Libri

Accadeva nello studio Gullo

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Dallo studio Gullo si osserva il mondo. Tra scaffali di libri, carte annotate e appunti sparsi, Fausto e Luigi Gullo hanno vissuto la vita pubblica e privata con passione. Il primo, protagonista della nascita della Repubblica, portò impegno civile e rigore giuridico; il secondo, nella professione forense, trasformò disciplina e integrità in azione concreta, sensibile alle responsabilità di chi vive nella comunità. Questo libro intreccia le loro storie, rivelando una continuità morale che attraversa il tempo. È un invito a custodire la memoria, a comprendere che il valore delle istituzioni dipende dagli uomini che le abitano e che leggere queste pagine significa confrontarsi con la profondità del diritto, della politica e della vita pubblica, oggi più che mai.

15,00

Un figlio mai nato

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“Mi sono ripreso la vita, ho finalmente realizzato le mie aspirazioni e spero di completare gli studi universitari per vincere la guerra che altri hanno voluto. Non riesco ad amare come altri vorrebbero. Il tempo cancella le cicatrici, ma l’amore è un sentimento che non ha tempo, nasce per affiliazione e può morire per egoismo o incomprensione. La mia presenza è solo per rispetto alla mia persona e non per salvare un senso di colpa”.

12,00

Nel segno di Poseidone

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La scuola svolge un ruolo fondamentale nell’educazione e nella formazione degli studenti. In questo costante impegno di rilevante portata culturale e civile, è auspicabile trovino spazio anche l’analisi e la valutazione del rischio sismico, tema di pressante attualità in Calabria, e delle iniziative in grado di mitigarne gli effetti. Il volume, ricostruendo in maniera accattivante e con l’ausilio di un robusto apparato iconografico la storia dei terremoti che hanno colpito la regione nel corso dei secoli, mette a fuoco l’importanza della prevenzione proponendo un originale approccio educativo rispetto ad un tema che va posto al centro dell’attenzione da parte delle istituzioni.

15,00

Tutti gli uomini della democrazia

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La scelta di analizzare argomenti complessi che attengono all’esercizio democratico con la simulazione di un “dialogo” con il “non-umano” (intelligenza artificiale-IA) è certamente non usuale e criticabile; tuttavia, offre lo spunto per attualizzare alcuni aspetti della democrazia – e dei suoi “uomini” – alla luce del contesto tecnocratico nel quale viviamo. Gli “uomini della democrazia” sono analizzati come i “mattoncini” di una immaginaria piramide a partire dalla base – i cittadini in quanto “popolo” (“Demos”) – via via a scalare fino all’apice che rappresenta chi detiene un potere (“Kratos”) di decidere sugli altri poteri e sul popolo. Il “non-umano” (IA) ha un impatto importante e visibile sul sistema democratico, sui diritti e le libertà della persona e del suo precipitato costituzionale rappresentato dal sistema delle tutele giurisdizionali. Realtà cibernetica enigmatica per molte persone che, quindi, ignare, si lasciano guidare dagli influencer senza comprendere e senza conoscere, cadendo così nella rete dei manipolatori seriali (la “trappola dell’opinione prevalente”). Occorrono cittadini educati, formati e coscienti di ciò che vuole dire vivere in democrazia nell’età dei sovranismi e dei tecnocrati.

15,00

Imago mortis

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Il tema della morte scuote da sempre l’animo umano e alimenta disquisizioni tra materialisti e credenti in un’altra vita oltre la materia, in virtù della preminenza dello spirito rispetto al corpo. L’allegoria della Danza Macabra irrompe nel Medioevo grazie soprattutto ai Domenicani e ai Francescani che ironizzano sulla morte per evidenziare il concetto di uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Il Cristo nel sepolcro di Hans Holbein il Giovane e la Sindone sono spesso al centro del dibattito scientifico, culturale e religioso del mondo occidentale. Esteticamente diversi nel proporre una visione originale del Cristo deposto e sepolto nella tomba, sono legati dalla narrazione evangelica sulla passione del Messia. La rappresentazione cruda del Cristo sepolto dell’artista tedesco scuote l’animo umano nella sua totalità di fronte alla banalità della morte. L’Uomo della Sindone continua ad agitare il mondo della scienza dopo indagini rigorose che hanno rilevato come quell’immagine sia stata impressa nel lino dal cadavere che vi è stato avvolto.

18,00

nzusu

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Quanta vita scorre la mia mente, quante facce e storie ricordate e quante emozioni nel rievocare quel fiume di parole in dialetto “parrate”. Perciò il testo da me scritto non risponde probabilmente ad una forma dialettale letteralmente corretta, parole e frasi sono state scritte così come le ho udite, ricordate e interpretate. Quannu i granni parravanu ara chiazza

siduti supa a scala granne da ghjasia

di fronte ara cantina d’Onoriu

u n’eranu sulu parole brutte ca dicianu

ma cuntavanu puru cose belle

ed iu picciriddru picciriddru

mi ci ncantava ari senti e

mi m’parava a buscia e ra virità.

12,00

Fata morgana 57

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Il numero 57 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Romanzesco”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Roberto Andò, tra i più interessanti registi contemporanei di cinema e teatro nonché romanziere.
Il romanzesco va ben oltre una categoria meramente letteraria. La forma romanzesca, costituendo una modalità “moderna” e “democratica” di racconto, non soggetta alla gerarchizzazione delle forme e dei temi tipici dei generi classici, tragedia e commedia, è capace di reinventare il mondo al di là della forma dell’azione e della logica dell’intreccio, metabolizzando elementi diversi e dando loro una forma non prevedibilmente codificata. Il romanzesco riguarda profondamente il cinema, che senza il grande romanzo dell’Ottocento non sarebbe nato. Dal Secondo dopoguerra, l’invenzione romanzesca del reale, accordandosi col cinema e approfittando del declino della rigidità codificante dei generi hollywoodiani (melodramma, noir, commedia, western ecc.), segnerà il tratto originale del neorealismo italiano e la sua capacità di contrassegnare tutta la tradizione cinematografica moderna.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Dalla necessità tragica alla contingenza romanzesca), Luca Venzi (Ellissi, frammentazione, ripetizione: “Una vita” di Stéphane Brizé), Rossella Catanese (Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza) e poi saggi, tra gli altri, sulla narrativa breve di Beppe Fenoglio, Il processo di Kafka, Francesco Rosi, Michelangelo Frammartino, Week End di Godard, Mussolini ultimo atto di Lizzani, I misteri di Lisbona di Ruiz e L’innocenza di Kore’eda.

 

 

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

I sette colli dell’anima

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… Ogni frase sembra avvolta da un profumo di ricordo, di vita vissuta, di sguardi che non si dimenticano. Le parole, inanellate con equilibrio e sensibilità, s’insinuano tra le pieghe del vissuto collettivo, restituendo immagini e sensazioni che appartengono a tutti noi: la voce di un amico, il gesto di una madre, il suono di una campana lontana, la luce di un pomeriggio che sa di casa. È un viaggio affascinante attraverso le icone dell’appartenenza e gli incroci casuali che finiscono per diventare destino…

 (dalla Prefazione di Attilio Sabato)

12,00

Un’altra pelle

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Il libro di Antonio Anastasi ripercorre la parabola criminale di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha deciso di riscattarsi collaborando con la giustizia. Dopo aver spezzato vite, trafficato fiumi di cocaina e contribuito all’affermazione della violenza mafiosa tra la Calabria, l’Emilia e la Lombardia, Cortese ha fornito agli inquirenti informazioni preziose sull’intricata organizzazione criminale di cui ha fatto parte. Ex braccio destro del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, Cortese si è fatto disegnare sulle spalle un enorme tatuaggio che richiama i miti fondativi della ’ndrangheta e tutta una simbologia indicativa della sua partecipazione a fatti di sangue. Il suo corpo è divenuto esso stesso una tela di appartenenza. Sulla pelle ha marchiato per sempre simboli ancestrali e promesse rituali che tessono una mappa di potere e vendetta. Cortese ha attraversato fino in fondo quella mappa criminale. Ma arriva un punto in cui il peso di quel codice diventa insostenibile. Un punto di rottura che nega ogni senso al falso mito dell’“onore”. E allora, la scelta. Rompere quel silenzio che è sempre stata la regola. Voltare le spalle a ciò che si è stati, consapevoli che la ’ndrangheta non dimentica. Sfidare le radici del male. «La storia di Cortese dimostra che i sistemi criminali non sono blocchi monolitici. Sono reti fatte di persone. E quando una persona decide di rompere la rete, la rete si incrina. Questo libro è, dunque, più di un racconto. È un atto civile», scrive Antonio Nicaso nella prefazione.

