Fata Morgana 43 – Incontro
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Il numero 43 di “Fata Morgana” è dedicato al tema dell’Incontro. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Jean-Pierre e Luc Dardenne, autori di grandi film premiati quali Rosetta, Il figlio, Il ragazzo con la bicicletta, che mettono sempre al centro il carattere “miracoloso” degli incontri, spesso complessi, tra persone. All’interno del volume si trovano poi saggi che declinano il tema in rapporto a figure chiave del nostro cinema (Fellini e Antonioni) o della modernità in generale (Wenders), per arrivare ad autori contemporanei nella cui opera l’incontro gioca sempre un ruolo determinante: da Tsai Ming-liang a Richard Linklater, da un film come Bright Star di Jane Campion ad Arrival di Villeneuve a La La Land di Damien Chazelle.
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Fata Morgana 44 – Finzione
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Il numero 44 di “Fata Morgana” è dedicato al tema della Finzione. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Luca Bandirali e Pietro Masciullo, con il grande regista francese Olivier Assayas, autori di film quali L’eau froide, Irma Vep, Qualcosa nell’aria e dei più recenti Sils Maria, Personal Shopper, Wasp Network e di una serie come Carlos, che hanno al centro il rapporto tra messa in scena e verità anche in rapporto al nostro universo mediale. All’interno del volume si trovano poi saggi che declinano il tema in rapporto ad autori e film importanti della classicità e della contemporaneità: da Ingmar Bergman a Michael Haneke, da Jacques Demy ad Alfonso Cuarón, da Orson Welles a Hong Sang-soo.
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Fata Morgana 45 – Paesaggio
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Il numero 45 di “Fata Morgana” è dedicato al tema del Paesaggio. Il numero si apre con una conversazione con il regista Michelangelo Frammartino, a cura di Daniele Dottorini. Il cinema di Frammartino è anche al centro del saggio di Roberto De Gaetano contenuto nel volume, che insieme ad altri contributi articolano il tema del paesaggio in rapporto ad autori e film diversi: da Vittorio De Seta a Luigi Di Gianni, da Agnès Varda a Luigi Ghirri e Gianni Celati, da Frantic di Roman Polanski a Verso il sole di Michael Cimino a Quo vado? di Checco Zalone.
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Fata Morgana 46 – Biografico
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Il numero 46 di “Fata Morgana” è dedicato al tema del Biografico. Il numero si apre con una conversazione con la regista Susanna Nicchiarelli, a cura di Roberto De Gaetano. La recente proliferazione di opere di carattere biografico ha mostrato come raccontare la vita sia un’esigenza trasversale alle culture e alle forme di espressione, cinema e letteratura su tutte. Questo numero ne dà conto declinando il tema attraverso prospettive, autori e cinematografie diverse: dal cinema italiano contemporaneo ai biopic musicali americani alla fotografia a un film come American Sniper di Clint Eastwood.
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Fata Morgana 47 – Voce
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Il numero 47 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Voce”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Alma Mileto, con la grande poetessa Mariangela Gualtieri. Se nel nostro presente ad essere preponderante è un “visuale” che stordisce lo spettatore fino a prosciugarne attenzione e prestazioni intellettuali, la voce ricostruisce e preserva una dimensione dell’“indicibile” e dell’“immaginabile” grazie alla sua disintegrazione del corpo e alla sua ricerca continua di un’ulteriore “alterità” da innestare nella narrazione.
All’interno del volume si trovano saggi che declinano il tema in rapporto ad autori e film importanti dalla classicità alla modernità fino alla contemporaneità: da Playtime di Tati a La rabbia di Pasolini, da Il sogno della farfalla di Bellocchio a Kill Bill di Tarantino al cinema di Alice Rohrwacher, Chantal Arkeman e Agnès Varda.
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Fata morgana 48 – Rete
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Il numero 48 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Rete”. Il numero si apre con una conversazione con il filosofo Pietro Montani, a cura di Angela Maiello.
Nata alla fine degli anni Sessanta come strumento per l’intelligence militare, la Rete è diventata il dispositivo attraverso cui si sono ridefiniti gli spazi pubblici e privati, la velocità e i modi di trasmissione delle informazioni, le modalità di produzione e circolazione del sapere, trasformando radicalmente non soltanto l’ambito della comunicazione ma le forme stesse dell’esperienza. Dinanzi a questa innovazione tecnologica e alle sue conseguenze, molteplici sono stati gli sforzi, creativi e riflessivi, per pensare il nuovo mondo e progettarne le forme di vita.
