Libri
Fata morgana 57
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Il numero 57 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Romanzesco”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Roberto Andò, tra i più interessanti registi contemporanei di cinema e teatro nonché romanziere.
Il romanzesco va ben oltre una categoria meramente letteraria. La forma romanzesca, costituendo una modalità “moderna” e “democratica” di racconto, non soggetta alla gerarchizzazione delle forme e dei temi tipici dei generi classici, tragedia e commedia, è capace di reinventare il mondo al di là della forma dell’azione e della logica dell’intreccio, metabolizzando elementi diversi e dando loro una forma non prevedibilmente codificata. Il romanzesco riguarda profondamente il cinema, che senza il grande romanzo dell’Ottocento non sarebbe nato. Dal Secondo dopoguerra, l’invenzione romanzesca del reale, accordandosi col cinema e approfittando del declino della rigidità codificante dei generi hollywoodiani (melodramma, noir, commedia, western ecc.), segnerà il tratto originale del neorealismo italiano e la sua capacità di contrassegnare tutta la tradizione cinematografica moderna.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Dalla necessità tragica alla contingenza romanzesca), Luca Venzi (Ellissi, frammentazione, ripetizione: “Una vita” di Stéphane Brizé), Rossella Catanese (Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza) e poi saggi, tra gli altri, sulla narrativa breve di Beppe Fenoglio, Il processo di Kafka, Francesco Rosi, Michelangelo Frammartino, Week End di Godard, Mussolini ultimo atto di Lizzani, I misteri di Lisbona di Ruiz e L’innocenza di Kore’eda.
ebook - cartaceo
Controluce vol. 3
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A cura di
Rosalba Baldino, Carla Chiappini, Elena Giorgiana Mirabelli
I laboratori di scrittura creativa e autobiografica voluti dal Comune di Cosenza e realizzati dall’Associazione “LiberaMente” hanno l’obiettivo di portare la lettura e la scrittura nel carcere della città dei Bruzi creando un ponte tra “il dentro” e “il fuori”. Rappresentanti delle Istituzioni e della Chiesa, intellettuali, sindacalisti hanno recensito gli scritti dei detenuti, costruendo una rete di valori e messaggi mettendo in luce la speranza contenuta nei racconti.
Scrivere in carcere è guardare
se stessi e gli altri in “Controluce”.
Incroci di storie, vita, pensieri
tra le pagine di un libro
che trasuda realtà ed emozioni.
Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. In ricordo del Maestro
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A distanza di cinque anni dalla Sua scomparsa, per onorare la memoria del mio Maestro Mario Tedeschi sono di seguito raccolti gli interventi degli allievi e dei colleghi tenuti al Convegno “Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. Gli allievi ricordano il Maestro”, organizzato il 20 luglio 2021, ad un anno dalla Sua morte, presso l’Aula Biblioteca Guarino del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. I contributi sono pubblicati secondo l’ordine con cui i relatori hanno partecipato all’iniziativa. (Premessa di Maria d’Arienzo)
contributi di
Maria d’Arienzo
Pierluigi Consorti
Antonio Fuccillo
Paolo Di Marzio
Pietro Lo Iacono
Ahmad Gianpiero Vincenzo
Vasco Fronzoni
Paolo Stefanì
Domenico Bilotti
Patrick Valdrini
Orazio Condorelli
Gaetano Dammacco
Francesco Rossi
Salvatore Prisco
1984-2024: Concordato, intese e legislazione ecclesiastica tra passato, presente e futuro
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a cura di Maria d’Arienzo, Mario Ferrante, Fabiano Di Prima, Antonio Ingoglia, Anna Sveva Mancuso
Sono davvero lieta di dare inizio ai lavori del Convegno annuale della nostra Associazione, che si aprirà con la Tavola istituzionale cui partecipano le Socie ed i Soci investiti di incarichi di interesse ecclesiasticistico. In qualità di Presidente mi preme ribadire che il coinvolgimento dei nostri colleghi in tali ruoli è davvero motivo d’orgoglio per tutti noi, oltre che un’importante opportunità per l’affermazione delle nostre discipline. Ringrazio innanzitutto le Autorità politiche intervenute. Saluto il Presidente della Regione Siciliana, l’On.le Renato Schifani, il Sindaco della Città di Palermo, Prof. Roberto Lagalla, l’On.le Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’On.le Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia. La trasformazione in senso multiculturale e multireligioso delle società contemporanee esige, infatti, un concreto impegno della politica nell’implementazione di un dialogo costante con i gruppi religiosi al fine di meglio prevenire il rischio di emarginazione e frammentazione che si insinua, trasversalmente, nelle democrazie occidentali. (Dall’introduzione di Maria d’Arienzo)
Il partito d’azione nell’Italia liberata
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A cura di Lorenzo Coscarella e Paolo Palma