16,00

Anomia del sarto

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“Gli Impulsivi che il sole presero al volo e cantarono avventandosi al mondo per tingerlo dei colori di foga, giustizia e bellezza, avvertendosi che occhi spenti potrebbero, ancora, brillare come meteore e gioire non se ne vanno docili alla buona notte”. da Dylan Thomas, “Non andartene docile in quella buona notte” travisato alquanto un po’.

16,00

Emozioni

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Ogni età è uno sguardo sulla vita, con occhi sempre diversi, alla ricerca della propria identità. Questa età (la terza!), che vivo con maggiore libertà e ancora con tanta curiosità, mi impegna in iniziative che continuano a mettermi in discussione e a farmi ricercare linguaggi diversi attraverso i quali esprimere ciò che ancora continuo ad osservare e a provare. In questo libro ho voluto raccontare una nuova esperienza, la pittura, metterla in relazione con le varie esperienze vissute e cercare di evidenziare ciò che esse, tutte insieme, rappresentano per me, nel mio cammino verso la presa di coscienza più ampia del mio essere persona, donna, (ex) insegnante, sempre sensibile a ciò che accade dentro di me ed intorno a me. Emozioni a colori e in bianco e nero è il racconto dei pensieri e delle immagini emozionali che animano il mio mondo, delle esperienze del cuore, vissute anche in sintonia con la mente.

18,00

Cella 121

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Fuori, la folla urla. Alcuni applaudono, altri insultano. La città è un tribunale infinito, senza giudici né assoluzioni.

Cristiano si ferma, guarda il cielo grigio sopra il palazzo, un cielo che non dà risposte, poi sussurra:

«Sono libero, ma ha ragione lui: la mia vera condanna comincia adesso».

15,00

Anime danneggiate

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Anime danneggiate è un viaggio nelle pieghe più intime dell’essere umano, in cui la normalità si tinge di follia, la solitudine diventa espressione e la fiducia sopravvive ostinata tra le macerie dei sentimenti. Un romanzo che parla di madri e di figli, di colpa e di perdono, di dolore e di rinascita, ma soprattutto della fragilità che ci rende umani, irrimediabilmente esposti alla bellezza, per quanto rischiosa essa si possa rivelare. Grazie ad un linguaggio intenso e visivo, al limite del cinematografico, la narrazione ci conduce stanza dopo stanza, svelando con crudele sincerità la densità psicologica dei personaggi, costellata di paure, contraddizioni e desideri inconfessabili, quasi che le pareti della casa respirassero insieme a loro, assorbendo il peso di ogni parola non detta, di ogni sguardo trattenuto, in una dimensione chiusa in cui il tempo diventa circolare e la memoria si fa rifugio di perdizione e salvezza. Francesca Librandi

12,00

Il mio viaggio nel tempo

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Questa mia storia, iniziata nel 2013, rivista e integrata parecchie volte, certamente incompleta e lacunosa, ma sempre obiettiva, reale e sincera, rappresenta il succo di una vita di un piccolo uomo, animato, però, da grandi sentimenti, da passioni struggenti e da una forte volontà che l’hanno guidato nei meandri di eventi brutti e belli di un’esistenza piena e laboriosa, rivolta sempre al bene e subendone spesso l’irriconoscenza. L’ho rivisitata per rivivere i momenti salienti della mia vita spesso difficile e per riflettere sulle manchevolezze, i dubbi, gli errori, le incertezze, le speranze realizzate, le illusioni mancate, gli affetti più cari e l’esistenza passata con tanti scossoni, paure, che non mi hanno mai soggiogato, o ambizioni dallo struggente rimpianto che mi hanno solo sfiorato. Io avrò certamente toccato la suscettibilità di qualcuno e di questo me ne rammarico. Devo dire, però, che se è successo non l’ho mai fatto con intento maligno, gratuito o vendicativo! Ho fatto degli errori, è vero, ma ne ho sempre pagato le conseguenze! La mia esperienza difficile comunque mi ha insegnato che: le occasioni, le circostanze ci condizionano, la sofferenza matura e apre alla speranza, il dolore dispone spesso all’inazione e qualche volta sfocia in creatività. È difficile inoltre modificare gli eventi poiché il carattere, l’atmosfera familiare, la formazione culturale, la società in cui si vive, gli amici che si frequentano hanno anche un peso, spesso determinante, nelle scelte di vita e nel determinare il corso della storia del percorso dell’uomo.” Voglio credere che in questa rivelazione della mia anima qualcuno possa trovare qualcosa che lo aiuti a capire se stesso e forse a vivere meglio, accettando la vita che comunque è meravigliosa!? Lo spero!

18,00

Controluce vol. 3

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A cura di

Rosalba Baldino, Carla Chiappini, Elena Giorgiana Mirabelli

 

I laboratori di scrittura creativa e autobiografica voluti dal Comune di Cosenza e realizzati dall’Associazione “LiberaMente” hanno l’obiettivo di portare la lettura e la scrittura nel carcere della città dei Bruzi creando un ponte tra “il dentro” e “il fuori”. Rappresentanti delle Istituzioni e della Chiesa, intellettuali, sindacalisti hanno recensito gli scritti dei detenuti, costruendo una rete di valori e messaggi mettendo in luce la speranza contenuta nei racconti.

Scrivere in carcere è guardare

se stessi e gli altri in “Controluce”.

Incroci di storie, vita, pensieri

tra le pagine di un libro

che trasuda realtà ed emozioni.

16,00

Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. In ricordo del Maestro

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A distanza di cinque anni dalla Sua scomparsa, per onorare la memoria del mio Maestro Mario Tedeschi sono di seguito raccolti gli interventi degli allievi e dei colleghi tenuti al Convegno “Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. Gli allievi ricordano il Maestro”, organizzato il 20 luglio 2021, ad un anno dalla Sua morte, presso l’Aula Biblioteca Guarino del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. I contributi sono pubblicati secondo l’ordine con cui i relatori hanno partecipato all’iniziativa. (Premessa di Maria d’Arienzo)

contributi di

Maria d’Arienzo

Pierluigi Consorti

Antonio Fuccillo

Paolo Di Marzio

Pietro Lo Iacono

Ahmad Gianpiero Vincenzo

Vasco Fronzoni

Paolo Stefanì

Domenico Bilotti

Patrick Valdrini

Orazio Condorelli

Gaetano Dammacco

Francesco Rossi

Salvatore Prisco 

16,00

1984-2024: Concordato, intese e legislazione ecclesiastica tra passato, presente e futuro

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a cura di Maria d’Arienzo, Mario Ferrante, Fabiano Di Prima, Antonio Ingoglia, Anna Sveva Mancuso

 

Sono davvero lieta di dare inizio ai lavori del Convegno annuale della nostra Associazione, che si aprirà con la Tavola istituzionale cui partecipano le Socie ed i Soci investiti di incarichi di interesse ecclesiasticistico. In qualità di Presidente mi preme ribadire che il coinvolgimento dei nostri colleghi in tali ruoli è davvero motivo d’orgoglio per tutti noi, oltre che un’importante opportunità per l’affermazione delle nostre discipline. Ringrazio innanzitutto le Autorità politiche intervenute. Saluto il Presidente della Regione Siciliana, l’On.le Renato Schifani, il Sindaco della Città di Palermo, Prof. Roberto Lagalla, l’On.le Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’On.le Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia. La trasformazione in senso multiculturale e multireligioso delle società contemporanee esige, infatti, un concreto impegno della politica nell’implementazione di un dialogo costante con i gruppi religiosi al fine di meglio prevenire il rischio di emarginazione e frammentazione che si insinua, trasversalmente, nelle democrazie occidentali. (Dall’introduzione di Maria d’Arienzo)

20,00

Ho vinto

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“In questo mondo di impasti e di forni, di premi da conquistare ce ne sarebbero tanti e in parte Lorenzo Fortuna li ha già collezionati, ma è il suo sentirsi “fuori concorso” che lo rende speciale. Con lo sguardo proiettato oltre il nostro pizzaiolo percorre la sua strada e tappa dopo tappa traccia sulla sua personale mappa un itinerario che lo porta in giro per il mondo, ieri come oggi, collezionando esperienze e tante vittorie, soprattutto quelle personali che gli fanno dire in modo consapevole “HO VINTO!”. (Giusy Ferraina giornalista enogastronomica)

18,00

Il partito d’azione nell’Italia liberata

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A cura di Lorenzo Coscarella e Paolo Palma

CONTRIBUTI DI

Luciano Canfora

Vittorio Cappelli

Franz Caruso

Lorenzo Coscarella

Giovanni De Luna Santi

Fedele Mattia

Gambilonghi Pino

Ippolito Armino

Katia Massara

Fulvio Mazza

Paolo Palma

Giancarlo Tartaglia

 

Il Partito d’azione, breve ma intensa esperienza politica nata tra guerra e dopoguerra, continua a parlare al presente come un capitolo irrisolto del Novecento. La sua vicenda, segnata dal tentativo di superare le contrapposizioni tra liberalismo e socialismo, riemerge ogni volta che la politica italiana cerca nuove vie oltre gli schemi dei partiti di massa. Proprio da questa persistenza ideale nasce il rinnovato interesse per la storia dell’azionismo e per il suo singolare radicamento nel Mezzogiorno, dove – caso raro – seppe tradursi in azione di massa, come accadde nel Cosentino dopo la Liberazione. Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Icsaic nell’ottantesimo anniversario del Congresso di Cosenza del 1944, primo appuntamento nazionale del Pd’a. Attraverso ricerche e testimonianze, il libro restituisce la complessità di una “meteora” politica che, pur scomparsa presto dalla scena, ha continuato a illuminare il dibattito civile italiano, ponendo domande ancora attuali sulla libertà, la giustizia e il senso dell’impegno politico.

