A quarant’anni dal volume di Francesco Zanchini di Castiglionchio

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Nel volume si raccolgono gli atti di un incontro napoletano celebrativo dei quarant’anni di un fortunato volume di Francesco Zanchini di Castiglionchio, che s’inquadra nel clima di rinnovamneto carismatico, di evidente ispirazione paolina, con cui dovettero misurarsi la teologia cattolica ed il diritoo canonico soprattutto durante ma anche dopo il Concilio Vaticano II. Completa il volume un’appendice contenete un recente lavoro di Zanchini su primato, popolo e concilio ed un altro di Raffaele Coppola sulla controversa figura di Martin Lutero.

8,9916,00
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Arctic

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a cura del Seminario Permanente di Studi Itnternazionali Napoli-Ventotene

The Arctic is a unique region. Almost a “continent,” a “nation,” like an “ice state.” The Arctic is the essence of the whole world! Starting from these provocative expressions, we will try to engage with authoritative Colleagues on the Arctic and try to explain in this e-book our interdisciplinary point of view in a few words.

Libro in formato PDF

 

9,99

Comunità e soggettività

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Il volume raccoglie gli atti del Convegno Comunità e Soggettività tenutosi a Napoli dal 14 al 16 novembre 2005 a cura della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

Alle relazioni iniziali, divise per sezioni, si aggiungono alcune comunicazioni che danno la misura della vivacità del dibattito.

19,9940,00
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Curia Romana e Governo della Chiesa tra riformismo e tradizione

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a cura di Maria d’Arienzo

Mario Ferrante

Antonio Ingoglia

 

Come prospettato dai curatori nella fase preparatoria del convegno nazionale, tenutosi a Trapani dall’1 al 2 dicembre 2022 per iniziativa della cattedra di diritto canonico ed ecclesiastico del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università degli Studi di Palermo, la scelta del tema “Curia Romana e Governo della Chiesa. Tra riformismo e tradizione” appare di indubbia rilevanza alla luce della recente promulgazione della Costituzione apostolica “Praedicate evangelium”, che porta a termine – a distanza di oltre un trentennio dall’ultimo intervento di riordino – una riforma complessiva degli organismi integranti il governo centrale della Chiesa cattolica. Tale iniziativa accademica, che trova coronamento nella pubblicazione del presente volume, si è svolta sotto l’egida del Polo universitario di Trapani, nell’ambito delle attività di promozione scientifica riguardante il settore del diritto canonico ed ecclesiastico, come pure di quelle volte ad incentivare una positiva sinergia con le istituzioni ecclesiastiche e religiose locali che hanno sempre denotato grande sensibilità in favore dello sviluppo di una sede universitaria nel comprensorio provinciale. Merita di essere ricordato l’interesse dei vescovi che hanno sposato sino dal 1974 la causa di una Università di Stato a Trapani, appoggiando la trasformazione dell’allora “Libera Università del Mediterraneo” in un Polo territoriale universitario dell’Ateneo di Palermo.  Riflesso ulteriore di tale collaborazione è stata una serie di eventi formativi, quali la summer school su “Diritti umani, libertà religiosa e fenomeni migratori”, il master di primo livello in “Welfare migration. Processi gestionali ed organizzativi del sistema di accoglienza ed integrazione”, nonché la winter school su “Dialogo interreligioso e diritti”, realizzati grazie all’interazione tra il Polo universitario e le diocesi del comprensorio trapanese, portatrici peraltro di un rilevante patrimonio culturale di cui è espressione il vicino borgo di Erice costituente uno scrigno di incomparabili capolavori dell’arte sacra ed uno dei più antichi insediamenti della Chiesa locale.

