Il mito d’ibla nella letteratura e nell’arte

Nell’antica Sicilia esistevano almeno tre città di nome Ibla: ne abbiamo traccia nelle fonti storiche greche e latine. Il nome è stato tramandato nella poesia fino a diventare un mito. Da millenni si parla d’Ibla, del suo culto, del suo paesaggio, del suo clima, dei suoi fiori e del suo miele; il termine “Ibla” è stato adoperato perfino come nome di donna: ma pochi lo sanno. Forse nessun’altra località piccola e di nessuna rilevanza politico-militare come Ibla ha avuto una così lunga e lusinghiera fama. Questa ricerca, riportando oltre 130 riferimenti a Ibla tratti da vari autori greci, latini e italiani, ripercorre la frequenza del termine “Ibla” (e derivati) nella letteratura per 2500 anni e costituisce il primo repertorio d’una tale consistenza al riguardo. Una particolare attenzione è dedicata al Pervigilium Veneris (qui presentato con testo latino e traduzione a fronte) e al culto della dea Venere Iblese, nonché ai suoi collegamenti con la letteratura e l’arte del nostro Rinascimento ed in particolare col dipinto La Primavera del Botticelli, in cui si vede rappresentata l’Ibla del Pervigilium. Dopo una digressione sulle proprietà del miele, e di quello ibleo in particolare, la conclusione del lavoro mette in evidenza il proverbiale benessere dell’antica Sicilia e i motivi della fortuna – attraverso i millenni – di questo tòpos, fascino o mito che sia.

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COD: 8881010437 Categorie: ,
Anno di pubblicazione

1998

Numero pagine

120

Formato

Cartaceo

ISBN

88-8101-043-7

Autore

Ciccia Carmelo

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