Libri

La trilogia del Nόστος di Pierfranco Bruni

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In compagnia di La notte degli incendi Lo sciamano e la curandera Al canto del Muezzin Tre storie che come tre uncini cercano di afferrare lembi di anima, scompigliati dal vento dei giorni, in una scrittura mozzafiato, che non sazia mai il desiderio di comprendere quell’“io” bruniano, sempre cangiante e sempre uguale, che si camuffa a seconda delle due contese “muse” ispiratrici del momento. Marilena Cavallo

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Notti senza giorno

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Gli spunti per la descrizione di un rapporto tossico e di una chiara dipendenza affettiva ci sono tutti: insicurezza della protagonista che, per molti anni, a partire dall’adolescenza, si è percepita come insignificante, invisibile e che intanto viveva un storia familiare complessa e ‘invischiante’ che le lasciava dei segni o traumi relazionali… l’incontro con un ragazzo poi uomo che alternava momenti di ipercontrollo, confusi spesso per ‘grande amore’ ad assenze e/o disconferme umilianti e mortificanti. Il risultato è un amore fatto di briciole, di buonanotte, attese con ansia e, spesso, inutilmente.

(Dalla Prefazione di Angela Costabile)

«Azzurra era una cosa, un buco nero, un ologramma di piacere e in fondo poteva essere chiunque e nessuno»

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Quando i clandestini eravamo noi

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Con Prefazione di Mimmo Lucano

 

Le tragedie e le vicissitudini della nostra emigrazione che in questo libro Umberto Ursetta riporta alla nostra memoria, sono un monito contro la smemoratezza del nostro tempo. La mancanza di memoria è all’origine dei tanti episodi di razzismo, di odio e di xenofobia nei confronti di chi sbarca sulle nostre coste. È innegabile che stiamo vivendo un momento caratterizzato da una pericolosa regressione culturale che rischia di far precipitare la società in comportamenti sempre più disumanizzanti. Bisogna fare argine a questa deriva regressiva, e un modo per farlo è raccontare la nostra emigrazione che ha avuto una grande importanza nella storia italiana contemporanea.

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La carta & la stoffa

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[…] Riemergono mastre sarte, coutourière dimenticate, arte del cucito e del rinaccio, riviste di moda, modelli innovativi, i pantaloni femminili che cambiano un’epoca e permettono a sarte e sarti di scambiarsi esperienze. Gli abiti sono un’estensione della pelle umana, ha scritto Umberto Eco. Chi li crea è quindi un architetto della sensibilità umana della moda. La collocazione dell’atelier della mamma sarta in via Galluppi permette all’autrice di consegnarci uno dei migliori scrigni sulle trasformazioni urbane e sociali di una zona cosentina occupata dalla buona borghesia cittadina. Strepitose e inattese le dense righe di ideale colore rossoblu dedicate al Cosenza e al vecchio “Emilio Morrone” ma la grande perla è la descrizione delle donne che frequentano lo stadio cambiando le abitudini con le annesse minute osservazioni di abiti e indumenti adoperati per l’occasione. Troverete descrizioni di cosmetici, richiami cinematografici, passi di volumi amati. Questo libro è anche il testimone del riscatto culturale di quelle donne che diventarono protagoniste della loro epoca. […] Dalla Prefazione di Paride Leporace

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Nuovi studi pirandelliani 15