20,00

Dinamiche di integrazione dell’ordinamento civile, diritto canonico e libertà del credente

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l rinnovato interesse dei giuristi manifestato contestualmente per il pensiero di Francesco Scaduto, restauratore e costruttore del diritto ecclesiastico nell’Italia postunitaria, e Pasquale S. Mancini, fondatore della scuola italiana di diritto internazionale privato nonché protagonista dell’attività legislativa ecclesiasticistica ottocentesca, sembra costituire qualcosa di più di una mera coincidenza. L’indizio più intrigante è la tempistica di questa “riscoperta”, che per entrambi prende l’abbrivo nello scorcio del secolo scorso, in una stagione dell’esperienza giuridica dove già si afferma l’ambizione di metabolizzare due grandi e ambivalenti tematiche: la progressiva integrazione tra ordinamenti giuridici che perdono la pretesa dell’esclusività cercando di mantenere la propria identità; il presidio dei diritti fondamentali, contemporaneamente elemento di raccordo ma anche di possibile interferenza nella dimensione interordinamentale.
Non sorprende, dunque, di scorgere in quella stessa recente riscoperta un’affine, duplice urgenza: la ricerca di approcci non condizionati da concezioni intrinsecamente stataliste/esclusiviste e proclivi all’idea di un sistema tendenzialmente ‘aperto’ al contributo di valori ‘estranei’/’altri’, come quelli confessionali; il tentativo di tradurre in un linguaggio postmoderno le enunciazioni di principio di allora sulla delineazione di margini e modalità di protezione delle coinvolte istanze basilari (e identitarie) individuali alla luce di esigenze altrettanto basilari dell’ordinamento civile.
Il volume trae spunto da questa duplice tendenza, per procedere al recupero di antiche chiavi di lettura, impostazioni e soluzioni, ed alla disamina del loro influsso su successive analisi giuridiche, sulla scorta dell’ipotesi che le prime, una volta “filtrate” e ricontestualizzate, possono tornare ad apparire potenzialmente applicabili a contesti pur nel frattempo enormemente mutati, rispetto al tema saliente dell’integrazione dell’ordinamento civile da parte del diritto canonico, e a quello correlato della salvaguardia della libertà del credente.
12,9925,00
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I ministri di culto in Italia

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La nuova configurazione religiosa della società italiana, contrassegnata dalla forte espansione dell’Islam e dalla diffusione di culti e credenze al confine tra religione e psicologia, ha inevitabilmente inciso sull’interpretazione delle categorie giuridiche collegate al fenomeno religioso. Se la dottrina e la giurisprudenza si erano già imbattute nei problemi legati alla mancanza di una nozione di confessione religiosa, un certo disorientamento si è registrato allorché si è ritenuto di dover ripensare, anche per attribuirle un contenuto giuridico definito, alla figura dei ministri di culto che, nel panorama religioso sempre più complesso che caratterizza la realtà sociale, è apparsa eccessivamente sfuggente. Il volume, partendo dall’analisi del dato normativo, propone una ridefinizione della nozione di ministro di culto, mettendone in rilievo l’importanza nell’attuale dinamica dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose.

5,9915,00
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Segnaposto

Il concetto di flagranza nell’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale

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La serietà, la competenza e la professionalità dell’Autore de “La
nozione di flagranza” sono una garanzia per la qualità dell’approfondimento
della problematica connessa alla disciplina dell’arresto in
flagranza e del fermo, sotto l’aspetto dottrinario-giurisprudenziale e,
soprattutto, sotto quello pratico procedurale.
L’esperienza del quotidiano arricchisce così la trattazione di un
tema che a distanza di venticinque anni dall’entrata in vigore del
“nuovo” codice di procedura penale, è sempre di stringente attualità
nelle aule di giustizia ed ancor prima negli uffici della polizia giudiziaria.
Il pregio maggiore del lavoro che ho il piacere di presentare risiede
probabilmente nella capacità dell’Autore di resistere in larga
misura al richiamo di chiavi interpretative “ideologicamente” critiche
od elogiative, ovvero “di parte”, come non sempre in verità capita
di leggere negli scritti sull’argomento: la possibilità di pervenire
ad una corretta valutazione sistematica di un novum, in continua
evoluzione perché strettamente connesso alle mutevoli attuali dinamiche
sociali, impone l’abbandono di punti di vista parziali, siano
essi quelli dell’ufficiale/agente di polizia giudiziaria, del difensore o
del pubblico ministero; ed è nel rispetto di questa metodologia che
l’Autore procede nell’analisi del dato normativo, opportunamente
privilegiando un approccio di tipo operativo per la delineazione e
risoluzione dei principali interrogativi posti da una previsione letterale
che, sin dall’inizio della sua formulazione codicistica, continua
a nascondere più di una insidia all’interprete

