Frammenti d’anima
[wc-ps]
… Francesca ha sempre saputo avvicinarsi alla letteratura con rispetto e curiosità, come si fa con qualcosa di vivo. Per lei i testi degli autori non sono mai stati soltanto pagine da studiare, ma occasioni per interrogarsi, per ascoltare, per mettere in relazione le parole dei grandi scrittori con le proprie emozioni e con le proprie domande. Questo libro nasce proprio da quel dialogo profondo. Nelle pagine che seguono, le riflessioni sugli autori si intrecciano naturalmente con le sue riflessioni personali, dando vita a un percorso autentico e intenso. Leggendolo, si ha la sensazione di entrare nei pensieri di una giovane mente che non ha paura di porsi domande, di mettersi in discussione, di cercare nelle parole della letteratura una chiave per comprendere meglio sé stessa e la realtà che la circonda. Ciò che colpisce è la sincerità della sua voce. Francesca scrive con una naturalezza che non ha bisogno di artifici: le sue parole nascono da un pensiero vero, da una sensibilità viva, da una capacità rara di lasciarsi toccare dalla forza delle idee e delle emozioni che la letteratura custodisce. In queste pagine si avverte chiaramente il suo talento per la riflessione, ma soprattutto la profondità del suo sentire… Dalla Prefazione
Fuga dall’inferno
[wc-ps]
La potenza della cultura. Questo libro racconta la trasformazione di un uomo ingoiato dalle spire della violenza, responsabile di gravi delitti che riscopre la parte migliore di se stesso e l’impor- tanza del rispetto dellla vita attraverso la lettura di grandi autori. Gianfranco Ruà, condannato all’ergastolo con sentenze definitive, viaggia durante 31 anni di detenzione nel mondo della letteratura e della poesia facendo i conti con le sue colpe e comprendendo gli errori compiuti. Versi e pensieri lo curano e guariscono riportandolo verso la luce. Goethe, Kafka, Ariosto, Tasso, Milton, Proust, Spinoza, Goleman, Mezirow, Epitteto, Schopenhauer diventano i suoi inseparabili amici. L’amore per la conoscenza spinge Ruà a studiare e a laurearsi con il massimo dei voti nell’università di Parma. La sua storia potrà servire a cambiare le esistenze di molte altre persone.
Garibaldi, dittatore proletario
[wc-ps]
Il Risorgimento è nato repubblicano (triennio rivoluzionario 1796-1799) e si chiude con la nascita della Repubblica italiana (2 Giugno 1946). Occorre perciò, preliminarmente, liberare il racconto sul Risorgimento dal letto di Procuste al quale è stato legato dalla dinastia sabauda e dai suoi cantori. Si scoprirà così che la prima guerra per l’indipendenza e l’Unità d’Italia è quella promossa da Gioacchino Napoleone Murat con il proclama di Rimini del 1815. La seconda guerra d’Indipendenza è quella promossa dal regno delle due Sicilie contro l’Austria del 1821. Si scoprirà che la prima Costituzione nella quale la sovranità è riconosciuta nel popolo è quella della Repubblica napoletana del 1799. Il ruolo del Mezzogiorno emerge, così, come soggetto protagonista del processo risorgimentale. È all’interno del Mezzogiorno poi che il Risorgimento assume la caratteristica di guerra civile. Una guerra civile al cui interno esplodono le contraddizioni frutto dei bisogni diversi tra ceti popolari, che vogliono uscire dalla fame, e ceti borghesi ed intellettuali, concentrati sul bisogno politico di unità della Penisola in un unico Stato. Su questa contraddizione crolla il sogno dei giacobini napoletani nel 1799; in questa contraddizione si trova impigliato anche Garibaldi per la tragedia di Bronte. La guerra civile ritorna poi nel 1821, nel 1848 e, infine, nel 1860. Il popolo, protagonista di questo processo, porta alla liberazione della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno dalla dinastia borbonica. La delusione, nata dopo Teano che trasforma il sogno in incubo, esplode come rivolta di classe che i Savoia battezzano e reprimono ferocemente come brigantaggio. Al centro di questo processo risorgimentale si staglia la figura di Garibaldi – il dittatore proletario – che concede ai contadini senza terra i demani. La causa prima del brigantaggio e della lotta di classe contro i Savoia nel Mezzogiorno è figlia della revoca, di fatto e di diritto, del decreto di Garibaldi relativo alla quotizzazione dei demani. Il Mezzogiorno sarebbe stato condannato al sottosviluppo e avrebbe visto la creazione della mafia da parte del Governo come braccio armato illegale del blocco agrario contro i contadini. Un dramma le cui ferite sono ancora aperte e sanguinanti.
