Ritorno a Medjugorje

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“Non so ancora bene quale, ma sono certo che a Medjugorje ho ottenuto una grazia.”

Un pugno di casette di pietra con il tetto di fieno e qualche filare di vite in mezzo ai sassi, hanno assunto in trent’anni l’aspetto di una città caotica e improvvisata sotto la stra- ripante invasione delle milizie della fede.
A Medjugorje, per il Mladifest di agosto, migliaia di giovani di ogni provenienza e colore, leggeri come il vento scalano i fianchi scabrosi del Podbrdo e del Križevac, le colline fatate dove “il Cielo si è chinato sulla terra”. Sono ragazzi e ragazze in nulla dissimili dai loro coetanei nell’aspetto, nell’abbigliamento, nella disinvolta freschezza, ma armati dell’incrollabile fiducia di poter cambiare se stessi e il mondo.
“Sono rimasto ad ammirarli affascinato, sapendo che stavano disertando senza rimpianti le località turistiche del divertimento obbligato per approdare in folta schiera alla “Spiaggia del Signore”. In cerca di cosa? Perché questo irrefrenabile bisogno di ritrovarsi nel luogo in cui la Madonna è apparsa più di tre decenni fa a sei adolescenti che oggi vengono chiamati “veggenti” e continuano a ricevere messaggi della Madre Celeste per la salvezza dell’umanità?”
Gianfranco Angelucci, già autore del “Diario da Medjugorje”, torna nel villaggio dei miracoli in compagnia della sua “guida” e fotografa, Maria Gabriella Piccari, per raccontarci in una narrazione appassionata e trascinante la sua nuova avventura spirituale: ricolma di dubbi e di stupore, di incanto e di interrogativi, ma soprattutto di un tenace e inesauribile desiderio di capire.

Foto di Maria Gabriella Piccari

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Ritorno in Calabria

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Alla soglia dei cinquant’anni un uomo a Milano riflette sulla propria vita e ripercorre l’infanzia nel paese natìo, Sant’Andrea Ionio; gli anni nei seminari di Squillace e Catanzaro, luoghi di apprendimento, ma anche di dolore e di pena; gli sforzi immani compiuti per sfuggire ad una Calabria che gli appariva arretrata e invivibile; gli studi e il lavoro in Italia e all’estero. Si accorge allora con sgomento che i conti non tornano e arriva il momento della disperazione, vinta però con l’aiuto insperato delle energie mentali della sua terra. Ritorno in Calabria, Viaggio a Gerusalemme e Sesso e Paradiso in preparazione, mettono in luce i preziosi giacimenti culturali e umani della Calabria, quanto mai necessari oggi per una più alta prospettiva dell’umano destino.

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Ritratti cosentini

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“Ritratti Cosentini” non è un libro di storia.
In esso, l’autore, espone, come in una galleria, tanti “quadri” che raffigurano persone, rievocano luoghi ed avvenimenti della nobilissima ed antichissima Città di Cosenza.
Non sono biografie ufficiali.
I lettori leggeranno pochissime date e riferimenti specifici e saranno portati per mano a scoprire i “volti”, le epoche, i vicoli e le strade della Città, in un susseguirsi di inedite rivelazioni che Francesco D’Ambrosio ha deciso di offrire al giudizio dei lettori.
È il primo libro di una trilogia che impegnerà l’autore nei prossimi anni.

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Ritratti in versi

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Questo libro è una raccolta di pensieri e di personaggi
incontrati in tanti anni di lavoro, vissuti in
mezzo alla sofferenza e alla speranza.
La maggior parte sono ritratti reali e conversazioni
con i pazienti, ispirati da esperienze realmente
vissute; altri sono ritratti familiari.
Spesso dettati direttamente, magari involontariamente,
da uomini e donne che, a volte, hanno
dimenticato come si cammina, ma che volano alto
e spesso insegnano.
In alcuni casi i pensieri sono stati “scritti” dai
pazienti stessi e il mio intervento è stato quello
di trascriverli e metterli in versi, cercando di fare
emergere il personaggio come in un teatro.
Sono piccole storie, a volte drammatiche, a volte
divertenti, di varia umanità.
Personaggi che insegnano il valore e la forza dei
rapporti umani.

