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MASTRO CARTACEO

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Sotto la luce fredda

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Ho trascorso l’intera vita tra corsie e sale operatorie curando i malati. Se escludo appunti di tecniche o di patologie rare, non ho mai scritto un vero diario, per la convinzione che, rileggendolo dopo tempo, i sentimenti, le emozioni e, forse, anche la verità, non sarebbero più gli stessi e assumerebbero valore diverso rispetto al momento dei fatti. Di tanto in tanto, però, quand’ero testimone o attore di episodi fuori dall’ordinario, cedevo alla tentazione di annotare qualche sfogo momentaneo. Dopo tanti anni, ho ritrovato alcuni di quegli appunti e, dopo lunghissima riflessione, ho ceduto alla tentazione di metterli insieme. Ne sono nati questi racconti, sotto forma di esperienza nella sanità raccontata a mio figlio, come accenno nel Prologo.

Dire che in circa quarantacinque anni ne ho viste tante è un luogo comune di scarsa valenza, pertanto, non intendo narrare di quelle tante, ma soltanto raccontare qualcosa che di solito rimane sepolta e inaccessibile nelle pliche della memoria…

…I personaggi hanno lo stesso nome in tutti i racconti. Tanto può essere considerato il segno di una narrazione unitaria, della quale ogni racconto è un capitolo. Nel carattere e nei movimenti, essi sono creati dalla mia fantasia, pur ispirandomi a personaggi esistenti e fatti accaduti. Non è riportato il tempo, anche se a volte può essere dedotto. Le storie possono essere attribuite a quasi tutte le città e aziende sanitarie d’Italia. Se qualcuno ritenesse di individuare elementi di riconoscimento, va considerato casuale…

…Il titolo sotto la luce fredda è tratto da uno dei racconti, e richiama le lampade scialitiche che illuminano i campi operatori, dette in gergo “luci fredde”. Lascio al lettore l’interpretazione metaforica.

 

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Pythagoras

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Il personaggio Pitagora è al limite tra il mitico e lo storico; sicura è la sua residenza a Crotone, città ch’egli prescelse per fondare la sua Scuola, accanto a quelle autoctone medica e atletica. Ad ogni modo, tutto il mondo presocratico è dominato ed influenzato dal suo pensiero. Attorno a Pitagora, che presenta molti tratti in comune con altre figure di sapienti visionari e maghi dell’età arcaica, si forma ben presto una ricca tradizione di aneddoti, volti a sottolineare la sua statura morale, filosofica e scientifica, spesso sconfinante nel divino. La mancanza di certezza delle sue indagini e ricerche è dovuta al fatto che di Pitagora non è giunto fino a noi nessun frammento diretto di suoi scritti. Tutto è riportato e riferito da altri. Nei secoli la sua figura è stata sempre più contaminata con fatti straordinari, mitici e non veri. Molto della sua vita e del suo insegnamento è stato inventato. Stabilire e discernere la veridicità di questi fatti è cosa ardua, ma è quello che cercherò di fare. Mi sforzerò di inquadrare storicamente l’uomo, il filosofo, lo scienziato, il Maestro Pitagora. La sua lunga vita, novant’anni (secondo alcuni sarebbe vissuto più di cento anni), è segnata da vicende che lo hanno visto sempre protagonista: il suo peregrinare per il mondo, la sua Scuola, le sue scoperte scientifiche e filosofiche, la sua famiglia, e anche la sua tragica fine. Ci siamo resi conto di avere a che fare con un gigante della Cultura umana di cui hanno discusso e parlato i suoi contemporanei e tutti gli studiosi successivi, fino ai giorni nostri.

 

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Dai proverbi calabresi 100 ballate… in una stanza

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GLI ANIMALI NEI PROVERBI
E NELLE BALLATE

BALLATE IN VERSI ENDECASILLABI:

CAPA
CICALA
CINNARINU
FERMU
GRANCU
LACRIMI
LENTA
MANGIA
MMALENA
MUSHCHI
PAGGHJA
PAROLA
PIDUCCHJU
PIGULA
PINNA
PORTA
RESHCHI
RICCHJA
SAPUNU
SHCURZUNI
SHPECIALI
TAVANA
VIRDI
VULA
VURPA

BALLATE IN VERSI OTTONARI:

