Ida Magli
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Atti del Convegno – Vittoriale degli Italiani 20 e 21 Settembre 2025
CONTRIBUTI DI
Giordano Bruno Guerri
Elena Bacchi
Rossella Galletti
Rosaria Impenna
Nico Carlucci
Mattia Morretta
Maria Luisa Falconi
Maria Grazia Quieti
Mario Anelli
Silverio Guanti
Maria Vincenza Zongoli
Maria Luisa Ciminelli
Pierfranco Bruni
Marilena Cavallo
Marina Mascetti
Lidia Sella
Barbara Pavarotti
Patrizia Tocci
Raffaello Volpe
Paolo Restuccia
Rosso Podestà
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La storia, lunga e articolata, quasi corale di Rosso podestà è un capitolo della saga di Mambrici, la Macondo dell’autore, dove la fine del protagonista si pone come simbolo di un’illusione, quella “rossa”, dapprima faticosa a farsi reale e poi rivelatasi impraticabile in una realtà come quella calabrese. Pepè, fondatore del fascio locale e poi podestà, trova il modo per salvarsi dalla propria mediocrità, soprattutto grazie alla moglie Alma, donna battagliera che nel dopoguerra lo porta a battersi per il proletariato tanto da essere candidato comunista alla Camera dei deputati ma, alla fine, soccomberà sotto i colpi di un folle che incarna una follia ben più estesa. È una storia avvincente, in ragione di una simmetria tra la grande storia e le vicende minute di un piccolo paese, in cui la fantasia dell’autore si mescola alla realtà; una storia che si fa leggere per la scelta di una lingua che fruisce della contiguità, mai invadente, con alcuni elementi dialettali che ne precisano la rispondenza.
Scusa
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“Ognuno di noi è un intero, forse ci vuole la maturità dell’età per comprendere che ognuno è una mela intera e si completa da solo, basta a volte concentrarci su noi stessi per trovare quella pienezza che è già dentro di noi.”
Siamo ciò che ci raccontiamo
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“Siamo ciò che ci raccontiamo, storie di strada e di tennis” è il diario intimo di un cronista, che ha passato buona parte della sua vita a scavare nella vita degli altri. A fine corsa decide di ribaltare la prospettiva, infrangendo qualche regola e andando a scavare dentro se stesso, nei suoi affetti e nei suoi pensieri. Con la memoria di uno smemorato che lascia per strada un po’ di fatti. L’autore a 16 anni scrive una lettera a Oriana Fallaci che rispondendo da New York dà una svolta alla sua esistenza, proiettandolo da Rossano, nel cuore della Calabria, a Kabul, in Ciociaria o in piazza Tienanmen, dove un giovane con le borse della spesa tenta di fermare un carro armato e le tante guerre che sono dentro e fuori di noi. La vita diventa come quella pallina da tennis che incanta e ci trascina nelle sue mille evoluzioni; apparentemente noiosa nei suoi rimbalzi, come la filosofia. Dipende da chi la colpisce e come. La partita è tutta da scoprire.
Studi pirandelliani 20
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Lo «studio pirandelliano-agrigentino» di Mirella Salvaggio dimostra che la BIBLIOTECA-CHIESA (sconsacrata dalla ragione-armonia-anima-mano levata) di Luigi Pirandello si legge-sente nel LIBRO MAESTRO “Il fu Mattia Pascal romanzo del fu Luigi Pirandello”, il Dialogo del Drammaturgo (il Conte di Luna), il DRAMMA-GIORNO UNO-NATALIZIO-LUSTRALE (Grande Me-Regista-Attore Centomila = parola scritta) e TRINO-PASQUALE-FISICO (del Piccolo Me-Poeta-Personaggio Uno-Nessuno della parola parlata). Grazie a Mirella Salvaggio il VIVO PERSONAGGIO-SPIRITO-OMBRA-GIGANTE MATTIA PASCAL-BIMBO MATTINO (il Trovatore, il figlio ritrovato dalla Città Madre Akragas-Girgenti-Agrigento) ritorna nella Città dei Templi, la Città Bellissima-Sovrana-Magnifica-Mirabile (la “Miragno” del Romanzo-Tragedia Antica e Moderna dell’Amatissimo Drammaturgo-Maestro Amore Altissimo) che vive ancora nell’armonia-legge-vita-anima antichissima del «teatro di strada», il teatro sancalogerino, il LOGOS-GIORNO (il Ciclope) UNO-NATALIZIO-LUSTRALE-CHIUSO (della siesta) e TRINO-PASQUALE-FISICO-APERTO (della corsa) del FILOSOFO (l’Amico-Filos-Filolao-Filo Pitagorico caduto dalla Luna Doppia-Dedala-Didone-Dondi-Dida-Dadi-Didì Marianna) EMPEDOCLE CALLICRATIDE (San Calogero), il MAESTRO del sicilianizzato PLATONE, l’Autore-Io Assoluto chiuso nell’omerico-empedocleo «mito della caverna», lo scespiriano-pirandelliano «racconto d’inverno». Maria Petralia Gentile In copertina: Città dei Templi (Ottobre 1934). Pirandello con le tre attrici Abba (madre e figlie) e alcuni amici girgentini. «Rinunzio a trascrivere il suo nuovo pezzo forte della domenica seguente che recava a grosse lettere il titolo: MATTIA PASCAL È VIVO!». Luigi Pirandello, “Il fu Mattia Pascal” (della Tragedia-Armonia-Musica-Danza della Sicilia Paleolitica, l’Isola del Monte Pellegrino, il “Monte della caverna” incisa da figure danzanti che rivelano che il «senso estetico» è legato al «culto dei morti»).
