Libri

Il lungo Risorgimento (1796-1948)

[wc-ps]

Scegliere la chiave di lettura del Lungo Risorgimento significa suggerire una prospettiva storica che punta a individuare i valori che formano l’identità politica e culturale di un popolo. Significa recuperare il tempo e lo spazio di secoli e di millenni che creano attraverso continuità e rotture una civilizzazione. Significa cogliere di questa civilizzazione il momento in cui il bisogno di unità all’interno di un unico Stato diventa irresistibile per coloro i quali avvertono i mutamenti epocali connessi alla nascita e alla maturazione di un qualcosa che rompe i confini tradizionali e annuncia l’alba di un nuovo mondo.

20,00

Antonio Ritacca

[wc-ps]

Flora Maria Ritacca, docente di scuola secondaria superiore, esordisce con questo suo primo libro, nato dall’amore per la scrittura e dal desiderio di raccontare emozioni autentiche. Attraverso queste pagine dà voce ai legami familiari, ai sogni, alle fragilità e alla forza che si nasconde nei momenti più difficili. Un racconto intenso e profondamente sentito, dedicato al fratello, figura preziosa e fonte d’ispirazione profonda.

14,00

La vendetta dell’asina

[wc-ps]

Cosa resta di noi quando il presente ci tradisce? Sue Mecray ha perso tutto: il lavoro a Chicago e la fiducia nel futuro. Per guarire, decide di aggrapparsi a uno dei pochi punti fermi rimasti, il nome di una donna mai conosciuta: la sua bisnonna Maria Miennula. Dall’altra parte dell’oceano, lo scrittore Domenico Controvento diventa la sua guida oltre la nebbia del tempo. Ma attraversare il «fiume della Memoria» non è un viaggio innocuo. Negli archivi di un Sud Italia arcaico, il traghettatore scoprirà che la storia di Maria non è fatta solo di nostalgia, ma anche di soprusi che attendono da generazioni che qualcuno ne sveli le trame.

14,00

Fuga dall’inferno

[wc-ps]

La potenza della cultura. Questo libro racconta la trasformazione di un uomo ingoiato dalle spire della violenza, responsabile di gravi delitti che riscopre la parte migliore di se stesso e l’impor- tanza del rispetto dellla vita attraverso la lettura di grandi autori. Gianfranco Ruà, condannato all’ergastolo con sentenze definitive, viaggia durante 31 anni di detenzione nel mondo della letteratura e della poesia facendo i conti con le sue colpe e comprendendo gli errori compiuti. Versi e pensieri lo curano e guariscono riportandolo verso la luce. Goethe, Kafka, Ariosto, Tasso, Milton, Proust, Spinoza, Goleman, Mezirow, Epitteto, Schopenhauer diventano i suoi inseparabili amici. L’amore per la conoscenza spinge Ruà a studiare e a laurearsi con il massimo dei voti nell’università di Parma. La sua storia potrà servire a cambiare le esistenze di molte altre persone.

14,00

#iodamorenonmuoio II edizione

[wc-ps]

Le donne nella storia. Donne geniali, donne vittime, donne ribelli che hanno caratterizzato la vita del mondo: Ipazia di Alessandria, Olympe de Gouges, Giovanna d’Arco, Beatrice Cenci, Isabella Morra, Artemisia Gentileschi, Francesca La Gamba, Angelica Balabanoff, Margherita Sarfatti, Anna Kuliscioff, Ada Negri, Oriana Fallaci, Franca Rame, Sibilla Aleramo. E, poi, donne assassinate da uomini brutali: Roberta Lanzino, Maria Rosaria Sessa, Fabiana Luzzi. Madri uccise dai figli: Patrizia Schettini e Patrizia Crivellaro. Infine donne capaci di ribellarsi alla ’ndrangheta come Giuseppa Mercuri e Maria Concetta Cacciola. Eppoi le sconosciute, le donne straniere rese schiave, costrette a prostituirsi per le strade della Calabria. Questo libro è un lungo viaggio nell’universo femminile compiuto tra la letteratura e la cronaca per aiutare a comprendere le devianze criminali e sub-culturali che hanno determinato i femminicidi nel corso dei secoli.

15,00

Scusa

[wc-ps]

“Ognuno di noi è un intero, forse ci vuole la maturità dell’età per comprendere che ognuno è una mela intera e si completa da solo, basta a volte concentrarci su noi stessi per trovare quella pienezza che è già dentro di noi.”

12,00

Temesa jonica

[wc-ps]

Un viaggio affascinante tra storia, mito e ricerca appassionata. Dal 1975, anno del suo arrivo a Malvito, l’autore ha dedicato decenni di studio a riportare alla luce le radici più profonde di un territorio avvolto per secoli nell’ombra dell’oblio. Attraverso indagini storiche, fonti dimenticate e un’instancabile curiosità, emerge una nuova lettura della misteriosa Temesa, città leggendaria della Magna Grecia. Esistevano davvero due Temesa? Dove sorgevano? Quale ruolo ebbero le miniere della Valle dell’Esaro e le influenze di Sibari e Crotone? In queste pagine prende forma una ricostruzione audace e documentata, capace di sfidare convinzioni consolidate e aprire nuovi scenari sulla storia della Calabria antica.

13,00

Il cervello nel pallone

[wc-ps]

..Già dalla fine del secolo scorso gli studi scientifici avevano confermato l’insorgenza precoce di alcune malattie neurodegenerative come il Parkinson in atleti che avevano praticatola boxe e gli altri sport da combattimento (i casi di Mohammed Ali e di altri pugili famosi sono ormai negli annali sportivi). Quindi la mia attenzione si è spostata prevalentemente sul gioco del calcio, sport molto praticato e seguito in Europa ma colpevolmente non considerato tra gli sport di contatto. Anche il gioco del calcio presenta un’alta percentuale di atleti che pochi anni dopo la sospensione dell’attività agonistica hanno sviluppato malattie neurodegenerative. Bisogna considerare il calcio come uno sport di contatto perché nel suo svolgimento presenta traumatismi ripetuti e ricorrenti a livello cranico anche se di intensità inferiore rispetto ai traumi che si verificano in altri sport da contatto e di combattimento (box, arti marziali etc.)…

19,00

Siamo ciò che ci raccontiamo

[wc-ps]

“Siamo ciò che ci raccontiamo, storie di strada e di tennis” è il diario intimo di un cronista, che ha passato buona parte della sua vita a scavare nella vita degli altri. A fine corsa decide di ribaltare la prospettiva, infrangendo qualche regola e andando a scavare dentro se stesso, nei suoi affetti e nei suoi pensieri. Con la memoria di uno smemorato che lascia per strada un po’ di fatti. L’autore a 16 anni scrive una lettera a Oriana Fallaci che rispondendo da New York dà una svolta alla sua esistenza, proiettandolo da Rossano, nel cuore della Calabria, a Kabul, in Ciociaria o in piazza Tienanmen, dove un giovane con le borse della spesa tenta di fermare un carro armato e le tante guerre che sono dentro e fuori di noi. La vita diventa come quella pallina da tennis che incanta e ci trascina nelle sue mille evoluzioni; apparentemente noiosa nei suoi rimbalzi, come la filosofia. Dipende da chi la colpisce e come. La partita è tutta da scoprire.

16,00

La “Bestemmia” di Pier Paolo Pasolini, tra immagini e parole

[wc-ps]

Nel 1993 tutta l’opera poetica di Pier Paolo Pasolini venne riunita e riordinata da Walter Siti e Graziella Chiarcossi in due volumi pubblicati da Garzanti con il titolo Bestemmia: è questa d’altronde la titolazione che l’autore aveva immaginato per la raccolta di tutta la sua produzione in poesia, e deriva da un lungo frammento inedito intitolato proprio così. Ecco che, partendo da quel frammento, costruito come una sorta di sceneggiatura in versi, gli autori inclusi in questo nostro volume sono stati chiamati a discutere della dimensione ‘eretica’ dell’opera filmica e letteraria di Pier Paolo Pasolini, ove la ‘bestemmia’ non si deve intendere in termini religiosi, ma, in un’accezione più ampia, come intenzionale stravolgimento di inerzie verbali e visive, nonché di stagnazioni e assuefazioni linguistiche nella letteratura, nel teatro e nel film. Va sottolineato come il volume si inserisca nel quadro di un’intensa attività scientifica la quale, negli ultimi anni, ha cercato di riconsegnare alle giovani generazioni, e dunque al contemporaneo, la grande vitalità e la profonda verità dell’opera e del pensiero di uno dei più controversi e originali intellettuali e artisti italiani del secondo Novecento.