18,00

Racconti brevi per giorni dispari

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Prefazione
Una boccata d’aria C’è brezza mattutina che smuove quel che addensa la nottata. Lo sventolio di un’aria che spazza e che rassetta le stanze in cui abitiamo, quando di notte insorge qualcosa che rimorde. E morde e ci molesta in mucchi di pensieri, in pesi di memoria afflitta dai sospesi del passato. E dai perduti affetti che lasciano incompiuta la realtà. E ancor di più se affiorano i rimpianti per il non detto e fatto al tempo giusto. Turbe notturne, sperando che l’aurora ci porti l’aria nuova di giornata. E porti via le scorie dei sentimenti offesi, in cumuli remoti o sol di ieri. Elenchi di persone mischiate a tradimenti oppur tradite, confuse tra i rimorsi. Tra cose e situazioni, che affollano la casa di sonno e dormiveglia, per non parlar di quella dell’insonnia. Laddove vive e cresce risentito il senso d’ingiustizia, per la condanna avuta da innocente, che sparge pena a vita. Disordine che induce a porgere lo sguardo tutto dentro, nei labirinti chiusi senza luce, nell’asfissia intestina in cui l’inconscio prova a dirci cose. Ma non si può parlare, però, se manca l’aria. Per propagare voce ci vuole lei che faccia da vettore. Insomma che parola la cavalchi e si conduca in groppa verso il cuore. Semplicemente, senza sella, a pelo. Sentendo nuda pelle che tocchi corpo a corpo e, appunto, dando corpo alla parola. In andatura varia che trotta e che galoppa le prateria di storie. Di storie e di persone, di luoghi e situazioni che sbrogliano l’umano in snodo d’avventura. Normalmente. Eppure sorprendente. C’è brezza mattutina che smuove quel che addensa la nottata. Arriva con le storie che in fil di voce dice questa autrice.

Grazie, Maria Carmela. (Pino Sassano)

15,00

Adesso che rabbuia

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Toccò a noi e questo faremo

Inchinati da ora alle parole della pioggia

Ma che siano testamento

Appena ingiallito da raggi di traverso

Che si senta la mancanza

Come un fossile di fiore

Che ha smarrito ogni incarnato

Caduto e sepolto dalla nuda terra

Mancò il sale mancò il tempo

Per amare tutti gli attimi

E un’arcigna stagione sperperò una promessa

Presto dovremo incamminarci

Incontro a quel che viene

Poiché di tardo autunno

È la nostra morbidezza

Né mai stretta né mai in pace

Tra le braccia

Più avanti il bosco non ne saprà niente

Quando profumerà ubriaco d’erba

Agli antichissimi fruscii del vento

12,00

tabù guerra

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interventi di Alfredo Bruno e Aquilina Olleia

introduzione di Arcangelo Badolati

Come se fosse il prodotto di una alchimia, del lavoro di chi trasforma perfino i metalli, la Guerra può essere trasformata, con una competenza di artigianato educativo, in un tabù, in modo che sia sempre più difficilmente replicabile. E per farlo bisogna prendere coscienza di alcuni nodi inestricabili: quelli che ci provengono dai miti e dai meandri della psyche, dall’artificio politico e sociale, dalla rete giuridica e dalla mentalizzazione che la storia ha radicato e radicalizzato. Il libro affronta questi aspetti e quindi può essere considerato come una proposta o addirittura un Progetto rieducativo, indirizzato alle nuove generazioni, ma principalmente finalizzato a riformulare, a rielaborare e, se possibile, a cancellare il concetto di Guerra dalle nostre concettualizzazioni. In questo senso ritornano altre considerazioni: quando «i vortici provocati dalle brezze del mondo» ci travolgono, le nostre anime devono restare «ben ancorate nel loro porto» e noi ne abbiamo la responsabilità.

16,00

Tutta colpa della pastina

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Io sono una cuciniera appassionata, una donna che sussurra ai carciofi, ai broccoli, alle verze, ari cipuddrizzi: li guardi e sai che sono broccoli, cipuddrizzi, carciofi o verze. Alle melanzane poi do del voi perché ne ho troppo rispetto. Il lei è troppo austero, mal si addice al simpatico ortaggetto. Cucinicchio in calabrese e sfotto anche me ma mai le mie cassarole. Perché toglietemi tutto ma non le mie le mie padelle. Ma quanto è bella a padella? È casa, è mamma, è vita. La cara padella, quasi sempre ereditata, comunque invecchiata, vissuta è il simbolo della cultura tradizionale in cucina. È il mio scudo contro la cucina molecolare, il suo congelamento con l’azoto liquido, la sua “frittura” nello zucchero e le sue schiumette, invitanti quanto un pezzetto di formaggio, dimenticato sul tavolo, dopo due mesi di vacanze estive. Insomma si è capito: preferisco un piatto amabilmente prevedibile ad uno “Oddio cos’è questo?”. Tra l’ALTA cucina e il cibo spazzatura c’è un mondo bellissimo con il quale sappiamo e dobbiamo parlare. Perché è più autentico, gustoso, saporito ed economico del primo ed è sano a differenza del secondo. Quindi pigliamo sa padella e cucinamu che, come si ripete a mo’ di mantra a casa mia, è tardi!

18,00

La verità delle finzioni

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Scritti di Olimpia AFFUSO, Dario ALTOBELLI, Alfonso AMENDOLA, Federico BONI, Davide BORRELLI, Sergio BRANCATO, Eugenio CAPITANI, Alessio CECCHERELLI, Ilenia COLONNA, Luca CORCHIA, Giulia CRIPPA, Stefano CRISTANTE, Simone D’ALESSANDRO, Daniele GARRITANO, Simone GIORGINO, Edmondo GRASSI, Annachiara GUERRA, Federica GUIDA, Emiliano ILARDI, Andrea LOMBARDINILO, Martina MASULLO, Ercole Giap PARINI, Fabio TARZIA

Quanto è stretta la relazione tra letteratura e sociologia, soprattutto in rapporto alle nuove forme di comunicazione seriale? Che impatto hanno avuto le fonti letterarie nel processo di analisi dei fenomeni sociali e culturali? Quale è il rapporto tra mediologia, scienze sociali e letteratura al tempo delle narrazioni su piattaforma? Sono alcuni dei quesiti che ispirano i saggi di questo volume, e che si intrecciano all’esplorazione e all’analisi di un ecosistema mediatico-letterario che comprende classici senza tempo come la Divina Commedia, Don Chisciotte, Alice, Peter Pan. E anche autori fondamentali per la modernità come Baudelaire, Bodini, Dickens, Camus, Engels, Salgari. Ma l’ecosistema mediatico-letterario è oggi in piena dilatazione, e quindi – dopo le grandi perlustrazioni novecentesche da parte di Benjamin, Baudrillard, Bauman, Bourdieu, McLuhan, Simmel – si tratta anche di trovare nuove chiavi per interpretare grandi saghe della letteratura contemporanea come Il Signore degli Anelli e Harry Potter, serie televisive come Penny Dreadful, Bridgerton e 3%, fumetti e graphic novel, manga e anime, videogiochi, fantascienza e altri ambiti dell’immaginario metropolitano a base letteraria. L’antica sociologia della letteratura deve oggi cedere il passo a una più ampia sensibilità mediologica, in grado di rimettere al centro dell’analisi delle scienze sociali il contenuto di senso delle forme finzionali.