ABBIVERI
AVANTARI
CAGGIA
CANNARUTU
CANU
CARROZZA
CAVADDRU
CIUCCI
CORVI
CRAPARA
CUDA
CUNZIGGHJU
DOTA
FIGGHJA
GADDRINA
GADDRU
GRANCATA
LINNINI
LUPU
MAJISI
MBARATA
MERUCHI
MERULA
MULI
MUZZICA
MUZZICUNU
NCUMUNU
OCCHJU
OSSU
OVI
PALUMMA
PATRUNU
PIJARI
PISCI
PORCEDRU
PRESSALURA
PRESUTTU
PULICIU
RIRA
RISHPETTU
SERVAGGIA
SURICIU
TENNIRI
VECCHJU
VOZZA

GLI ANIMALI NEI PROVERBI
CALABRESI :

LE PIANTE NEI PROVERBI
E NELLE BALLATE

BALLATE IN VERSI ENDECASIILABI

ALLITAMATU
AMMUZZA
ARBIRU
BRUNU
CANZUNA
CHJAPPIRI
CITTA
CUNTATI
FRASHCHI
FRUTTI
GUVERNA
JINOSHTA
JONCIU
LAPRISHTI
MENNULA
OLIVU
PIRU
POSHTI
RECIVA
SHPINA
SHPRACCHJI
VIGNA
ZZAPPATURU

BALLATE IN VERSI OTTONARI

ERIVA
JURI
MMENZU
ORTU
PARMA
SIMINATU
URMU

A TTIJA LUPU

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Storia di un territorio

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…] Franco Emilio Carlino, riesce con maestria e precisione a documentare, attraverso uno stile avvincente, realtà nelle quali il lettore-osservatore diventa anche parte integrante del contesto e contemporaneamente principale protagonista dei luoghi minuziosamente descritti.
Il libro si presenta come un viaggio nel tempo, tra borghi poco conosciuti, ma ricchi di antica storia, con un intreccio di notizie, casati, famiglie nobiliari e potenti, vicissitudini, luoghi di appartenenza, arte, attività che hanno reso nobile un territorio che ancora oggi sconta l’avvicendarsi delle varie metamorfosi territoriali.
L’autore tesse una trama minuta che brilla per risorse artistiche, architettoniche, paesaggistiche e culturali. Il lavoro di ricerca esamina possedimenti feudali, dinastie, brigantaggio, emigrazioni, sco- perte archeologiche, blasoni, icone archetipe, calamità naturali, e ne traccia un quadro ben definito esaltando l’evoluzione dei singoli territori raccontati. […]
È un nuovo modello di lettura di una particolare area interna, con una ricchezza culturale e paesaggistica che ha solo il rischio di essere confusa, ma presenta il concreto vantaggio di scaldare l’interesse per un viaggio d’avventura teso a risollevare anche un’economia attualmente frenata da una perenne mancanza di condivisione culturale. […]

Dalla Prefazione di Giovanni Renda

 

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I Toscano Patrizi Rossanesi

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Il catalogo delle opere di Franco Carlino, apprezzato studioso e socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, si arricchisce di un’altra pubblicazione di taglio storico-genealogico che è sintesi di un’ampia ricerca sulla famiglia Toscano, tra le più cospicue della nostra Regione e, segnatamente, di Rossano, dove si è distinta in tempi diversi per cultura, per virtù militare, per incarichi feudali e per impegno giuridico-forense. […]
Compiuta l’analisi della complessa tematica delle origini, con l’ausilio di un vasto apparato documentale, d’archivio e storiografico, l’Autore offre un completo affresco ricostruttivo dei diversi rami nei quali si è estesa e sviluppata la famiglia Toscano; ciascun ramo è rappresentato, nelle relazioni parentali, con l’ausilio di tavole genealogiche particolarmente curate, che hanno perciò richiesto intense energie di scavo, raffronto, corroborazione. […]
La seconda parte del volume propone, sulla scorta di un cospicuo materiale storiografico, sei affreschi biografici di illustri personaggi di casa Toscano. […]
Al termine di tanto e complesso lavoro, si può affermare senza dubbio che siamo dinanzi ad un volume storico di rilevante pregio, perché completo nell’informazione, ben ordinato sul piano della composizione unitaria, condotto con metodo storico, denso anche di riferimenti araldici che, in genere, non sempre trovano debito rilievo nelle memorie municipali. […]

Dalla Prefazione di Mario Falanga

 