All’interno del volume si trovano saggi che indagano il tema secondo prospettive, autori e opere diverse: dal rapporto tra rete e movimenti di protesta (quella iraniana, per esempio) a una serie televisiva come Black Mirror al recente film di Steven Soderbergh, Kimi.
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Fata morgana 49 – Corpo
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Il numero 49 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Corpo”. Il numero si apre con una conversazione con due artisti di cinema, teatro e televisione Antonio Rezza e Flavia Mastrella, a cura di Alessia Cervini e Andrea Inzerillo.
Il cinema, così come altre arti visive, è partito dalla rappresentazione del corpo per riflettere sull’identità personale e su quella della rappresentazione, sulla dimensione performativa e politica della sessualità maschile e femminile, nonché sui regimi della corporeità spettatoriale (a partire da quello “immersivo”). Su queste e altre riflessioni sul tema in oggetto, all’interno del volume si trovano saggi che indagano il Corpo secondo prospettive, autori e opere diverse: dal corpo in Pier Paolo Pasolini a quello degli eroi della Marvel, dalla riflessione su una cineasta della modernità come Agnès Varda a quella di Brian Yuzna e Ulrich Seidl.
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Fata Morgana 5 – Limite
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5 Limite
Porre in immagine non significa altro che formare, contornare, dare un limite. In questo numero ci si sofferma sulle operazioni sul tempo e sullo spazio che il cinema mette in opera per istituire e al contempo superare i limiti, assecondando una tendenza che appartiene all’arte, ma anche al pensiero in senso lato.
Il numero si apre con una conversazione con il regista Julio Bressane e presenta, tra gli altri, i contributi di Alessandro Cappabianca, Roberto De Gaetano, Massimo Fusillo, Bruno Roberti e Paolo Virno.
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Fata morgana 50 – Estremo oriente
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Il n. 50 di Fata Morgana è un numero speciale dedicato a una delle cinematografie più influenti della cinematografia mondiale, quella dell’Estremo Oriente. Dopo aver dedicato gli altri fascicoli speciali all’Italia (n. 30) e agli Stati Uniti (n. 40), Fata Morgana con il suo terzo numero speciale ha scelto di prendere in considerazione il cinema di cinque importanti nazioni: Cina, Corea del Sud, Giappone, Hong Kong e Taiwan.
Il fascicolo, nella sua prima parte, ospita contributi di autori nazionali e internazionali su alcuni dei film più significativi della tradizione cinematografica asiatica: da Il tempo del raccolto del grano di Ozu (Dario Tomasi) a Lanterne rosse di Zhang Yimou (Marco Dalla Gassa), da Millennium Mambo di Hou Hsiao-hsien (Daniele Dottorini) a La samaritana di Kim Ki-duk (Andrea Bellavita), da Yi Yi di Edward Yang (Pietro Masciullo) a 2046 di Wong Kar-wai (Nathalie Bittinger) ad Obaltan di Yu Hyun-mok (Antoine Coppola), e così via.
Nella seconda parte registi, critici, direttori di festival hanno indicato il proprio film preferito dell’Estremo Oriente: Adriano Aprà, Luca Bandirali, Alberto Barbera, Carlo Chatrian, Pedro Costa, Roberto De Gaetano, Leonardo Di Costanzo, Massimo Fusillo, Amos Gitai, Emanuela Martini,
Roy Menarini, Paolo Mereghetti, Amir Naderi, Giona A. Nazzaro, Bruno Roberti, Paul Schrader, Roberto Silvestri, Claire Simon, Shin’ya Tsukamoto, Wim Wenders, sono i nomi di chi ha partecipato al volume.
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Fata morgana 51 – Prassi
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Il numero 51 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Prassi”. Il numero si apre con una conversazione con il filosofo e attivista politico Franco Bifo Berardi, a cura di Alessandro Calefati. Che cos’à la prassi? Il termine è uno dei più polisemici della tradizione culturale occidentale: pratica, abitudine, uso, consuetudine, rito, ma anche esercizio, esperienza, azione, opera. Il XX secolo è il secolo in cui il problema della prassi ha affondato maggiormente le proprie radici, vedendo l’imporsi di due generi di esperienza affatto diverse che, in maniera spesso intrecciata, hanno portato su di sé il sigillo di un simile genere di attività formativa: l’esperienza rivoluzionaria e quella cinematografica. Il numero, che contiene tra gli altri contributi di autori come Pietro Montani, Alberto Abruzzese, Gianluca Solla e Roberto De Gaetano, indaga il tema da prospettive e film diversi: dalla prassi sportiva a quella della scrittura, dal gesto in Vermeer al cinema di Ozu, Agnès Varda e Harun Farocki.
