Giustizia islamica

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La ’ndrangheta è frutto di una concezione arcaica e violenta della Società: le sue leggi sono ferree e le punizioni comminate senza alcuna pietà. Ma cosa può accadere quando questa organizzazione criminale si scontra con una civiltà integralista come quella islamica, con leggi altrettanto spietate? Attentati, omicidi, rapimenti e vendetta: in mezzo a questo epico scontro si troveranno Pietro, Chiara, Antonio e Claudio, con il loro amico Kabir, ancora una volta in prima linea a rischiare la loro vita per affermare la necessità dell’impegno personale nella lotta per la legalità.

16,00

Gli eredi

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La storia narrata in questo libro è stata ispirata all’autrice dall’osservazione della realtà.
I personaggi di essa inseguono ciascuno un proprio sogno d’amore o di promozione economica e sociale.
Le loro vite si sfiorano e talvolta s’intersecano, ma è alla fine il destino che dà a tutta la vicenda la sua soluzione inaspettata e definitiva.

7,9915,00
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Hortensia

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Hortensia è un vasto, insidioso, magico labirinto: il labirinto sudamericano – umano, sociale e politico – in cui le ancestrali profondità del passato risuonano nel presente come enigmatiche profezie e oscure visioni, in cui la violenza delle istituzioni e la ferocia della criminalità nascondono e confondono le identità e i ruoli di vittime e carnefici, di buoni e cattivi, in cui ogni umanità in un attimo riluce e ti guida per poi l’attimo dopo oscurarsi e dannarti. Essendo un labirinto, Hortensia è un intrigo, una vicenda avvincente, un vero gioco d’astuzia per il lettore. L’ombra faustiana dell’efferato Ventsel pervade l’intero intrigo. Al suo centro sta Hortensia Vicente, la fondatrice del collegio di Esperanza, dove da dieci anni si è rinchiusa per sfuggire a un penoso passato. E poi c’è Luis Alvaro, scrittore anarchico, rientrato dopo un lungo esilio dall’Europa. L’incontro tra Hortensia e Luis Alvaro innescherà un vortice di eventi che stravolgerà le loro vite, per mutare il destino di un Paese oppresso da uno spietato regime militare. Verrà così evocata un’antica profezia indigena: dal grande mare verrà un condor dorato a riscattare l’orgoglio di una terra ferita, dispensando vendetta, tormenti e morte, per scardinare il labirinto e condurre ciascuno a una nuova sorte.

4,9922,00
ebook - cartaceo

I diari di mio padre 1938-1946

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L’autore propone in questo volume i diari di guerra di suo padre, scritti a cavallo tra il 1938 e il 1946.
Partito per il servizio militare, Antonino Corigliano, viene inviato a svolgere la missione di ufficiale dell’Esercito in Libia. Ed a Bengasi dove era di stanza, viene colto dallo scoppio della seconda guerra mondiale.
A conclusione del conflitto, viene fatto prigioniero e trascorre tra reticolati di guerra, a Yol (Kangra Valley), in India, cinque anni. È in quel periodo che ha pensato di scrivere i diari sulla sua esperienza di allievo ufficiale, sottotenente dell’Esercito, prigioniero di guerra.
Attente riflessioni dalle quali traspare la gioia iniziale, l’impegno in guerra, le terribili sofferenze della prigionia.

7,9916,00
ebook - cartaceo

I fatti di Palmi

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Il primo volume inedito è una preziosità. Repaci, in galera per i fatti della Varia di Palmi del 1925, volle preparare una autodifesa concordata con i suoi avvocati. È una lunga esposizione dei fatti di quel giorno e delle motivazioni per le quali Leonida e i suoi fratelli Giuseppe, Gaetano e Francesco e i cognati Parisi e Mancuso non potevano essere colpevoli. Tutto è incentrato su un’accusa che secondo Repaci manca tra le tante di cui era imputato: “L’attentato all’amore della mamma”