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Nuovi studi pirandelliani

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Quando avevo diciassette anni e frequentavo il “Liceo Classico Empedocle” d’Agrigento iniziai a frequentare Shakespeare ignorando che il suo teatro drammatico affondasse le radici nell’armonia-anima (diapason – paradiso) drammatica lustrale catartica marina del “Liber della Polis” (la “Liverpool” di Pirandello-Pascal): il “Poema Lustrale (Iliade della concordia – catarsi – purgatorio del Dio Natale – Callicratide – Acrone inchio dato nel lontano cielo) e Fisico (Odissea della discordia – catastrofe – inferno dell’Uomo Pasquale – Empedocle – Crono schiodato nella vicina Akragas)”: la “Lettera Iatrosofistica (Opera – Giornata (tela invisibile) Una e Trinacria letta dalla Luna Doppia Elettra) d’Empedocle Callicratide, il Poeta – Teosofo – Sofista (Pedagogo Oloferne) che ha svelato la favola del Taumaturgo – Sole Basileus Mida (Cocalo Calogero Ercole Eracle Salvatore), l’Auleta Trovatore della Tragedia d’Akragas Kallista (Bellissima) e Sovrana (Basilea). Akragas “Kallista e Sovrana” (di Pindaro) è la Città dell’Arte – Afrodite (“regina di bellezza e di valore”): il teatro omerico- umoristico (la fragorosa risata della schiuma del mare), il teatro drammatico, il teatro dell’armo nia – anima drammatica (ermetica) lustrale catartica marina: l’alto mare che, sollevandosi fino alla volta celeste, affonda “la nave feace” (l’opera – giornata di armonia – pietra: la trireme che già si vedeva venire) dei Poeti – Marinai (Omero Eschilo Sofocle Euripide Shakespeare Pirandello).

 

 

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Nuovi studi pirandelliani

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“La favola del figlio cambiato” è il mito mediterraneo-greco, l’inespugnabile (luminoso nella forma dell’apparire e oscuro nel contenuto dell’essere-non essere) inestricabile “labirinto” del “ROMANO (Amore-Eros) della ROSA (Anima-Psiche)”: il vivo Spirito-Personaggio “Nessuno” della Tragedia del teatro drammatico da leggere (da vedere con la mente-occhio dell’empedocleo Ciclope Omero fuorilegge): l’OPERA-GIORNATA (tela-vela invisibile = trireme d’armonia-pietra affondata da Omero-Archimede Pitagorico) UNA-NATALIZIA-LUSTRA LE-CATARTICA (Anabasi-Iliade della tragedia della catarsi di cento numeri-numi, i lumi accesi (“i giovani”) dal Drammaturgo-Dio Pirandello- Mida del cielo) e TRINACRIA-PASQUALE-FISICA-CATASTROFICA (Catabasi-Odissea della tragedia della catastrofe di cento numeri-numi, i lumi spenti (“i vecchi”) dal Drammaturgo-uomo Pirandello-Pascal- Mida della pindarica Akragas-Girgenti-Agrigento) della LUNA DOPPIA (la piccola fiammiferaia Mita fiammiferaia, la DEA ATENA CONDUTTRICE (l’irata “egiziana” Marianna Arianna con la giornata-lancia “lontana” sulla testa “vuota” di Pirandello-Pascal), la MAGA DONNA che dà “il filo” dell’amore-anima-armonia luminosa lustrale catartica marina del cielo lontano del Poeta-Marinaio Pirandello-Omero (Omeros-Remos = Castore-Socrate Cristo-Anér Nereo inchiodato nell’armonia-taurocollafattura-malocchio-iettatura).

 

 

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Hortensia

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Hortensia è un vasto, insidioso, magico labirinto: il labirinto sudamericano – umano, sociale e politico – in cui le ancestrali profondità del passato risuonano nel presente come enigmatiche profezie e oscure visioni, in cui la violenza delle istituzioni e la ferocia della criminalità nascondono e confondono le identità e i ruoli di vittime e carnefici, di buoni e cattivi, in cui ogni umanità in un attimo riluce e ti guida per poi l’attimo dopo oscurarsi e dannarti. Essendo un labirinto, Hortensia è un intrigo, una vicenda avvincente, un vero gioco d’astuzia per il lettore. L’ombra faustiana dell’efferato Ventsel pervade l’intero intrigo. Al suo centro sta Hortensia Vicente, la fondatrice del collegio di Esperanza, dove da dieci anni si è rinchiusa per sfuggire a un penoso passato. E poi c’è Luis Alvaro, scrittore anarchico, rientrato dopo un lungo esilio dall’Europa. L’incontro tra Hortensia e Luis Alvaro innescherà un vortice di eventi che stravolgerà le loro vite, per mutare il destino di un Paese oppresso da uno spietato regime militare. Verrà così evocata un’antica profezia indigena: dal grande mare verrà un condor dorato a riscattare l’orgoglio di una terra ferita, dispensando vendetta, tormenti e morte, per scardinare il labirinto e condurre ciascuno a una nuova sorte.