Grazie
[wc-ps]
Questo libro è un viaggio che ho fatto senza di te, ma interamente dedicato a te, per sentirti ancora accanto. Questo lavoro è il risultato del nostro eterno dialogo.
Non c’è nulla che sostituisce l’assenza di una persona cara. Più bello e pieno è il ricordo, più difficile è la separazione, ma la gratitudine regala nel dolore, una gioia tranquilla. Si indossa la bellezza del passato come un dono prezioso in sé
Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) Teologo Partigiano e Pastore Protestante Tedesco. Nato a Breslavia, Polonia
Morto nel campo di concentramento di Flossenburg, Germania.
Gustando caffè
[wc-ps]
Gustando il caffè
puoi stare in tante storie
una è quella della tua ombra
che via il sole
non sai dove sia
quando appare
pensi di ritagliarla e usarla
in replica alle tue intenzioni
vorresti donarla
ma l’ombra che
tu dici ti appartenga
è come te senza padrone
da ultimo
all’imbrunire scompare
Il cervello nel pallone
[wc-ps]
..Già dalla fine del secolo scorso gli studi scientifici avevano confermato l’insorgenza precoce di alcune malattie neurodegenerative come il Parkinson in atleti che avevano praticatola boxe e gli altri sport da combattimento (i casi di Mohammed Ali e di altri pugili famosi sono ormai negli annali sportivi). Quindi la mia attenzione si è spostata prevalentemente sul gioco del calcio, sport molto praticato e seguito in Europa ma colpevolmente non considerato tra gli sport di contatto. Anche il gioco del calcio presenta un’alta percentuale di atleti che pochi anni dopo la sospensione dell’attività agonistica hanno sviluppato malattie neurodegenerative. Bisogna considerare il calcio come uno sport di contatto perché nel suo svolgimento presenta traumatismi ripetuti e ricorrenti a livello cranico anche se di intensità inferiore rispetto ai traumi che si verificano in altri sport da contatto e di combattimento (box, arti marziali etc.)…
Il lungo Risorgimento (1796-1948)
[wc-ps]
Scegliere la chiave di lettura del Lungo Risorgimento significa suggerire una prospettiva storica che punta a individuare i valori che formano l’identità politica e culturale di un popolo. Significa recuperare il tempo e lo spazio di secoli e di millenni che creano attraverso continuità e rotture una civilizzazione. Significa cogliere di questa civilizzazione il momento in cui il bisogno di unità all’interno di un unico Stato diventa irresistibile per coloro i quali avvertono i mutamenti epocali connessi alla nascita e alla maturazione di un qualcosa che rompe i confini tradizionali e annuncia l’alba di un nuovo mondo.
Il Sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri
[wc-ps]
È con piacere e un po’ di malinconia che presentiamo il libro Il sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri del professore Giuseppe Abbruzzo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca storica non tralasciando, però, la passione per le tradizioni e la cultura locale. Un uomo che ha saputo coniugare la sua profonda conoscenza della storia con una grande capacità di raccontarla, rendendola accessibile a tutti. Il professore Giuseppe Abbruzzo ci lascia un’opera importante, che non solo racconta la storia delle unità di misura e degli usi e consuetudini delle nostre comunità, ma ci offre anche un quadro vivace e suggestivo della vita di un tempo. Un viaggio nel passato che ci permette di scoprire la nostra identità e la nostra cultura. Purtroppo, il professore Giuseppe Abbruzzo non è più tra noi per vedere la pubblicazione del suo libro, ma l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pino Capalbo, è orgogliosa di poter rendere omaggio alla sua memoria e al suo lavoro, pubblicando questo volume che sarà un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione delle nostre tradizioni. Un riconoscimento alla sua capacità di cercare, alla passione per la storia e alla sua dedizione per la comunità.