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Rocco Perri

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Rocco Perri ha lasciato la Calabria sul finire dell’Ottocento. Dopo una breve parentesi negli Stati Uniti, si è trasferito in Canada, dove, assieme alla sua compagna Bessie Starkman è riuscito a creare un impero straordinario, grazie all’alcool venduto durante il periodo del Proibizionismo. Ha conosciuto Al Capone e ha avuto relazioni commerciali anche con Joseph Kennedy, il padre di JFK. La sua scomparsa nel 1944, per decenni, è stata avvolta nel mistero. Fino a quando Antonio Nicaso, con una ricostruzione accurata dei fatti, è riuscito a scoprire ciò che nessuno osava immaginare. “Gli amanti di questo tipo di saggistica apprezzeranno sicuramente questa publicazione almeno per due motivi. Il primo perché a scriverla è Antonio Nicaso, da tempo riconosciuto come il più noto esperto di organizzazioni criminali in Nord-America. Il secondo perché l’autore ha saputo ricostruire e raccontare la storia di Rocco Perri, il re del contrabbando di liquori, in un modo straordinariamente intelligente. Rocco Perri è un libro che tutti dovrebbero leggere”. Paul Challen, Quill & Quire.

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Romanzi in scena volume I

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“Romanzo di scena”: questo il titolo dell’opera di Ciro Lenti. Superfluo rimarcare come questa categoria letteraria non esista, né, francamente, il testo di Lenti ci sembra avere lo spessore letterario tale  da favorire la nascita di un nuovo genere. Piuttosto un’operazione presuntuosa, poco condivisibile negli intenti, quasi per nulla nei risultati, perché, a ben leggere, ciò che è dato  riscontrare è solo una pletorica rimpolpatura delle didascalie drammaturgiche, il cui unico risultato di rilievo  è quello di confondere i modesti piani narrativi. Detto ciò, bisogna  riconoscere  al libro di Lenti un indiscutibile pregio che può sfuggire a una prima superficiale analisi. Ed è il prezzo. In fondo cosa comperi oggi con otto euro?
Antonio Fiore (Corriere della Serra)

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Rreth veprës Il Canzoniere albanese të Françesk Anton Santorit

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Vepra Il canzoniere albanese & Këngëtorja arbëreshe e
shkrimtarit Françesk Anton Santorit është, më shumë se çdo
krijesë tjetër letrare e tij, e hapur për qasje e interpretime.
Në fillim të saj autori ka vënë dyvargëshin që përdorët dhe
në këngët arbëreshe të dasmës “Sa hjé të ka ajo kezë! / Rinë,
Rinë! Ku vajte sot?”, që është hyrje në objektin poetik që
shqyrton: dashurinë, martesën (keza) po dhe në mëdyshjet
e shqetësimet që i përcjellin njeriun në jetën e tij (“Ku vajte
sot?”) në çdo kohë dhe në çdo vend.
Edhe vargjet që i prijnë tekstit të veprës: Për dírë, për
namurí shúmë vjershe shkrùajta, / Moj ndë ktë zemër namurí së
ndìeta…., dëshmojnë veçantinë dhe ndërliqësinë e saj.
Si krijesë letrare poetike Këngëtorja arbëreshe të ballafaqon
me dukuri të veçanta të shtjellimit të tekstit, që përligjet,
para së gjithash, me shqiptimin dhe gërshetimin e formave
shprehëse, të pjesëve, të shtresave të rrëfimit dhe të vargjeve
metrikisht të ndryshme.

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Sacro Fuoco

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Amici di Alessandro e colleghi di lavoro si riuniscono, ad un anno da quel dannato 15 marzo 2013, per comporre un affresco a più mani sulla libertà di stampa in Calabria e sulle trame complesse che si intrecciano nella pubblicazione di una notizia o nella sua manipolazione o, addirittura, nella sua omissione… La manipolazione delle notizie è consuetudine in molte redazioni d’Italia, e la Calabria veste una maglia nera. Alessandro Bozzo ha pagato in prima persona l’opposizione a questa nefanda e nefasta consetuidine. Lui, capace di appiccare il sacro fuoco della passione giornalistica nell’animo di compagni di viaggio più timorosi.