7,9914,00
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Segnaposto

I giorni non si somigliano tutti

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Questo romanzo di Francesco Grisi, finora inedito, porta la data del 1958-1959. È pubblicato in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi” diretto da Pierfranco Bruni, il quale ha già dato alle stampe due saggi su Grisi (uno di questi è una monografia edita dall’editore Pellegrini nel 2000). Il Centro Studi e Ricerche conduce da anni un lavoro di recupero e di analisi del materiale letterario riferito a Grisi. Ha già pubblicato numerosi scritti che risultavano inediti e testi ad egli riferiti. Diverso materiale sempre inedito è custodito dal Centro (da lettere e poesie a disegni e foto). Ha inoltre pubblicato un volume di lettere autografe riguardanti la nascita e la istituzione del Sindacato Libero Scrittori del quale Grisi è stato segretario generale dal 1970 (anno della ufficializzazione) sino al 1999 (anno della scomparsa di Grisi avvenuta a Todi). La ricerca e lo studio, compresa la pubblicazione, sono parti integranti del Progetto “Itinerari Mediterranei”, del CSR, dedicati alla letteratura e alla memoria, patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La copia originale, dattiloscritta, è custodita dal Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”

10,00

I miei diecimila uomini

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Alessia è una giovane donna, solare ed estroversa, che ha tanti desideri tra cui quello di incontrare l’uomo dei suoi sogni e sposarlo.  La vita però le riserva ben altro e le fa vivere diverse esperienze. Scopre così una realtà diversa, quasi un “mondo sommerso”.

Nonostante le delusioni vede in ogni situazione il lato positivo e questo suo ottimismo l’aiuterà a rialzarsi nei momenti difficili.

Dopo aver “collezionato” uomini scopre un importante segreto che la porterà sulla strada della felicità.

4,9912,00
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Segnaposto

I Parisio a Rogliano e dintorni

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Il libro di famiglia scritto da Francesco Piro, è uno strumento di notevole pregio e interesse storiografico, anche se l’autore non è uno storico di mestiere. Egli stabilisce un rapporto assai stretto tra lo spazio costituito dal rione Cuti, nel centro urbano di Rogliano, in Calabria, cellula germinale del lignaggio dei Parisio e dei suoi agganci parentali con i Piro e i Clausi, e il tempo millenario in cui egli ha contestualizzato lo sviluppo civile, di dimensione italiana ed europea, del suo lignaggio. Da qui, ma è solo uno dei temi del volume, l’attenzione alla genesi del rapporto tra mondo bizantino, mondo saraceno e mondo franco, esaminato attraverso l’intreccio familiare dei Parisio con i popoli sopracitati. Il lignaggio, studiato da Piro, si diffonde a raggiera nelle direzioni più diverse: a sud, in Sicilia e a Malta; a nord nella Padania che assorbe energie civili ed intellettuali in grado di renderla più moderna: si osservi il valore emblematico nel centro di Bologna del “Mulino dei Parisio”. Perciò, nel volume i termini sud e nord si presentano come pura espressione geografica e la ricostruzione dell’autore rigetta ogni localismo e determinismo, in nome del primato, storicamente senza confini, dell’affermazione della vita civile.

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9,99
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I racconti dell’incredibile

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I racconti racchiusi in questo libro sono stati scritti negli anni in cui frequentavo i banchi di scuola. Avevo 14, poi 15, e poi 16 anni. I soli racconti inseriti nella raccolta e che sono stati scritti lontano dagli anni di scuola sono: “Ileana dagli stivali rotti” (anni 80) e “Quello che sembra (anni ‘90). Fogli di quaderni, di rubrica, di diario, strappati dal loro alloggio, ripieni di parole e conservati fra le pagine di libri di storia, antologia, inglese, psicologia, filosofia”. Il tempo passava e la memoria scordava di averli, anche se maldestramente, conservati. Un giorno di qualche anno fa, il caso volle che un mio vecchio libro di scuola cadesse dalla libreria e finisse a terra, aperto. Tanti fogli e fogliettini si sono sparsi sul pavimento. Mi sono chinata e, prima di raccogliere il libro caduto, ho preso fra le mani un foglio zeppo di lettere e vocali e (incredibile!)… ho ricordato. Ho frugato fra tutte le pagine dei miei libri di scuola e ho trovato racconti, scritti in quell’età in cui mai pensai che in un qualsiasi tempo potessero essere pubblicati (Patrizia Altomare)

12,00
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I romanzi calabresi di Fortunato Seminara