Prof. Mario Bonacci Assessore alla Cultura
Comune di Acri
Il tarlo del silenzio
[wc-ps]
“… La strada era illuminata a tratti dai lampi che folgoravano nel cielo plumbeo e sembravano presagire le più terribili tragedie. Fu colta da un’improvvisa angoscia, un cattivo presentimento le strinse il petto e quando giunse all’ingresso della bottega vide che la porta era solo socchiusa. La luce era accesa, entrò. Si accorse subito del gran disordine che regnava nel locale in parziale oscurità, andò avanti, conosceva l’ambiente, chiamò Manuel e improvvisamente sentì un flebile lamento…”.
Il tempo necessario
[wc-ps]
Armando è un ex maresciallo dei Carabinieri Forestali, appena andato in pensione, che sente la sua vita sfuggirgli. Una serie di esami medici lascia intendere una possibile malattia grave, Armando si convince di avere poco tempo. L’oncologo tuttavia non parla mai chiaramente, ma usa parole che per lui suonano definitive. Per la prima volta nella sua vita, Armando sente di non avere il controllo. Decide di pianificare. Vuole lasciare la famiglia al sicuro. Un vecchio conoscente gli propone un lavoro discreto e ben pagato, per cui servono affidabilità e sangue freddo. Armando accetta, convinto di fare ciò che è necessario per proteggere chi ama. Tre incarichi, tre vittime e il denaro che cresce. Scopre di non essere scelto a caso. Ma soprattutto scopre il più grosso degli inganni firmato dal suo oncologo.
Imbroglio di Stato
[wc-ps]
Perché è esistita una lunga Strategia della tensione? Quante volte e perché in Italia vi è stato il rischio di golpe? Quanti attentati sono implosi? Quali forze li hanno orditi? Qual è il vero ruolo di Cosa nostra e per quali ragioni ha contribuito a perpetrare la Strategia della tensione?
Domande martellanti su fatti e persone per entrare negli anfratti nascosti, nella prassi del sistema fino a ché ogni domanda trova risposta. Il lettore scoprirà la testa del sistema, responsabili e finanziatori occulti della Strategia della tensione. Conoscerà i nomi di gruppi economici, organizzazioni segrete, persone insospettabili dall’apparenza perbene, accanto a nomi noti ma di cui non tutto è stato detto – come Cossiga, D’Amato, Tedeschi, Andreotti, Gelli, Sindona e altri – nonché di alti ufficiali dell’Arma come Mori, Delfino, Subranni e altri. Accompagnato dall’Autrice dentro i fatti, il lettore si troverà in una posizione privilegiata: l’interno della “cabina di regia”, da cui è stata orchestrata la lunga Strategia della tensione (la I e la II). Vedrà scorrere rapido davanti a sé un trentennio, dal 1964 fino al 1994, con implicazioni che giungono sino ai nostri giorni, influendo sugli equilibri politici e tenendo sospesa la democrazia. Troverà risposta a questioni irrisolte, ritrovandosi faccia a faccia con il sistema inquinato dell’Italia occulta.
In oblio di disincanto Pavese tra ierofania e filosofia
[wc-ps]
Un libro non scritto soltanto. Ma vissuto profondamente. Oltre il mito e molto più vicino al sacro. Un viaggio che resta nei solchi del destino-memoria. Tra archetipi e metafisica si attraversano i simboli che formano una ierofania filosofica in cui in ogni tempo si abita la sintesi dell’eternità.
L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022 E OLTRE
[wc-ps]
I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022 e oltre, rifacendosi necessariamente agli altri tre volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, Cosenza, Pellegrini Editore, 2023), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.