Nelle pagine della sinossi Rosamaria Aquino racconta delle tribolate condizioni di lavoro dei cronisti calabresi e dell’abitudine alle ingerenze dell’editore e dei politici suoi sodali. Una sciagurata abitudine che porta alla censura self made, la piaga verso cui si ha il dovere morale di reagire. I giornalisti che non fanno i giornalisti si devono sentire in colpa. Mestiere complicato quello del cronista, perché alcune volte si è tenuti a condurre delle controinchieste sulle verità ufficiali offerte dalla procura e dalla stampa pigra – come spiega Arcangelo Badolati. Gabriele Carchidi ripercorre le prime stagioni di “Calabria Ora”, mostrando,senza peli sulla lingua, la pressante influenza dell’editore. Marco Cribari invita ad amare la verità, l’autentico: la verità vale più della libertà perché si può anche essere liberi di scrivere cose non vere. L’affetto degli amici, per Alessandro, è vivissimo. Eleonora Formisani ricorda la sua meticolosità, il suo “voler vederci chiaro”. Eugenio Furia mette a fuoco l’Alessandro compagno di scrivania, in redazione, i consigli dati, i suoi convincimenti, le sue arrabbiature, i suoi slanci purissimi. Sacro fuoco della passione per la scrittura e per il racconto giornalistico. E per il tennis, anche. E per il Canada, e per Donnici. L’obbligatorietà della sincerità e dell’esattezza, nella cronaca giudiziaria, emerge nella nota di Roberto Grandinetti, “avversario” di Bozzo nei corridoi della procura. La voglia di raccontare le “cose come stavano”, e non come qualcun altro avrebbe preferito, è la protagonista delle storie narrate da Camillo Giuliani e da Pablo Petrasso, storie coinvolgenti che mostrano cosa sia l’urgenza della verità e come non sia sopprimibile. Lucia Serino fa notare, con accortezza, che in questo mondo popolato dai social, dove tutti siamo bravi a condividere, è fondamentale chiedersi chi va a scovare i contenuti scomodi. C’è sempre un giornalista coraggioso che va a smuovere la crosta che copre le cose che qualcuno vuole tenere all’oscuro. Poi siamo tutti bravi a condividere. Conclude Alfredo Sprovieri, con uno schizzo che racchiude tutto Alessandro: «Frasi corte e pochi aggettivi, cazzo».

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Saggi Danteschi

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Saggi su Dante e altri scrittori

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Dopo i volumi Dante e Gioacchino da Fiore (Pellegrini, Cosenza, 1997) e Allegorie e simboli nel Purgatorio e altri studi su Dante (Pellegrini, Cosenza, 2002), Carmelo Ciccia, dantista e presidente del comitato di Conegliano della Società Dante Alighieri, ritorna ancora su Dante con 10 saggi riguardanti il sommo poeta inseriti in questo volume; ai quali ne aggiunge 15 su altri scrittori: Gioacchino da Fiore, Petrarca, Boccaccio, Goldoni, Leopardi, Manzoni, Mazzini, Nievo, Verga, Fogazzaro, Carducci, Pascoli, D’Annunzio, Pavese e Autori che hanno unito l’Italia. Tali saggi erano stati pubblicati su giornali e riviste, e alcuni anche in precedenti libri, ma ora qui sono riveduti. Con questo volume l’autore sancisce e sintetizza oltre mezzo secolo della sua attività nel campo della saggistica e critica letteraria, prevalente rispetto alla narrativa.

