Imbroglio di Stato

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Perché è esistita una lunga Strategia della tensione? Quante volte e perché in Italia vi è stato il rischio di golpe? Quanti attentati sono implosi? Quali forze li hanno orditi? Qual è il vero ruolo di Cosa nostra e per quali ragioni ha contribuito a perpetrare la Strategia della tensione?

Domande martellanti su fatti e persone per entrare negli anfratti nascosti, nella prassi del sistema fino a ché ogni domanda trova risposta. Il lettore scoprirà la testa del sistema, responsabili e finanziatori occulti della Strategia della tensione. Conoscerà i nomi di gruppi economici, organizzazioni segrete, persone insospettabili dall’apparenza perbene, accanto a nomi noti ma di cui non tutto è stato detto – come Cossiga, D’Amato, Tedeschi, Andreotti, Gelli, Sindona e altri – nonché di alti ufficiali dell’Arma come Mori, Delfino, Subranni e altri. Accompagnato dall’Autrice dentro i fatti, il lettore si troverà in una posizione privilegiata: l’interno della “cabina di regia”, da cui è stata orchestrata la lunga Strategia della tensione (la I e la II). Vedrà scorrere rapido davanti a sé un trentennio, dal 1964 fino al 1994, con implicazioni che giungono sino ai nostri giorni, influendo sugli equilibri politici e tenendo sospesa la democrazia. Troverà risposta a questioni irrisolte, ritrovandosi faccia a faccia con il sistema inquinato dell’Italia occulta.

40,00

Delitto a Punta Marsa

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Un bellissimo lembo di costa tirrenica, un cane inquieto e l’odore della morte. A settembre è ancora estate a Praia a mare. Regna uno strano silenzio sul piccolo promontorio di Punta Marsa. Da giorni non si hanno notizie di Joe Meranda, proprietario di una delle villette. Un semplice controllo e la scoperta del cadavere all’interno della casa. D’improvviso, tutto si tinge di giallo, come un cocktail al bergamotto. La tela è squarciata, la pace sospesa, il tempo interrotto. A risolvere il caso, il commissario Lillo Barberis con il suo vice Peppe Munno. Il solerte poliziotto dovrà barcamenarsi tra i formalismi irosi del questore Catozzi e i pochissimi indizi a disposizione. Potrà contare, però, sull’aiuto della compagna, la giornalista Achiro e di Nina Pileggi, giovane magistrata. A fare da cornice all’eterna lotta tra il bene e il male, le suggestioni storiche, architettoniche e paesaggistiche di una terra chiamata Calabria.

18,00

A testa alta

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Ci sono vite che non seguono un percorso lineare, ma che proprio per questo diventano testimonianza. Amedeo Di Tillo racconta il suo cammino senza filtri né retorica: l’infanzia in una città di mare, la malattia, la disciplina, l’impegno sindacale, le cadute e le ripartenze, fino alla scelta di dedicarsi allo sport come strumento educativo e sociale. Questa non è una storia di successo costruita a tavolino, ma il racconto autentico di un uomo che ha attraversato le istituzioni senza mai perdere il senso critico, che ha creduto nella formazione come chiave di libertà e che ha scelto di investire sui giovani quando sarebbe stato più facile voltarsi dall’altra parte. Tra esperienza vissuta e visione del futuro, questo libro è un invito a non arrendersi, a rialzarsi dopo ogni caduta, a cercare il proprio posto nel mondo con responsabilità e coraggio. Perché il vero patrimonio non è ciò che possediamo, ma i valori che lasciamo.

14,00

Il lungo Risorgimento (1796-1948)

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Scegliere la chiave di lettura del Lungo Risorgimento significa suggerire una prospettiva storica che punta a individuare i valori che formano l’identità politica e culturale di un popolo. Significa recuperare il tempo e lo spazio di secoli e di millenni che creano attraverso continuità e rotture una civilizzazione. Significa cogliere di questa civilizzazione il momento in cui il bisogno di unità all’interno di un unico Stato diventa irresistibile per coloro i quali avvertono i mutamenti epocali connessi alla nascita e alla maturazione di un qualcosa che rompe i confini tradizionali e annuncia l’alba di un nuovo mondo.

20,00

Antonio Ritacca

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Flora Maria Ritacca, docente di scuola secondaria superiore, esordisce con questo suo primo libro, nato dall’amore per la scrittura e dal desiderio di raccontare emozioni autentiche. Attraverso queste pagine dà voce ai legami familiari, ai sogni, alle fragilità e alla forza che si nasconde nei momenti più difficili. Un racconto intenso e profondamente sentito, dedicato al fratello, figura preziosa e fonte d’ispirazione profonda.

18,00

La vendetta dell’asina

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Cosa resta di noi quando il presente ci tradisce? Sue Mecray ha perso tutto: il lavoro a Chicago e la fiducia nel futuro. Per guarire, decide di aggrapparsi a uno dei pochi punti fermi rimasti, il nome di una donna mai conosciuta: la sua bisnonna Maria Miennula. Dall’altra parte dell’oceano, lo scrittore Domenico Controvento diventa la sua guida oltre la nebbia del tempo. Ma attraversare il «fiume della Memoria» non è un viaggio innocuo. Negli archivi di un Sud Italia arcaico, il traghettatore scoprirà che la storia di Maria non è fatta solo di nostalgia, ma anche di soprusi che attendono da generazioni che qualcuno ne sveli le trame.

14,00

Collana Repaci

Gratifica particolarmente la nostra casa editrice la decisione di riproporre ai lettori la corposa e variegata produzione letteraria di Leonida Repaci, certamente uno dei figli migliori e più autentici della Calabria del secolo scorso: socialista, antifascista, scrittore, saggista, poeta, drammaturgo e giornalista di vaglia nel panorama italiano del suo tempo.

