Impotenti

Il percorso, clandestino, di questo mio libro è singolare.
È stato scritto nel 1963, quando ero nei miei lieti anni, verrebbe
da dire. Ma non sarebbe vero. Sin da giovane ho capito
che la gioventù beata è un’invenzione della vecchiaia.
È come la primavera: stagione inquieta, contraddittoria, ingrata,
delle opportunità mancate e delle energie sperperate.
Ma è pur sempre la primavera, cioè la giovantù.
Questo lo sappiamo in tanti, e lo ha già detto, prima di
me, non unico ma in forma incomparabile, Giacomo Leopardi.
Perciò lasciamo perdere e torniamo al 1963 .
Era l’anno, nel mondo, della morte di papa Giovanni; in
Italia si stava avviando il centro-sinistra, quella contrastata
e in parte soffocata esperienza di governo tra socialisti e
democristiani di cui ogni tanto si sente dire.
Nel romanzo c’è un accenno a quegli avvenimenti politici:
“parlarono delle speranze che suscitava la prospettata
collaborazione delle forze socialiste – le sole in grado
di portare un soffio di rinnovamento nelle vicende italiane
– con quella maggioranza cattolica che rischiava di trasformare
la difesa degli equilibri interni e internazionali nella
difesa dei tanti acquisiti privilegi”. Ma non è un libro di
politica il mio. Il riferimento tuttavia aiuta a capire come
col tempo mutino le opinioni sulle condizioni di vita e sugli
umori delle generazioni passate.

15,00

COD: isbn senza trattini-1-7-3 Categorie: ,
Anno di pubblicazione

2008

Numero pagine

152

ISBN

978-88-8101-484-2

Formato

Cartaceo

Autore

Ziccarelli Vincenzo

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Editorial Review

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