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La Bellissima Sovrana Magnifica Mirabile AKRAGAS è l’ALTA MONTAGNA (Giornata Piramide Scala) del solingo Incisore Untore Battezzatore TAUMATURGO-SOLE CALOGERO (Carlo-Lollò), l’UOMO (Anér-Vecchio-Nano) DIO (Pensiero-Sogno-Giorno-Gigante Pandoro-Toro Giovane Lindo-Falaride-Candido) SPIRITO (Ombra-Paria Nessuno-Odisseo-Mida-Dima-Mani Set-Teseo Crocefisso 7-Lazzaro-Eccehomo), l’AULETA TROVATORE del VELLO (Pitagorica-Pitica-Tavola XII) d’ORO (zero corona), la PORTA dei CENTO VENTI (Biberia), i cento Numeri-Numi-Lumi Spiriti-Antenati-Argonauti (Venti Dragunèra), i GIGANTI CENTIMANI (Venti Rom-Mani Samurai-Samaritani-Sumeri), le Ombre-Paria, i Personaggi Ignudi, i Legislatori-Angeli Empedoclei (seduti sull’alta rocca-muraglia-armonia-trono, l’anima-nomos-manna-mano-firma-zero-eros-fuoco-pugna- fortezza). Nella Val d’Akragas-Basilea il Vello d’Oro è il VELO ALLEGORICO (fazzoletto-mantino verde da alzare = leggenda-armonia-anima-amor-Roma da leggere = mistero-segreto del biblico Drammaturgo-Socrate-Cristo Anér = Due Sogni-Giorni del Grande Cane-Faraone-Noè-Natale-Atlante = Gigante Epimeto-Natale Lustrale a.C. e Gigante Prometeo-Pasquale Fisico d.C. d’Akragas) CHE RIPARA l’invisibile intoccabile inarrivabile ALTISSIMO-GIGANTE SVEGLIO-VIVO-RISORTO FUORILEGGE (Ecnomo) SPIRITO-PERSONAGGIO NESSUNO-QUALCUNO, il BIMBO MATTINO-MATTIA PASCAL (Tu-Attia-Attila-Astianatte della Città-Astu dell’astio-catastrofe-pasqua), il FIGLIO RITORNATO RITROVATO, il CUORE GENEROSO-ANIMA APERTA di LUIGI PIRANDELLO (olivo domestico-saraceno), il BIBLIOTECARIO DELLA CITTÀ, il MUNIFICENTISSIMO DONATORE (Monsignore Boccamazza-Rábdos), il POETA AULETA TROVATORE (Max Oliz), il POETA PITTORE (Manuel Bernaldez), lo stanco-morto-sudato TAUMATURGO-SOLE (Pascal-Calogero-Cocalo-Caco-Callicratide-Calcante-Ercole-Eracle-Empedocle-Pericle-Shakespeare Salvatore dei Greci), l’Incisore Untore Battezzatore del LOGOS-ANGELO-GIORNO-GIGANTE Faraone-Noé-Natale-Atlante Tantalo Telamone Telemaco (Macco Bacco Allegro), il TIRANNO (Terone-Turno) UOMO (Ter-Pasquale-Pascal Pistilo-Balio-Melanippo-Paulo Post) DIO (Anno-Natale-Mattia Xanto Caritone Aristono dell’Antu (selva) degli Antenati Giganti) FALARIDE (Lindo Candido Vergilio), il BATTEZZATO BATTUTO INCHIODATO INCISO (tagliato-simato) SCALARE (Matteo Scala-Mattia Pascal) KOUROS-PANDORO-TORO-TROILO (Re Porco = Telamone-Tela d’armonia-pietra pitagorica cerebrale-acerba-dura-rozza barbara-incomprensibile), il BASILEUS (Xanto Leone Gala Gellia Gerlando Orlando) SIGNORE (Omeros-Remos) della NAVE (Lettera-Giornata-Tela-Vela Una-Croce e Trinacria-Trireme-Tridente-Rábdos = Olympieion a tre navate). Nella Città dei Templi Pirandello è il Drammaturgo-Dramma, il Gigante Telemaco Falaride (il ciclopico-omerico-cieco-operato-inciso Mattia Pascal), l’orrendo mostro (mummia), la sfinge-finzione-fantasma-fantoccio, il Puparo-Pupo-Sogno-Pensiero-Dio (Ade Adone Paride Falaride Edipo Re), il ROMANODIO-ROMANZO CROCEFISSO (Uno-Nessuno-Centomila) liberato dall’ATTRICE CARATTERISTA, la LUNA ATENA-OCCHIOAZZURRO (Elettra Lucia-Lumia Lampezia-Lampedusa), la DRAMMATURGA (Mummia) MEDUSA-SAFFO (Mita) TRIVIA (Santa Maria Liberale = Lampezia Neera Fetusa = Tre Marie-Moire-Donne-Cariti-Grazie-Graie-Gorgoni con un ballo-cerchio-occhio in tre), la MADONNA ANTONELLIANA dalla mano-armonia (malocchio) levata, il levato velo-vello d’oro dei Numeri, i Personaggi-Spiriti Giganti del Teatro N.N. (Tragedia-Armonia-Anima Nuda Nessuna Ignota), il Teatro d’Arte (Architettura Scultura Pittura Scrittura Musica), il TEATRO FISICO-PASQUALE DI BUIO-ESSERE-NON ESSERE-FUOCO (il dramma delle cose vere del cielo della Luna Atena-Occhioazzurro, la Musa-Cantante dell’ira-rábdos-albaurora-rosa del Poeta-Personaggio Uno-Nessuno) che BRUCIA il grottesco SPETTACOLO LUSTRALE-NATALIZIO DI LUCE-APPARIRE (la commedia delle parole false, le tante forme-vesti della Diva Athena, i tanti nomi del Calendario Latino del Regista-Attore Centomila). Nella Città dei Templi la Commedia non si può fare: sulla scena c’è il DRAMMA-MANOSCRITTO-CRISTO-GESÙ-GIOSUÈ-GIUSEPPE-PEPI-PAPIRO-PIPISTRELLO PENDENTE. Così è (se vi pare). L’Autrice