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La narrativa di Seminara, uno scrittore vissuto a diretto contatto con la realtà rurale della sua terra, nasce da un intento di demistificazione letteraria. La sua produzione, dai romanzi ai saggi, è strumento di documentazione e denuncia, mira a far conoscere fatti e figure della Calabria, una terra assente dalla narrativa ufficiale e che perciò ha paragonato «ad un pianeta lontano e sconosciuto». Tutta la sua opera è espressione dei problemi e dei fenomeni economico-politico-sociali con cui è venuto a contatto vivendo, giorno per giorno, accanto ai contadini, condividendone le ansietà, le frustrazioni, le sconfitte e, soprattutto, le speranze: in questo senso lo status di scrittore-contadino esibito dallo scrittore lo apparenta a Tolstoj, del quale Lenin ha detto che la cosa più prodigiosa è «quel suo tono contadinesco, quella sua mentalità di contadino», per cui nello scrittore russo «si è incarnato il contadino autentico. Prima che questo conte fosse venuto, non esisteva un vero contadino nella letteratura».
Dall’analisi dei romanzi che si sono affrontati (Le baracche, La masseria, Il vento nell’oliveto, Disgrazia in casa Amato, La fidanzata impiccata e L’arca) emerge un largo affresco di più di mezzo secolo di storia della società calabrese, una società arcaica e primitiva che si evolve verso forme moderne. Fatti e situazioni sono specifici di una Calabria provinciale e contadina, ma acquistano una valenza universale, nel senso che i contadini che popolano le opere di Seminara assumono sulle loro spalle il carico esemplare d’un ceto oppresso che non conosce latitudini specifiche di collocazione.

30,00

I sirviciuoli

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I Sirviciuoli è un racconto che per tanti versi rassomiglia ad un giallo classico. Potrebbe, per questo, essere letto e interpretato attraverso chiavi di letture e motivazioni diverse. Non è, e non deve essere, invece, così. Anche se può sembrarlo, non è, intanto – visto che siamo in Calabria – una vicenda di ’ndrangheta o, per essere più precisi, di solo ’ndrangheta. È, semmai, l’intreccio tra un delitto che viene improvvisamente a spezzare la sostanziale quiete di un paese dell’entroterra calabrese e il conseguente atteggiamento di un sottufficiale dei carabinieri il quale, invaso e pervaso da un’intima e sottile smania di carrierismo, intravede nel fatto delittuoso la possibile svolta per una promozione. Ma il suo superiore, quasi lo faccia di proposito, anticipa e scombina sistematicamente tutti i suoi. L’assassino o gli assassini che rincorre il brigadiere di Trimonti sono in mezzo ai personaggi del libro, e alla fine li individuano – sia pure per casuale e mera induzione – sia lui che il capitano; ma nessuno dei due sembra avere la convinzione e la determinazione necessarie per andare fino in fondo e farli arrestare. Nessuno, pertanto, è autorizzato a dargli altre diverse interpretazioni, così come nessuno può essere indotto a sentirsi coinvolto o rappresentato nei fatti e nei personaggi narrati, poiché ogni eventuale e fortuito riferimento deve intendersi puramente accidentale. E per sgomberare il campo da qualsivoglia equivoco si rimanda a quanto riportato da Umberto Eco chiudendo l’ultima delle postille in calce al suo romanzo Il nome della rosa: “Pare che il gruppo dell’Oulipo abbia recentemente costruito una matrice di tutte le possibili situazioni poliziesche e abbia trovato che rimane da scrivere un libro in cui l’assassino sia il lettore. Morale: esistono idee ossessive, non sono mai personali, i libri si parlano tra loro, e una vera indagine poliziesca deve provare che i colpevoli siamo noi”.

10,00

I Surace

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«In paese l’aria che respiravano i Surace da qualche tempo era diversa, la gente era ossequiosa e anche i piccoli borghesi li guardavano con occhio benevolo. Al bar, Cosimo non ci andava quasi più per evitare che gli astanti non lo facessero mai pagare offrendogli da bere. Questo lo metteva in disagio e in quel gesto vedeva qualcosa di forzato, che a lui, schietto e sincero, dava fastidio».

