Castrovillari invece di Cosenza

Il guastatore

Fortunato Pisani ci regala un suggestivo manuale sull’apicoltura, realizzato sul campo, quindi un’esperienza di vita vissuta. Il trattato riserva comunque anche tante sorprese, squarci di vita, piacevoli e non piacevoli. Traspare intanto un amore incondizionato per le api e la natura in generale che costa, però, tanta fatica e non solo. Con questa nuova esperienza editoriale caparbiamente il Pisani, pagina su pagina cerca in ogni modo di coinvolgere il lettore, che partecipa nel condannare don Peppino Bellizzi per la parola data e non mantenuta, come d’altra parte fa tenerezza la famiglia contadina cosentina che, nonostante il mancato acquisto del terreno, riempie di regali l’autore, ma soprattutto si commuove quando questa famiglia “assorbe parte del dolore” procurato dal prete Monsignor Bellizzi. Ma quello che commuove ancor di più è aver tolto dall’ignoranza e dall’incuria quei due ragazzi di undici anni, lasciati in balia di se stessi a gironzolare nelle campagne e poi mandati a scuola serale fino al conseguimento della quinta elementare, istruiti a dovere nel lavoro dell’azienda e trattati come figli. La voglia di lavorare e di emergere in questa nuova realtà – la famiglia Pisani proviene da Soriano Calabro – fa dimenticare le peripezie logistiche e allora la famiglia passa da Corigliano, Rossano e Trebisacce per i fiori d’arancio; Acri, Carolei e Domanico per la fioritura del castagno; Sibari, Policoro e Ginosa per l’eucalipto; valle del Tiggiano fino a Polla per l’erba medica; San Marco Argentano e Torano per la sulla e il castagno. Queste località sono state scelte con cura dopo sopralluoghi per sistemare le arnie. Al resto ci pensano le lavoratrici… le amate api! Conosce così, oltre ai siti e nuovi posti, tante persone e fa nuove amicizie. Fortunato si fa voler bene! Il trasporto delle arnie e delle attrezzature necessarie avviene con la vecchia “Balilla” che Pisani conosce molto bene, infatti, ripara le gomme, smonta e monta i vari prezzi dell’auto; all’occorrenza si inventa meccanico, perché negli anni ’50 le officine erano davvero poche. Arriva il momento della raccolta del miele (effettuata a mani nude e senza maschera) e della cera; acquista macchine nuove e copre magazzini di stoccaggio in varie parti d’Italia. La vendita a rate fu la chiave dello sviluppo economico che ha dato la possibilità di acquistare attrezzi, macchinari e automezzi e, quindi, ad ognuno sviluppare e migliorare il proprio lavoro. A Torino all’EXPO d’Italia sessantuno si festeggia il boom economico e il furgone fiat 1100 D di Pisani, decorato dal maestro Del Bo rappresentante un’ape posata sui fiori di arancio, con la scritta “Apicoltura F.lli Pisani – Castrovillari”, fa bella mostra. Intanto il sogno di avere una struttura adeguata per l’attività si avvera; acquista e ristruttura il “Pastificio” e con esso, dopo un po’, arriva anche la scissione della società col poco amato fratello. Fu anche l’inizio della fine della secolare attività della Ditta Pisani. Stremato, amareggiato ridusse di molto il lavoro, seguì invece i congressi di apicoltura in Italia e all’estero, girò il mondo, nonostante gli capitasse nei suoi giri di “due cieli”, ritornò nella sua Castrovillari con i suoi 86 anni, che non dimostra, (lui dice grazie al miele delle api) per raccontarci le sue esperienze di apicoltore, ma non solo. La storia, si sa, è sempre fatta dai GRANDI, con le loro intuizioni, anticipazioni, le grandi idee; sappiamo bene però che a muovere le gambe sono sempre le masse composte, a loro volta, da tanti singoli individui, uomini e donne. Questo libro ci racconta la storia di chi ha seguito e vissuto la filosofia del lavoro accanto alla natura, insieme, in simbiosi con le api! Questa è quella vissuta con la mente e il cuore da Fortunato Pisani. GIUSEPPE BELLIZZI

 

12,00

COD: 9788881016303Categorie: ,
Anno di pubblicazione

2009

Numero pagine

176

Formato

Cartaceo

ISBN

978-88-8101-630-3

Autore

Pisani Salvatore Fortunato

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