 

20,00

Adesso è davvero finita

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“Bruno Castagna è riuscito a compiere un’operazione magistrale, coniugando le sue competenze di ricercatore e di studioso di storia locale (e non) con il talento e la sensibilità del romanziere, tanto che, se non avessi saputo che Za Peppa, al secolo Francesco De Francesco, è un personaggio realmente esistito, avrei pensato che tutto fosse frutto dell’immaginazione dell’autore. Né se la sua storia fosse stata raccontata solo attraverso l’analisi dei documenti dell’epoca (soprattutto gli atti processuali a suo carico) avrebbe suscitato lo stesso gradimento ed il coinvolgimento che, invece, Castagna riesce a suscitare. Anche per queste ragioni, questo bellissimo libro, che ci aiuta a conoscere gli albori della malavita organizzata cosentina all’inizio del 1900, e a comprendere problemi e disagi socio-economico-culturali che si sono gradatamente stratificati sul territorio, coinvolge il lettore in una narrazione avvincente e rappresenta un’utile occasione per appropriarci della microstoria che ha connotato la nostra città”. (Mariella Chiappetta, Dirigente scolastico)

15,00

Il giuramento di fedeltà dei vescovi

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Il volume ripercorre l’evoluzione storico-giuridica dell’istituto del giuramento di fedeltà dei Vescovi, sia nell’ordinamento canonico, sia nei rapporti fra Autorità religiosa ed Autorità politica.

30,00

Europa, giovani e lavoro: L’unione Europea dal presente al futuro

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In un’epoca di rapidi cambiamenti, dove la solidarietà e l’integrazione sono più cruciali che mai, questo saggio offre un’analisi approfondita e perspicace sulle politiche giovanili, lo sviluppo economico e il ruolo vitale del Mezzogiorno nel contesto europeo. Attraverso la lente dell’esperienza personale e professionale di Massimo Rocco La Gamba, il libro si immerge nei dibattiti che hanno modellato l’Unione Europea, esplorando le tensioni tra i vantaggi dell’integrazione e i ritardi strutturali che persistono. Con uno sguardo attento alle opportunità che l’Europa offre ai giovani oggi, il testo non solo riflette sulla storia e sulle politiche passate, ma anche sulle potenzialità future di un’Unione che cerca di riconciliarsi con le sue aspirazioni di coesione, solidarietà e progresso economico. Ogni capitolo sfida il lettore a considerare il proprio ruolo all’interno di questa comunità in evoluzione, sollecitando un coinvolgimento attivo per un futuro più equo e integrato. Quest’opera si rivela essenziale per chiunque sia interessato a comprendere i complessi meccanismi che governano l’Unione Europea e il suo impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, con una particolare attenzione alle generazioni future che ne erediteranno il patrimonio culturale, sociale ed economico.

16,00

Montagnammare

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Ispirata a fatti realmente accaduti nella Calabria di inizio ‘900, la storia narra l’ascesa pubblica e il dramma privato di un uomo controverso, capace di imprese epocali ma al contempo fragile nella sfera personale, sulla quale incombe un antico segreto. Dopo aver ereditato l’enorme patrimonio di famiglia, grandi latifondi su entrambe le sponde dello Stretto e una flotta navale che fa concorrenza all’ormai decaduta Florio, l’avvocato e onorevole del Parlamento d’Italia, Giacinto Lanzo, torna nella propria città di origine. Là, nell’estremo lembo di terraferma che i pescatori e le contrabbandiere di sale chiamano da sempre “Scillecariddi”, don Giacinto si rende protagonista di imprese senza precedenti, inclusa la ricostruzione di un’intera provincia dopo il terribile terremoto del 1908. Alla travolgente ascesa pubblica, egli oppone una misteriosa fragilità privata: dietro un’indole misogina, incapace di slanci affettivi, si cela un segreto d’infanzia custodito gelosamente in un carillon. A scombinare l’ordine della sua vita e della sua casa, l’arrivo inatteso di un giovane venuto a “scardinare” fobie e segreti irrisolti. Una storia di realismo magico sospesa tra vero e verosimile, che intona il Sud di Gesualdo Bufalino, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Stefano D’Arrigo, omaggiandoli e inventando parole.

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

Poesie per un nuovo mondo

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Ci sono poesie che toccano il cerchio infaticabile della malinconia e si fanno destino. È come se si fossero vissute esistenze in una vita sola. È come se quel labirinto che portiamo dentro fosse un infaticabile attraversamento di deserti. È come la parola: separa e lega l’esperienza del vissuto con la profezia che non conosciamo ancora. (Dalla Prefazione di Pierfranco Bruni)

Serve maggiore serietà, responsabilità, adultità. In questa realtà, frutto di un meccanismo potente che si autoalimenta, la proposta di un nuovo mondo, di un nuovo modo di pensare noi stessi e l’umanità, appare eresia, appare follia, appare poesia. (Dalla Postfazione di Angiola Agarossi)

15,00

48 – La coscienza in guerra

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In un tempo lacerato da conflitti, le confessioni religiose giocano un ruolo di prim’ordine nell’orientamento e nella formazione delle coscienze. Analizzando il patrimonio della riflessione ebraica e cristiana nel suo sviluppo storico e nelle più recenti acquisizioni, la ricerca si propone l’obiettivo di scandagliare le radici del concetto di iustum bellum, inteso come insieme di condizioni che legittimano il ricorso alla guerra e ne disciplinano lo svolgimento, limitandone gli eccessi e spingendo verso la soluzione negoziata. Un’attenzione particolare sarà riservata alla ricostruzione degli interventi delle principali autorità religiose intorno al tema della pace, intesa quale dono divino e dovere del fedele.

20,00

L’itinerario intellettuale di Letterio di Francia

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Letterio Di Francia (1877-1940) fu un illustre protagonista della cultura italiana, eccellente docente di scuola e università. La sua significativa produzione si concentrò in particolare sulla novellistica e la fiaba. Volumi come La novellistica e Fiabe e leggende calabresi mettono in luce la sua capacità di unire il rigore del filologo comparatista con una profonda passione per le tradizioni popolari. Questo saggio ricostruisce la sua intera parabola umana e intellettuale, avvalendosi di carteggi inediti con personalità di spicco quali Vittorio Cian, Pio Rajna, Benedetto Croce, Gaetano Salvemini e Giuseppe Lombardo-Radice. Ne emerge il ritratto di un intellettuale la cui lezione di vita e di studio, fondata sul rigore e sulla difesa della laicità della cultura, risuona ancora oggi con profonda attualità.

22,00

La tragedia di Aiello

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Il terremoto del 1905 colpisce duramente molti comuni calabresi, tra cui Aiello Calabro, nel Cosentino. La popolazione del luogo, dopo le mortali esalazioni causate per lungo tempo dallo stagno Turbole prima della sua bonifica, deve affrontare una nuova, pesante emergenza che verrà superata anche grazie all’aiuto del Comitato di soccorso milanese. Francesco Kostner, attraverso le corrispondenze e gli scatti fotografici dal luogo del disastro del giornalista-notaio Giovanni Solimena, ricostruisce in questo libro le fasi seguite alla scossa principale dell’8 settembre e ai numerosi scuotimenti che si registrano nei mesi successivi, dai ritardi nei soccorsi fino alla costruzione del nuovo quartiere in contrada Patricello. Un efficace contributo alla conoscenza storica di Aiello e della Calabria, assieme al quale emerge un forte richiamo alla necessità di creare una coscienza di protezione civile e di prestare attenzione al rischio sismico, uno degli elementari identitari della realtà regionale tuttora non tenuto nella giusta considerazione

15,00

Fata morgana 56

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Il numero 56 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Atmosfera”. Il numero si apre con una conversazione con uno dei più importanti studiosi sul tema, Michael Tawa, a cura di Luca Bandirali e Chiara Renna. Il concetto di atmosfera è il cuore pulsante del progetto della Nuova Estetica avviato da Gernot Böhme, volto a rilanciare una teoria della percezione che parte dall’esperienza sensibile e affettiva generata dall’incontro con il mondo circostante. L’estetica delle atmosfere permette infatti di interrogarsi sul ruolo giocato dagli elementi atmosferici nella creazione e nelle modalità in cui si esperisce un’opera. Particolarmente interessante è il caso del cinema, di un medium cioè capace di intessere profondi legami tra le tonalità affettive sprigionate da un ambiente e i personaggi che lo popolano.
Tra gli autori che compongono il numero: Denis Brotto (L’atlante delle nuvole. L’atmosfera del cinema contemporaneo) e Alessandro Canadè (Collateral e l’atmosfera del noir). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, Trenque Lauquen di Laura Citarella, Vermiglio di Maura Delpero, The Zone of Interest di Jonathan Glazer.