L’Università di Napoli e l’istituzione della prima Cattedra di Diritto Ecclesiastico nell’Italia post-unitaria
[wc-ps]
Matteo Lorito Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
La ricorrenza degli ottocento anni dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la prima Università statale della storia, ha rappresentato l’occasione per celebrare i suoi tanti primati, tra cui riveste particolare rilievo l’istituzione della prima cattedra del moderno diritto ecclesiastico nell’Italia post-unitaria. Nel 1884, esattamente centoquarant’anni fa, la Facoltà giuridica della Regia Università di Napoli bandì il primo concorso, vinto dal professore Francesco Scaduto, del nuovo diritto ecclesiastico quale disciplina laica avente ad oggetto lo studio delle “leggi del potere civile” concernenti il fattore religioso, in contrapposizione allo ius publicum ecclesiasticum quale branca del diritto canonico insegnato fino a quel momento nelle Università italiane. È grazie al Magistero napoletano di Francesco Scaduto che il diritto ecclesiastico si struttura accademicamente come «scienza di mezzo», interdisciplinare e aperta all’apporto degli altri saperi, che promuove una concezione non parcellizzata o meramente tecnicistica del diritto, in quanto scienza umana deputata alla regolamentazione delle dinamiche sociali e politiche negli attuali ordinamenti giuridici contemporanei sempre più multireligiosi e multiculturali. La pubblicazione degli Atti del Convegno “L’Università di Napoli e l’istituzione della prima Cattedra di Diritto ecclesiastico nell’Italia post-unitaria” rivaluta, pertanto, una componente importante dell’antica scuola giuridica napoletana, che ha da sempre costituito una delle eccellenze del nostro Ateneo.
La “Bestemmia” di Pier Paolo Pasolini, tra immagini e parole
[wc-ps]
Nel 1993 tutta l’opera poetica di Pier Paolo Pasolini venne riunita e riordinata da Walter Siti e Graziella Chiarcossi in due volumi pubblicati da Garzanti con il titolo Bestemmia: è questa d’altronde la titolazione che l’autore aveva immaginato per la raccolta di tutta la sua produzione in poesia, e deriva da un lungo frammento inedito intitolato proprio così. Ecco che, partendo da quel frammento, costruito come una sorta di sceneggiatura in versi, gli autori inclusi in questo nostro volume sono stati chiamati a discutere della dimensione ‘eretica’ dell’opera filmica e letteraria di Pier Paolo Pasolini, ove la ‘bestemmia’ non si deve intendere in termini religiosi, ma, in un’accezione più ampia, come intenzionale stravolgimento di inerzie verbali e visive, nonché di stagnazioni e assuefazioni linguistiche nella letteratura, nel teatro e nel film. Va sottolineato come il volume si inserisca nel quadro di un’intensa attività scientifica la quale, negli ultimi anni, ha cercato di riconsegnare alle giovani generazioni, e dunque al contemporaneo, la grande vitalità e la profonda verità dell’opera e del pensiero di uno dei più controversi e originali intellettuali e artisti italiani del secondo Novecento.
La croce il bambino
[wc-ps]
Luglio 1806. In Calabria la guerriglia contro i francesi incendia campagne, paesi e coscienze. Ma la guerra non lascia soltanto macerie: deposita nelle case il lutto, nei volti la paura, nella memoria un segreto che non vuole morire. E, insieme al sangue… lascia un bambino. La croce e il bambino nasce dai fatti realmente accaduti dopo la battaglia di Maida e l’eccidio di Marcellinara, e dalla memoria della Croce tramandata per oltre due secoli a Gagliano, antico borgo di Catanzaro. Qui la storia incontra la memoria e si apre alla narrazione, la visione sfiora il mistero. Perché ci sono vicende che il tempo non riesce a seppellire. Restano nei racconti, nei silenzi, nelle pietre, nelle preghiere. E continuano ad aspettare qualcuno disposto ad ascoltarle.
