Libri
Fata morgana 58 Libertà
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La libertà costituisce un tema di grande importanza per il cinema, come per tutte le arti, specialmente quelle vocate a raccontare direttamente la realtà, toccando eventi storici, visioni morali e ideologie politiche. Ma la libertà riguarda anche più radicalmente la stessa condizione ontologica dell’uomo, che o è libero o non è.
Il fascicolo tocca il tema della libertà d’espressione, richiamando più in generale il principio dell’illegittimità di una intromissione ingiustificata del potere politico o religioso nelle opinioni e nelle azioni dei singoli cittadini, sia il tema dell’essere dell’uomo costitutivamente libero. Di questa libertà costitutiva l’arte è una delle forme massime d’espressione.
Il cinema e le arti in genere sono stati attraversati, per tutto il corso del Novecento fino a oggi, dal richiamo alla dimensione etica e politica della libertà, che riguarda sia l’individuo sia i popoli.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Il destino della libertà), Dario Cecchi (Cosa può un’immagine? Sul cinema politico contemporaneo), Alessandro Bertinetto (Libertà estetica e improvvisazione), Samuel Antichi (Liberare le immagini: Recollection di Kamal Aljafari) e Luca Venzi (Tre colori – Film Blu: cromofonia del sentire) e poi saggi, tra gli altri, su libertà e giustizia nella serialità true crime e su film che raccontano il contemporaneo come l’iraniano Ahlaam di Mohamed Al-Daradji.
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MARIO CASALINUOVO il giurista, il politico
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…Mario era un galantuomo d’altri tempi. E come tale guardava al mondo. Alle cose. Agli uomini. Avrebbe potuto scalare le vette più alte della politica e, soprattutto, del potere, molto più di quanto non gli sia riuscito per meriti da tutti riconosciuti, se solo avesse voluto; sarebbe stato capace di “consigliare”, per non dire di imporre decisioni e scelte che, invece, la sua statura morale gli imponeva di lasciare – spesso rimanendo deluso, ma senza perdere la speranza nella capacità degli uomini di migliorarsi – alle “regole del gioco”, che rispettava ma nelle quali spesso faticava a riconoscersi. L’ho considerato sempre un punto di riferimento, anche riguardo alle politiche del Mezzogiorno, nelle cui potenzialità credeva convintamente, auspicando azioni efficaci ed iniziative concrete che potessero favorirne il rilancio e lo sviluppo. Obiettivi che pose sempre al centro dell’attenzione e che sottolineò con forza anche quando occupò lo scranno di primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, dal 1970 al 1973. La sua nomina a sottosegretario ai Lavori pubblici prima e a ministro dei Trasporti dopo, tra il 1981 il 1983, fu un segnale positivo agli occhi dei cittadini calabresi, ma non solo, e contribuì ad alimentare una maggiore fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della politica. Fu un bene averlo tra i banchi del Governo, dove diede testimonianza di affidabilità e di impareggiabile comportamento, apprezzati da tutti. Considerazione altissima di cui godette anche nel Psi, dove non si iscrisse mai ad alcuna “tifoseria” animato com’era da una nobile passione politica e riuscendo sempre a coniugare l’interesse del partito e il senso dello Stato. Ecco perché considero questo volume un omaggio ad un galantuomo che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato e delle sue idee. Un esempio imperituro di correttezza, capacità ed onestà etica ed intellettuale cui soprattutto le nuove generazioni, così come molti di noi hanno fatto, possono guardare fiduciosi ricevendo risposte credibili di fronte ai problemi del nostro tempo. (dalla Presentazione di Salvo Andò)
Fata morgana 57
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Il numero 57 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Romanzesco”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Roberto Andò, tra i più interessanti registi contemporanei di cinema e teatro nonché romanziere.
Il romanzesco va ben oltre una categoria meramente letteraria. La forma romanzesca, costituendo una modalità “moderna” e “democratica” di racconto, non soggetta alla gerarchizzazione delle forme e dei temi tipici dei generi classici, tragedia e commedia, è capace di reinventare il mondo al di là della forma dell’azione e della logica dell’intreccio, metabolizzando elementi diversi e dando loro una forma non prevedibilmente codificata. Il romanzesco riguarda profondamente il cinema, che senza il grande romanzo dell’Ottocento non sarebbe nato. Dal Secondo dopoguerra, l’invenzione romanzesca del reale, accordandosi col cinema e approfittando del declino della rigidità codificante dei generi hollywoodiani (melodramma, noir, commedia, western ecc.), segnerà il tratto originale del neorealismo italiano e la sua capacità di contrassegnare tutta la tradizione cinematografica moderna.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Dalla necessità tragica alla contingenza romanzesca), Luca Venzi (Ellissi, frammentazione, ripetizione: “Una vita” di Stéphane Brizé), Rossella Catanese (Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza) e poi saggi, tra gli altri, sulla narrativa breve di Beppe Fenoglio, Il processo di Kafka, Francesco Rosi, Michelangelo Frammartino, Week End di Godard, Mussolini ultimo atto di Lizzani, I misteri di Lisbona di Ruiz e L’innocenza di Kore’eda.