16,00

Ifigenia è tornata

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Le sei protagoniste di questi racconti sono tutte donne accomunate da un vissuto difficile che, progressivamente, sfocia e si cristallizza in sofferenza.
Il filo invisibile che lega tutte loro è il vuoto che caratterizza le loro vite, quello che è prodotto dalle mancanze, dalle debolezze, dalle ossessioni. Il dolore, acuto e pervasivo, che si accompagna a delusione e disagio, le porta a scelte estreme e a compiere azioni orribili.
Eppure risulta difficile odiare e condannare senza appello queste donne dopo avere condiviso con loro la sofferenza, il passato doloroso, i pensieri laceranti, la percezione falsa e deformata del presente.
Ciò che viene condannato non è semplicemente l’epilogo, ma gli eventi che lo hanno determinato. Resta il dramma personale di ognuna, il viaggio che ciascuna ha percorso e che ha trasformato la vittima in carnefice.
Storie di follia, di solitudine, di ingiustizie subite e fiducia tradita.
Ifigenia, la giovane figlia di Agamennone sacrificata agli Dei, diventa l’emblema della donna che accetta con sottomissione il dolore, la sofferenza e la morte.
Le protagoniste di questi brevi racconti sono le “anti Ifigenia”. Sono loro a dare la morte ma, insieme alle loro vittime, sacrificano la parte migliore di loro stesse.

12,00
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il castello del malessere

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Ho concepito questo mio libro, Il castello del malessere, come un catalogo di ossessioni, di idee fisse, ricorrenti.
Iddio, se esiste, è stato crudele con me perché mi ha fatto dono di una malattia che nessuno, me compreso, può conoscere a fondo. Possono esserne colti solo gli effetti attraverso un lungo percorso di analisi…

…Mentre mi accingo a narrare la mia storia osservo il mio corpo con distacco: è come se al posto degli occhi ci fosse una telecamera che lo scrutasse alla stregua di un’opera d’arte da studiare meticolosamente, da ammirare.

Gradualmente, guardando la mia immagine riflessa come davanti ad uno spietato specchio, ho preso la consapevolezza della mia autocoscienza. Tutto ciò che mi circonda ha cominciato ormai a farmi ribrezzo, lo considero irreale e spesso penso di vedere cose che forse non ci sono…

5,9915,00
ebook - cartaceo

Il centurione

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Nel corso degli anni ’80, durante alcuni lavori di scavo nelle campagne romane, il Ministero per i Beni Ambientali e Culturali viene in possesso di sei rotoli di pergamena risalenti al I secolo d.C. contenenti il racconto di un Centurione. Si tratta dello stesso Centurione di cui si ha notizia in Luca 7,1-10 e in Matteo 8,5- 13, il quale chiede ad un Profeta di nome Jeshua, la grazia di guarire un suo servo ma che riconoscendone l’autorità e non sentendosi degno di riceverlo in casa propria, lo invita a disporre da lontano tale guarigione fiducioso dell’accoglimento. Le pergamene vengono esaminate da un Cardinale, appassionato di archeologia, che ripercorre, durante la lettura e traduzione dei reperti per conto del Vaticano, la vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo osservati attraverso gli occhi di un soldato romano e descritti puntualmente insieme al racconto della sua vita personale. Coinvolgente e commovente romanzo nel quale la verità e l’immaginazione si fondono perfettamente proiettando il lettore nel trenta d.C., consentendogli di seguire, nel medesimo contesto territoriale e temporale in cui i fatti avvennero, le orme di un uomo chiamato Gesù.

13,00

Il coro a bocca chiusa

[wc-ps]

In queste storie semplici si privilegia di frequente la vicenda interiore dei protagonisti, vicenda che trova poi valore e riscontro negli episodi esterni e nel trascorrere inesorabile del tempo che, a seconda delle esigenze, torna indietro rispetto al presente oppure si apre ad un futuro ricco di promesse. Le sollecitazioni invisibili e sospese dell’inconscio emergono materializzandosi in rivelazioni autentiche, costrette ad accogliere casualmente particolari segni prodigiosi, visibili, in apparenza illogici, che s’inseriscono nella “normalità” del quotidiano in modo più o meno subitaneo e misterioso per “illuminare” il senso di un’intera vita.

15,00
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Il corruttore

[wc-ps]

È una sorta di pubblica denuncia di un corruttore reo confesso, una testimonianza che scuoterà molte coscienze della politica e della società civile di fronte alle proprie responsabilità morali, prima ancora che giudiziarie. Nasce dal racconto schietto e disinibito dell’ex proprietario della Dhi, società che ha svolto la raccolta dei rifiuti a Maddaloni e in numerosi comuni del Casertano, arrestato nel marzo 2016 per corruzione. Dopo aver confessato e iniziato un percorso di collaborazione con la magistratura, si propone qui di ricostruire con dovizia di particolari tutta la propria vicenda.  La vera peculiarità di questo testo risiede nella scelta audace di raccontare i fatti accaduti dal punto di vista del “cattivo”, o meglio di un valido e preparato imprenditore divenuto poi obtorto collo esperto “corruttore”, invischiato in un sistema che promuove l’arrivismo spietato e ignora le leggi dello Stato e della morale; testimonianza schiacciante di quanto sia labile e indefinito il confine tra legalità e illegalità.