20,00

Grazie

[wc-ps]

Questo libro è un viaggio che ho fatto senza di te, ma interamente dedicato a te, per sentirti ancora accanto. Questo lavoro è il risultato del nostro eterno dialogo.

 

Non c’è nulla che sostituisce l’assenza di una persona cara. Più bello e pieno è il ricordo, più difficile è la separazione, ma la gratitudine regala nel dolore, una gioia tranquilla. Si indossa la bellezza del passato come un dono prezioso in sé

Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) Teologo Partigiano e Pastore Protestante Tedesco. Nato a Breslavia, Polonia

Morto nel campo di concentramento di Flossenburg, Germania.

18,00

La voce tra introspezione e scena pubblica

[wc-ps]

Scritti di Olimpia AFFUSO

Paola BISCIGLIA

Sergio BRANCATO

Felice CIMATTI

Carlo DE ROSE

Daniele DOTTORINI

Luigi GIUNGATO

Paolo JEDLOWSKI

Donatella LOPRIENO

Domitilla MELLONI

Ercole Giap PARINI

Rosario PONZIANO

Francesco RANIOLO

Aurelia ZUCARO

Il volume raccoglie alcune riflessioni teoriche e metodologiche, ma anche letture di casi clinici o attraversamenti biografici che si misurano con una delle parti essenziali dell’essere umano: la voce. Nel suo complesso il volume rappresenta un incontro corale di sguardi disciplinari e di ricerca volti a portare all’attenzione quanto sia delicato, oltre che rilevante, il nostro rapporto con la voce. Parte interiore che ci identifica e mette in contatto con il mondo, che ognuno di noi percepisce come specchio dell’anima, nel suo cambiare continuamente essa è anche altro da noi. Ci sfugge, sentiamo di volerla educare, contenere, rendere incisiva, tacitare, gridare. Si rompe per l’emozione, trema per la commozione, diventa stridula se la tratteniamo, ne esce solo un filo se siamo indecisi. Oltre a essere parte di noi, la voce è anche un mezzo per interagire, lo strumento principe della comunicazione. Incide sul messaggio, guida l’interpretazione dell’informa- zione, fornisce le istruzioni per capire le intenzioni e le emozioni dell’emittente. La voce è dove si gioca, insieme allo sguardo, la possibilità di accogliere o respingere l’interlocutore, di conquistare la compliance. Può diventare anche uno strumento di aggressione, di prevaricazione e può spegnersi nel silenzio. Infine, attraverso le tecnologie mediali e l’IA, la voce diviene oggetto tecnico, qualcosa che si può posporre e sovrapporre, che si può ascoltare dopo e integrare ad altre modalità espressive, che si può alterare, che può sostenere conversazioni in scenari complessi.

18,00

La magia nelle mie mani

[wc-ps]

Quando si vuole raggiungere un traguardo si deve rischiare. Non esiste la strada facile o il sottopassaggio. Bisogna percorrere la strada principale con tutti i suoi pro e soprattutto i suoi contro. Per tutto il mio viaggio personale ho sempre rischiato e ho dato me stessa al lavoro e alle persone che amavo. Dentro a quelle immagini sorridenti, ci sono anche delusioni, rimpianti, rimorsi e dolori

13,00

Conversazione sulla Costituzione della Repubblica italiana

[wc-ps]

Intervista di Francesco Kostner

Con allegato il testo integrale della Costituzione aggiornato

Il prof. Antonino Spadaro (ordinario di Diritto costituzionale nell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria), e il giornalista Francesco Kostner danno vita ad un confronto sulla Costituzione Italiana ad ottant’anni dal voto del 2 giugno 1946, che si apprezza allo stesso tempo per una solida struttura scientifica ed un accattivante taglio divulgativo. L’obiettivo che ha animato gli autori è di consegnare un testo di lettura agevole e stimolante sugli aspetti storici, culturali ed istituzionali del periodo intercorso dalle elezioni che cambiarono il destino del Paese, appunto il 2 giugno 1946, fino ai nostri giorni. Il volume, che contiene anche il testo della Costituzione aggiornato, rappresenta un efficace strumento in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla perenne centralità dei principi costituzionali posti a base della Repubblica Italiana, con lo scopo di promuovere l’educazione civica e valorizzare, di fronte a un più vasto pubblico, un’approfondita e diffusa conoscenza della Carta costituzionale.

15,00

Frammenti d’anima

[wc-ps]

… Francesca ha sempre saputo avvicinarsi alla letteratura con rispetto e curiosità, come si fa con qualcosa di vivo. Per lei i testi degli autori non sono mai stati soltanto pagine da studiare, ma occasioni per interrogarsi, per ascoltare, per mettere in relazione le parole dei grandi scrittori con le proprie emozioni e con le proprie domande. Questo libro nasce proprio da quel dialogo profondo. Nelle pagine che seguono, le riflessioni sugli autori si intrecciano naturalmente con le sue riflessioni personali, dando vita a un percorso autentico e intenso. Leggendolo, si ha la sensazione di entrare nei pensieri di una giovane mente che non ha paura di porsi domande, di mettersi in discussione, di cercare nelle parole della letteratura una chiave per comprendere meglio sé stessa e la realtà che la circonda. Ciò che colpisce è la sincerità della sua voce. Francesca scrive con una naturalezza che non ha bisogno di artifici: le sue parole nascono da un pensiero vero, da una sensibilità viva, da una capacità rara di lasciarsi toccare dalla forza delle idee e delle emozioni che la letteratura custodisce. In queste pagine si avverte chiaramente il suo talento per la riflessione, ma soprattutto la profondità del suo sentire… Dalla Prefazione

16,00

Numistria

[wc-ps]

Numistria è un racconto corale, a partire dai segni dei tempi scaturiti dalla nascita della modernità (la Rivoluzione francese). Come un antico messaggio, incastonato nelle memorie degli schiavi e dei rivoluzionari, si dipana una fitta trama di eventi correlati con l’anelito di una vita liberata: in Europa, nella Penisola italiana, nelle Calabrie, personaggi veri (come Maximilien Robespierre e Francesco Saverio Salfi) e immaginari, affrontano l’impetuoso vento della Storia…

16,00

Calabria VIAGGIO OZIOSO DI UN FLÂNEUR … anzi due

[wc-ps]

Questo libro è un “Viaggio in Calabria” come quello ben più famoso di Alexandre Dumas e del pittore Jadin: alla loro stregua, a quello dei luoghi, gli autori preferiscono il racconto delle emozioni e delle esperienze di vita degli abitanti, non trascurando qualche frammento di storia. Ma è anche altro questo viaggio: è il bighellonare, il lento, ozioso osservare di un Flâneur, anzi di due Flâneurs. Insomma, in dialetto cosentino “dua ‘mpaccieri”, che non “attraversano luoghi”, ma passeggiano critici, come di mestiere, tra “briciole di spazio e di memoria”. La Calabria sembra condannata alla “damnatio memoriae”, la pena che nell’antica Roma cancellava le tracce di chi ne veniva colpito, persino riscrivendone la storia. Della Calabria non si deve parlare, se non per fatti di mafia o sospetti tali. Gli autori cercano di rompere questo muro più che secolare parlando da un lato di un passato notevole, dall’altro delle opportunità di sviluppo di un difficile presente: su questa base chiamano i Calabresi a disegnare, finalmente in maniera autonoma, il loro futuro. A volte sotto forma di ricerche, a volte di racconti, il libro vuole dare il proprio contributo alla conoscenza dei fatti nascosti o misconosciuti, alcuni dei quali davvero sorprendenti, spesso stemperando ricordi veri in tesserine di un mosaico molto colorato. Questo rende il libro in certo qual modo atipico. Un po’ storia un po’ narrazione: alla memoria collettiva alterna pezzi di vita vissuta, facendoli diventare esempi esplicativi con una loro morale. Proprio come nelle favole, insomma, che sono sempre a lieto fine.