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Femina Sapiens

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Perché accanto al sistema numerico decimale esiste anche un sistema sessagesimale? Come mai per i pesi e le distanze usiamo la conta a base dieci, mentre per la misura del tempo ci affidiamo a una conta a base sessanta? Se il sistema decimale trova la sua spiegazione nel numero delle dita delle mani, è possibile che anche quello sessagesimale abbia avuto un’origine altrettanto “naturale” o “biologica”?

Per rispondere a questa domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta, l’Autore ci accompagna in un percorso di riscoperta delle nostre origini sociali e culturali, passando in esame diverse civiltà del passato, prima fra tutte quella dei Sumeri. E la rivisitazione della mitologia sumerica ci conduce a una serie di considerazioni sulle connessioni tra linguaggio, memoria e mito.

In un saggio breve ma complesso, accuratamente documentato, sono affrontati in modo diretto (e a tratti anticonvenzionale) argomenti come l’origine dell’agricoltura, la nascita della conta e della scrittura, la genesi dei rapporti familiari e la deriva dei rapporti di genere.

La soluzione di un enigma antico sarà alla fine tanto semplice quanto sorprendente.

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Resistere a Messina

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Un libro, questo, che tenta di sottrarsi alle angustie dell’editoria accademica, perlopiù chiusa nelle gabbie specialistiche. Basti pensare che abbatte, per la prima volta nel mondo, gli steccati tra scrittura argomentativa, scrittura giornalistica e scrittura creativa, anche per rispondere a una viepiù avvertita e diffusa esigenza di leggibilità.
Vi si troveranno, espressi in forma chiara, discorsiva, i criteri basilari della didattica dell’italiano e della lingua italiana nonché gli attuali orientamenti della critica letteraria, insieme con le più recenti proposte di riforma della Scuola e dell’Università, ma anche espliciti interventi su fatti e protagonisti della politica contemporanea. Per non dire dei siparietti autobiografici o, comunque, di vita vissuta, che vivacizzano il testo.
Si apprezzeranno, anche per la loro estrema leggibilità, saggi critici illuminanti, antiimpressionistici, su scrittori italiani, antichi e moderni, ivi compresi i giovani (e i meno giovani) emergenti.