8,00

Il denaro di Pietro

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L’attuazione di modelli di perequazione finanziaria de mutuo subsidio nelle strutture organizzative della Chiesa assume, specialmente all’indomani del Concilio Vaticano II, una valenza prioritaria.
In tale quadro il can. 1271 CIC 1983 positivizza un’inedita forma di introito verticale di flussi finanziari per la carità del Romano Pontefice. Questo modello, che si affianca all’Obolo di San Pietro, rinvia all’antica pratica paolina delle collette nelle comunità cristiane delle origini e al tema della sollicitudo omnium ecclesiarum, ma esprime anche la necessità di estendere il perimetro concettuale della caritas agli uffici centrali di governo della Sede Apostolica.
La norma, una novità del nuovo Codex, pone tuttavia problemi giuridici di non facile soluzione. In armonia con i principi conciliari di compartecipazione, sussidiarietà e corresponsabilità, riepiloga il principio-fine della caritas, ma richiede innovativi paradigmi di metodo nell’organizzare le «strutture» in sintonia con gli standard internazionali di razionalità, efficienza e trasparenza della gestione dei flussi finanziari nelle dinamiche di transito centro-periferiche.

Presentazione di Giuseppe Dalla Torre
Postfazione di Antonino Mantineo

9,9928,00
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Segnaposto

Il diritto come ”scienza di mezzo”

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L’opera accoglie più di centoventi contributi di studiosi delle diverse branche del sapere giuridico, storico, filosofico ed economico.
L’eterogeneità delle tematiche affrontate riflette proprio quella concezione del diritto ecclesiastico quale “scienza di mezzo” che a più riprese Mario Tedeschi ha sostenuto nei suoi lavori.

a cura di Maria d’Arienzo

50,00100,00
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L’Hindu Joint Family e l’Ordinamento italiano

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L’Hindu Joint Family e l’Hindu Joint Property sono istituti antichissimi della tradizione giuridico religiosa indù, che esistono ancora oggi e costituiscono elementi importanti della società indiana. Sebbene essi appaiano difformi dagli istituti del diritto di famiglia italiano, questo studio, fondato sul metodo di ricerca offerto dal diritto interculturale, rivela che alcune loro caratteristiche, come per esempio la gestione comune dei beni in proprietà collettiva da parte di tutti i membri della famiglia, sono in realtà tratti identificativi di alcuni istituti del nostro ordinamento.

9,9918,00
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L’obbligo di riparazione del danno in diritto canonico – Percorsi di ricerca

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Il concetto giuridico di riparazione del danno è speculare ai profili di giustizia che l’ordinamento canonico persegue. Il concetto di riparazione assume precise connotazioni soprattutto rispetto ai profili di responsabilità che investono il fedele nei rapporti intersoggettivi. Un’indagine sul concetto di riparazione e di danno nel diritto canonico è sembrato non potesse prescindere dall’analisi della normativa prevista dal Codex pio-benedettino e dalle fonti storiche, al fine di verificare se ci sia stata o meno un’evoluzione nel concetto e nella disciplina.