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San Benedetto Ullano

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Raccolta di notizie, documenti, ricerche storiche ed il contributo dei Rodotà de' Coronei alla storia e alla cultura Nazionale Albanese

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San francesco e il suo culto nel mondo

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Ogni scoperta si confondeva con lo stupore di conoscere che San Francesco era da secoli amato in altri luoghi della terra e nessuno se ne era mai reso conto.
Sono diventato un testimone dell’amore che gli portano migliaia di persone, che ho incontrato in Italia, in Francia, in Spagna, ma anche in Brasile, in Australia e finanche a Cuba. Mi è parso subito evidente che dopo tanti secoli non si è affievolito il senso di protezione che tanti continuano a cercare in Lui. Gli chiedono aiuto non per garantirsi un posto nell’aldilà. Piuttosto per riuscire ad affrontare gli ostacoli, le difficoltà, le pene che ogni giorno la vita presenta.
Per questo ora che, come temo, tutto sta per concludersi sento di ringraziarlo dal profondo del cuore per questa straordinaria esperienza vissuta con Lui, nel suo nome e con il suo aiuto. Debbo ringraziarlo ancora perché mi ha dato la forza di scrivere questo libro che, al di là di quel che racconta, rivela anche quanto possa essere straordinaria la vita quando ti sorprende regalandoti quel che mai avresti immaginato.

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Sangue sui rifiuti…

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La ’ndrangheta degli affari e delle estorsioni, l’enorme potenza finanziaria dell’organizzazione criminosa capace di mettere in crisi la libertà imprenditoriale, l’economia e il mercato nazionale, sono lo sfondo anche di questo secondo romanzo, un libro che, alla fine della lettura del primo, non era difficile immaginare che sarebbe arrivato presto. Sangue sui rifiuti, in realtà, è il seguito di Indagine all’ombra del Mab.

Di primo acchito il titolo del libro fa pensare ad un romanzo noir e la lettura del testo dà conferma di questa impressione dal momento che Aquino mischia sapientemente i punti di forza del genere noir, non tralasciando di rimettere all’attenzione del lettore tematiche forti, reali e molto sentite nel nostro Paese, come il sequestro di bambini – ‘leit motiv’ del libro – il problema dei rifiuti, l’ecomafia, le collusioni tra mafia e politica: questioni che Aquino tratta con ragione, consapevolezza e molta sensibilità.

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Santa Caterina

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Un recupero di “memoria storica” potrebbe questo mio tentativo essere definito. Certo, ciò potrebbe essere vero se non mi aspettassi la critica o, peggio, l’accusa di usare impropriamente l’espressione “memoria storica”, trattandosi di fatti e di figure legate, in fondo, alla realtà riduttivamente territoriale di un rione.
Un’obiezione, questa, che avrebbe una certa validità se i “personaggi” e gli avvenimenti, che si individuano nel rione S. Caterina, non avessero dimensioni tali da poter trovare anche al- trove una propria collocazione, essendo – a proposito delle figure umane – degli esseri che mi pare siano dotati di grande sensibilità, umanità e saggezza.
Un discorso quindi, che nasce nel rione, ma che va al di là dello stesso per potere avere un nesso e un’apertura verso un mondo che prende lo spunto da fatto di ieri, ma che è proiettato in avanti per recuperare e riportare valori e significati che ap- partengono sì al passato, ma anche al presente e, perché no?, al futuro. In quella logica della continuità che è tipica della storia di ogni uomo e dell’umanità intera.

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Santisti & ‘ndrine

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La mafia calabrese flirta da sempre con il potere, la politica, le logge massoniche deviate. È accaduto in Italia come nelle Americhe e in Oceania. I padrini sono stati indifferentemente comunisti e fascisti, democristiani e socialisti, ponendosi sempre dove conveniva stare per fare soldi. Gli ’ndranghetisti, pur giocando in borsa e riciclando denaro in tutto il mondo, continuano a rimanere fedeli ai riti e ai simbolismi antichi ispirati ad una setta criminale spagnola – la Garduña – in realtà mai esistita perché frutto della creatività letteraria di una scrittrice tedesca, Irene de Suberwick.
Oggi i boss sono impegnati nello smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi; nell’utilizzo illegittimo di fondi europei, nella colonizzazione di intere aree del vecchio continente; nella gestione del mercato dei reperti archeologici e nel traffico mondiale degli stupefacenti in accordo con i cartelli colombiani e messicani.