18,00

Fata morgana 58 Libertà

[wc-ps]

Il numero 58 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Libertà”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Dario Cecchi, con Mohammad Rasoulof, tra i maggiori esponenti del cinema iraniano contemporaneo.
La libertà costituisce un tema di grande importanza per il cinema, come per tutte le arti, specialmente quelle vocate a raccontare direttamente la realtà, toccando eventi storici, visioni morali e ideologie politiche. Ma la libertà riguarda anche più radicalmente la stessa condizione ontologica dell’uomo, che o è libero o non è.
Il fascicolo tocca il tema della libertà d’espressione, richiamando più in generale il principio dell’illegittimità di una intromissione ingiustificata del potere politico o religioso nelle opinioni e nelle azioni dei singoli cittadini, sia il tema dell’essere dell’uomo costitutivamente libero. Di questa libertà costitutiva l’arte è una delle forme massime d’espressione.
Il cinema e le arti in genere sono stati attraversati, per tutto il corso del Novecento fino a oggi, dal richiamo alla dimensione etica e politica della libertà, che riguarda sia l’individuo sia i popoli.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Il destino della libertà), Dario Cecchi (Cosa può un’immagine? Sul cinema politico contemporaneo), Alessandro Bertinetto (Libertà estetica e improvvisazione), Samuel Antichi (Liberare le immagini: Recollection di Kamal Aljafari) e Luca Venzi (Tre colori – Film Blu: cromofonia del sentire) e poi saggi, tra gli altri, su libertà e giustizia nella serialità true crime e su film che raccontano il contemporaneo come l’iraniano Ahlaam di Mohamed Al-Daradji.
Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

Farneticazioni di un pazzo ignorante

[wc-ps]

… Lo scarparo e l’avvocato, i personaggi “parlanti”, sono quelli, che scambiando le loro idee, vogliono rappresentare la gente comune e quella “ritenuta” di elevata cultura. Dai loro incontri-scontri, vengono evidenziati i tanti problemi e interrogativi, che la società di oggi, nella maggior parte dei casi, si pone. Talvolta i discorsi diventano graffianti e fuori dall’andazzo comune, sembrando illogici e provocatori…

15,00

Il Sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri

[wc-ps]

È con piacere e un po’ di malinconia che presentiamo il libro Il sistema di misura tradizionale e note su usi e consuetudini in Acri del professore Giuseppe Abbruzzo, un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca storica non tralasciando, però, la passione per le tradizioni e la cultura locale. Un uomo che ha saputo coniugare la sua profonda conoscenza della storia con una grande capacità di raccontarla, rendendola accessibile a tutti. Il professore Giuseppe Abbruzzo ci lascia un’opera importante, che non solo racconta la storia delle unità di misura e degli usi e consuetudini delle nostre comunità, ma ci offre anche un quadro vivace e suggestivo della vita di un tempo. Un viaggio nel passato che ci permette di scoprire la nostra identità e la nostra cultura. Purtroppo, il professore Giuseppe Abbruzzo non è più tra noi per vedere la pubblicazione del suo libro, ma l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Pino Capalbo, è orgogliosa di poter rendere omaggio alla sua memoria e al suo lavoro, pubblicando questo volume che sarà un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione delle nostre tradizioni. Un riconoscimento alla sua capacità di cercare, alla passione per la storia e alla sua dedizione per la comunità.

Prof. Mario Bonacci Assessore alla Cultura

 Comune di Acri

15,00

MARIO CASALINUOVO il giurista, il politico

[wc-ps]

…Mario era un galantuomo d’altri tempi. E come tale guardava al mondo. Alle cose. Agli uomini. Avrebbe potuto scalare le vette più alte della politica e, soprattutto, del potere, molto più di quanto non gli sia riuscito per meriti da tutti riconosciuti, se solo avesse voluto; sarebbe stato capace di “consigliare”, per non dire di imporre decisioni e scelte che, invece, la sua statura morale gli imponeva di lasciare – spesso rimanendo deluso, ma senza perdere la speranza nella capacità degli uomini di migliorarsi – alle “regole del gioco”, che rispettava ma nelle quali spesso faticava a riconoscersi. L’ho considerato sempre un punto di riferimento, anche riguardo alle politiche del Mezzogiorno, nelle cui potenzialità credeva convintamente, auspicando azioni efficaci ed iniziative concrete che potessero favorirne il rilancio e lo sviluppo. Obiettivi che pose sempre al centro dell’attenzione e che sottolineò con forza anche quando occupò lo scranno di primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, dal 1970 al 1973. La sua nomina a sottosegretario ai Lavori pubblici prima e a ministro dei Trasporti dopo, tra il 1981 il 1983, fu un segnale positivo agli occhi dei cittadini calabresi, ma non solo, e contribuì ad alimentare una maggiore fiducia dell’opinione pubblica nei confronti della politica. Fu un bene averlo tra i banchi del Governo, dove diede testimonianza di affidabilità e di impareggiabile comportamento, apprezzati da tutti. Considerazione altissima di cui godette anche nel Psi, dove non si iscrisse mai ad alcuna “tifoseria” animato com’era da una nobile passione politica e riuscendo sempre a coniugare l’interesse del partito e il senso dello Stato. Ecco perché considero questo volume un omaggio ad un galantuomo che ha lasciato una traccia indelebile del suo operato e delle sue idee. Un esempio imperituro di correttezza, capacità ed onestà etica ed intellettuale cui soprattutto le nuove generazioni, così come molti di noi hanno fatto, possono guardare fiduciosi ricevendo risposte credibili di fronte ai problemi del nostro tempo. (dalla Presentazione di Salvo Andò)

15,00

Gustando caffè

[wc-ps]

Gustando il caffè

puoi stare in tante storie

 

una è quella della tua ombra

che via il sole

non sai dove sia

 

quando appare

pensi di ritagliarla e usarla

in replica alle tue intenzioni

 

vorresti donarla

ma l’ombra che

tu dici ti appartenga

è come te senza padrone

 

da ultimo

all’imbrunire scompare

13,00

Omaggio a Ida Magli

[wc-ps]

Atti del Convegno – Vittoriale degli Italiani 20 e 21 Settembre 2025

CONTRIBUTI DI

Giordano Bruno Guerri

Elena Bacchi

Rossella Galletti

Rosaria Impenna

Nico Carlucci

Mattia Morretta

Maria Luisa Falconi

Maria Grazia Quieti

Mario Anelli

Silverio Guanti

Maria Vincenza Zongoli

Maria Luisa Ciminelli

Pierfranco Bruni

Marilena Cavallo

Marina Mascetti

Lidia Sella

Barbara Pavarotti

Patrizia Tocci

Raffaello Volpe

Paolo Restuccia

16,00

Rosso Podestà

[wc-ps]

La storia, lunga e articolata, quasi corale di Rosso podestà è un capitolo della saga di Mambrici, la Macondo dell’autore, dove la fine del protagonista si pone come simbolo di un’illusione, quella “rossa”, dapprima faticosa a farsi reale e poi rivelatasi impraticabile in una realtà come quella calabrese. Pepè, fondatore del fascio locale e poi podestà, trova il modo per salvarsi dalla propria mediocrità, soprattutto grazie alla moglie Alma, donna battagliera che nel dopoguerra lo porta a battersi per il proletariato tanto da essere candidato comunista alla Camera dei deputati ma, alla fine, soccomberà sotto i colpi di un folle che incarna una follia ben più estesa. È una storia avvincente, in ragione di una simmetria tra la grande storia e le vicende minute di un piccolo paese, in cui la fantasia dell’autore si mescola alla realtà; una storia che si fa leggere per la scelta di una lingua che fruisce della contiguità, mai invadente, con alcuni elementi dialettali che ne precisano la rispondenza.

20,00

Colonia di carta

[wc-ps]

A partire dal bisettimanale “per” gli italiani «L’Eco del Deserto», apparso nell’ultima decade dell’Ottocento, redatto a Tripoli ma stampato a Siracusa Colonia di carta, in questo volume l’autore si sofferma sui giornali etnici italiani pubblicati e stampati tra il 1909 e il 1911 nella Tripoli ottomana e quindi su quelli che videro la luce dopo l’occupazione italiana: tutti assieme, negli estremi temporali 1893-1926, segnano la storia del giornalismo coloniale in età liberale, prima che il fascismo, cioè, cancellasse la libertà di stampa anche in colonia. A chi erano destinati questi fogli? Quanti erano i possibili lettori? Nel caso della Libia in generale e in particolare in quello di Tripoli e della Tripolitania, al di là degli aspetti politici e tecnico-tipografici che ne hanno impedito a lungo la nascita c’era da fare i conti con un problema non secondario, cioè con i pochi “emigrati” italiani residenti stabilmente a Tripoli e nell’oasi che avrebbero “potuto” diventare lettori. Più emigranti, infatti, significa potenzialmente più lettori; più lettori significa più giornali. A Tripoli questa equazione era quasi improponibile se non nei termini inversi: pochi emigrati pochissimi lettori, pochi lettori e pochissimi giornali.