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Nuovi studi pirandelliani

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Nella gigantesca autobiografica opera (“la biblioteca akragantina”) di Luigi Pirandello la poetessa-lettrice Mirella Salvaggio ha scoperto il dramma da fare-sciogliere: “Il fu Mattia Pascal”.
Questa “Presentazione” dell’Agrigentina dimostra che il “ritrovato” Pirandello-Pascal (Puranghellos=messaggero dell’amore-fuoco-zolfo omerico) è l’akragantino DRAMMATURGO-SOLE BASILEUS (Cristo-Calogero Anèr Nereo Nero Moro) TROVATORE (il pindarico auleta Mida) del VELLO (canovaccio pitagorico) d’ORO (armonia-anima amore-legge diapason-paradiso corona-orchestra di cento numeri-numi-lumi, i versi-piedi luminosi): la TRAGEDIA (canto del “capretto nero” della Valle dei Templi): l’ARMONIA-ANIMA ALBAURORA-ROSA (pasqua resurrezione-vita): il SENTIMENTO del CONTRARIO del TEATRO OMERICO-UMORISTICO («…ho soltanto l’impressione come d’una enorme, omerica risata…»: l’esiodea OPERA-GIORNATA (tela invisibile=maschera nuda) UNA (nave-macchina del cielo=Iliade-Anabasi-Natale della dimenticanza-errore catarsi-concordia purgatorio “col volere dei numi” del Drammaturgo Dio Zeus Aerone dell’empedoclea simonidea pindarica shakespeariana Akragas) e TRINACRIA (nave-macchina della terra=Odissea-Catabasi-Pasqua della memoria-verità catastrofe-discordia inferno “col volere degli uomini” del Drammaturgo-Uomo Crono dell’empedoclea simonidea pindarica skakespeariana Akragas): le TRE PARTI (“le tre morti” di Mattia Pascal) del DRAMMA da FARE-SCIOGLIERE (nome-verbo fato mito logos legato dall’armonia catartica lustrale marina dei versi-piedi luminosi-feaci= “nave di pietra” affondata dalla “mano famosa” del poeta-marinaio Omero-Odisseo-Nessuno) di LUIGI PIRANDELLO (Mattia Pascal), il DRAMMATURGO-SOLE (Oreste) SOFISTA DOPPIO (Mida) AULETA TROVATORE dell’armonia-anima amore (essere-non essere-zero oscuro del “treno”, il canto funebre, il “funereo lamento” dell’esclusa attrice Luna Trivia (le Tre Moire-Cariti Gorgoni) con tre gambe nude: la giornata Trinacria dell’escluso Cristo Anèr, il “nascosto” Adriano Meis di Roma “morta”) che pare il DRAMMATURGO-ATTORE-CONTE (Capro Amleto-Amalteo Maltese) DI LUNA (Capra Amaltea) perso nelle avventure amorose (dell’apparire-altrove-errore luminoso della critica internazionale scriteriata), “Le storie di Fillari” (il famoso Tiranno Falaride d’Akragas) della Vecchia Girgenti (Agrigento).
Secondo la scrittrice siciliana il Drammaturgo-Sole Pirandello-Pascal di Girgenti-Caos (“il paesello-podere” del morto-sepolto-risorto bibliotecario Mattia Pascal) risorge nella DITIROSA ALBAURORA-ARMONIA-ANIMA (rosa pasqua vita resurrezione) APERTA del GIORNO-TEATRO-NOME (dramma intrecciato di “ LI-O-LA”) del PADRE (morto Poeta “Uno-Uomo”di Girgenti del mezzogiorno) FIGLIO (sepolto libro “Centomila-Bestia” del Mondo della mezzanotte) SPIRITO (vivo Personaggio “Nessuno-Virtù” di Girgenti dell’albaurora) FUORILEGGE (l’Ecnomo di Diodoro Siculo) della “famosa” RUP’ATENEA (Acropoli) d’AKRAGAS (Girgenti-Agrigento).
Per Giorgio Bárberi Squarotti Mirella ha rivoluzionato gli Studi Pirandelliani:  (Torino, 21 marzo 2008)… proprio con la primavera e con la Pasqua mi arriva il Suo gran libro di straordinaria scrittura e di reinvenzione pirandelliana. Ne sono molto lieto: e che ora abbia degni plausi e stupori…» (Giorgio Bárberi Squarotti, “Lettere a Mirella Salvaggio”).

 

 

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Virale.Il presente al tempo dell’epidemia

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La pandemia di Coronavirus ha scoperchiato il vaso di Pandora del nostro tempo presente, facendo emergere riflessioni e interrogativi che sembrano mettere in questione le forme di vita che fino a ieri davamo per scontate come individui e come comunità.

Qual è il rapporto tra l’essere umano e il suo ambiente? Quale forma assume il potere nelle sue manifestazioni eccezionali? Qual è il ruolo dei media in quella che è la prima emergenza su scala globale del mondo iperconnesso in rete? Come possiamo costruire la relazione con gli altri nelle forme del distanziamento? L’immaginario, distopico e non, aveva in qualche modo previsto il nostro presente?

Questo volume raccoglie i contributi di studiosi, italiani e internazionali, pubblicati sulla rivista “Fata Morgana Web”, e restituisce una riflessione che si è articolata nel tempo sospeso dell’emergenza, dando forma alle questioni della vita sociale e comunitaria, politica e mediale, che riguardano il nostro presente, ma soprattutto il nostro futuro.

Scritti di: Olimpia Affuso, Pierandrea Amato, Paulo Barone, Marcello Walter Bruno, Gianni Canova, Alessandro Cappabianca, Mauro Carbone, Dario Cecchi, Francesco Ceraolo, Alessia Cervini, Felice Cimatti, Roberto De Gaetano, Daniele Dottorini, Roberto Esposito, Ruggero Eugeni, Manuela Fraire, Richard Grusin, Andrea Inzerillo, Nidesh Lawtoo, Federico Leoni, Angela Maiello, Caterina Martino, Tommaso Matano, Marco Pedroni, Chiara Scarlato, Emidio Spinelli, Tommaso Tuppini.