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Sapori di ordinaria eccellenza

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C’è una porta “A Casa Tua” che lasci sempre aperta…
Ti accoglie, ti protegge e parla di te…
Ti rimette in pace con il mondo,
ti consola, ti illumina, ti intrattiene, ti ritrova…
Nel silenzio della tua cucina, non sarai mai solo,
ogni battito del tuo cuore troverà l’ingrediente giusto che darà un senso alla tua vita!

 

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Scanderbeg tra letteratura e radici mediterranee

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Questo contributo è il risultato di un convegno svoltosi a Gravina in Puglia nel gennaio 2006, con relazioni e interventi di studiosi e operatori istituzionali. Emerge, come si potrà notare dagli scritti, un percorso di estremo interesse che tocca vari aspetti che vanno dai processi storici a quelli letterari, dalle realtà geografiche alle eredità dei Castriota-Scanderbeg in terra di Puglia. Terra che ha accolto l’esodo dei profughi albanesi già dalle prime “fughe”. Scanderbeg campeggia con la sua statura di condottiero e con la sua imponente strategia politico-militare. Un contributo significativo perché pone in essere alcune chiavi di lettura che toccano riferimenti che hanno poi caratterizzato tutta la “cultura” della diaspora del popolo albanese. Tuttora Scanderbeg resta uno straordinario personaggio attraverso il quale è possibile comprendere sia la cultura cristiana sia la storia musulmana. Baluardo della cristianità, resta un faro dentro quel messaggio Mediterraneo che è voce e destino di una civiltà. Questo volume invita a riflettere e pone altresì delle sottolineature che riguardano i processi etnici che restano vitali in tutto il mondo occidentalizzato. Scanderbeg in Puglia è un tratto di unione tra due sponde ed è su questo che il lavoro tocca delle novità e originalità interessanti.

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Scarti

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Un giorno mi è capitato di ricevere un premio. Era la prima volta dai tempi lontani in cui avevo finito il liceo.
E per di più questo premio veniva dall’Italia. Questa congiuntura mi sembrò rivelare qualcosa del mio rapporto con il cinema: in diversi modi questo paese aveva contato nel mio apprendistato della settima arte: C’era Rossellini, certo, e quella sera dell’inverno del 1964 in cui Europa ’51 mi aveva sconvolto…

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Schegge d’Italia

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Le minoranze etno-linguistiche storiche hanno assunto un ruolo  sempre più importante alla luce di nuove ricerche basate su chiavi di lettura che toccano elementi di natura bibliografica, aspetti di ordine storico, modelli antropologici e, chiaramente, linguistici.
All’interno di un tale contesto il legame tra le minoranze storiche (o presenze minoritarie in Italia) e i risvolti storiografici è un punto di riferimento che ci permette, come in altre occasioni, di comprendere la capacità che hanno i territori di salvaguardare un patrimonio che rientra in una proposta di maggiore conoscenza dell’humus abitativo e dei luoghi che rappresentano non soltanto un immaginario, ma si aprono a prospettive di sviluppo grazie al rapporto tra culture, bene culturale, attività e promozione.
Dal punto di vista istituzionale, come Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore, siamo in una fase di ricerca, intrapresa da alcuni anni, in cui la storia delle presenze minoritarie in Italia è una dimensione che completa la storia nazionale di un popolo grazie a due pilastri etici: l’identità e la civiltà.
Lo studio Schegge d’Italia. Risorgimento ed Etnie si inserisce in un quadro di ragionamento che pone all’attenzione le sottolineature menzionate.
Il dibattito e i nuovi processi dialettici sul piano storico, che hanno riguardato e riguardano sia il Risorgimento nella sua complessità sia le problematiche afferenti alle fasi pre e post Unità d’Italia, sono elementi che hanno aperto un raccordo tra bene culturale e minoranze etno-linguistiche.

Maurizio Fallace
Direttore Generale per le Biblioteche,
gli Istituti culturali e il Diritto d’autore

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