18,00

Edificare la gioia Francesco d’Assisi

[wc-ps]

La forza di questo libro sta proprio nel mostrare che la semplicità non è povertà di pensiero, ma profondità che non teme la trasparenza. È la capacità di vedere l’essenziale senza smarrirsi nel superfluo. È la libertà di chi non ha più bisogno di difendere un’immagine di sé, perché ha trovato una verità più grande in cui riposare. Pierfranco Bruni restituisce questa verità con una scrittura che non pretende di spiegare Francesco, ma di avvicinarlo. E nel farlo, avvicina anche noi a quella dimensione in cui la vita torna a essere ascolto, stupore, gratitudine.

Marilena Cavallo

18,00

Ultima chiamata dalla Casa Bianca

[wc-ps]

Un viaggio tra realtà e fantasia nella vita di Marilyn Monroe, una delle dive di Hollywood più amate di sempre che, grazie alle sue incursioni notturne nei sogni dell’autrice, fa rivivere le tappe della sua esistenza travagliata e a tratti scintillante. Gloria Steinem una volta disse: “La cosa più tragica è che il tempo, lo sforzo, l’ossessione dedicati a spiegare la morte di Marilyn hanno fatto ben poco per spiegarne la vita”. Questo romanzo, al contrario, mette in luce la storia di una bimba sperduta e abbandonata, che riuscirà ad arrivare in cima all’Olimpo hollywoodiano, ma anche l’inferno della sua esistenza, devastata da pesanti fallimenti emotivi e personali, fino alla notte che mise fine, troppo presto, ai suoi giorni. Ma questo libro ha il merito anche di accendere un faro su un mondo dove non esisteva ancora il rispetto della donna e della sua sfera sessuale, e nel quale la mercificazione del sesso era all’ordine del giorno, senza troppi complimenti. Il tutto, sullo sfondo di interessi politici e legami affaristico-mafiosi che, insieme con ambizioni di grandezza e sogni di gloria, hanno caratterizzato – e per molti versi reso emblematica – l’America Kennediana nella seconda metà del secolo scorso.

20,00

TUTTI GLI SCRITTI (2016-2025)

[wc-ps]

Che cosa fa la grandezza di uno studioso? Arduo dirlo, poiché gli elementi importanti sono molteplici: la grandezza intellettuale, certo, certo l’ampiezza di orizzonti culturali, ma anche il tratto umano, la modestia non disgiunta dalla capacità di comprensione degli altri. Ora, a me sembra che le parole che Sergio Lariccia ha speso per Jemolo siano una spia del fatto che per il Nostro ha una rilevanza speciale proprio la capacità autocritica, che del resto – a me pare – altro non è che una manifestazione dell’onestà intellettuale. Non mi sembra, invece, che dagli scritti di Sergio raccolti in questo Volume emerga l’esplicita affermazione di un qualche rilievo privilegiato della curiosità. Eppure, penso che proprio l’esperienza scientifica di Sergio dimostri quanto la curiosità sia importante. La sua produzione scientifica è caratterizzata da una curiosità inesausta: certo, la “sua” disciplina è quella privilegiata, ma, come osservavo all’inizio, l’attenzione per l’interdisciplinarietà è evidente e si radica proprio nell’estrema curiosità per tutte le possibili forme e per tutti i possibili oggetti della conoscenza. L’opera del nostro Autore è monumentale, come la raccolta dei suoi scritti certifica, direi, visivamente, ma quel che conta è, una volta di più, la sua apertura di orizzonte, che trascende di molto i (pur vasti) confini del diritto ecclesiastico. È la curiosità che, a me pare, ha alimentato l’inesausta ricerca scientifica di Sergio, condotta con passione per decenni. E sono appunto la curiosità, l’ansia di capire, il bisogno di sapere cosa c’è dietro le frequenti idées reçues e di vagliarle criticamente che fa di qualcuno uno studioso. E penso che nessuna soddisfazione più alta dell’essere riconosciuto, appieno, come tale possa provare chi alla ricerca ha dedicato (e, tutti ce lo auguriamo, dedicherà) le sue energie intellettuali. (Massimo Luciani)

60,00

Kumquat

[wc-ps]

Tijuana. Messico? No. Un posto con un altro nome, ma dallo stesso giallo acceso, mortifero. Il mattino della festa patronale vi si incontrano Giorgio Castaldo ed Elvio Montuoro, amici da una vita. Il primo fa l’insegnante di sostegno nelle scuole medie, il secondo ha un contratto da ricercatore incaricato in una prestigiosa università internazionale. In realtà, tutti e due sono legati con ruoli diversi al mondo dello spionaggio. Montuoro incarica Castaldo di infiltrarsi nella famiglia Laviati, latifondisti passati dalla goliardia all’eversione, all’inizio degli anni ’70, per poi confluire nella grande finanza. A Tijuana, apparentemente lontana dal circuito della globalizzazione, hanno impiantato le basi di un Grande Gioco che metterebbe a rischio l’economia e la geopolitica attuale. Lo manovra il fratello più anziano dei Laviati, radicato sul territorio. Fra reminiscenze degli anni di piombo, degrado e violenza che si consuma sotto un sole sporco, Castaldo, supportato da Montuoro e dal misterioso “controllore” Calisse, dipana il Grande Gioco in una sequenza mozzafiato di colpi di scena, fino a una conclusione che spiazza ogni previsione.

20,00

Accadeva nello studio Gullo

[wc-ps]

Dallo studio Gullo si osserva il mondo. Tra scaffali di libri, carte annotate e appunti sparsi, Fausto e Luigi Gullo hanno vissuto la vita pubblica e privata con passione. Il primo, protagonista della nascita della Repubblica, portò impegno civile e rigore giuridico; il secondo, nella professione forense, trasformò disciplina e integrità in azione concreta, sensibile alle responsabilità di chi vive nella comunità. Questo libro intreccia le loro storie, rivelando una continuità morale che attraversa il tempo. È un invito a custodire la memoria, a comprendere che il valore delle istituzioni dipende dagli uomini che le abitano e che leggere queste pagine significa confrontarsi con la profondità del diritto, della politica e della vita pubblica, oggi più che mai.

15,00

L’ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO DI GERUSALEMME A COSENZA: 2002-2022 E OLTRE

[wc-ps]

I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022 e oltre, rifacendosi necessariamente agli altri tre volumi già pubblicati ad opera di Rocco Carricato e Antonio d’Elia (Annuario 2013 dell’O.E.S.S.G. Sezione di Cosenza, Cosenza, Fratelli Guido Arti Grafiche, 2013 e Cosenza e i Cavalieri dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cosenza, Pellegrini Editore, 2017), I vent’anni dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme a Cosenza: 2002-2022, Cosenza, Pellegrini Editore, 2023), vuole offrire un agevole percorso, con riferimenti alla storia plurisecolare dell’Ordine Equestre e alla sua struttura. E descrivere le attività svolte dalla fondazione dell’Ordine a Cosenza fino ad oggi. Soprattutto il volume del 2017 è imprescindibile tappa storico-storiografica e di testimonianza per poter leggere il presente testo. Quest’ultimo si sofferma ulteriormente sulle stazioni formative aggiornate dei suoi membri, Dame e Cavalieri, e sul rapporto catechetico-contemplativo e orante non disgiunto dal processo culturale e dall’azione concreta verso i più Bisognosi, non solo di Terra Santa. Ma a partire dalle operatività urgenti verso le situazioni drammatiche delle realtà presenti nelle comunità diocesane in cui l’Ordine del Santo Sepolcro è incardinato in obbedienza ai Vescovi e al Sommo Pontefice. Lo sguardo di ciascun membro è rivolto dal Sepolcro Vuoto all’incremento di umanità verso le necessità di chi soffre con la speranza ferma per Dame e Cavalieri nell’unica via di Salvezza, che è Dio fattosi carne in Cristo, il quale è Via, Verità e Vita.

10,00

Un figlio mai nato

[wc-ps]

“Mi sono ripreso la vita, ho finalmente realizzato le mie aspirazioni e spero di completare gli studi universitari per vincere la guerra che altri hanno voluto. Non riesco ad amare come altri vorrebbero. Il tempo cancella le cicatrici, ma l’amore è un sentimento che non ha tempo, nasce per affiliazione e può morire per egoismo o incomprensione. La mia presenza è solo per rispetto alla mia persona e non per salvare un senso di colpa”.