 

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

La mia casa nel mondo

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La Mia Casa nel Mondo nasce dall’esigenza autentica di condividere la mia esperienza personale attraverso la scrittura, compagna insostituibile e strumento di libertà. Ha origine come una lettera indirizzata a mio padre, ma si trasforma gradualmente in una profonda testimonianza di vita all’interno di un contesto umanistico e umanitario internazionale. Una vita come molte altre, modellata più dai sogni che dalla realtà; più dal coraggio di osare che dalla piena consapevolezza della propria esistenza. Una vita intensa, nutrita da un profondo desiderio di conoscenza e scoperta, segnata dalla tenacia di perseguire i propri obiettivi e di dar corpo ai propri sogni, al di là dei rischi, degli errori e dei pericoli.

18,00

Sempre t’aspetterò

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Nel cuore dell’antico palazzo comunale, tre amici – Claudio, Manuela e Matteo – scoprono uno scrigno nascosto sotto una mattonella. Seguendo il suono di un pianoforte che evoca presenze del passato, i ragazzi si trovano catapultati in un mistero che attende da due secoli. Attraverso le lettere di Saverio e Rachele, giovani divisi da faide familiari e contrasti politici, emergono passioni, ingiustizie e drammi che ancora oggi parlano al cuore. Mentre il passato svela i suoi segreti, i protagonisti affrontano le paure, le sfide personali e il coraggio di vivere pienamente il presente. Sempre t’aspetterò è un romanzo intenso e avvolgente, un ponte tra epoche diverse, dove amore, memoria e coraggio s’intrecciano.

Fascia di prezzo: da €6,99 a €12,00
ebook - cartaceo

Letteratura e mafia

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La Sicilia e i suoi scrittori e intellettuali hanno una caratteristica, unica al mondo per quanto attiene il rapporto con la mafia. Non si limitano, infatti, a scrivere e raccontare le mafie, ciascuno secondo le proprie visioni e modalità di scrittura – Da Sciascia a Consolo, da Rizzotto a Camilleri. Ragionano sulle mafie; discutono su ciò che scrivono gli altri intellettuali che si occupano del problema. In sostanza aprono un dibattito pubblico che consente a chiunque di capire i loro punti di vista, i giudizi che danno sui colleghi, l’idea identitaria e l’orizzonte che sognano per la Sicilia. Naturalmente una Sicilia nella quale la mafia faccia parte del passato, della memoria ma non sia più un problema di vita o di morte, di politica e di economia. Non deve esistere più una organizzazione criminale capace di seminare terrore e sangue alla quale, però, il popolo siciliano risponde senza timori e senza tremori, in maniera pacifica ma determinata e intransigente con la lotta contro. Una lotta che individua il nemico non solo nei mafiosi pungiuti, quanto anche nelle forze dello Stato colluse e alleate delle mafie, nelle forze produttive che privilegiano gli affari con la mafia rispetto ad una economia sana ma che da meno profitti. Rispetto anche ai cedimenti morali di chi si arrende ritenendo che la mafia sia imbattibile. Non va dimenticato il fatto che la veicolazione di questa immagine di onnipotenza della mafia è dovuta alle intelligenze puttane che servono mafia e potenti e per i quali la mafia è una risorsa preziosa per bloccare la crescita della democrazia in Italia e, quindi, l’applicazione dello Statuto Speciale della regione Sicilia e della Costituzione. Non è casuale che gli intellettuali debbano denunciare una strategia della menzogna presente e veicolata attraverso i mass media: che debbano denunciare e raccontare l’invenzione di una mafia positiva e benigna e debbano mettere a fuoco i veri e propri tradimenti e depistaggi, messi in atto da nuclei di potere eversivo contro la Repubblica e a favore delle mafie. Gli intellettuali siciliani sono perciò diventati un modello del che cosa debba essere un intellettuale che vive con il popolo e a favore del popolo. Racconta la verità. Racconta la mafia. Ma non ci sono dubbi sui valori per i quali vale la pena vivere, testimoniare, morire.

18,00

DIZIONARIO ETIMOLOGICO DEL DIALETTO MANDATORICCESE

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“L’encomiabile lavoro qui presentato, frutto di un lungo periodo di raccolta, catalogazione, classificazione e riflessione permanente sulla lingua e sulla cultura della lingua, costituisce uno di quei lasciti – motivati da una passione intensa e da un’attitudine (e, direi, di una lungimiranza) intangibile – che fa dello studioso un agente di preservazione di un mondo, dei suoi affetti e dell’identità di una comunità. Ed è alla sua natia Mandatoriccio che Franco Emilio Carlino ha voluto riversare il proprio impegno, nel necessario culto della memoria, nella fatica che mira a un sovraumano sforzo di conservazione: paese caro perché patria dell’infanzia, custode delle urne degli antenati e luogo d’eterna spiritualità, fattasi esperienza individuale e collettiva. Sul crinale in cui scorre – quasi come inevitabile semicancellazione del passato –, il nostro frenetico tempo livellante e globalizzante, si manifestano, come un contrappeso, le forze di quella resistenza e conservazione di un patrimonio culturale e lessicale; e le stesse iniziative per la salvaguardia di questi beni immateriali possono essere molteplici, assumere forme e modalità inedite. Uno è certamente il modello scelto dall’A., quello di comporre un dictionnaire raisonné, strumento “aperto e accrescibile”: è questo il senso vivo e profondo dell’operazione sul dialetto, prestandosi quindi ad essere un invito a continuarne l’uso e, nel suo manifestarsi come cultura originaria mediata dalla lingua madre dialettale, esplicitarne la valenza ancora attuale, e cioè come una delle fonti della propria identità storico-culturale. Dopo circa quarant’anni di costante interesse per l’idioma del proprio paese, iniziato da giovane appassionato dei proverbi e dei “modi di dire” degli anziani, proseguito poi nell’ambito di progetti scolastici volti alla riscoperta e al riuso del dialetto in diverse occasioni e manifestazioni culturali, l’Autore dispiega il suo impegno nel suscitare l’interesse precipuo e di rendere le future generazioni edotte e “fieri della propria lingua e delle proprie origini” (come ha scritto nella dedica iniziale)”.

Dalla Prefazione di Pierpaolo Cetera

35,00

La Commenda Gerosolimitana di “San Vito” a Casalnuovo oggi Villapiana (secc. XIII-XX)

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La pubblicazione ricostruisce la storia della domus gerosolimitana di “San Vito” a Casalnuovo, oggi Villapiana (CS). La ricerca supportata da fonti d’archivio, offre un quadro rigoroso ma accessibile relativo agli ospitalieri di Casalnuovo in Val di Crati, i quali, dall’epoca angioina e per un arco temporale di circa sei secoli, hanno lasciato a Villapiana e nel suo distretto le tracce della loro “opera”. Fin dal XII secolo, accanto ad una strada pubblica, uno xenodochio “ζενοδοχειον” e successivamente un ospedale giovannita, hanno assolto la funzione di accoglienza e assistenza a beneficio dei peregrini lungo le rotte della fede. I cabrei gerosolimitani del XVII e XVIII secolo, attestano ulteriori informazioni relative alle strutture di accoglienza, tra cui figura il “luogo del pellegrino”, individuato sull’attuale Strada Regia, a valle della Chiesa di San Vito. Di notevole interesse è il capitolo dedicato agli ospizi fondati nel circondario di Villapiana risalenti tra il XII e il XVI secolo, tra cui l’ hospitalis Sancti Antonii de Stribula. La Commenda di “Sancti Viti” risulta attestata già all’epoca dei cabrei, grancia della Commenda gerosolimitana di San Giovanni di Castrovillari, cui è dedicata nel testo una sintetica relazione storico-documentaria specifica, relativa al periodo angioino. Dalle medesime fonti sono emerse notizie riguardanti l’antica Chiesa di San Vito, i confini e l’estensione della commenda, il territorio gerosolimitano di Plataci, un tempo degli ospitalieri di Casalnuovo, alcuni toponimi scomparsi, i proprietari terrieri, i feudatari del tempo e le istituzioni religiose locali. Lo studio, corredato da un’ampia appendice documentaria, rappresenta un contributo utile all’approfondimento delle conoscenze relative agli insediamenti degli ospitalieri gerosolimitani nel contesto storico del Mezzogiorno d’Italia.

20,00

After the end, there’s the ocean

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Avete presente quei film mentali che facciamo su storie inventate da noi, ma che durano pochi istanti nella nostra mente?

