Diritto e potere nei rapporti tra le giurisdizioni civili e le autonomie confessionali

Quando il personaggio storico-letterario del giudice Dee si trova
davanti al sempre più concreto fallimento di una sua indagine, non
può non ammettere, in forme solenni, le sue inadeguatezze e disporsi
a rassegnare le dimissioni1. Robert van Gulik chiarisce il senso di
questo atto giuridico formale: a chi detiene il potere è concesso di
compiere azioni che sarebbero ritenute illecite per tutti gli altri cittadini.
Se l’esercizio del potere non corrisponde, però, ai suoi scopi
istituzionali, la sanzione per quelle azioni illecite è normalmente
comminata in modo più grave. E, d’altra parte, lo stesso van Gulik
riconosce che nel diritto vi sono, come nella letteratura, alcuni topoi:
dietro un personaggio o dietro un istituto, non c’è soltanto la messa
in opera di comportamenti concreti, ma anche (e, in alcuni frangenti,
soprattutto) l’attualizzazione di norme sottratte alla disponibilità
umana. Operative nella loro vincolatività e vincolanti proprio perché
universalmente rispettate ed applicate

25,00

COD: 9788868223380 Categorie: ,
Anno di pubblicazione

2015

Numero pagine

440

ISBN

978-88-6822-338-0

Collana

Diritto e religione

Formato

Cartaceo

Autore

Bilotti Domenico

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Editorial Review

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