Del populismo

Per lo specifico tema di cui si occupa il libro, è stato come voler soddisfare il gusto di una ricerca che ha trovato una altra occasione per rivolgersi ad uno di quei sostrati di idee che stanno dietro la operazione identificatrice di un fenomeno. Nel caso del ‘populismo’ era necessario vedere come se ne fosse costruita una impalcatura concettuale che, ovviamente, non rimanesse sovrapposta alle  manifestazioni storiche ed empiriche del fenomeno stesso. Di quali idee è portatore il ‘populismo’? Alla luce di quali idee se ne chiarisce meglio la natura? C’è un ‘populista’ “risentito”? Il “risentimento” è tra le componenti del ’populismo’? Si sono cercate le risposte a tali interrogativi interni ad una antropologia del ’populismo’, verificando al tempo stesso: a) in quali termini si è venuta ponendo una “questione populismo”; b) quali i nodi problematici di essa; c) dove trova giustificazione la vasta letteratura critica cui ha dato vita tale questione.

Lettera dell’autore

 

La Vida de Marco Bruto di Francisco de Quevedo vide luce nel 1644, un anno prima della morte del suo autore, sebbene si suppone, a ragion veduta, che sia stata portata a compimento nel 1631. L’opera appena pubblicata fu ben considerata e apprezzata tanto da conoscere traduzioni in diversi idiomi: italiano, latino, olandese e inglese. La traduzione italiana fu la prima, ed è da ascriversi al poligrafo Nicolò Serpetro. Questi non è escluso che delle prime opere del Quevedo abbia fatto conoscenza in età giovanile, tra gli anni 1624-1630, in cui ancora erano vive le tracce della permanenza del Quevedo in Sicilia in qualità di segretario del duca di Osuna, nominato nel 1610 viceré di Sicilia. La traduzione del Serpetro apparve in Venezia nel 1653, per Cristoforo Tomasini, con il titolo , Osservazioni politiche e morali sopra la vita di Marco Bruto trasportate dallo spagnolo dal Cavalier Nicolò Serpetro. Anche per la traduzione de la Vida de Marco Brutocome già per Il mercato delle maraviglie della Natura overo Istoria Naturale del Cavalier Nicolò Serpetro, traduzione dall’inglese della Thaumatographia naturalis (1633) di Jan Jonston (1603-1675) – il Serpetro nella prima di copertina, come chiaramente si evince, non fa alcun riferimento né all’autore dell’opera e ne ai preliminari dell’opera originale (privilegio, licenza, approvazione, dedica, il portico “Giudizio che di Marco Bruto fecero gli autori nelle loro opere” e “Della medaglia di Bruto e del suo rovescio”). (…) Quando Serpetro dà alle stampe (1652) la traduzione della Vida de Marco Bruto, Quevedo aveva concluso la sua vicenda terrena (1645). E Serpetro sa che i morti non entrano in gioco se non giovano. E a Serpetro Quevedo giova, come giovano le idee su cui si regge la narrazione riguardante la sua versione della vita di Marco Bruto. Al tempo della pubblicazione delle Osservazioni Serpetro aveva già rotto i suoi rapporti con il suo protettore Nicolò Placido Branciforte e andava alla ricerca di un’altra famiglia nobiliare che gli potesse garantire protezione e benefici. Di qui, se la traduzione inizialmente può nascere come omaggio allo scrittore spagnolo, per gratificare la cerchia dei suoi amici siciliani, in particolare la famiglia dei Branciforti, successivamente, proprio in seguito alla rottura con questa famiglia, lo scenario muta al punto da pubblicare <>.

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ebook - cartaceo

Svuota
COD: 9788881017867 Categorie: , ,
8
Anno di pubblicazione

2011

ISBN

978-88-8101-786-7

Numero Pagine

168

Collana

Reti

ISBN ebook

9788881019243

Autore

Crispini Franco

Collane

Reti

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Editorial Review

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