La magia nelle mie mani
[wc-ps]
Quando si vuole raggiungere un traguardo si deve rischiare. Non esiste la strada facile o il sottopassaggio. Bisogna percorrere la strada principale con tutti i suoi pro e soprattutto i suoi contro. Per tutto il mio viaggio personale ho sempre rischiato e ho dato me stessa al lavoro e alle persone che amavo. Dentro a quelle immagini sorridenti, ci sono anche delusioni, rimpianti, rimorsi e dolori
La spada contro la bilancia
[wc-ps]
Con Prefazione di Antonio Nicaso
Dove nasce il coraggio di Diego Tajani, il magistrato che nel 1871, quando era procuratore di Palermo, osò denunciare le collusioni tra mafia e istituzioni? La risposta è rimasta custodita per due secoli in scatoloni impolverati: l’archivio privato della famiglia Guarany di Cutro. Affidate originariamente a una stagione di giornalismo civile, quelle carte inedite riemergono oggi per svelare il tassello mancante negli studi su uno dei protagonisti più integri del Risorgimento, oggi ritenuto un antesignano dell’Antimafia. Antonio Anastasi incrocia questi documenti privati con gli atti giudiziari del periodo catanzarese di Tajani (1866-1868), meno esplorato e meno studiato rispetto a quello più noto di Palermo, portando alla luce una simmetria inquietante. Dalla Cutro borbonica del 1842, dove erano in corso, sotto gli occhi di un Tajani adolescente, le ricerche del brigante Giosafatte Talarico, che successivamente giunse a un incredibile accordo di pacificazione ottenendo un esilio dorato con pensione a Ischia, alla Catanzaro post-unitaria, dove il magistrato si scontrò con il brigante Luigi Moraca, protetto da generali e notabili che lo vollero alla guida della forza pubblica nonostante fosse accusato di numerosi omicidi. In questo cortocircuito tra microstoria e macrostoria nasce il trauma ideologico di Tajani: il patto con il criminale come massima umiliazione per l’uomo di legge. Una battaglia contro i poteri forti che, dalle aule giudiziarie del Mezzogiorno, lo condurrà fino in Parlamento. «A colpire, prima di tutto, è l’attualità delle battaglie di Tajani. La sua ostilità verso l’idea di combattere il crimine servendosi dei criminali richiama un nodo irrisolto della storia dello Stato moderno», scrive Antonio Nicaso nella prefazione.
La vendetta dell’asina
[wc-ps]
Cosa resta di noi quando il presente ci tradisce? Sue Mecray ha perso tutto: il lavoro a Chicago e la fiducia nel futuro. Per guarire, decide di aggrapparsi a uno dei pochi punti fermi rimasti, il nome di una donna mai conosciuta: la sua bisnonna Maria Miennula. Dall’altra parte dell’oceano, lo scrittore Domenico Controvento diventa la sua guida oltre la nebbia del tempo. Ma attraversare il «fiume della Memoria» non è un viaggio innocuo. Negli archivi di un Sud Italia arcaico, il traghettatore scoprirà che la storia di Maria non è fatta solo di nostalgia, ma anche di soprusi che attendono da generazioni che qualcuno ne sveli le trame.
La voce tra introspezione e scena pubblica
[wc-ps]
Scritti di Olimpia AFFUSO
Paola BISCIGLIA
Sergio BRANCATO
Felice CIMATTI
Carlo DE ROSE
Daniele DOTTORINI
Luigi GIUNGATO
Paolo JEDLOWSKI
Donatella LOPRIENO
Domitilla MELLONI
Ercole Giap PARINI
Rosario PONZIANO
Francesco RANIOLO
Aurelia ZUCARO
Il volume raccoglie alcune riflessioni teoriche e metodologiche, ma anche letture di casi clinici o attraversamenti biografici che si misurano con una delle parti essenziali dell’essere umano: la voce. Nel suo complesso il volume rappresenta un incontro corale di sguardi disciplinari e di ricerca volti a portare all’attenzione quanto sia delicato, oltre che rilevante, il nostro rapporto con la voce. Parte interiore che ci identifica e mette in contatto con il mondo, che ognuno di noi percepisce come specchio dell’anima, nel suo cambiare continuamente essa è anche altro da noi. Ci sfugge, sentiamo di volerla educare, contenere, rendere incisiva, tacitare, gridare. Si rompe per l’emozione, trema per la commozione, diventa stridula se la tratteniamo, ne esce solo un filo se siamo indecisi. Oltre a essere parte di noi, la voce è anche un mezzo per interagire, lo strumento principe della comunicazione. Incide sul messaggio, guida l’interpretazione dell’informa- zione, fornisce le istruzioni per capire le intenzioni e le emozioni dell’emittente. La voce è dove si gioca, insieme allo sguardo, la possibilità di accogliere o respingere l’interlocutore, di conquistare la compliance. Può diventare anche uno strumento di aggressione, di prevaricazione e può spegnersi nel silenzio. Infine, attraverso le tecnologie mediali e l’IA, la voce diviene oggetto tecnico, qualcosa che si può posporre e sovrapporre, che si può ascoltare dopo e integrare ad altre modalità espressive, che si può alterare, che può sostenere conversazioni in scenari complessi.