12,00

Nel segno di Poseidone

[wc-ps]

La scuola svolge un ruolo fondamentale nell’educazione e nella formazione degli studenti. In questo costante impegno di rilevante portata culturale e civile, è auspicabile trovino spazio anche l’analisi e la valutazione del rischio sismico, tema di pressante attualità in Calabria, e delle iniziative in grado di mitigarne gli effetti. Il volume, ricostruendo in maniera accattivante e con l’ausilio di un robusto apparato iconografico la storia dei terremoti che hanno colpito la regione nel corso dei secoli, mette a fuoco l’importanza della prevenzione proponendo un originale approccio educativo rispetto ad un tema che va posto al centro dell’attenzione da parte delle istituzioni.

15,00

Nuovi studi pirandelliani 22

[wc-ps]

Mi piace ricordare che nel mondo «immenso e vano», il mondo dell’apparire («e che il mondo vada dove vuole»), i CRITICI INTERNAZIONALI (agrigentini, siciliani, italiani e stranieri) DIMOSTRANO DI NON COMPRENDERE IL SUBLIME SENTIMENTO DEL CONTRARIO (pathos-passione-psiche-eros = patente per guidare la macchina del teatro: “La Divina Commedia” del Poeta Divino): la TRAGEDIA (dramma-azione = principio-zero)-ARMONIA (croce-unione-zero-principio-legge-giustizia-misura)-MAIEUTICA (parto-porta del pianto dell’esclusa Luna-Aquila Doppia (Atena-Occhioazzurro) d’Akragas (alta rupe)-Acropoli Atenea), il TEATRO d’ARTE (Mimesi) DI LUCE (catarsi-natale-siesta-essere-zero-armonia-anima-aria chiusa di nani nomi-gnomi-dèi-fantasmi-attori-pupi dell’apparire-spettacolo bello (menzogna, errore di oggi): la commedia interrotta (il sogno interrotto del Gigante Telemaco (Mattia Pascal) della Valle dei Templi) “Questa sera si recita a soggetto” al Teatro Lirico del Colle di Girgenti) E DI OMBRA (albaurorarosa-pasqua-corsa (catastrofe-caduta-Itaca della Tragedia del Personaggio Auleta Trovatore Nessuno-Amleto Mida-Dima)-non essere-zero-armonia-anima-aria aperta di giganti numeri-venti antenati-spiriti-ombre personaggi-eroi del teatro buono (verità trovatura di domani) del Caos Empedocleo d’Akragas, la Città del caduto Figlio-Dio Colosso-Gigante-Titano-Ciclope (Omero)-Conte (“Suo marito”) di Luna (Marianna DedalaDidone Dondi), il Drammaturgo (Argo)-Oreste-Castore-Socrate-Crise-Cristo Aner (“Il capretto nero” del Tempio della Concordia), il Drammaturgo della Tragedia-Armonia (memoria-anima del treno) del dramma da fare, il TEATRO DRAMMATICO-OMERICO-UMORISTICO-SANCALOGERINO, il TEATRO DI STRADA (siesta-catarsi-natale-pane dell’armonia-anima-aria chiusa/corsa-catastrofe-pasqua-pane gettato nell’armonia-anima-aria aperta) del SOLE CALOGERO (Lollò) di CITTÀ DEI TEMPLI (Akragas Girgenti Agrigento), la città del «popolo censore». Colgo l’occasione per ricordare che nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi-Carità-Ricchezza-Trovatura-Tesoro-Oro = dramma-moneta di Pindaro-Mida, il Re Glorioso nell’Eccelso Cielo d’Akragas) SI LEGGE “IL TESORO (zero-armonia = specchio ustore) DEGLI ZINGARI (i Venti-Spiriti Rom Mani Numeri-Antenati Giganti dell’aria-anima-armonia-muraglia dei nuraghes dell’antichissima-civilissima Sardegna)” di GRAZIA DELEDDA, la DRAMMATURGA-MAESTRA dell’ARMONIA-MAIEUTICA del DRAMMA-GIORNO LUSTRALE (antro-portone chiuso) e FISICO (antro portone aperto) del DRAMMATURGO (Argo)-CICLOPE (Omero)-CONTE (“Suo marito”) DI LUNA (Marianna Dedala Didone Dondi), il FIGLIO-DIO-NOME del DRAMMATURGO-MAESTRO LUIGI PIRANDELLO, il FIGLIO RITORNATO A L CAOS di Girgenti, la Città dell’ARMONIA-MEMORIA-ANIMA PITAGORICA-SEVERA-CLASSICA di Virgilio-Enea («… chi può ingannare una donna (Didone) che ama?»). Nella Città dei Templi della Concordia (Catarsi Tragedia) si LEGGE l’ERRORE-errare-armonia-zero-eros-psiche di Luigi Pirandello. L’Autrice

10,00

Tutti gli uomini della democrazia

[wc-ps]

La scelta di analizzare argomenti complessi che attengono all’esercizio democratico con la simulazione di un “dialogo” con il “non-umano” (intelligenza artificiale-IA) è certamente non usuale e criticabile; tuttavia, offre lo spunto per attualizzare alcuni aspetti della democrazia – e dei suoi “uomini” – alla luce del contesto tecnocratico nel quale viviamo. Gli “uomini della democrazia” sono analizzati come i “mattoncini” di una immaginaria piramide a partire dalla base – i cittadini in quanto “popolo” (“Demos”) – via via a scalare fino all’apice che rappresenta chi detiene un potere (“Kratos”) di decidere sugli altri poteri e sul popolo. Il “non-umano” (IA) ha un impatto importante e visibile sul sistema democratico, sui diritti e le libertà della persona e del suo precipitato costituzionale rappresentato dal sistema delle tutele giurisdizionali. Realtà cibernetica enigmatica per molte persone che, quindi, ignare, si lasciano guidare dagli influencer senza comprendere e senza conoscere, cadendo così nella rete dei manipolatori seriali (la “trappola dell’opinione prevalente”). Occorrono cittadini educati, formati e coscienti di ciò che vuole dire vivere in democrazia nell’età dei sovranismi e dei tecnocrati.

15,00

Imago mortis

[wc-ps]

Il tema della morte scuote da sempre l’animo umano e alimenta disquisizioni tra materialisti e credenti in un’altra vita oltre la materia, in virtù della preminenza dello spirito rispetto al corpo. L’allegoria della Danza Macabra irrompe nel Medioevo grazie soprattutto ai Domenicani e ai Francescani che ironizzano sulla morte per evidenziare il concetto di uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Il Cristo nel sepolcro di Hans Holbein il Giovane e la Sindone sono spesso al centro del dibattito scientifico, culturale e religioso del mondo occidentale. Esteticamente diversi nel proporre una visione originale del Cristo deposto e sepolto nella tomba, sono legati dalla narrazione evangelica sulla passione del Messia. La rappresentazione cruda del Cristo sepolto dell’artista tedesco scuote l’animo umano nella sua totalità di fronte alla banalità della morte. L’Uomo della Sindone continua ad agitare il mondo della scienza dopo indagini rigorose che hanno rilevato come quell’immagine sia stata impressa nel lino dal cadavere che vi è stato avvolto.

18,00

nzusu

[wc-ps]

Quanta vita scorre la mia mente, quante facce e storie ricordate e quante emozioni nel rievocare quel fiume di parole in dialetto “parrate”. Perciò il testo da me scritto non risponde probabilmente ad una forma dialettale letteralmente corretta, parole e frasi sono state scritte così come le ho udite, ricordate e interpretate. Quannu i granni parravanu ara chiazza

siduti supa a scala granne da ghjasia

di fronte ara cantina d’Onoriu

u n’eranu sulu parole brutte ca dicianu

ma cuntavanu puru cose belle

ed iu picciriddru picciriddru

mi ci ncantava ari senti e

mi m’parava a buscia e ra virità.

12,00

Fata morgana 57

[wc-ps]

Il numero 57 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Romanzesco”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Roberto Andò, tra i più interessanti registi contemporanei di cinema e teatro nonché romanziere.
Il romanzesco va ben oltre una categoria meramente letteraria. La forma romanzesca, costituendo una modalità “moderna” e “democratica” di racconto, non soggetta alla gerarchizzazione delle forme e dei temi tipici dei generi classici, tragedia e commedia, è capace di reinventare il mondo al di là della forma dell’azione e della logica dell’intreccio, metabolizzando elementi diversi e dando loro una forma non prevedibilmente codificata. Il romanzesco riguarda profondamente il cinema, che senza il grande romanzo dell’Ottocento non sarebbe nato. Dal Secondo dopoguerra, l’invenzione romanzesca del reale, accordandosi col cinema e approfittando del declino della rigidità codificante dei generi hollywoodiani (melodramma, noir, commedia, western ecc.), segnerà il tratto originale del neorealismo italiano e la sua capacità di contrassegnare tutta la tradizione cinematografica moderna.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Dalla necessità tragica alla contingenza romanzesca), Luca Venzi (Ellissi, frammentazione, ripetizione: “Una vita” di Stéphane Brizé), Rossella Catanese (Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza) e poi saggi, tra gli altri, sulla narrativa breve di Beppe Fenoglio, Il processo di Kafka, Francesco Rosi, Michelangelo Frammartino, Week End di Godard, Mussolini ultimo atto di Lizzani, I misteri di Lisbona di Ruiz e L’innocenza di Kore’eda.