5,9912,00
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La “proprietà interculturale”

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La proprietà privata si rivela prima facie forma storica del rapporto giuridicamente qualificato tra le persone e i beni. Nella sua accezione normativa in Europa e nel diritto occidentale, la matrice giudaico-cristiana si perfeziona nella tradizione dottrinale e giurisprudenziale romano-canonica, ma anche in esperienze profondamente diverse gli usi, la religione e le culture evidenziano una sostanziale permeabilità dell’istituito ai valori socialmente condivisi. Se è improprio parlare di una proprietà islamica o ebraica, è innegabile come in ogni sistema giuridico le fonti scritturali rappresentino il vero e proprio formante di una teoria e di una prassi delle relazioni privatistiche intersoggettive. Il volume ripercorre il lungo processo di giustificazione e definizione delle diverse forme di proprietà, dalle tesi che la ancorano al diritto naturale e, nella modernità, alle libertà fondamentali, fino a quelle che ne postulano l’abolizione o ne confinano la disciplina a mere e fungibili scelte regolative di diritto positivo. La riflessione sull’accezione di proprietà appare oggi non poter arrestarsi a questa soglia, perché è profondamente modificata la qualificazione dei termini che la proprietà stessa mette in rapporto. Nel prisma del costituzionalismo e della critica interna alle discipline che ha originato, i beni immateriali acquisiscono una crescente rilevanza economica e manifestano l’emersione di una rinnovata e più forte domanda etica, rispetto ai ritrovati medici, alle intelligenze artificiali e ai dati cd. sensibili. D’altra parte, i formali titolari della proprietà solo marginalmente possono essere ormai divisi in soggetti pubblici (Stati) e privati (individui), evidenziandosi sempre di più la pretesa gestoria delle grandi corporations e modalità di utilizzo che intersecano realizzazione individuale, uso comune e benefici collettivi non intenzionali.

20,00

La condanna della mafia nel recente Magistero: profili penali canonistici e ricadute nella prassi ecclesiale delle Chiese di Calabria e Sicilia

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Nonostante negli ultimi anni la pubblicistica abbia offerto importanti ricerche e analisi sul rapporto della religione cattolica con la mafia, questo libro di Nino Mantineo offre importanti elementi di novità. Pervaso da una passione civile, svolge un’analisi “tecnica” con una dettagliata attenzione ai canoni che disciplinano la pratica religiosa e la stessa esperienza di fede; segnala criticamente “il ritardo della Chiesa”, ne spiega ragioni e sviluppi; coglie gli elementi di novità maturati nel tempo; avverte il decisivo punto di non ritorno raggiunto negli ultimi anni. La questione del rapporto della religione con le mafie non può essere affrontata in maniera semplicistica o unilaterale: quando si parla di religione e ancor più di Chiesa e sacerdoti, nonostante le apparenze, non si parla mai di un monolite, bensì di un mondo nel quale vi sono orientamenti prevalenti ma non del tutto esclusivi; quindi serve molta sensibilità per distinguere e cogliere le varie sfaccettature, anche quelle che agiscono sotto traccia. Anche quando intervengono personalità “forti”, anche per l’autorità esercitata, la loro voce agisce in una prospettiva di prevalenza e non di totalità. Dall’introduzione di Tano Grasso
8,9918,00
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Le intese: attualità e prospettive, prendendo spunto dalla recente Intesa con la Chiesa d’Inghilterra

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a cura di Maria d’Arienzo

Mario Ferrante

Fabiano Di Prima

Il presente Quaderno monografico della Rivista “Diritto e Religioni” raccoglie gli Atti del Convegno “Le intese: attualità e prospettive, prendendo spunto dalla recente intesa con la Chiesa d’Inghilterra” tenutosi presso la Sala delle Capriate del Complesso Chiaramonte-Steri, sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, il 9 e il 10 giugno 2022.

Il Convegno, organizzato dalla cattedra di Diritto Ecclesiastico e Canonico dell’Ateneo a ridosso dell’approvazione dell’intesa siglata tra il Governo italiano e l’Associazione “Chiesa d’Inghilterra”, ha costituito un’occasione per fare il punto, anzitutto, sullo “stato dell’arte” della legislazione di matrice pattizia. I contributi di questa prima sessione, nell’inquadrare luci e ombre di quest’inveramento del disegno del Costituente, hanno offerto diversi spunti innovativi di riflessione. Due, in particolare, paiono spiccare, per le loro ricadute di peso nel sistema.