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Sorvoli

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In Sorvoli le poesie sono percorse da una sorta di alterazione della realtà, di tormento irrisolto. Le cose, il paesaggio, il tempo stesso sono trasfigurati in immagini e metafore inusuali che possono sembrare azzardate, ma che in verità hanno solo l’intento di ridefinire, in un linguaggio sobrio quanto originale, la realtà stessa.

Il nuovo libro di poesie di Tiziano Broggiato si struttura idealmente in tre macrosezioni: la prima si potrebbe intitolare I fantasmi di ognuno, poiché è incentrata sul senso dell’incompiuto, sul rammarico di ciò che avrebbe potuto essere, ma che per scelte unicamente personali, non è stato. La seconda, concentrata in un unico poemetto dal titolo Il sonno di Lindbergh, sviluppa il tema della solitudine prendendo spunto dall’impesa del leggendario pilota americano che per primo, nel 1927, attraversò con un volo in solitaria l’oceano Atlantico. Per la terza e più ampia sezione, che si potrebbe convogliare in L’uomo confuso, sono le incombenti incertezze del mondo ad assillare e attirare l’autore, il quale decide di osservare le cose, gli accadimenti, le notizie profuse dai media e dai social, da una posizione di continuo movimento, tra il credere e il non credere, tra essere e non essere. Ritorna qui, come nella parte iniziale del libro, il momento in cui la piena dei fantasmi, delle quotidiane pressioni rischia di confondere anche la coscienza.

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Racconti al maschile singolare

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Lei tratta il bello e il brutto con la leggerezza propria delle ballerine e dei ballerini sulla scena. Umani che affrontano la complessità delle figure più faticose, più articolate, privandole del peso. Dove finanche il gesto più grave, si libra nell’aria libero, eppure consapevole delle leggi fisiche che costringono a terra chi non sa danzare. E sia chi non sa danzare, sia chi invece crede di saperlo fare, nei personaggi e fatti descritti da Maria Carmela troverà nuove coreografie e conferme per il suo ballo. Un ballo dove spazio e tempo – quello che per l’autrice “passa, che sa passare” – si sospende, tra i passi in cui lo spirito al quotidiano umano si diletta. (dalla Prefazione di Pino Sassano Libreria Mondadori Cosenza)