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Fata morgana 52- Storia
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Il numero 52 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Storia”. Il numero si apre con una conversazione con uno dei registi italiani contemporanei più apprezzati a livello internazionale, Pietro Marcello, a cura di Alma Mileto. I contributi che compongono il fascicolo declinano il tema secondo prospettive e ambiti diversi, spaziando dall’America tra geografia e mito (Roberto De Gaetano), all’azione rivoluzionaria del cinema italiano del neorealismo (Fabio Andreazza), dall’analisi del cortometraggio di animazione La lunga calza verde di Roberto Gavioli su soggetto di Zavattini, realizzato in occasione del centenario dell’Unità d’Italia (Christian Uva), alla Nouvelle Vague (Marco Grosoli) al cinema sovietico (Alessio Scarlato) all’attualità di La corazzata Potëmkin di Ejzenštejn (Giuseppe Previtali). Fanno inoltre parte del numero interventi sul cinema di Edgar Reitz, su Radu Jude e su film e serie tv recenti.
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Fata morgana 53- Comico
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Il numero 53 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Comico”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con lo studioso americano Timothy Campbell. I contributi che compongono il fascicolo declinano il tema secondo prospettive e ambiti diversi, spaziando dall’ironia nel cinema (Alberto Pezzotta) al corpo comico di Petrolini, Totò, Poli (Eva Marinai), dal comico di Carlo Verdone (Luca Bandirali) a quello di Checco Zalone (Roy Menarini). Fanno inoltre parte del numero interventi, tra gli altri, sul cinema di Jacques Tati e su classici del cinema italiano come La donna scimmia di Ferreri e Straziami ma di baci saziami di Risi.
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Fata morgana 54- Serie
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Il numero 54 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Serie”. Il numero si apre con una conversazione con lo studioso americano Jason Mittell, autore di un testo chiave per comprendere la serialità contemporanea come Complex Tv, a cura di Massimiliano Coviello e Angela Maiello. La serie prima di essere un formato è un concetto, e il legame che il nuovo millennio ha stabilito con il formato seriale ha radici profonde, che risalgono all’avvento della modernità, prima ancora della nascita del cinema, e che poi in tutto il Novecento, attraverso la diffusione dei media, dell’industria culturale e del consumo di massa, ha avuto un pieno sviluppo.
Tra gli autori che compongono il numero: Piergiorgio Donatelli (La serie alla fine del mondo), Daniele Dottorini (Serie, reti, nodi: matematica e narrazione filmica), Leonardo Passarelli (La riproduzione in serie in Duchamp e il pensiero di Benjamin), Andrea Bellavita (Perverted History: il period drama contemporaneo), Martino Feyles (Immaginare la fine: un contributo per l’estetica delle serie tv). Fanno inoltre parte del volume interventi, tra gli altri, su L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, sul cinema di Hong Sang-soo e su serie come American Horror Story, Mom e M – Il figlio del secolo.
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Fata morgana 55- Tempo
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Il numero 55 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Tempo”. Il numero si apre con una conversazione con il celebre regista ungherese Béla Tarr, a cura di Daniela Angelucci e Bruno Roberti. La riflessione sul tempo ha da sempre rivestito un ruolo centrale, creando polarità e assumendo forme sempre nuove. Chronos e kairós, circolarità e linearità, continuità e interruzione: sono solo alcune delle costellazioni di senso del tempo. Il cinema per sua stessa essenza si radica nell’esperienza temporale, ampliando così enormemente l’orizzonte della riflessione sul senso del tempo e sul significato della temporalità. Il cinema fa così emergere le diverse forme in cui si manifesta questo lavoro sul tempo: come sperimentazione della durata, come messa in questione dell’ordine cronologico del racconto, come possibilità di mostrare il senso, e il non-senso, della vita a partire dal limite estremo della morte.
Tra gli autori che compongono il numero: Roberto De Gaetano (La chimera o dell’imperituro), Felice Cimatti (Il tempo nel tempo: Magia lucana di Di Gianni), Roberto Revello (I cristalli di tempo della hikāyat nel cinema di Kiarostami). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Another Year di Mike Leigh, Enter the Void di Noé, The Tree of Life di Malick, Boyhood di Linklater.
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Fata morgana 56
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Il numero 56 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Atmosfera”. Il numero si apre con una conversazione con uno dei più importanti studiosi sul tema, Michael Tawa, a cura di Luca Bandirali e Chiara Renna. Il concetto di atmosfera è il cuore pulsante del progetto della Nuova Estetica avviato da Gernot Böhme, volto a rilanciare una teoria della percezione che parte dall’esperienza sensibile e affettiva generata dall’incontro con il mondo circostante. L’estetica delle atmosfere permette infatti di interrogarsi sul ruolo giocato dagli elementi atmosferici nella creazione e nelle modalità in cui si esperisce un’opera. Particolarmente interessante è il caso del cinema, di un medium cioè capace di intessere profondi legami tra le tonalità affettive sprigionate da un ambiente e i personaggi che lo popolano.