CONTRIBUTI DI
Luciano Canfora
Vittorio Cappelli
Franz Caruso
Lorenzo Coscarella
Giovanni De Luna Santi
Fedele Mattia
Gambilonghi Pino
Ippolito Armino
Katia Massara
Fulvio Mazza
Paolo Palma
Giancarlo Tartaglia
Il Partito d’azione, breve ma intensa esperienza politica nata tra guerra e dopoguerra, continua a parlare al presente come un capitolo irrisolto del Novecento. La sua vicenda, segnata dal tentativo di superare le contrapposizioni tra liberalismo e socialismo, riemerge ogni volta che la politica italiana cerca nuove vie oltre gli schemi dei partiti di massa. Proprio da questa persistenza ideale nasce il rinnovato interesse per la storia dell’azionismo e per il suo singolare radicamento nel Mezzogiorno, dove – caso raro – seppe tradursi in azione di massa, come accadde nel Cosentino dopo la Liberazione. Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Icsaic nell’ottantesimo anniversario del Congresso di Cosenza del 1944, primo appuntamento nazionale del Pd’a. Attraverso ricerche e testimonianze, il libro restituisce la complessità di una “meteora” politica che, pur scomparsa presto dalla scena, ha continuato a illuminare il dibattito civile italiano, ponendo domande ancora attuali sulla libertà, la giustizia e il senso dell’impegno politico.
Fata morgana 56
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Il numero 56 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Atmosfera”. Il numero si apre con una conversazione con uno dei più importanti studiosi sul tema, Michael Tawa, a cura di Luca Bandirali e Chiara Renna. Il concetto di atmosfera è il cuore pulsante del progetto della Nuova Estetica avviato da Gernot Böhme, volto a rilanciare una teoria della percezione che parte dall’esperienza sensibile e affettiva generata dall’incontro con il mondo circostante. L’estetica delle atmosfere permette infatti di interrogarsi sul ruolo giocato dagli elementi atmosferici nella creazione e nelle modalità in cui si esperisce un’opera. Particolarmente interessante è il caso del cinema, di un medium cioè capace di intessere profondi legami tra le tonalità affettive sprigionate da un ambiente e i personaggi che lo popolano.
Tra gli autori che compongono il numero: Denis Brotto (L’atlante delle nuvole. L’atmosfera del cinema contemporaneo) e Alessandro Canadè (Collateral e l’atmosfera del noir). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, Trenque Lauquen di Laura Citarella, Vermiglio di Maura Delpero, The Zone of Interest di Jonathan Glazer.
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Letteratura e mafia
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La Sicilia e i suoi scrittori e intellettuali hanno una caratteristica, unica al mondo per quanto attiene il rapporto con la mafia. Non si limitano, infatti, a scrivere e raccontare le mafie, ciascuno secondo le proprie visioni e modalità di scrittura – Da Sciascia a Consolo, da Rizzotto a Camilleri. Ragionano sulle mafie; discutono su ciò che scrivono gli altri intellettuali che si occupano del problema. In sostanza aprono un dibattito pubblico che consente a chiunque di capire i loro punti di vista, i giudizi che danno sui colleghi, l’idea identitaria e l’orizzonte che sognano per la Sicilia. Naturalmente una Sicilia nella quale la mafia faccia parte del passato, della memoria ma non sia più un problema di vita o di morte, di politica e di economia. Non deve esistere più una organizzazione criminale capace di seminare terrore e sangue alla quale, però, il popolo siciliano risponde senza timori e senza tremori, in maniera pacifica ma determinata e intransigente con la lotta contro. Una lotta che individua il nemico non solo nei mafiosi pungiuti, quanto anche nelle forze dello Stato colluse e alleate delle mafie, nelle forze produttive che privilegiano gli affari con la mafia rispetto ad una economia sana ma che da meno profitti. Rispetto anche ai cedimenti morali di chi si arrende ritenendo che la mafia sia imbattibile. Non va dimenticato il fatto che la veicolazione di questa immagine di onnipotenza della mafia è dovuta alle intelligenze puttane che servono mafia e potenti e per i quali la mafia è una risorsa preziosa per bloccare la crescita della democrazia in Italia e, quindi, l’applicazione dello Statuto Speciale della regione Sicilia e della Costituzione. Non è casuale che gli intellettuali debbano denunciare una strategia della menzogna presente e veicolata attraverso i mass media: che debbano denunciare e raccontare l’invenzione di una mafia positiva e benigna e debbano mettere a fuoco i veri e propri tradimenti e depistaggi, messi in atto da nuclei di potere eversivo contro la Repubblica e a favore delle mafie. Gli intellettuali siciliani sono perciò diventati un modello del che cosa debba essere un intellettuale che vive con il popolo e a favore del popolo. Racconta la verità. Racconta la mafia. Ma non ci sono dubbi sui valori per i quali vale la pena vivere, testimoniare, morire.