Ecco, questo libro è uno di quei film, ma ho impiegato tre anni a idearlo, scrivendo storie, leggendone altre… ed ecco cosa ne è uscito fuori.

After the end, there’s the ocean.

12,00

IDA MAGLI

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Una mente libera, una voce controcorrente. Ida Magli scruta l’Occidente con occhi da antropologa e cuore da ribelle. Sfida il potere, indaga il sacro e interroga la verità. Tra il Genio di Nazaret e la Madre-Donna della Croce, da antropologa cerca l’anima nascosta della nostra civiltà e ne sfata convinzioni e tabù. Questo libro ne raccoglie il pensiero, la forza, il dubbio. Un omaggio a chi ha osato pensare oltre i confini.

15,00

Fata morgana 55- Tempo

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Il numero 55 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Tempo”. Il numero si apre con una conversazione con il celebre regista ungherese Béla Tarr, a cura di Daniela Angelucci e Bruno Roberti. La riflessione sul tempo ha da sempre rivestito un ruolo centrale, creando polarità e assumendo forme sempre nuove. Chronos e kairós, circolarità e linearità, continuità e interruzione: sono solo alcune delle costellazioni di senso del tempo. Il cinema per sua stessa essenza si radica nell’esperienza temporale, ampliando così enormemente l’orizzonte della riflessione sul senso del tempo e sul significato della temporalità. Il cinema fa così emergere le diverse forme in cui si manifesta questo lavoro sul tempo: come sperimentazione della durata, come messa in questione dell’ordine cronologico del racconto, come possibilità di mostrare il senso, e il non-senso, della vita a partire dal limite estremo della morte.
Tra gli autori che compongono il numero: Roberto De Gaetano (La chimera o dell’imperituro), Felice Cimatti (Il tempo nel tempo: Magia lucana di Di Gianni), Roberto Revello (I cristalli di tempo della hikāyat nel cinema di Kiarostami). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Another Year di Mike Leigh, Enter the Void di Noé, The Tree of Life di Malick, Boyhood di Linklater.

 

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

La realtà è quadrata

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Questo volume raccoglie i saggi dedicati da Marcello Walter Bruno a cinema e fotografia, pubblicati sulle riviste “Fata Morgana” e “Fata Morgana Web”. Bruno ha partecipato alla fondazione di entrambe le riviste, ed è stato costante parte attiva attraverso condivisione di idee e scrittura di testi. L’organizzazione dei saggi in due macro-sezioni – “Pensare il cinema” e “Pensare la fotografia” – e la loro successione cronologica dal 2006 al 2022, mostrano in che modo la scrittura di Bruno sia innanzitutto un’attività di pensiero sull’immagine ma anche in che modo la sua riflessione articolata e profonda metta in luce i legami tra cinema e fotografia configurandosi come una vera e propria teoria delle immagini tecniche nell’ambito dell’audiovisivo.

Fascia di prezzo: da €12,99 a €25,00
ebook - cartaceo

Sole nero su San Giovanni in Fiore

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Calabria, 1925. Una giovane maestra piena di ideali. Una terra selvaggia che non fa sconti. Un amore proibito per l’uomo che incarna il potere spietato del fascismo. Quando la protesta disperata di un popolo affamato viene soffocata in un bagno di sangue, la verità viene sepolta sotto una coltre di menzogne. Margherita Bilotti è l’unica testimone. Ma parlare significa sfidare l’uomo che le ha rubato il cuore; tacere, però, la renderebbe complice. Sole Nero su San Giovanni in Fiore è la storia di una strage dimenticata e del coraggio necessario per far trionfare la verità. Un romanzo potente e necessario che vi chiederà da che parte state, quando la memoria diventa l’ultimo atto di resistenza.

16,00

La strada di allora

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Vincenzo Guerrisi Parlà (1925-2010) La strada di allora – Il mio tempio – Momenti – Il canestro. Il dire, il fare, l’essere, di Vincenzo Guerrisi Parlà è sostenuto da una “Grande storia” che iniziava su “la strada di allora” che lui percorreva ogni mattina per raggiungere, da Bovalino, la scuola elementare di San Luca, che lo vedeva nel 1948, a 23 anni, al suo primo incarico annuale come maestro; 28 chilometri divisi tra andata e ritorno. Quella strada, che diventa racconto, poesia eterna, tracciava il percorso, l’inizio della sua straordinaria avventura, quale prezioso scrigno di esperienze umane, amore verso gli alunni, immersione totale nella sfolgorante natura che ogni mattina si presentava ai suoi occhi. È su quella “strada” che poi prosegue verso altre sedi scolastiche rurali ed infine nella sede di Bovalino, che Guerrisi iniziava a edificare il suo “TEMPIO” “la Scuola” e a dare signi- ficazione alla propria esistenza, e opere letterarie, dove i valori più elevati di giustizia sociale onestà e fratellanza già insiti in lui, costituivano la spinta emotiva nell’assolvimento del suo compito di maestro, di educatore, di cittadino, di poeta. (Avv. Marinella Guerrisi)

25,00

Oltre la filosofia dell’ovvio

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Saggio introduttivo e cura di Marilena Cavallo

Con contributi di

Micol Bruni

 

Andare “oltre l’OVVIO” diventa una sfida al banale, al superficiale, una esplorazione filosofica che innanzitutto rifiuta la seduzione delle apparenze, per intravedere le molteplici sfumature della realtà. Manlio Sgalambro è “oltre l’ovvio”, si pone in cammino attraverso i più scomodi sentieri del pensiero, affascinato dai filosofi che hanno messo in discussione la natura fissa del nostro mondo, scavando in profondità. Lo avvincono l’eterna trasformazione di Eraclito, la realtà della volontà in Schopenhauer, il rovesciamento dei valori di Nietzsche e l’individualità esistenziale di Kierkegaard. Tutto scorre e l’apparenza di staticità è un’illusione. (Marilena Cavallo)

Maria Grazia Destratis

Tonino Filomena

15,00

Giornale di Storia Contemporanea 1-/2025

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Alla scoperta dell’Ucraina: 2022-2024 – Giulia Lami

The Russian Invasion of Ukraine: Perspectives from South America -Diego Repenning López-Martín Baña

“Zeitenwende”? How the Russian Invasion Transformed German Historical Research on Russia and Ukraine – Niklas Platzer

Premessa: il ritorno della guerra totale, la riflessione di un militare di professione e la Storia – Marco Di Giovanni

Lezioni della Guerra in Ucraina – Orio Giorgio Stirpe

Note – Il fronte economico della guerra in Ucraina – Giovanni Cadioli

SAGGI

Il racconto della televisione. Fascismo e Antifascismo nei programmi Rai: forme e temi, un excursus – Marco Bernardi

«Amicus Amico». Appunti in margine alle lettere di Benedetto Croce a Giovanni Gentile – Antonio Carrannante

Note – Alfonso Danesi: un sovversivo alle terme – Donato D’Urso

 

RECENSIONI

Fascia di prezzo: da €12,00 a €20,00
ebook - cartaceo

L’Accordo di Villa Madama (1984-2024)

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I contributi della X Giornata di Studi beneventana offrono una panoramica ragionata sulle prospettive dello strumento concordatario, a quarant’anni dall’Accordo di Villa Madama. L’attenzione è focalizzata sulle principali questioni che hanno interessato nel tempo le dinamiche dei rapporti dello Stato italiano con le confessioni religiose: la disciplina degli enti ecclesiastico-religiosi, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, il diritto internazionale, gli impegni concernenti gli ecclesiastici, il matrimonio concordatario e l’otto per mille. Emerge, nel complesso, come il principio della sana cooperatio abbia dimostrato capacità di adattamento alle evoluzioni e ai cambiamenti storici, politici e normativi italiani a beneficio del rafforzamento della reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo ed il bene del Paese.

16,00

47 – La tutela del diritto di libertà religiosa nell’era dell’intelligenza artificiale

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L’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sul fenomeno religioso è tutt’altro che trascurabile. Oltre che sugli stessi diritti confessionali e sui tradizionali sistemi di consulenza giuridico-religiosa, il sempre più massivo impiego delle tecnologie algoritmiche pone, infatti, nuove esigenze di tutela del diritto di libertà religiosa, insidiato dalla proliferazione di inedite forme di discriminazione di matrice algoritmica. Accanto all’operatività del diritto antidiscriminatorio di derivazione euro-unitaria, il lavoro si sofferma sull’incidenza degli strumenti normativi che il Digital Services Act e l’AI Act introducono contro i possibili effetti distorsivi e discriminatori generati dai sistemi algoritmici. L’ancoraggio ai principi etici della responsabilità e della sorveglianza umana, alla cui elaborazione hanno contribuito fattivamente anche le confessioni religiose, si è tradotto, pertanto, nella previsione normativa di un “diritto alla spiegazione” della decisione automatizzata che, insieme ai doveri di trasparenza, funge da significativo argine contro il rischio che l’identità religiosa della persona, e in particolare del lavoratore, possa rappresentare, anche nell’era dell’intelligenza artificiale, un fattore di grave vulnerabilità.