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L’ombra di Michelangelo

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Michelangelo riceve da un mercante veneziano un cono d’avorio con il quale realizza un Cristo alla colonna. Il prezioso oggetto viene trafugato e finisce in mano alla “Fratellanza dei Venti”, diventando così il testimonium di un impegno a difesa della fede cattolica oltre che delle arti. Dopo alterne vicende, nel 1766 l’opera viene donata al vicerè di Napoli Fernando Gioacchino Fajardo, quindi da questi trasferita al nobile cosentino don Antonio Caputi il quale, a sua volta, ne fa omaggio alla Congregazione dei Nobili di Cosenza, che opera presso la Cattedrale. La Confraternita custodirà il Cristo alla colonna fino a quando assieme ad un’opera di Angelo Rinaldi, discepolo del Maestro fiorentino, approderà nel Museo Diocesano della città bruzia. La statuetta sarà oggetto della ricerca di un docente inglese che proverà a entrarne in possesso per svelare un mistero legato al tempo delle Crociate e degli Ordini cavallereschi. Un avvincente romanzo-thriller che si snoda lungo cinque secoli di storia tra immagini suggestive e vibranti colpi di scena.

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Portami all’America

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Chi parte e chi rimane. Tra dolorosi distacchi, abbracci che sanno tanto di addii, e la speranza di lasciarsi presto alle spalle le ragioni di scelte difficilissime e laceranti. Per tornare presto alle proprie origini. Nei luoghi dell’infanzia e di una giovinezza tutto sommato spensierata, anche se mai priva di rinunce e limitazioni. Il mondo dei sogni e degli affetti più cari, nel quale ricominciare a vivere, puntando con rinnovato vigore ad una agognata palingenesi esistenziale.
La storia dell’emigrazione italiana e, particolarmente, della Calabria trova attraverso questo romanzo una nuova, coinvolgente rappresentazione. Mettendo insieme, in un ordine che rappresenta anche e soprattutto la riproposizione degli elementi fondanti di una forte identità culturale, sentimenti, passioni, aspirazioni capaci, nonostante tutto, di resistere ad un tempo gramo e sofferto. A vicissitudini apparentemente senza via d’uscita.
Tutto si svolge nel 1907 e si sviluppa in parallelo fra i boschi della Sila, un bastimento di migranti diretto in America e la casa di John Vigliaturo a New York. Una città di ciclopiche sembianze, che sembra smantellare ogni traccia di dignità umana, ma che si dimostra alla prova dei fatti capace di restituire dignità e orgoglio a chiunque ne conosca la propensione alla modernità, che significa in primo luogo opportunità di riscatto civile e sociale.
La scena è tutta per la gente comune. Per chi diventa protagonista di un’esaltante avventura umana. Il megafono di una conquista che riporta l’uomo al centro della storia, con le sue debolezze, ma anche con le sue inespresse potenzialità.

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Cosenza vecchia. La periferia si fa centro

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“Il patrimonio architettonico costituisce un capitale spirituale, culturale, economico e sociale di valore insostituibile. Ogni generazione interpreta in maniera diversa ed in relazione ad idee nuove il passato. Qualsiasi riduzione di questo capitale costituisce tanto più una diminuzione di valori accumulati in quanto non può essere compensata neanche da creazioni di elevata qualità.” È l’art. 3 della Carta Europea Del Patrimonio Architettonico. A Cosenza, è anche un grido di dolore.

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La notte degli incendi

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Questo mio libro è un libro di nostalgie e di ricordi. Ma alcun rimpianto è dovuto. Le parole scivolano tra i ritagli dei giorni e le ombre che si fanno insistenti. Il tempo che passa è come se non conoscesse l’orologio. Ma la realtà si inebria nella miseria degli uomini. Siamo immersi in una realtà che confonde.