L’idea di questa iniziativa si colloca nel contesto delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della “Luigi Pellegrini Editore” (1952/2022), e di tale importante appuntamento rappresenta senza dubbio una delle tappe più significative e di maggiore portata culturale.

Repaci – peraltro legato da sentimenti profondi di stima e amicizia al fondatore della nostra casa editrice, Luigi Pellegrini – e la sua consistente opera, in larga parte di profilo autobiografico, ma ricca di suggestive ambientazioni storico-sociali e di acuti approfondimenti tematici, strettamente legati ai problemi e alle vicende della sua terra, riflettono con compiutezza e originalità l’obiettivo che ha via via accompagnato il nostro cammino: agganciare l’idea di un Mezzogiorno dinamico e avanzato alla formazione di una robusta identità etica e di una solida coscienza civile.

Cominciamo, dunque, questo cammino, con un lavoro inedito, “I fatti di Palmi” – Autodifesa al processo di Catanzaro del 1925, abilmente curato da Natale Pace, tra i maggiori conoscitori di Repaci.

Si tratta dell’arringa pronunciata dallo scrittore davanti alla Corte d’Appello di quella città, che lo vide imputato insieme con i fratelli Giuseppe, Gaetano e Francesco, e i cognati Francesco Parisi e Vincenzo Mancuso. Un’accorata autodifesa contro le accuse fasciste di aver fomentato i tafferugli accaduti quell’anno nella cittadina tirrenica in occasione della Varia. Ma anche il riflesso del clima oppressivo e intimidatorio instaurato dal regime mussoliniano, che aveva cancellato ogni speranza di mantenere il nostro Paese nell’alveo della democrazia e della libertà.

“…mi pare si chiamasse Mancini”

Vent’anni fa, l’8 aprile 2002, moriva Giacomo Mancini, esponente di spicco del Partito socialista italiano, di cui fu anche segretario nazionale, e più volte ministro della Repubblica. Più che mai opportuno, quindi, in occasione di questo anniversario, riproporre l’intenso excursus politico-amministrativo tracciato dal figlio Pietro nel volume “…mi pare si chiamasse MANCINI…”, che la nostra casa editrice ha pubblicato nel 2016, in occasione del centenario della nascita dell’ex leader socialista. La sua lunga esperienza politica è stata suggellata da passaggi e tappe di grande prestigio. Deputato dal 1948 fino al 1992, Mancini è stato Ministro della Sanità nel primo governo Moro (4-12-1963/22-7-1964), Ministro ai Lavori Pubblici nel secondo (22-7-1964/23-2-1966) e terzo governo Moro (23-2-1966/5-6-1968) e nel primo (12-12-1968 / 5-8-1968) e secondo (5-8-1969/ 27-3-1970) governo Rumor, Ministro del Mezzogiorno nel quinto governo Rumor (14-3-1974/23-11-1974).
Come Ministro della Sanità, impose il vaccino Sabin, che debellò la poliomielite in Italia. Come Ministro dei Lavori Pubblici, combattè la speculazione edilizia, intervenendo per denunciare, alla Camera, i “fatti mostruosi" di Agrigento, per salvare l’Appia Antica di Roma ed in numerose altre occasioni tanto da ottenere il riconoscimento, unanime, del Parlamento Italiano che, unico esempio, nella storia d’Italia di tutti i tempi, gli conferì la Medaglia d’Oro per la sua attività. Completò l’Autostrada Milano- Napoli, fece costruire la Salerno-Reggio Calabria, la Roma-Civitavecchia, la Roma-Aquila-Pescara e tante altre sedi stradali, in ogni parte d’Italia, avviando la costituzione di un enorme patrimonio di infrastrutture, tra le quali porti (Gioia Tauro) e aeroporti (Lamezia Terme), oltre a difendere Venezia dall’abbassamento del fondo marino, la Torre di Pisa dalla sua pericolosa inclinazione, Firenze dall’alluvione, che l’aveva devastata, nel novembre del 1966. Mancini creò la Commissione Nazionale di Studi contro il degrado idrogeologico, presieduta dal prof. De Marchi, i cui risultati sono, ancora oggi, gli unici, che abbiano offerto un quadro completo dei gravi problemi di degrado, che persistono. Sul fronte culturale, infine, il suo impegno fu determinante per la costruzione, ad Arcavacata (CS), dell’Università della Calabria e per la pubblicazione, nel 1973, del primo quotidiano, realizzato nella regione, “Il Giornale di Calabria", diretto da Piero Ardenti. Il 5 dicembre 1993 venne eletto Sindaco di Cosenza, il primo scelto direttamente dai cittadini, riconfermato, con un voto plebiscitario, nel 1997. Accusato nel 1994 di concorso esterno in associazione mafiosa da alcuni magistrati di Reggio Calabria, venne assolto perché il fatto non sussiste dopo un lungo e doloroso percorso giudiziario che lo vide, tuttavia, determinato a difendere la propria onorabilità, il prestigio e la considerazione unanimi conquistati nel corso della sua lunga esperienza parlamentare e di governo. Oggi, in occasione del ventennale della scomparsa, la riproposta del volume scritto dal figlio Pietro rappresenta un doveroso omaggio ad uno dei maggiori protagonisti della scena politica calabrese e meridionale.

MEDIA

Video in Primo Piano: Francesco Kostner

Video intervista: Walter Pellegrini

Video in Primo Piano: Walter Pellegrini

NOTIZIE SOCIAL

"Non esistono libri morali o immorali come la maggioranza crede. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto."

Oscar Wilde

Luigi Pellegrini Editore

Via Luigi Pellegrini, 41 (ex via Camposano)
87100 – Cosenza
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Orari
Da Lunedì a Venerdì

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