 

 

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

I sette colli dell’anima

[wc-ps]

… Ogni frase sembra avvolta da un profumo di ricordo, di vita vissuta, di sguardi che non si dimenticano. Le parole, inanellate con equilibrio e sensibilità, s’insinuano tra le pieghe del vissuto collettivo, restituendo immagini e sensazioni che appartengono a tutti noi: la voce di un amico, il gesto di una madre, il suono di una campana lontana, la luce di un pomeriggio che sa di casa. È un viaggio affascinante attraverso le icone dell’appartenenza e gli incroci casuali che finiscono per diventare destino…

 (dalla Prefazione di Attilio Sabato)

12,00

Un’altra pelle

[wc-ps]

Il libro di Antonio Anastasi ripercorre la parabola criminale di Salvatore Cortese, ex killer della ’ndrangheta che ha deciso di riscattarsi collaborando con la giustizia. Dopo aver spezzato vite, trafficato fiumi di cocaina e contribuito all’affermazione della violenza mafiosa tra la Calabria, l’Emilia e la Lombardia, Cortese ha fornito agli inquirenti informazioni preziose sull’intricata organizzazione criminale di cui ha fatto parte. Ex braccio destro del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri, Cortese si è fatto disegnare sulle spalle un enorme tatuaggio che richiama i miti fondativi della ’ndrangheta e tutta una simbologia indicativa della sua partecipazione a fatti di sangue. Il suo corpo è divenuto esso stesso una tela di appartenenza. Sulla pelle ha marchiato per sempre simboli ancestrali e promesse rituali che tessono una mappa di potere e vendetta. Cortese ha attraversato fino in fondo quella mappa criminale. Ma arriva un punto in cui il peso di quel codice diventa insostenibile. Un punto di rottura che nega ogni senso al falso mito dell’“onore”. E allora, la scelta. Rompere quel silenzio che è sempre stata la regola. Voltare le spalle a ciò che si è stati, consapevoli che la ’ndrangheta non dimentica. Sfidare le radici del male. «La storia di Cortese dimostra che i sistemi criminali non sono blocchi monolitici. Sono reti fatte di persone. E quando una persona decide di rompere la rete, la rete si incrina. Questo libro è, dunque, più di un racconto. È un atto civile», scrive Antonio Nicaso nella prefazione.

16,00

Anomia del sarto

[wc-ps]

“Gli Impulsivi che il sole presero al volo e cantarono avventandosi al mondo per tingerlo dei colori di foga, giustizia e bellezza, avvertendosi che occhi spenti potrebbero, ancora, brillare come meteore e gioire non se ne vanno docili alla buona notte”. da Dylan Thomas, “Non andartene docile in quella buona notte” travisato alquanto un po’.

16,00

Emozioni

[wc-ps]

Ogni età è uno sguardo sulla vita, con occhi sempre diversi, alla ricerca della propria identità. Questa età (la terza!), che vivo con maggiore libertà e ancora con tanta curiosità, mi impegna in iniziative che continuano a mettermi in discussione e a farmi ricercare linguaggi diversi attraverso i quali esprimere ciò che ancora continuo ad osservare e a provare. In questo libro ho voluto raccontare una nuova esperienza, la pittura, metterla in relazione con le varie esperienze vissute e cercare di evidenziare ciò che esse, tutte insieme, rappresentano per me, nel mio cammino verso la presa di coscienza più ampia del mio essere persona, donna, (ex) insegnante, sempre sensibile a ciò che accade dentro di me ed intorno a me. Emozioni a colori e in bianco e nero è il racconto dei pensieri e delle immagini emozionali che animano il mio mondo, delle esperienze del cuore, vissute anche in sintonia con la mente.

18,00

Cella 121

[wc-ps]

Fuori, la folla urla. Alcuni applaudono, altri insultano. La città è un tribunale infinito, senza giudici né assoluzioni.

Cristiano si ferma, guarda il cielo grigio sopra il palazzo, un cielo che non dà risposte, poi sussurra:

«Sono libero, ma ha ragione lui: la mia vera condanna comincia adesso».

15,00

Anime danneggiate

[wc-ps]

Anime danneggiate è un viaggio nelle pieghe più intime dell’essere umano, in cui la normalità si tinge di follia, la solitudine diventa espressione e la fiducia sopravvive ostinata tra le macerie dei sentimenti. Un romanzo che parla di madri e di figli, di colpa e di perdono, di dolore e di rinascita, ma soprattutto della fragilità che ci rende umani, irrimediabilmente esposti alla bellezza, per quanto rischiosa essa si possa rivelare. Grazie ad un linguaggio intenso e visivo, al limite del cinematografico, la narrazione ci conduce stanza dopo stanza, svelando con crudele sincerità la densità psicologica dei personaggi, costellata di paure, contraddizioni e desideri inconfessabili, quasi che le pareti della casa respirassero insieme a loro, assorbendo il peso di ogni parola non detta, di ogni sguardo trattenuto, in una dimensione chiusa in cui il tempo diventa circolare e la memoria si fa rifugio di perdizione e salvezza. Francesca Librandi

12,00

Il mio viaggio nel tempo

[wc-ps]

Questa mia storia, iniziata nel 2013, rivista e integrata parecchie volte, certamente incompleta e lacunosa, ma sempre obiettiva, reale e sincera, rappresenta il succo di una vita di un piccolo uomo, animato, però, da grandi sentimenti, da passioni struggenti e da una forte volontà che l’hanno guidato nei meandri di eventi brutti e belli di un’esistenza piena e laboriosa, rivolta sempre al bene e subendone spesso l’irriconoscenza. L’ho rivisitata per rivivere i momenti salienti della mia vita spesso difficile e per riflettere sulle manchevolezze, i dubbi, gli errori, le incertezze, le speranze realizzate, le illusioni mancate, gli affetti più cari e l’esistenza passata con tanti scossoni, paure, che non mi hanno mai soggiogato, o ambizioni dallo struggente rimpianto che mi hanno solo sfiorato. Io avrò certamente toccato la suscettibilità di qualcuno e di questo me ne rammarico. Devo dire, però, che se è successo non l’ho mai fatto con intento maligno, gratuito o vendicativo! Ho fatto degli errori, è vero, ma ne ho sempre pagato le conseguenze! La mia esperienza difficile comunque mi ha insegnato che: le occasioni, le circostanze ci condizionano, la sofferenza matura e apre alla speranza, il dolore dispone spesso all’inazione e qualche volta sfocia in creatività. È difficile inoltre modificare gli eventi poiché il carattere, l’atmosfera familiare, la formazione culturale, la società in cui si vive, gli amici che si frequentano hanno anche un peso, spesso determinante, nelle scelte di vita e nel determinare il corso della storia del percorso dell’uomo.” Voglio credere che in questa rivelazione della mia anima qualcuno possa trovare qualcosa che lo aiuti a capire se stesso e forse a vivere meglio, accettando la vita che comunque è meravigliosa!? Lo spero!

18,00

Controluce vol. 3

[wc-ps]

A cura di

Rosalba Baldino, Carla Chiappini, Elena Giorgiana Mirabelli

 

I laboratori di scrittura creativa e autobiografica voluti dal Comune di Cosenza e realizzati dall’Associazione “LiberaMente” hanno l’obiettivo di portare la lettura e la scrittura nel carcere della città dei Bruzi creando un ponte tra “il dentro” e “il fuori”. Rappresentanti delle Istituzioni e della Chiesa, intellettuali, sindacalisti hanno recensito gli scritti dei detenuti, costruendo una rete di valori e messaggi mettendo in luce la speranza contenuta nei racconti.

Scrivere in carcere è guardare

se stessi e gli altri in “Controluce”.

Incroci di storie, vita, pensieri

tra le pagine di un libro

che trasuda realtà ed emozioni.