Ho attraversato i fiumi della coerenza, ma ciò che premia è l’incoerenza, il sapersi accordare sulle comodità, il dovere di dire sì. Ma molti degli intellettuali che schiamazzano in questo paesaggio di nebbie sembrano marziani. Rispondono

senza alcuna negligenza alla chiamata del principe o dei principi. È stato sempre così. Perché negarlo? Perché meravigliarsi ancora? Perché scandalizzarsi? Ci vuole coraggio.

Gli intellettuali a corte? Ma io respiro una notte di incendi e la vivo nella mia quotidianità.

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Così come sono

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Una vastità di stati d’animo e sentimenti, gioie, soddisfazioni, delusioni, dolori, rimorsi che, ad un certo punto, senza un motivo apparente, una causa ben individuabile, risalgono in superficie esplodendo, come pomici e lapilli di un vulcano in eruzione. E c’è, conseguenza di questa magmatica congiunzione, una sorta di livello comunicativo, che supera i due approcci. Una magica relazione d’intenti che ad un certo punto si mette in moto. Dando voce, in qualche modo, ad una trionfale dichiarazione d’intenti.

 

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Fata Morgana 47

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Il numero 47 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Voce”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Alma Mileto, con la grande poetessa Mariangela Gualtieri. Se nel nostro presente ad essere preponderante è un “visuale” che stordisce lo spettatore fino a prosciugarne attenzione e prestazioni intellettuali, la voce ricostruisce e preserva una dimensione dell’“indicibile” e dell’“immaginabile” grazie alla sua disintegrazione del corpo e alla sua ricerca continua di un’ulteriore “alterità” da innestare nella narrazione.

All’interno del volume si trovano saggi che declinano il tema in rapporto ad autori e film importanti dalla classicità alla modernità fino alla contemporaneità: da Playtime di Tati a La rabbia di Pasolini, da Il sogno della farfalla di Bellocchio a Kill Bill di Tarantino al cinema di Alice Rohrwacher, Chantal Arkeman e Agnès Varda. 

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Fai come me e sarai felice

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Con prefazione di Paola Severini Melograni

Ho sempre pensato a mio figlio come a un fiore delicato che bisogna amare, proteggere e curare ed è quello che farò finché avrò respiro. Ma so che non basta. Un fiore, per quanto tenace, difficilmente potrà sopravvivere da solo. Il vento lo sferzerà fino a disperderne i petali, il caldo lo seccherà e il freddo della notte lo brucerà, le erbacce infine lo soffocheranno. Se invece crescerà circondato da altri fiori diversi per forma e colore, la sua bellezza e il suo profumo verranno esaltati dalla loro presenza. Non solo, gli amici fiori formeranno una barriera attorno a lui, impedendo alle erbacce e alle intemperie di farlo appassire. Ecco il perché di questo libro: stimolare tutti coloro che come me hanno a cuore il futuro di questi ‘bambini speciali’ perché fiorisca attorno a loro un’aiuola di solidarietà che li aiuti ad affrontare le difficili sfide della vita. 

Luigi Lupo

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Linfa d’infinito

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La poesia è emozione prima d’ogni altra cosa, ma è anche ragione che volge verso un obiettivo prestabilito nell’animo di chi scrive e così va intesa dagli occhi, dalla mente, dal cuore di chi legge. Non possiamo scorrendo le righe chiederci quale ordine abbia voluto dare il poeta ai suoi versi, se cronologico, o in base alle preferenze personali, se seguendo uno schema proprio non precisato, ma di certo notiamo un’alternanza tra la speranza e la malinconia, tra la vita e la morte, il giorno e la notte, tra la gioventù e la vecchiaia, la fine e l’infinito, la gioia e il dolore. La poesia in queste pagine è tutto e il contrario di tutto, è sintesi tra opposti, è vita oltre la vita.