Fata morgana 55- Tempo
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Il numero 55 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Tempo”. Il numero si apre con una conversazione con il celebre regista ungherese Béla Tarr, a cura di Daniela Angelucci e Bruno Roberti. La riflessione sul tempo ha da sempre rivestito un ruolo centrale, creando polarità e assumendo forme sempre nuove. Chronos e kairós, circolarità e linearità, continuità e interruzione: sono solo alcune delle costellazioni di senso del tempo. Il cinema per sua stessa essenza si radica nell’esperienza temporale, ampliando così enormemente l’orizzonte della riflessione sul senso del tempo e sul significato della temporalità. Il cinema fa così emergere le diverse forme in cui si manifesta questo lavoro sul tempo: come sperimentazione della durata, come messa in questione dell’ordine cronologico del racconto, come possibilità di mostrare il senso, e il non-senso, della vita a partire dal limite estremo della morte.
Tra gli autori che compongono il numero: Roberto De Gaetano (La chimera o dell’imperituro), Felice Cimatti (Il tempo nel tempo: Magia lucana di Di Gianni), Roberto Revello (I cristalli di tempo della hikāyat nel cinema di Kiarostami). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Another Year di Mike Leigh, Enter the Void di Noé, The Tree of Life di Malick, Boyhood di Linklater.
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Giornale di Storia Contemporanea 1-/2025
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Alla scoperta dell’Ucraina: 2022-2024 – Giulia Lami
The Russian Invasion of Ukraine: Perspectives from South America -Diego Repenning López-Martín Baña
“Zeitenwende”? How the Russian Invasion Transformed German Historical Research on Russia and Ukraine – Niklas Platzer
Premessa: il ritorno della guerra totale, la riflessione di un militare di professione e la Storia – Marco Di Giovanni
Lezioni della Guerra in Ucraina – Orio Giorgio Stirpe
Note – Il fronte economico della guerra in Ucraina – Giovanni Cadioli
SAGGI
Il racconto della televisione. Fascismo e Antifascismo nei programmi Rai: forme e temi, un excursus – Marco Bernardi
«Amicus Amico». Appunti in margine alle lettere di Benedetto Croce a Giovanni Gentile – Antonio Carrannante
Note – Alfonso Danesi: un sovversivo alle terme – Donato D’Urso
RECENSIONI
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L’Accordo di Villa Madama (1984-2024)
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I contributi della X Giornata di Studi beneventana offrono una panoramica ragionata sulle prospettive dello strumento concordatario, a quarant’anni dall’Accordo di Villa Madama. L’attenzione è focalizzata sulle principali questioni che hanno interessato nel tempo le dinamiche dei rapporti dello Stato italiano con le confessioni religiose: la disciplina degli enti ecclesiastico-religiosi, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, il diritto internazionale, gli impegni concernenti gli ecclesiastici, il matrimonio concordatario e l’otto per mille. Emerge, nel complesso, come il principio della sana cooperatio abbia dimostrato capacità di adattamento alle evoluzioni e ai cambiamenti storici, politici e normativi italiani a beneficio del rafforzamento della reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo ed il bene del Paese.

















