16,00

Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. In ricordo del Maestro

[wc-ps]

A distanza di cinque anni dalla Sua scomparsa, per onorare la memoria del mio Maestro Mario Tedeschi sono di seguito raccolti gli interventi degli allievi e dei colleghi tenuti al Convegno “Mario Tedeschi e la scienza del diritto ecclesiastico. Gli allievi ricordano il Maestro”, organizzato il 20 luglio 2021, ad un anno dalla Sua morte, presso l’Aula Biblioteca Guarino del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. I contributi sono pubblicati secondo l’ordine con cui i relatori hanno partecipato all’iniziativa. (Premessa di Maria d’Arienzo)

contributi di

Maria d’Arienzo

Pierluigi Consorti

Antonio Fuccillo

Paolo Di Marzio

Pietro Lo Iacono

Ahmad Gianpiero Vincenzo

Vasco Fronzoni

Paolo Stefanì

Domenico Bilotti

Patrick Valdrini

Orazio Condorelli

Gaetano Dammacco

Francesco Rossi

Salvatore Prisco 

16,00

1984-2024: Concordato, intese e legislazione ecclesiastica tra passato, presente e futuro

[wc-ps]

a cura di Maria d’Arienzo, Mario Ferrante, Fabiano Di Prima, Antonio Ingoglia, Anna Sveva Mancuso

 

Sono davvero lieta di dare inizio ai lavori del Convegno annuale della nostra Associazione, che si aprirà con la Tavola istituzionale cui partecipano le Socie ed i Soci investiti di incarichi di interesse ecclesiasticistico. In qualità di Presidente mi preme ribadire che il coinvolgimento dei nostri colleghi in tali ruoli è davvero motivo d’orgoglio per tutti noi, oltre che un’importante opportunità per l’affermazione delle nostre discipline. Ringrazio innanzitutto le Autorità politiche intervenute. Saluto il Presidente della Regione Siciliana, l’On.le Renato Schifani, il Sindaco della Città di Palermo, Prof. Roberto Lagalla, l’On.le Gaetano Galvagno, Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’On.le Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia. La trasformazione in senso multiculturale e multireligioso delle società contemporanee esige, infatti, un concreto impegno della politica nell’implementazione di un dialogo costante con i gruppi religiosi al fine di meglio prevenire il rischio di emarginazione e frammentazione che si insinua, trasversalmente, nelle democrazie occidentali. (Dall’introduzione di Maria d’Arienzo)

20,00

Ho vinto

[wc-ps]

“In questo mondo di impasti e di forni, di premi da conquistare ce ne sarebbero tanti e in parte Lorenzo Fortuna li ha già collezionati, ma è il suo sentirsi “fuori concorso” che lo rende speciale. Con lo sguardo proiettato oltre il nostro pizzaiolo percorre la sua strada e tappa dopo tappa traccia sulla sua personale mappa un itinerario che lo porta in giro per il mondo, ieri come oggi, collezionando esperienze e tante vittorie, soprattutto quelle personali che gli fanno dire in modo consapevole “HO VINTO!”. (Giusy Ferraina giornalista enogastronomica)

18,00

Il partito d’azione nell’Italia liberata

[wc-ps]

A cura di Lorenzo Coscarella e Paolo Palma

CONTRIBUTI DI

Luciano Canfora

Vittorio Cappelli

Franz Caruso

Lorenzo Coscarella

Giovanni De Luna Santi

Fedele Mattia

Gambilonghi Pino

Ippolito Armino

Katia Massara

Fulvio Mazza

Paolo Palma

Giancarlo Tartaglia

 

Il Partito d’azione, breve ma intensa esperienza politica nata tra guerra e dopoguerra, continua a parlare al presente come un capitolo irrisolto del Novecento. La sua vicenda, segnata dal tentativo di superare le contrapposizioni tra liberalismo e socialismo, riemerge ogni volta che la politica italiana cerca nuove vie oltre gli schemi dei partiti di massa. Proprio da questa persistenza ideale nasce il rinnovato interesse per la storia dell’azionismo e per il suo singolare radicamento nel Mezzogiorno, dove – caso raro – seppe tradursi in azione di massa, come accadde nel Cosentino dopo la Liberazione. Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato dall’Icsaic nell’ottantesimo anniversario del Congresso di Cosenza del 1944, primo appuntamento nazionale del Pd’a. Attraverso ricerche e testimonianze, il libro restituisce la complessità di una “meteora” politica che, pur scomparsa presto dalla scena, ha continuato a illuminare il dibattito civile italiano, ponendo domande ancora attuali sulla libertà, la giustizia e il senso dell’impegno politico.

18,00

Racconti brevi per giorni dispari

[wc-ps]

Prefazione
Una boccata d’aria C’è brezza mattutina che smuove quel che addensa la nottata. Lo sventolio di un’aria che spazza e che rassetta le stanze in cui abitiamo, quando di notte insorge qualcosa che rimorde. E morde e ci molesta in mucchi di pensieri, in pesi di memoria afflitta dai sospesi del passato. E dai perduti affetti che lasciano incompiuta la realtà. E ancor di più se affiorano i rimpianti per il non detto e fatto al tempo giusto. Turbe notturne, sperando che l’aurora ci porti l’aria nuova di giornata. E porti via le scorie dei sentimenti offesi, in cumuli remoti o sol di ieri. Elenchi di persone mischiate a tradimenti oppur tradite, confuse tra i rimorsi. Tra cose e situazioni, che affollano la casa di sonno e dormiveglia, per non parlar di quella dell’insonnia. Laddove vive e cresce risentito il senso d’ingiustizia, per la condanna avuta da innocente, che sparge pena a vita. Disordine che induce a porgere lo sguardo tutto dentro, nei labirinti chiusi senza luce, nell’asfissia intestina in cui l’inconscio prova a dirci cose. Ma non si può parlare, però, se manca l’aria. Per propagare voce ci vuole lei che faccia da vettore. Insomma che parola la cavalchi e si conduca in groppa verso il cuore. Semplicemente, senza sella, a pelo. Sentendo nuda pelle che tocchi corpo a corpo e, appunto, dando corpo alla parola. In andatura varia che trotta e che galoppa le prateria di storie. Di storie e di persone, di luoghi e situazioni che sbrogliano l’umano in snodo d’avventura. Normalmente. Eppure sorprendente. C’è brezza mattutina che smuove quel che addensa la nottata. Arriva con le storie che in fil di voce dice questa autrice.

Grazie, Maria Carmela. (Pino Sassano)

15,00

Adesso che rabbuia

[wc-ps]

Toccò a noi e questo faremo

Inchinati da ora alle parole della pioggia

Ma che siano testamento

Appena ingiallito da raggi di traverso

Che si senta la mancanza

Come un fossile di fiore

Che ha smarrito ogni incarnato

Caduto e sepolto dalla nuda terra

Mancò il sale mancò il tempo

Per amare tutti gli attimi

E un’arcigna stagione sperperò una promessa

Presto dovremo incamminarci

Incontro a quel che viene

Poiché di tardo autunno

È la nostra morbidezza

Né mai stretta né mai in pace

Tra le braccia

Più avanti il bosco non ne saprà niente

Quando profumerà ubriaco d’erba

Agli antichissimi fruscii del vento

12,00

tabù guerra

[wc-ps]

interventi di Alfredo Bruno e Aquilina Olleia

introduzione di Arcangelo Badolati

Come se fosse il prodotto di una alchimia, del lavoro di chi trasforma perfino i metalli, la Guerra può essere trasformata, con una competenza di artigianato educativo, in un tabù, in modo che sia sempre più difficilmente replicabile. E per farlo bisogna prendere coscienza di alcuni nodi inestricabili: quelli che ci provengono dai miti e dai meandri della psyche, dall’artificio politico e sociale, dalla rete giuridica e dalla mentalizzazione che la storia ha radicato e radicalizzato. Il libro affronta questi aspetti e quindi può essere considerato come una proposta o addirittura un Progetto rieducativo, indirizzato alle nuove generazioni, ma principalmente finalizzato a riformulare, a rielaborare e, se possibile, a cancellare il concetto di Guerra dalle nostre concettualizzazioni. In questo senso ritornano altre considerazioni: quando «i vortici provocati dalle brezze del mondo» ci travolgono, le nostre anime devono restare «ben ancorate nel loro porto» e noi ne abbiamo la responsabilità.