(Dalla Prefazione di Daniela Rabia)

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Mai arrendersi

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Campanella, Uomo di eccelsa onestà intellettuale, di straordinaria coerenza, di grande resistenza fisica e soprattutto psichica, con l’esempio e la forza inestimabile del Suo pensiero ci insegna che l’Uomo, per realizzare i bisogni primari, non può vivere senza il sogno di un’“Utopia” costruttiva, poiché un’Utopia trasformata in un’enorme cantiere è il carburante che fa girare il motore del mondo.

Il Potere, per conservare se stesso, ha cercato sempre di nascondere, insabbiare, camuffare, condannare, negare, dimenticando che le leggi della natura sono inesorabili: così succede che ogni fenomeno sociale, politico o religioso, nasce, cresce, si sviluppa e… prima o poi muore!

Basta guardare nel tempo e nella Storia!

G. B.

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La città del sole di Tommaso Campanella

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Campanella, Uomo di eccelsa onestà intellettuale, di straordinaria coerenza, di grande resistenza fisica e soprattutto psichica, con l’esempio e la forza inestimabile del Suo pensiero ci insegna che l’Uomo, per realizzare i bisogni primari, non può vivere senza il sogno di un’“Utopia” costruttiva, poiché un’Utopia trasformata in un’enorme cantiere è il carburante che fa girare il motore del mondo.

Il Potere, per conservare se stesso, ha cercato sempre di nascondere, insabbiare, camuffare, condannare, negare, dimenticando che le leggi della natura sono inesorabili: così succede che ogni fenomeno sociale, politico o religioso, nasce, cresce, si sviluppa e… prima o poi muore!

Basta guardare nel tempo e nella Storia!

G. B.

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Medium loci

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«Si può svuotare l’immagine cinematografica di ogni realtà, salvo una: quella dello spazio». Da questa intuizione di André Bazin si dipana un percorso di indagine sulle trasformazioni spaziali operate dal cinema e dalla televisione, quali potenti strumenti di interpretazione e narrazione del territorio. Come funzionano i processi trasformativi dello spazio inquadrato e narrativizzato dai media audiovisivi? Che oggetti sono l’ambiente cinematografico (spazio dell’azione) e il paesaggio cinematografico (spazio della contemplazione)? Quali sono i tratti distintivi di un paesaggio localmente mediato da rappresentazioni audiovisive come film e serie tv?

Sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere questo volume attraverso l’analisi di classici del cinema come Viaggio in Italia di Rossellini e di serie tv recenti come Gomorra e L’amica geniale.

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Il magliocco

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SAGGI DI

Antonio La Marca e Stefania Mancuso, Università della Calabria

Mariarosaria Salerno, Università della Calabria

Antonello Savaglio, Membro del consiglio direttivo della Deputazione di Storia Patria per la Calabria

Vincenzo Antonio Tucci, Direttore Archivio Diocesano di Cosenza

Piero Giuseppe Savaglio, Studente di Lettere e beni culturali Università della Calabria

Giuseppe Tagarelli, Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Vincenzo Roseti, Agronomo, ricercatore presso “CRSFA Basile Caramia”

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Quello che viene dopo

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Un antico proverbio tibetano, citato più volte da Gianfranco Ravasi, recita «Il corpo dell’anziano è un prezioso scrigno di canti sacri».

È questo, il primo pensiero che risale alla mente nello sfogliare le pagine di questo agile libro, ultimo lavoro del poeta Erminio Maurizi. Fin dal titolo, Quello che viene dopo, si avverte fortemente il desiderio dell’autore di tracciare un solco tra l’esperienza passata e il futuro. La saggezza di Maurizi sceglie di descrivere, con il filtro di una poesia delicata e leggera come ali di farfalla, le esperienze del tempo presente.

La copertina ci rimanda ad un episodio del Vangelo di Luca, splendido e a volte trascurato, sebbene sia il Quarto Mistero Gaudioso del Rosario: l’incontro della Sacra Famiglia con il vecchio e saggio Simeone (Lc, 2, 22-35).

(da “Nunc dimitte” di Michele Giustiniano e Gianfranco Russo)

6,9912,00
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