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Controluce vol. 3
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A cura di
Rosalba Baldino, Carla Chiappini, Elena Giorgiana Mirabelli
I laboratori di scrittura creativa e autobiografica voluti dal Comune di Cosenza e realizzati dall’Associazione “LiberaMente” hanno l’obiettivo di portare la lettura e la scrittura nel carcere della città dei Bruzi creando un ponte tra “il dentro” e “il fuori”. Rappresentanti delle Istituzioni e della Chiesa, intellettuali, sindacalisti hanno recensito gli scritti dei detenuti, costruendo una rete di valori e messaggi mettendo in luce la speranza contenuta nei racconti.
Scrivere in carcere è guardare
se stessi e gli altri in “Controluce”.
Incroci di storie, vita, pensieri
tra le pagine di un libro
che trasuda realtà ed emozioni.
Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. In ricordo del Maestro
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A distanza di cinque anni dalla Sua scomparsa, per onorare la memoria del mio Maestro Mario Tedeschi sono di seguito raccolti gli interventi degli allievi e dei colleghi tenuti al Convegno “Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. Gli allievi ricordano il Maestro”, organizzato il 20 luglio 2021, ad un anno dalla Sua morte, presso l’Aula Biblioteca Guarino del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. I contributi sono pubblicati secondo l’ordine con cui i relatori hanno partecipato all’iniziativa. (Premessa di Maria d’Arienzo)
contributi di
Maria d’Arienzo
Pierluigi Consorti
Antonio Fuccillo
Paolo Di Marzio
Pietro Lo Iacono
Ahmad Gianpiero Vincenzo
Vasco Fronzoni
Paolo Stefanì
Domenico Bilotti
Patrick Valdrini
Orazio Condorelli
Gaetano Dammacco
Francesco Rossi
Salvatore Prisco
1984-2024: Concordato, intese e legislazione ecclesiastica tra passato, presente e futuro
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a cura di Maria d’Arienzo, Mario Ferrante, Fabiano Di Prima, Antonio Ingoglia, Anna Sveva Mancuso
Sono davvero lieta di dare inizio ai lavori del Convegno annuale della nostra Associazione, che si aprirà con la Tavola istituzionale cui partecipano le Socie ed i Soci investiti di incarichi di interesse ecclesiasticistico. In qualità di Presidente mi preme ribadire che il coinvolgimento dei nostri colleghi in tali ruoli è davvero motivo d’orgoglio per tutti noi, oltre che un’importante opportunità per l’affermazione delle nostre discipline. Ringrazio innanzitutto le Autorità politiche intervenute. Saluto il Presidente della Regione Siciliana, l’On.le Renato Schifani, il Sindaco della Città di Palermo, Prof. Roberto Lagalla, l’On.le Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’On.le Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia. La trasformazione in senso multiculturale e multireligioso delle società contemporanee esige, infatti, un concreto impegno della politica nell’implementazione di un dialogo costante con i gruppi religiosi al fine di meglio prevenire il rischio di emarginazione e frammentazione che si insinua, trasversalmente, nelle democrazie occidentali. (Dall’introduzione di Maria d’Arienzo)
Il partito d’azione nell’Italia liberata
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A cura di Lorenzo Coscarella e Paolo Palma
CONTRIBUTI DI
Luciano Canfora
Vittorio Cappelli
Franz Caruso
Lorenzo Coscarella
Giovanni De Luna Santi
Fedele Mattia
Gambilonghi Pino
Ippolito Armino
Katia Massara
Fulvio Mazza
Paolo Palma
Giancarlo Tartaglia
Il Partito d’azione, breve ma intensa esperienza politica nata tra guerra e dopoguerra, continua a parlare al presente come un capitolo irrisolto del Novecento. La sua vicenda, segnata dal tentativo di superare le contrapposizioni tra liberalismo e socialismo, riemerge ogni volta che la politica italiana cerca nuove vie oltre gli schemi dei partiti di massa. Proprio da questa persistenza ideale nasce il rinnovato interesse per la storia dell’azionismo e per il suo singolare radicamento nel Mezzogiorno, dove – caso raro – seppe tradursi in azione di massa, come accadde nel Cosentino dopo la Liberazione. Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Icsaic nell’ottantesimo anniversario del Congresso di Cosenza del 1944, primo appuntamento nazionale del Pd’a. Attraverso ricerche e testimonianze, il libro restituisce la complessità di una “meteora” politica che, pur scomparsa presto dalla scena, ha continuato a illuminare il dibattito civile italiano, ponendo domande ancora attuali sulla libertà, la giustizia e il senso dell’impegno politico.




















