18,00

Giuseppe Serio

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Il testo celebra in modo sincero, affettuoso e per niente retorico la memoria di Giuseppe Serio, che ci ha lasciato dopo una vita lunga, fruttuosa e per molti aspetti fuori dall’ordinario. Questo lavoro nasce dal contributo e dal lavoro generoso di più persone, tra i familiari e gli amici di lunga data, uniti in quella bella avventura intellettuale e umana che era stata la Fondazione Gianfrancesco Serio prima e l’Associazione Gianfrancesco Serio successivamente. Abbiamo sentito il dovere di raccogliere quanto trovato, letto e custodito finora nella forma di appunti per un’autobiografia, una sorta di diario di viaggio della sua vita, a cui si era dedicato negli ultimi anni e che egli stesso aveva intitolato “L’uomo, l’impegno, l’amore per la vita” e di offrirlo come testamento sociale atto a diffondere il messaggio rappresentato dalla vita di Giuseppe Serio, dai suoi scritti e dalla sua azione in quella comunità di cui lui si sentiva grande sostenitore e fautore attivo per una sua evoluzione. Abbiamo così raccolto il suo testimone e rinnovato il nostro impegno a passarlo soprattutto alle nuove generazioni, anche attraverso queste pagine che riportano le sue parole ma soprattutto il suo esempio di uomo, di cittadino, di intellettuale che mai si è arreso e che fino all’ultimo ha avuto l’utopia come proprio orizzonte esistenziale, sorretta dalla ragione e dalla fede cristiana.

15,00

Ester America

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Questa volta c’è un suono in più. Leggere il libro di Grazia Fasanella è stato come puntare, ad occhi chiusi, il dito al cielo, attraversare l’universo per andare ad abbracciare una stella. È un biglietto di andata verso il passato, che poi tanto passato non è! Una storia di orrori, errori, sentimenti profondi di amicizia, compassione, solitudine, vergogna, che ti entrano nelle ossa attraverso la pelle. Suoni e immagini, raccontate con vigore e grazia, tormento e sollievo, un viaggio catartico dal passato al presente, di una vita che appartiene a tutti, a ciascuno di noi. Apro gli occhi, è stato come girare in una bussola intorno al mondo, pieno di tutto ed oggi so che tutto può succedere. A nord Napoli, a Sud Cosenza, a Ovest l’America, a Est il cuore. Mi risveglio, ho i pugni chiusi: nella mano destra stringo un biglietto, nella sinistra ho dei confetti pronti per essere lanciati verso il sole. Ester America, la storia di una donna, un inno alla vita, cantato con veemenza, un suono nuovo, tintinnio di campane a festa. Perché la vita è così, difficile, complicata, un battito di ali ma, Dio mio, com’è bella questa vita! Aurora Oliverio

14,00

MAURIZIO CUCCHI Stile e umanità di un poeta flâneur

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Maurizio Cucchi ci propone una poesia ipotattica che si addentra in vie non frequentate, in scenari che inducono a nuove interrogazioni, oltre che riconoscere «un tempo incerto, / trasognato», un tempo di segreti, di «silenzioso oblio», come rimarca in alcuni suoi versi ove si interfaccia con il nesso sogno-veglia. Sono inedite tracce, sono incroci fondanti di un ulteriore sentire, come quello rivelato dallo stesso autore, attraverso i versi di Saba, da lui inseriti in una sua poesia: «Parole, / dove il cuore dell’uomo si specchiava / – nudo e sorpreso – alle origini». Versi che potrebbero essere l’incipit da cui partire per inquadrare il lavoro del poeta milanese, perché effettivamente il tema dell’origine diviene il centro della sua ricerca, proposto a più riprese e su varie linee, che si fa via via riflessione, allo stesso tempo “indagatrice” sofferta, sulla propria vita. T.B.

13,00

Tracce di futuro

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C’è un uomo che viaggia in treno. Non se ne conosce il nome. L’autrice non lo svela. Ma è un disabile in carrozzina che solo nei vagoni, seduto come tutti, si sente eguale agli altri. Guarda fuori dal finestrino i paesaggi che scorrono durante il percorso, poi sposta lo sguardo dentro e osserva le vite intorno: donne, uomini, bambini, famiglie con le loro difficoltà. E capisce che la sua fisicità colpita lo rende solo apparentemente diverso. Lui più di tanti ha colto alcune sfumature esistenziali nate da un disagio trasformato in opportunità. “Ma è davvero la normalità il traguardo umano? Forse no – scrive Filippo Mancuso nella prefazione – si può andare avanti e oltre, partendo da uno svantaggio iniziale. Si può essere migliori dopo essere additati come diversi. L’essenziale è spezzare i pregiudizi che si manifestano, a volte con sguardi invadenti altre di apparente indifferenza”. “I treni – continua Daniela Rabia nella nota finale – sono diversi e simili ai libri: ti portano in un luogo certo e annunciato mentre stai seduto. Quando leggi, invece, arrivi in un posto inimmaginabile stando seduto”. Un romanzo dai contenuti forti e dai risvolti impensabili che accende il cuore dei lettori e li trasporta in un altrove immaginato e reale per poi farli tornare nella quotidianità con una consapevolezza nuova: la fuga è una resa in parte. Che presenta un conto nel tempo: quello che abbiamo perso scappando. Mi fermo, il prossimo treno che prenderò sarà per viaggiare. Davvero.

15,00

Il dovere della memoria

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La storia italiana da oltre un secolo e mezzo è caratterizzata dalla presenza della mafia. Un fenomeno che inizialmente aveva messo radici soltanto in alcune regioni del Sud, ma che con il passare del tempo si è esteso progressivamente su tutto il territorio nazionale seguendo la “linea della palma”, metafora utilizzata da Leonardo Sciascia per spiegare la sua salita al Nord. La mafia nella sua continua e inarrestabile ascesa non solo non ha incontrato particolari resistenze, ma ha trovato porte aperte nei territori in cui si è insediata. Da decenni ormai è presente in tutte le regioni italiane, dalla più piccola alla più grande, con un radicamento sempre più capillare e con ramificazioni a livello internazionale. Il motivo per cui la mafia non è stata sconfitta in un arco di tempo così lungo, è perché essa non costituisce un’organizzazione di natura delinquenziale in perenne conflitto con lo Stato. La sua strategia più che allo scontro mira alla ricerca di connivenze e complicità con il potere a tutti i livelli. Si spiega così il vasto e solido reticolo di relazioni che intrattiene con esponenti della politica, della pubblica amministrazione, dell’economia, della finanza, delle professioni, coinvolgendoli nelle sue numerose e diffuse attività, creando una commistione tra interessi legali e illegali. (Dall’introduzione)

20,00

L’ultimo carme

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È giugno a Palmi. Nell’insopportabile afa di un caldo già estivo, il luogotenente Calabrò, che sta affrontando un periodo molto difficile della sua vita tra rimpianti e forse rassegnazione, si ritrova in mezzo a una serie di eventi, aggrovigliati come inestricabile matassa, che mettono a dura prova la sua resistenza fisica e psicologica. Affiancato dai suoi due giovani sottoposti e sostenuto, dietro le quinte, da una giovane ma risoluta capitana, risolverà i misteri legati agli annegamenti e agli strani omicidi accaduti e scioglierà i dubbi sul proprio futuro, in un racconto serrato intriso di ricordi personali, colti richiami letterari ma, soprattutto, amore sconfinato e nostalgia per la sua terra. Una terra che appare, ancora una volta, offesa dall’insipienza e dalle miserie umane, in spregio alla sua spettacolare e maledetta bellezza.