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Nuovi studi pirandelliani

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L’agrigentina Mirella Salvaggio in questo testo fa vedere da una nuova prospettiva “l’opera” del greco Luigi Pirandello, il più grande drammaturgo di tutti i tempi.
La Salvaggio dimostra che La favola di Luigi Pirandello (il figlio cambiato, il drammaturgo mascherato) è il mito della metamorfosi: il dialogo-duello (antilogia-giornata = lettera iatrosofistica) omerico empedocleo platonico, il logos intrecciato: la TRILOGIA del PADRE (morto Poeta Uno di Girgenti del mezzogiorno), del FIGLIO (sepolto Poema Centomila del mondo della mezzanotte) e dello SPIRITO (vivo Personaggio Nessuno di Girgenti dell’albaurora). È quest’anima-armonia viva aperta libera fuorilegge lontana la “leggenda” che la Poetessa legge nella Vecchia Girgenti, lo scenario del “teatro omerico-umoristico” (teatro del grottesco) del Vecchio Girgentino.
Per Giorgio Bárberi Squarotti l’Agrigentina ha rivoluzionato gli Studi Pirandelliani: «(Torino, 30 agosto 1996)… La Sua è senza dubbio un’impresa ambiziosa e difficile, ma ha tutte le qualità e la preparazione per vincere la prova… (Torino, 3 giugno 2016)… festeggio l’uscita de La favola di Luigi Pirandello e Le auguro molti e partecipi lettori: l’opera è davvero impegnativa e ardua, e offre una prospettiva del tutto nuova dell’opera e della vita e della classicità dello scrittore di Agrigento…» (Giorgio Bárberi Squarotti, “Lettere a Mirella Salvaggio”).
Il testo di Mirella presenta “il teatro pirandelliano” (dell’essere-non essere oscuro), il dramma lontano dallo “spettacolo pirandelliano” (dell’apparire luminoso) della critica internazionale, una critica “scolastica” (fatta apposta per la “Zia Scolastica-Atena Vergine” di Pirandello-Pascal) che non ha saputo sciogliere il nodo (poesia incatenata) del “dramma umoristico” del Drammaturgo-Sole Sofista Doppio OMERO: l’UNO-NESSUNO (Odisseo-Uomo-Spirito della città) CENTOMILA (Polifemo-Bestia del mondo “barbaro cieco sordo”).
Settimio Biondi (Già Direttore del Museo Civico di Agrigento) ha scritto alla lettrice pirandelliana: «…Dio ha creato Adamo-Pirandello e, da una sua costola, Eva-Salvaggio…».

In copertina: il “misteriosissimo” Luigi Pirandello, il Drammaturgo-Sole Sofista Doppio: il Grande Me Pirandello dello spettacolo dell’apparire-altrove luminoso e il piccolo me luigi del teatro dell’essere-non essere oscuro (fotomontaggio).
«Viaggiavo con due signori che discutevano animatamente d’iconografia cristiana, in cui si dimostravano entrambi molto eruditi, per un ignorante come me…».
(da “Il fu Mattia Pascal”)

 

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Tipanera. L’ironia ai tempi del Coronavirus

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Una raccolta di post pubblicati giornalmente su Facebook a partire da qualche giorno prima della serrata per il coronavirus.
I protagonisti, personaggi grafici di Tipanera (Pellegrini Editore 2019), prendono iniziativa e si inseriscono in eventi inverosimili,
riferimenti reali e commistioni tra passato e presente legati dal filo di un’ironia che riflette sui giorni di quarantena, tra fatti accaduti e spudorate invenzioni.
Se ne propone la versione originale, nata di giorno in giorno attraverso un racconto-diario di bordo in un viaggio tra le intemperie ai tempi del coronavirus.
“Guardando negli occhi per un brevissimo istante o per un attimo” è l’elemento ricorrente che chiude ogni episodio.
Eventuali imperfezioni sono caratteristica intrinseca del prodotto al momento della produzione.
Scarica il pdf gratuitamente.
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Raffaello. Gli occhi le mani i versi lo sguardo

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Ricordare Raffaello significa scavare nelle eredità del Rinascimento e andare oltre il 1500. Questo è Raffaello a 500 anni dalla morte che viene vissuto con gli occhi, le mani, i versi e lo sguardo. Raffaello. Gli occhi le mani i versi lo sguardo.

Un riferimento non solo nella storia dell’arte ma in tutti i processi artistici, letterari, estetici e di pittura metafisica dal Rinascimento ad oggi.