Prefazione a cura di Pantaleone Sergi

5,9912,00
ebook - cartaceo
Segnaposto

Il faro

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Una storia d’amore che appassiona, senza incorrere in trucchi banali per avvincere i lettori meno accorti.
Una scrittura verista, capace di sciogliere nel romanzo i sentimenti dei personaggi, annodati ai bisogni mutati dal tempo e dalla vita.
Quelli, per esempio, che segnano la lotta tra mascolinità e umanità di Gabriele quando l’amore irrompe con Fiamma. Coraggiosa, generosa, tenace, leale, onesta, fedele agli impegni d’affetto, eppure…
Nell’intreccio tra queste vite e quelle degli altri, laddove si perde e si ritrova l’individuo, la narrazione dell’autrice diventa letteratura e il racconto si evolve in romanzo.

 

7,9916,00
ebook - cartaceo

Il figlio del mare

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L’alba sullo Ionio calabrese sorprende Bianca in spiaggia. La ragazzina si è addormentata vergine per risvegliarsi, violata, in uno scenario surreale. È stata un’onda a deporle in grembo la perla di una nuova vita? Quel figlio della marea sarà per tutti Jo, pronunciato all’americana da chi non conosce il vero nome del bambino, lo stesso del mare che sembra averlo generato. Sarà un viaggio di ritorno in Calabria, a trent’anni di distanza da quel mattino, a svelare i segreti di una vita trascorsa lontano, nell’oblio.
Un viaggio nella memoria, che attraversa l’Italia e il dolore di un bambino divenuto adulto troppo in fretta. Un tuffo nel passato, tra le braccia di una terra che sa essere madre e matrigna; dove la vita resiste, chiama nuova vita e combatte, tenace come le ginestre piegate dal grecale. La terra delle origini narrata come archetipo di se stessa, “luogo non-luogo”, spazio geografico e immaginifico. Una storia declinata secondo l’impalcatura della tragedia greca, dove la prosa dei capitoli intreccia la lirica degli interventi corali.

15,00
Segnaposto

Il giardini del drago

[wc-ps]

Non vi è dubbio che il futuro del pianeta dipende direttamente dalla capacità e dalla volontà degli uomini di cambiare profondamente il loro rapporto con la natura. La nostra epoca è segnata da forti mutamenti climatici in grande misura provocati dall’attività umana che, tra inquinamento e depauperamento delle risorse naturali ha messo a rischio il delicato equilibrio naturale. Le catastrofi degli ultimi anni, tragicamente esemplare l’uragano Cathrina, rappresentano un drammatico campanello di allarme, che nessuno, dal singolo cittadino ai governi delle nazioni, può permettersi di ignorare o lasciare inascoltato.E’ in gioco, come si è già detto, il futuro del pianeta e dell’umanità. In questo contesto tocca ai governi attuare le misure per fronteggiare le emergenze e predisporre tutti gli strumenti atti alla prevenzione, ma strategicamente, solo un profondo cambiamento sul piano culturale che investa la persona, i suoi stili di vita e il suo modo di relazionarsi con l’ambiente e con la natura nel suo complesso, può assicurare migliori prospettive. Per questo ritengo sia importante avviare e sostenere con forza, azioni di stimolo culturale che modifichino valori e modelli di riferimento. Diventa perciò imprescindibile puntare sulle nuove generazioni, perchè assumano la consapevolezza dei problemi e nel contempo sviluppino la necessaria sensibilità per fronteggiarli. Nella mia azione di governo delle politiche ambientali ho conferito grande attenzione ai programmi di educazione ambientale consapevole che sia necessario fornire a tutti l’opportunità di acquisire le conoscenze, i valori, le capacità per proteggere e migliorare lìambiente. E’ per questo che ho accolto con favore e con piacere l’invito a patrocinare la pubblicazione della bella fiaba “Il giardino del drago” che Graziella Idà ci propone. La fiaba, quale forma letteraria, è uno strumento particolarmente efficace per veicolare messaggi e valori tra i più piccoli, soprattutto perchè ciò si realizza con delicatezza, con discrezione e mi piace pensare, con naturalezza. On. Diego Tommasi

8,00