Temesa jonica
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Un viaggio affascinante tra storia, mito e ricerca appassionata. Dal 1975, anno del suo arrivo a Malvito, l’autore ha dedicato decenni di studio a riportare alla luce le radici più profonde di un territorio avvolto per secoli nell’ombra dell’oblio. Attraverso indagini storiche, fonti dimenticate e un’instancabile curiosità, emerge una nuova lettura della misteriosa Temesa, città leggendaria della Magna Grecia. Esistevano davvero due Temesa? Dove sorgevano? Quale ruolo ebbero le miniere della Valle dell’Esaro e le influenze di Sibari e Crotone? In queste pagine prende forma una ricostruzione audace e documentata, capace di sfidare convinzioni consolidate e aprire nuovi scenari sulla storia della Calabria antica.
Nuovi studi pirandelliani 21
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Io vi presento il GIGANTE SPIRITO-PERSONAGGIO-TAUMATURGO NESSUNO (Zero-Eros-Omeros-Ermes Odisseo-Mida-Mani), l’AULETA TROVATORE della TRAGEDIA-ARMONIA (dei sei piedi dell’esametro aureo), la MANO-FIRMA del NOME-GIORNO LUSTRALE (Antro d’Inverno) e FISICO (del Poeta-Sole di Primavera) di PIRANDELLO-LEONARDO DELLA CITTà MAGNIFICA (dell’Aria-Anima-Muraglia-Fortezza- Speranza Sublime). … Mida vien dopo costoro; / Ciò che tocca oro diventa… Lorenzo De’ Medici, Trionfo di Bacco e di Arianna … Gridavano. Uno, due fiammiferi, accesi; poi anche la candela, quella stessa che stava entro il lanternino dal vetro rosso. E tutti in piedi! Perché? Perché? Un gran colpo, un colpo formidabile, come vibrato da un pugno di gigante invisibile, tonò sul tavolino, così, in piena luce. Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal Io vi presento il PERSONAGGIO-SPIRITO-FILO della SOFIA-ANIMA (verità) del COLOSSO TELAMONE KOUROS- SIGNORE-FIORE-FIORETTO-FIAMMIFERO di PIRANDELLO-VERGILIO, l’oscuro cerinaio sulla strada («Dove è errore, ch’io porti la verità») del monaco San Francesco. Vedo chiaramente che lei capisce di letteratura quanto può capirne un cerinaio che va vendendo per istrada le sue scatole di fiammiferi. Luigi Pirandello, Epistolario familiare giovanile
Nuovi studi pirandelliani 22
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Mi piace ricordare che nel mondo «immenso e vano», il mondo dell’apparire («e che il mondo vada dove vuole»), i CRITICI INTERNAZIONALI (agrigentini, siciliani, italiani e stranieri) DIMOSTRANO DI NON COMPRENDERE IL SUBLIME SENTIMENTO DEL CONTRARIO (pathos-passione-psiche-eros = patente per guidare la macchina del teatro: “La Divina Commedia” del Poeta Divino): la TRAGEDIA (dramma-azione = principio-zero)-ARMONIA (croce-unione-zero-principio-legge-giustizia-misura)-MAIEUTICA (parto-porta del pianto dell’esclusa Luna-Aquila Doppia (Atena-Occhioazzurro) d’Akragas (alta rupe)-Acropoli Atenea), il TEATRO d’ARTE (Mimesi) DI LUCE (catarsi-natale-siesta-essere-zero-armonia-anima-aria chiusa di nani nomi-gnomi-dèi-fantasmi-attori-pupi dell’apparire-spettacolo bello (menzogna, errore di oggi): la commedia interrotta (il sogno interrotto del Gigante Telemaco (Mattia Pascal) della Valle dei Templi) “Questa sera si recita a soggetto” al Teatro Lirico del Colle di Girgenti) E DI OMBRA (albaurorarosa-pasqua-corsa (catastrofe-caduta-Itaca della Tragedia del Personaggio Auleta Trovatore Nessuno-Amleto Mida-Dima)-non essere-zero-armonia-anima-aria aperta di giganti numeri-venti antenati-spiriti-ombre personaggi-eroi del teatro buono (verità trovatura di domani) del Caos Empedocleo d’Akragas, la Città del caduto Figlio-Dio Colosso-Gigante-Titano-Ciclope (Omero)-Conte (“Suo marito”) di Luna (Marianna DedalaDidone Dondi), il Drammaturgo (Argo)-Oreste-Castore-Socrate-Crise-Cristo Aner (“Il capretto nero” del Tempio della Concordia), il Drammaturgo della Tragedia-Armonia (memoria-anima del treno) del dramma da fare, il TEATRO DRAMMATICO-OMERICO-UMORISTICO-SANCALOGERINO, il TEATRO DI STRADA (siesta-catarsi-natale-pane dell’armonia-anima-aria chiusa/corsa-catastrofe-pasqua-pane gettato nell’armonia-anima-aria aperta) del SOLE CALOGERO (Lollò) di CITTÀ DEI TEMPLI (Akragas Girgenti Agrigento), la città del «popolo censore». Colgo l’occasione per ricordare che nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi-Carità-Ricchezza-Trovatura-Tesoro-Oro = dramma-moneta di Pindaro-Mida, il Re Glorioso nell’Eccelso Cielo d’Akragas) SI LEGGE “IL TESORO (zero-armonia = specchio ustore) DEGLI ZINGARI (i Venti-Spiriti Rom Mani Numeri-Antenati Giganti dell’aria-anima-armonia-muraglia dei nuraghes dell’antichissima-civilissima Sardegna)” di GRAZIA DELEDDA, la DRAMMATURGA-MAESTRA dell’ARMONIA-MAIEUTICA del DRAMMA-GIORNO LUSTRALE (antro-portone chiuso) e FISICO (antro portone aperto) del DRAMMATURGO (Argo)-CICLOPE (Omero)-CONTE (“Suo marito”) DI LUNA (Marianna Dedala Didone Dondi), il FIGLIO-DIO-NOME del DRAMMATURGO-MAESTRO LUIGI PIRANDELLO, il FIGLIO RITORNATO A L CAOS di Girgenti, la Città dell’ARMONIA-MEMORIA-ANIMA PITAGORICA-SEVERA-CLASSICA di Virgilio-Enea («… chi può ingannare una donna (Didone) che ama?»). Nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi Tragedia) si LEGGE l’ERRORE-errare-armonia-zero-eros-psiche di Luigi Pirandello. L’Autrice
Studi sul martire Acacio il cappadoce
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Il santo martire Acacio o Agazio, centurione di origine cappadoce decapitato a Bisanzio nel 303 d.C. per essersi dichiarato cristiano, fu oggetto di venerazione non solo in tale città, dove vennero erette in suo onore alcune chiese, ma anche in Occidente, con esattezza in Calabria, nella cui cittadina di Squillace si cominciò, in epoca medievale (probabilmente fra il XIII e il XV secolo), a praticare il suo culto, da lì estesosi, poi, ad altre cittadine calabresi. In questo libro l’autore ha raccolto 5 studi nei quali, oltre ad illustrare la figura di Acacio e a soffermarsi sul culto delle sue reliquie tanto a Costantinopoli quanto a Squillace, pone in risalto la fortuna di cui il martire godette nei secoli mediante l’innografia e l’iconografia.
Su Messina e altri scritti
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La fine di Messina, cioè la sua incapacità di essere una vera comunità, si trova proprio in questo evento di chiusura nell’unità statale, che le ha tarpato le ali e l’ha portata lentamente a morire…(Aldo Nigro)
I messinesi, da un trentennio circa a questa parte, «seguono quella strana legge della matematica che vuole qualunque cifra moltiplicata per zero fare zero»: «Proprio questa legge, che non dà scampo e che può definirsi per comodità, “fattore zero”, al di là di ogni possibile indagine antropologica, storica, sociologica, culturale o anche giuridica, spiega a mio parere il declino di Messina corrosa e rasa al suolo dal terribile cancro della mediocrità che produce metastasi e che condanna la città a una lenta agonia che sembra assolutamente irreversibile avendo spento le speranze, eliminato i sogni e trascurato i bisogni… (Lucio Barbera)
Succede tutto per caso
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L’omicidio di un ragazzo perbene, pur lasciando nell’indifferenza assoluta i suoi concittadini, scuote la coscienza di un freddo e spietato assassino che, guidato da una propria morale e da una particolare visione della giustizia terrena, inizia un lungo viaggio nei più reconditi meandri della psiche umana.
Una giovane donna, alle prese con la sua prima esperienza di rilievo da pubblico ministero, è costretta a combattere contro i pregiudizi maschilisti prima ancora che contro gli autori di una lunga scia di sangue.
L’indagine penale sarà quindi il pretesto per esplorare la vera essenza della società moderna che, dietro una facciata perbenista, nasconde, tra i gangli delle istituzioni piuttosto che nel sottobosco della criminalità organizzata, la sua vera anima corrotta e malata.
Alla fine uscirà trionfatore soltanto colui il quale avrà reso vera giustizia, non attraverso gli ipocriti schemi formali delle leggi ma grazie al perseguimento dei propri ideali e all’insegna dei veri valori che ormai tutti disconoscono.
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