Il primo sembra condensabile nell’osservazione che il contesto attuale richieda un nuovo modo di guardare alle Intese, sia “in fieri”, sia a quelle già approvate con legge. Il tema a monte di una società definitivamente plurireligiosa e multiculturale ove i gruppi reclamano anzitutto il diritto alla loro differenza identitaria, porta infatti a ragionare in modo diverso oltre che sull’attitudine del canale bilaterale (ex art. 8, III co., Cost.) a secondare quest’istanza (e sulle sue conseguenze), anche sull’’inquadramento di quanto già tramite tale canale prodottosi nell’ordinamento. Da una parte, infatti, affiora l’ipotesi che la più marcata ricerca da parte dei contraenti confessionali d’un rispecchiamento della loro “unicità” porti a concentrare proprio su tale fronte il picco delle criticità/farraginosità negoziali, così da “sdrammatizzare” quelle sui più generici versanti, ove si presta all’uso – a mo’ di calco – l’ormai consolidata piattaforma di “diritto comune delle intese” rispondente a esigenze di base condivise. D’altra parte, affiora la convinzione che questa nuova prospettiva possa al contempo agevolare i cultori del diritto a riguardare sine ira ac studio le intese già esistenti, onde focalizzarne più nitidamente taluni indicatori di originalità (di tenore giuridico, politico, contingenziale, endoconfessionale ecc.) non costituenti in senso stretto quella “piattaforma”, giacché propri di ciascuna Intesa sin qui siglata. 

Il secondo spunto, poi, concerne parimenti l’utilità di una pragmatica “presa di misure”. In questo caso si parte dalla consapevolezza della pesante criticità per le confessioni che intendano affacciarsi nel canale in parola, costrette a valicare i disagevoli argini posti da un supporto normativo – la L.n. 1159 del 1929 e relativo R.D. n. 289 del 1930 – vetusto e poco collimante con l’indole pluralista repubblicana. Per giungere alla constatazione che l’Amministrazione di vertice tuttavia ormai pare avvezza a reputarlo comunque funzionale, una volta integrato dalle prassi interpretative offerte e/o avallate dal Consiglio di Stato che ne mitigano (in parte) l’indole ‘poliziesca’ (specie da ultimo, puntando su una chiave dialogico-cooperativa costituzionalmente informata). Ferma restando, ad ogni modo, l’ideale possibilità teorica – sempre più tale, visti i numerosi tentativi falliti – di sparigliare il quadro introducendo una legge di base sul fatto religioso recante valori sostantivi/garantisti nuovi e di sintesi, atti a formalizzare la suddetta chiave della collaborazione, nel segno di una laicità “inclusiva”.

25,00

Nuove opportunità di sviluppo dai contesti migratori. Inclusione, sicurezza e confessionalità

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Il volume inaugura la Collana su Migrazioni EuroMediterranee, Sistemi normativi e Scambi internazionali che si propone di ospitare le ricerche, di gruppo ed individuali, nell’ottica del diritto internazionale e del dialogo tra sistemi giuridici, sulle nuove connessioni tra norme internazionali, regole confessionali ed opportunità nel mercato euromediterraneo.
Il testo raccoglie gli atti del seminario di studi internazionali dal titolo “Nuove opportunità di sviluppo dai contesti migratori. Inclusione, sicurezza e confessionalità” tenutosi in occasione delle celebrazioni per il trentennale dell’azione europea “Jean Monnet 30 years of Excellence in EU Studies”.
I contributi pubblicati attengono a due tematiche di stretta attualità: nella prima parte il rapporto tra flussi migratori e sicurezza pubblica in ambito internazionale, nella seconda la connessione tra flussi migratori ed istanze confessionali. Un’ultima sessione racchiude invece gli interventi programmati di personalità della società civile sia in ambito nazionale che internazionale.
I temi trattati, investigando gli aspetti dell’inclusione, della sicurezza pubblica e della libertà religiosa in contesti migratori, soprattutto nell’ottica della cooperazione messa in campo dalle comunità confessionali nell’esercitare un ruolo centrale nei processi di integrazione e di sviluppo sociale.