16,00

Tutta colpa della pastina

[wc-ps]

Io sono una cuciniera appassionata, una donna che sussurra ai carciofi, ai broccoli, alle verze, ari cipuddrizzi: li guardi e sai che sono broccoli, cipuddrizzi, carciofi o verze. Alle melanzane poi do del voi perché ne ho troppo rispetto. Il lei è troppo austero, mal si addice al simpatico ortaggetto. Cucinicchio in calabrese e sfotto anche me ma mai le mie cassarole. Perché toglietemi tutto ma non le mie le mie padelle. Ma quanto è bella a padella? È casa, è mamma, è vita. La cara padella, quasi sempre ereditata, comunque invecchiata, vissuta è il simbolo della cultura tradizionale in cucina. È il mio scudo contro la cucina molecolare, il suo congelamento con l’azoto liquido, la sua “frittura” nello zucchero e le sue schiumette, invitanti quanto un pezzetto di formaggio, dimenticato sul tavolo, dopo due mesi di vacanze estive. Insomma si è capito: preferisco un piatto amabilmente prevedibile ad uno “Oddio cos’è questo?”. Tra l’ALTA cucina e il cibo spazzatura c’è un mondo bellissimo con il quale sappiamo e dobbiamo parlare. Perché è più autentico, gustoso, saporito ed economico del primo ed è sano a differenza del secondo. Quindi pigliamo sa padella e cucinamu che, come si ripete a mo’ di mantra a casa mia, è tardi!

18,00

La verità delle finzioni

[wc-ps]

Scritti di Olimpia AFFUSO, Dario ALTOBELLI, Alfonso AMENDOLA, Federico BONI, Davide BORRELLI, Sergio BRANCATO, Eugenio CAPITANI, Alessio CECCHERELLI, Ilenia COLONNA, Luca CORCHIA, Giulia CRIPPA, Stefano CRISTANTE, Simone D’ALESSANDRO, Daniele GARRITANO, Simone GIORGINO, Edmondo GRASSI, Annachiara GUERRA, Federica GUIDA, Emiliano ILARDI, Andrea LOMBARDINILO, Martina MASULLO, Ercole Giap PARINI, Fabio TARZIA

Quanto è stretta la relazione tra letteratura e sociologia, soprattutto in rapporto alle nuove forme di comunicazione seriale? Che impatto hanno avuto le fonti letterarie nel processo di analisi dei fenomeni sociali e culturali? Quale è il rapporto tra mediologia, scienze sociali e letteratura al tempo delle narrazioni su piattaforma? Sono alcuni dei quesiti che ispirano i saggi di questo volume, e che si intrecciano all’esplorazione e all’analisi di un ecosistema mediatico-letterario che comprende classici senza tempo come la Divina Commedia, Don Chisciotte, Alice, Peter Pan. E anche autori fondamentali per la modernità come Baudelaire, Bodini, Dickens, Camus, Engels, Salgari. Ma l’ecosistema mediatico-letterario è oggi in piena dilatazione, e quindi – dopo le grandi perlustrazioni novecentesche da parte di Benjamin, Baudrillard, Bauman, Bourdieu, McLuhan, Simmel – si tratta anche di trovare nuove chiavi per interpretare grandi saghe della letteratura contemporanea come Il Signore degli Anelli e Harry Potter, serie televisive come Penny Dreadful, Bridgerton e 3%, fumetti e graphic novel, manga e anime, videogiochi, fantascienza e altri ambiti dell’immaginario metropolitano a base letteraria. L’antica sociologia della letteratura deve oggi cedere il passo a una più ampia sensibilità mediologica, in grado di rimettere al centro dell’analisi delle scienze sociali il contenuto di senso delle forme finzionali.

 

20,00

Adesso è davvero finita

[wc-ps]

“Bruno Castagna è riuscito a compiere un’operazione magistrale, coniugando le sue competenze di ricercatore e di studioso di storia locale (e non) con il talento e la sensibilità del romanziere, tanto che, se non avessi saputo che Za Peppa, al secolo Francesco De Francesco, è un personaggio realmente esistito, avrei pensato che tutto fosse frutto dell’immaginazione dell’autore. Né se la sua storia fosse stata raccontata solo attraverso l’analisi dei documenti dell’epoca (soprattutto gli atti processuali a suo carico) avrebbe suscitato lo stesso gradimento ed il coinvolgimento che, invece, Castagna riesce a suscitare. Anche per queste ragioni, questo bellissimo libro, che ci aiuta a conoscere gli albori della malavita organizzata cosentina all’inizio del 1900, e a comprendere problemi e disagi socio-economico-culturali che si sono gradatamente stratificati sul territorio, coinvolge il lettore in una narrazione avvincente e rappresenta un’utile occasione per appropriarci della microstoria che ha connotato la nostra città”. (Mariella Chiappetta, Dirigente scolastico)

15,00

49 – Il giuramento di fedeltà dei vescovi

[wc-ps]

Il volume ripercorre l’evoluzione storico-giuridica dell’istituto del giuramento di fedeltà dei Vescovi, sia nell’ordinamento canonico, sia nei rapporti fra Autorità religiosa ed Autorità politica.

30,00

Europa, giovani e lavoro: L’unione Europea dal presente al futuro

[wc-ps]

In un’epoca di rapidi cambiamenti, dove la solidarietà e l’integrazione sono più cruciali che mai, questo saggio offre un’analisi approfondita e perspicace sulle politiche giovanili, lo sviluppo economico e il ruolo vitale del Mezzogiorno nel contesto europeo. Attraverso la lente dell’esperienza personale e professionale di Massimo Rocco La Gamba, il libro si immerge nei dibattiti che hanno modellato l’Unione Europea, esplorando le tensioni tra i vantaggi dell’integrazione e i ritardi strutturali che persistono. Con uno sguardo attento alle opportunità che l’Europa offre ai giovani oggi, il testo non solo riflette sulla storia e sulle politiche passate, ma anche sulle potenzialità future di un’Unione che cerca di riconciliarsi con le sue aspirazioni di coesione, solidarietà e progresso economico. Ogni capitolo sfida il lettore a considerare il proprio ruolo all’interno di questa comunità in evoluzione, sollecitando un coinvolgimento attivo per un futuro più equo e integrato. Quest’opera si rivela essenziale per chiunque sia interessato a comprendere i complessi meccanismi che governano l’Unione Europea e il suo impatto sulla vita quotidiana dei cittadini, con una particolare attenzione alle generazioni future che ne erediteranno il patrimonio culturale, sociale ed economico.

16,00

Montagnammare

[wc-ps]

Ispirata a fatti realmente accaduti nella Calabria di inizio ‘900, la storia narra l’ascesa pubblica e il dramma privato di un uomo controverso, capace di imprese epocali ma al contempo fragile nella sfera personale, sulla quale incombe un antico segreto. Dopo aver ereditato l’enorme patrimonio di famiglia, grandi latifondi su entrambe le sponde dello Stretto e una flotta navale che fa concorrenza all’ormai decaduta Florio, l’avvocato e onorevole del Parlamento d’Italia, Giacinto Lanzo, torna nella propria città di origine. Là, nell’estremo lembo di terraferma che i pescatori e le contrabbandiere di sale chiamano da sempre “Scillecariddi”, don Giacinto si rende protagonista di imprese senza precedenti, inclusa la ricostruzione di un’intera provincia dopo il terribile terremoto del 1908. Alla travolgente ascesa pubblica, egli oppone una misteriosa fragilità privata: dietro un’indole misogina, incapace di slanci affettivi, si cela un segreto d’infanzia custodito gelosamente in un carillon. A scombinare l’ordine della sua vita e della sua casa, l’arrivo inatteso di un giovane venuto a “scardinare” fobie e segreti irrisolti. Una storia di realismo magico sospesa tra vero e verosimile, che intona il Sud di Gesualdo Bufalino, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Stefano D’Arrigo, omaggiandoli e inventando parole.

Fascia di prezzo: da €9,99 a €18,00
ebook - cartaceo

Poesie per un nuovo mondo

[wc-ps]

Ci sono poesie che toccano il cerchio infaticabile della malinconia e si fanno destino. È come se si fossero vissute esistenze in una vita sola. È come se quel labirinto che portiamo dentro fosse un infaticabile attraversamento di deserti. È come la parola: separa e lega l’esperienza del vissuto con la profezia che non conosciamo ancora. (Dalla Prefazione di Pierfranco Bruni)

Serve maggiore serietà, responsabilità, adultità. In questa realtà, frutto di un meccanismo potente che si autoalimenta, la proposta di un nuovo mondo, di un nuovo modo di pensare noi stessi e l’umanità, appare eresia, appare follia, appare poesia. (Dalla Postfazione di Angiola Agarossi)

15,00