La “responsabilità” nella biofilosofia di Hans Jonas

L’azione umana nel contesto della civiltà tecnologica ha immediatamente una portata universale, poiché l’estensione del suo potere (per accumulo di effetti nel tempo o per la potenza del singolo atto) è tale da investire l’intera sfera biologica divenuta radicalmente vulnerabile cioè esposta al totale annichilimento a opera dell’uomo. Il mutamento qualitativo dell’azione, che ha ora per oggetto il mondo intero nella sua globalità è in primo luogo la permanenza della vita umana sulla terra. Infatti, il non ancora esistente, appunto perché tale, non può pretendere alcun diritto alla vita; il non concepito non può quindi subire alcuna violazione dei suoi diritti, qualora la stessa possibilità della sua procreazione venga irrimediabilmente compromessa. Il nostro dovere verso le generazioni più lontane non nasce quindi dall’accoglimento di un loro impossibile diritto, ma dal rapporto costitutivo che lega la coscienza all’essere: proprio a motivo dell’originarietà di tale legame la coscienza intende come un bene assoluto l’affermazione dell’essere sul non essere. L’appello dell’essere in tale direzione attiva così il nostro senso di responsabilità, che si riconosce investito della stessa possibilità di esistere dei posteri.

16,00

COD: 9788881017416 Categorie: , ,
Anno di pubblicazione

2011

Numero pagine

168

ISBN

978-88-8101-741-6

Formato

Cartaceo

Autore

Rosato Emilio

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Editorial Review

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