T. B. J.

 

9,9918,00
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Pluralismo religioso e dialogo interculturale. L’inclusione giuridica delle diversità

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La stretta connessione tra «interculturalità» e «dialogo» costituisce il fil rouge della riflessione sulle politiche di inclusione delle diversità, rappresentato dal sintagma «dialogo interculturale». L’analisi degli strumenti gius-politici di dialogo istituzionale – previsti sia nell’ordinamento italiano nel rapporto con le confessioni religiose, sia nel diritto dell’Unione Europea – così come anche le forme di dialogo sui diritti umani o di dialogo interreligioso consentono di approfondire la peculiarità che contraddistingue il «dialogo interculturale», rispetto alle altre forme dialogiche e di interazione, proprio in virtù della sua potenzialità di integrazione delle differenze. Il processo di inclusione della diversità innestato dal «dialogo interculturale» investe in misura crescente anche il campo giuridico in un’ottica di formazione del futuro operatore del diritto attrezzato ad affrontare le sfide che la multireligiosità e l’interculturalità impongono. In tale prospettiva, la conoscenza dei diritti religiosi costituisce una delle nuove frontiere del sapere giuridico in funzione di un proficuo «dialogo tra i diritti» che si realizza attraverso l’interpretazione del dato giuridico in senso interculturale, al fine della costruzione di una concreta società coesa, rispettosa dei principi di libertà e uguaglianza nella diversità che costituiscono i principi fondamentali del costituzionalismo occidentale.
8,9918,00
ebook - cartaceo

Quasi un bilancio

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Si raccolgono in questo volume alcuni dei saggi scritti negli ultimi anni, sia storici che giuridici, più o meno impegnati. In alcuni csi si completano ricerche precedentemente affrontate, in altri v’è un approfondimento di quanto già detto. Come può trarsi dal titolo, si tratta di un primo bilancio che si spera non sia definitivo.
9,9920,00
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Segnaposto

Un anno di diritto & rovescio

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Questo volume contiene una collezione di articoli pubblicati sulla rubrica settimanale “Diritto & Rovescio”, curata dall’avv. Angelo Greco, con il contributo del dott. Temistocle Marasco. La rivista è visionabile sul sito www.loudvision.it, portale che si occupa di musica, cinema e spettacolo.

Il primo numero di “D&R” è uscito il 13 dicembre 2008. Da quando è nata, la rubrica si è occupata di diritto d’autore, diritto dei media e della rete, svolgendo da osservatorio sui temi di maggiore attualità. Alcuni di essi sono stati monitorati con regolarità, onde dare al lettore un costante aggiornamento. Si tratta di argomenti che si affacciano sul diritto del futuro, come la pirateria del file sharing e la conseguente crisi del diritto d’autore, le pronunce giudiziarie in materia di censura su internet, l’epopea del digitale terrestre, il fenomeno nascente dei social network. Proprio alla luce di ciò, il presente volume, che tiene conto di quanto sino ad oggi pubblicato, è stato diviso per aree tematiche.

Il linguaggio usato da “D&R” è rivolto, principalmente, all’uomo comune, al cittadino di internet che ha una conoscenza sommaria della rete e, soprattutto, slegata dai concetti e dalla terminologia giuridica. Così, anche gli istituti del diritto sino ad oggi aperti solo agli addetti ai lavori, in “D&R” trovano spiegazioni accessibili.

Abbonarsi gratuitamente alla newsletter è possibile attraverso la registrazione sul sito www.avvangelogreco.it oppure accedendo attraverso il portale www.loudvision.it.

18,00