16,00

La bambina che guardava il mare

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I personaggi del paese tornano a nuova vita: il postino, il pescivendolo, l’artigiano, il prete mentre si raccontano particolari al giorno d’oggi impensabili. Andare ad approvvigiornarsi dell’acqua con le “cucume” lontano dall’abitazione, preparare le conserve, lavorare la terra, badare agli animali e tanti altri cenni e approfondimenti su un mondo scomparso che dove abitava Rosa era ancor più difficile che altrove. Il lettore che si immergerà in questo libro scoprirà un universo scomparso ma raccontato con passione e sentimento non disgiunti da una sana e onesta obbiettività, con una prosa interessante, scorrevole, coinvolgente. dalla Prefazione di Luigi Bilotto

15,00

Le forme della composizione

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 Incontriamo spesso cose, nei film, che anche a distanza di tempo non smettiamo di ricordare. Sono immagini e suoni che lasciano segni nella nostra esperienza di spettatori. A volte ci capita di ricordare momenti di un film perché in essi riconosciamo i suoi pensieri profondi. Perché in quei momenti il film raccoglie ciò che informa o governa o muove il suo intero lavoro, le sue principali costruzioni, i suoi più importanti obiettivi. E i più stratificati nodi di senso che in esso hanno corso. Si tratta di passaggi di massima intensità formativa che la scrittura filmica è già sempre capace di modellare. Questo libro si occupa proprio di questi passaggi e li osserva accanto o in relazione a una pratica formativa eccezionalmente frequente nei film, che è quella di attivare processi di ripetizione. Con regolarità, i film ripetono gesti, azioni, situazioni, temi e motivi, immagini, suoni e ripetendoli, e variandoli, tessono punto a punto i propri discorsi. Ma i passaggi di massima intensità formativa di un film – che nel volume vengono indicati come le sue zone di incandescenza -, così come le dinamiche di ripetizione che in esso hanno posto, possono essere definiti solo in relazione a tutto quello che il film fa, all’intero insieme delle sue elaborazioni. È per questo che studiare gli uni e le altre significa confrontarsi con la composizione filmica tout court, con i modi in cui si realizza, con i processi che attiva. In questo senso, i due plessi di problemi appena evocati non sono che un punto di osservazione determinato attraverso il quale provare a interrogare, nella loro esemplare ricchezza, le forme della composizione cinematografica. È quanto si propone di fare questo libro, in cui agiscono, in modi differenti, motivi di pensiero ejzenštejniani e articolati confronti con opere dovute ad autori molto diversi tra loro, da Barnet a Donen e Kelly, da Lattuada a Varda, da Pasolini a Truffaut, da Kieślowski a Martone, da Novikova a Folman, da Eastwood a Godard.

20,00

“Con l’utopia nelle vene e il diamante nel cervello” nel ventennale della scomparsa di Antonio Piromalli (1920-2003) insigne critico letterario, scrittore, poeta, docente universitario

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A cura di Antonio D’Elia

Gli Atti del Convegno [tenutosi a Maropati – Reggio Calabria – il 7 giugno 2023] dal titolo: “Con l’utopia nelle vene e il diamante nel cervello” nel ventennale della scomparsa di Antonio Piromalli (1920-2003) insigne critico letterario, scrittore, poeta, docente universitario, Convegno promosso dalla Fondazione Fortunato Seminara, raccolti in questo volume, costituiscono un tassello importante funzionale ad allestire in modo più approfondito il percorso esegetico (venuto a formarsi nel corso degli anni) sul critico di Maropati. La spinta propulsiva di celebrare i venti anni dalla scomparsa (2003-2023) di Antonio Piromalli (Maropati, 3 settembre 1920 – Polistena, 7 giugno 2003) viene dalla considerazione […] di offrire uno sguardo aggiuntivo all’impegno analitico [militante] di una delle figure più rilevanti della storia [letteraria e non solo] dell’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri [anche sotto il profilo di importante polemista e poeta] e senz’altro sull’opera del maggiore storico e critico della letteratura calabrese. (dal saggio introduttivo di Antonio D’Elia)

18,00

46 – La pastorale sulla pace in Europa secondo la Conferenza episcopale tedesca

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«Pace a questa casa» (2024) è il documento con cui l’episcopato tedesco ha inteso promuovere una pastorale sulla pace negli attuali inquietanti scenari geopolitici mondiali che denunciano, nei rapporti internazionali, un transito incompiuto dal sistema westfalico a quello della Carta delle Nazioni Unite. Se ne offre qui un’interpretazione interdisciplinare che interpella filosofia, diritto, teologia ma anche i settori di economia, sociologia, politica, ecologia, tanto articolato e complesso appare l’orizzonte tematico oggetto delle riflessioni poste sul tappeto dai Vescovi tedeschi. Punto di equilibrio materiale dell’esposizione è la polarità guerra-pace, attorno alla quale si dipanano ulteriori chiavi di lettura, tra le quali, nel quadro del criterio di proceduralità consensuale, un prioritario ruolo è svolto dalla pastorale nelle sue polimorfe estensioni organizzative e giuridico-ecclesiologiche.

30,00

Tommaso Campanella, i Rosacroce e l’estasi filosofica

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Prefazione di Francesco Sorgiovanni Errigo

Questa pubblicazione tratta, per la prima volta, in modo specifico e approfondito, almeno per quanto riguarda gli studiosi del domenicano, il pensiero che Tommaso Campanella ebbe in merito alla Fratellanza dei Rosacroce, all’esoterismo e all’ermetismo. L’autore – che ha già dato alle stampe vari testi sul frate – espone argomenti e tematiche, che devono essere necessariamente integrati, sul cenacolo di Tubinga (l’«augusta confraternita», formata dai cosiddetti Illuminati, nata in Germania tra il 1602 e il 1610), su Ermete Trismegisto, «il tre volte grande», filosofo, sacerdote e legislatore, e sull’opera La pratica dell’estasi filosofica, che lo Stilese scrisse per ‘raggiungere’ il centro primordiale di ogni cosa, l’unione tra macrocosmo e microcosmo, in cui ogni individuo diventa un magnum miraculum e può acquisire la conoscenza delle scienze più segrete, tra cui l’alchimia, attraverso la quale si poteva creare la trasmutazione dell’essere umano. La Pratica venne attribuita in un primo tempo a Giordano Bruno, ma fu lo studioso Alessandro D’Ancona, nel 1854, ad assegnarla a Campanella, che, a parere dell’esoterista statunitense Arthur Edward Waite, fu uno dei più apprezzati fondatori dei Rosacroce, contrariamente a quanto afferma il tedesco Richard Kienast, secondo il quale il domenicano avrebbe solo influenzato i Superiori Sconosciuti. Nel testo di Claudio Stillitano sono menzionate le teorie della città eliaca e della ierocrazia universale, con al vertice il papa, attorno al quale dovevano congregarsi le maggiori potenze (la Spagna o la Francia), i principi e ogni Stato che aborriva il concetto di unità. Per molto tempo – ricorda Campanella in una introduzione insolita – «sono stato in bilico tra queste due strade estreme, ma la mia scelta preferita è stata sempre la Città del Sole, retta dalla natura, dalla ragione e dagli influssi degli astri». La Città è un’opera in cui il filosofo ha enunciato conquiste impensabili per quell’epoca: la divisione dei poteri, la giustizia sociale, l’emancipazione femminile, l’assenza delle carceri e il rispetto della dignità umana. Nella pubblicazione si fa menzione inoltre delle torture subite dal frate ad opera del Tribunale dell’Inquisizione (trascorse 33 anni in carcere, 27 continuativi e 6 in modo differito), di Aneddoti rilevanti e significativi, a cui seguono la Cronologia della vita e delle opere e un’appropriata e ampia Bibliografia.

15,00

L’arcobaleno di Marisol

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L’arcobaleno di Marisol è la storia di una bambina di cinque anni di St. Anneau, un paese della Francia meridionale. Un giorno di aprile, viene giù di colpo dallo scivolo dell’asilo. Una caduta apparentemente banale, una come tante per i bambini della sua età. Quella caduta, invece, segna un confine. L’arcobaleno di Marisol è il racconto di un padre, Daniel Galeotier, che, dal giorno in cui la figlia viene divelta dalla sua quotidianità, sperimenta una lacerazione intima, una rivisitazione di sé stesso, un conflitto con la propria fede. Daniel si frange in una galleria di personaggi, in gran parte femminili, che incrocia sul proprio percorso di speranza e di sofferenza. Ognuno di loro, ciascuno a modo suo e, forse, senza neppure saperlo, si fa custode di un pezzo dell’amore di una madre. Quel sentimento unico e universale che anima, sino alla profondità delle sue fibre, Martine Luxon, la mamma di Marisol. Nello sfondo, Nanette Garillon, la deliziosa e anziana fioraia che Daniel conosce da quando è bambino. Nanette Garillon, assiepata fra i colori dei suoi foulard, è un po’ oracolo e un po’ provvidenza. Compare e scompare per venirci a dire che ogni morte, in fondo, nasconde un amore senza fine. Quello di un arcobaleno senza pioggia. L’arcobaleno di Marisol.

16,00