Tra gli autori che compongono il numero: Denis Brotto (L’atlante delle nuvole. L’atmosfera del cinema contemporaneo) e Alessandro Canadè (Collateral e l’atmosfera del noir). Fanno inoltre parte del volume saggi, tra gli altri, su Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, Trenque Lauquen di Laura Citarella, Vermiglio di Maura Delpero, The Zone of Interest di Jonathan Glazer.
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Fata morgana 57
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Il numero 57 di “Fata Morgana” è dedicato al tema “Romanzesco”. Il numero si apre con una conversazione, a cura di Roberto De Gaetano, con Roberto Andò, tra i più interessanti registi contemporanei di cinema e teatro nonché romanziere.
Il romanzesco va ben oltre una categoria meramente letteraria. La forma romanzesca, costituendo una modalità “moderna” e “democratica” di racconto, non soggetta alla gerarchizzazione delle forme e dei temi tipici dei generi classici, tragedia e commedia, è capace di reinventare il mondo al di là della forma dell’azione e della logica dell’intreccio, metabolizzando elementi diversi e dando loro una forma non prevedibilmente codificata. Il romanzesco riguarda profondamente il cinema, che senza il grande romanzo dell’Ottocento non sarebbe nato. Dal Secondo dopoguerra, l’invenzione romanzesca del reale, accordandosi col cinema e approfittando del declino della rigidità codificante dei generi hollywoodiani (melodramma, noir, commedia, western ecc.), segnerà il tratto originale del neorealismo italiano e la sua capacità di contrassegnare tutta la tradizione cinematografica moderna.
Tra gli autori che partecipano al numero: Roberto De Gaetano (Dalla necessità tragica alla contingenza romanzesca), Luca Venzi (Ellissi, frammentazione, ripetizione: “Una vita” di Stéphane Brizé), Rossella Catanese (Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza) e poi saggi, tra gli altri, sulla narrativa breve di Beppe Fenoglio, Il processo di Kafka, Francesco Rosi, Michelangelo Frammartino, Week End di Godard, Mussolini ultimo atto di Lizzani, I misteri di Lisbona di Ruiz e L’innocenza di Kore’eda.
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Fata Morgana 6 – Natura
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L’ appassionata rifondazione della natura nella creazione artistica è come l’immagine della rifondazione del mondo cui è chiamata la nostra generazione-Sergej M. Ejzenstejn- (l’indice del numero su Periodici Riviste – speciale consultazione – Fata Morgana)
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Fata Morgana 7 – Desiderio
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7 Desiderio
Porre oggi il tema del desiderio significa sottolineare anzitutto l’enorme peso che esso assume all’interno del sistema tardocapitalistico che legittima sé stesso sulla base di una rigida, sebbene occulta, organizzazione del godimento. È la mobilità infatti a caratterizzare il flusso del desiderio, che, come l’immagine cinematografica, non è mai diretto, ma sempre “detournant”.
Il numero si apre con una conversazione con Slavoj Žižek e presenta, tra gli altri, i contributi di Alessia Cervini, Roberto De Gaetano, Bruno Di Marino, Paolo Godani e Marco Senaldi.
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Fata Morgana 8 – Visuale
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8 Visuale
Cosa definiamo come “visuale”? Cosa lo distingue da ciò che chiamiamo invece “visivo” o ancora “visibile”? Il cinema moderno basa il proprio percorso su questa feconda oscillazione tra soggettivo e oggettivo, di cui il visuale costituisce un’ulteriore declinazione.
Conversazione con Georges Didi-Huberman e contributi, tra gli altri, di Daniela Angelucci, Francesco Casetti, Antonio Costa, Ruggero Eugeni, Francesco Faeta, Bruno Roberti e Antonio Somaini.
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Fata Morgana 9 – Disaccordo
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9 Disaccordo
La modernità cinematografica si configura come luogo di un fecondo disaccordo non solo e non tanto tra le forme, ma tra contrastanti immagini del mondo. Il cinema può difatti produrre uno scarto all’interno di sé stesso – dei propri codici –, così come all’esterno – nei discorsi che esso sollecita e produce.
Il numero si apre con una conversazione con Jacques Rancière e presenta, tra gli altri, i contributi di Marcello Walter Bruno, Dominique Chateau, Roberto De Gaetano, Pietro Montani e Dork Zabunyan.
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