In questo testo, grazie al contributo di alcuni studiosi di arte e di culture comparate e arti visive e sperimentali, viene portato alla luce tutta la complessità di un artista caposaldo del 500, anche attraverso analisi letterarie e antropologiche.

Gli studiosi che hanno firmato i loro lavori si sono addentrati con una precisa originalità nel mondo raffaellita. Ognuno, con la propria formazione ed esperienza, ha posto al centro il ruolo di una identità che diventa eredità culturale.

Il tempo,  lo spazio e la luce sono le coordinate che danno senso ai volti, alle mani e ai tratti fisici delle donne e dei personaggi in un incastro tra carnalità e spiritualità, tra forma e immagine.

Il Raffaello classico e della tradizione, quello delle innovazioni e dei linguaggi sommersi è tutto ben incastonato in questo testo che ha visto la cura e l’introduzione di Pierfranco Bruni. Un testo che percorre il vissuto artistico di Raffaello in una visione in cui la bellezza diventa centrale. Un utile strumento didattico che permette di penetrare gli stili di una dimensione artistica nella quale si incontra, certamente, il Rinascimento, in un attraversamento tra le diverse civiltà ed epoche.
Contrubuti: Admira Brahja, Maria José Cerda Bertoméu, Micol Bruni, Marilena Cavallo, Neria De Giovanni, Patrizia De Luca, Davide Foschi, Arjan Kallço, Adriana Mastrangelo, Annarita Miglietta, Francesca Poretti, Stefania Romito, Valeriano Venneri.

I contributi di questi studiosi, alcuni non italiani, altri italiani ma che vivono all’estero, molti appartenenti ad Istituti di cultura e di ricerca, compiono un viaggio nella storia della civiltà rinascimentale e, quindi, del mondo raffaellita, con una metodologia che apre ad una pedagogia del bene culturale grazie all’attrazione dello sguardo e alla percezione delle immagini. Esperienze a confronto per comprendere di più Raffaello.

 

I ricavati della vendita dell’eBook sanno devoluti interamente all’Azienda ospedaliera di Cosenza

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La borsa o la vita? Ripensare la società dopo il COVID-19

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Quale impatto ha avuto l’emergenza COVID-19 sulla vita degli italiani e come influenzerà il loro futuro? Quali cambiamenti seguiranno all’epidemia più globalizzata di ogni tempo? Quale sarà il destino dell’Europa?
La politica, a tutti i livelli, saprà fare tesoro di una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti? Quale impatto avrà sul sistema politico-istituzionale? Aumenteranno i finanziamenti per la ricerca? La pandemia rischia di trasformarsi in un’occasione di consolidamento degli interessi mafiosi? Come ha funzionato l’informazione? E la comunicazione scientifica? Quanto hanno pesato le fake news nella percezione collettiva dell’epidemia?
A questi e a numerosi altri interrogativi rispondono docenti universitari, intellettuali, studiosi, giornalisti ed esperti di varie discipline. Osservatori attenti della realtà che ci aiutano a riflettere su quanto accaduto e a orientarci nella fase 2, appena iniziata, dell’emergenza COVID-19.
Interviste a :
Francesco Aiello, Massimo Alberizzi, Sebastiano Andò, Riccardo Barberi, Graziella Bonanno, Francesco Calimeri, Vittorio Caminiti, Mario Caterini, Mimmo Cersosimo, Eugenio Corcioni, Antonello Costabile, Mariafrancesca D’Agostino, Giuseppe De Bartolo, Antonino De Masi, Elena De Momi, Guerino D’Ignazio, Maria Grazia Falduto, Francesco Foglia, Massimo Fragola, Francesco Garritano, Gianpaolo Ghiani, Gianluigi Greco, Pietro Greco, Tiziana Iaquinta, Paolo Jedlowski, Aldo Marzullo, Alessandro Mazzitelli, Sara Moccia, Salvatore Muleo, Roberto Musmanno, Nuccio Ordine, Enzo Paolini, Ercole Giap Parini, Giuseppe Passarino, Alessandrina Paviglianiti, Francesco Pira, Cesare Placanica, Francesco Raniolo, Sabato Romano, Beatrice Sabatelli, Maria Francesca Spadea, Domenico Talia, Antonio P. Volpentesta, Paolo Zaffino

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C’era una volta…

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Sembrerebbe l’incipit di una bella fiaba: ”C’era una volta…”
Ma non trepide principesse e nemmeno cavalieri temerari  vivranno alla fine felici e contenti.
La parabola esistenziale dei protagonisti, apparentemente l’una discorde dall’altra, si ricongiunge in un consapevole e risolutivo  Golgota.
Il giovane seminarista diventa un impegnato professore di sinistra.
Il coraggioso e tormentato Don Anselmo prende su di sé l’ultima croce e si arrende al dolore del figlio punito dal Padre.
Entrambi tragicamente sconfitti.
E non c’è luce alla fine della strada.
Anche l’amore di gioventù di Don Anselmo, abbandonato per vestire l’abito talare, ha un nome profetico: Speranza.
Non c’è lieto fine per alcuno.
Non c’è per la sorella di Don Anselmo, suora e donna violata dai marocchini. Come tante. Come troppe.
Non c’è per la dolce Annina. E tantomeno per l’arrogante podestà.
In questo piccolo mondo, compreso tra l’agonia del fascismo, il trapasso della guerra e il coraggio disperato delle lotte contadine in Calabria, non ci sono vincitori.
Solo vinti.

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Il figlio del mare

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L’alba sullo Ionio calabrese sorprende Bianca in spiaggia. La ragazzina si è addormentata vergine per risvegliarsi, violata, in uno scenario surreale. È stata un’onda a deporle in grembo la perla di una nuova vita? Quel figlio della marea sarà per tutti Jo, pronunciato all’americana da chi non conosce il vero nome del bambino, lo stesso del mare che sembra averlo generato. Sarà un viaggio di ritorno in Calabria, a trent’anni di distanza da quel mattino, a svelare i segreti di una vita trascorsa lontano, nell’oblio.
Un viaggio nella memoria, che attraversa l’Italia e il dolore di un bambino divenuto adulto troppo in fretta. Un tuffo nel passato, tra le braccia di una terra che sa essere madre e matrigna; dove la vita resiste, chiama nuova vita e combatte, tenace come le ginestre piegate dal grecale. La terra delle origini narrata come archetipo di se stessa, “luogo non-luogo”, spazio geografico e immaginifico. Una storia declinata secondo l’impalcatura della tragedia greca, dove la prosa dei capitoli intreccia la lirica degli interventi corali.

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Francesco Antonio Piro e la filosofia di Leibniz (seconda edizione)

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WALTER CALIGIURI nuova edizione Francesco Antonio Piro e la filosofia di Leibniz Principio di ragion sufficiente e problema del male 20 euro, 88-8101-348-7 Il confronto tra il sistema di Leibniz e quello di Piro si pone come lo scopo fondamentale del presente saggio, nel tentativo di evidenziare la rilevanza filosofica delle ricerche di Piro e di ricostruirne i momenti salienti proprio nella relazione con il poderoso pensiero leibniziano. La ricerca di una giustificazione che sia, prim’ancora che teologica, logica e, quindi, umana del concetto del male, ricerca condotta mediante l’appello costante di Piro al leibniziano principio di ragion sufficiente e l’approfondimento di tale principio nella direzione propriamente etica della vita umana sono i due elementi che caratterizzano l’indagine piriana sul problema dell’origine del male e ne rischiarano il valore e l’originalità nell’ambito del dibattito innescato da Bayle nel Settecento in Europa e sviluppatosi nello stesso periodo nel Meridione d’Italia. Comprendere l’influenza esercitata da Leibniz sul pensiero di Piro vuol dire, dunque, non solo far emergere la grande capacità del filosofo di Aprigliano di misurarsi, reinterpretandole originalmente, con le più notevoli correnti di pensiero del suo tempo, ma anche saggiare il peso notevole che le opere di Piro hanno rivestito in quella ricca letteratura filosofica del Mezzogiorno d’Italia – si pensi agli scritti di T. Cornelio, L. di Capua, G. Valletta, G. Caloprese, per citarne solo alcuni – che testimonia la partecipazione di figure a torto ritenute minori, a dibattiti di largo respiro ed a processi fondamentali di rinnovamento culturale, quale fu, nel bene e nel male, l’irrompere del pensiero illuministico nel Settecento in Europa. “Alla luce di questo impegno culturale e filosofico, svolto dal Piro e da altri Calabresi di quel tempo a Napoli […] lo studioso Walter Caligiuri ci permette di scendere ancora di più nel pensiero del Piro, facendo emergere i suoi contatti culturali con la filosofia di Leibniz. Ne esce così un Piro aperto alla dimensione europea, inserendosi validamente tra i “Grandi” pensatori del Settecento”.

dalla Prefazione di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

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